Grazie davvero per la vostra partecipazione. Confesso: mi sento più emozionato dell’anno scorso perché quest’anno abbiamo vissuto e stiamo vivendo un anno di responsabilità nelle istituzioni. Sarà un’assemblea di partito particolare con molte assenze blasonate e con molte presenze di cittadini.
Devo dire che non li abbiamo esclusi noi, ma si sono autoesclusi, tant’è che domani abbiamo previsto un incontro molto particolare, quasi un fuori programma, in cui noi ci confronteremo con tutti i leader del Partito Democratico. Non sarà presente nessuno, non sono voluti venire: metteremo le sedie vuote. Il loro silenzio sarà il loro punto di vista. Se il silenzio è il nulla ne prenderemo atto.
Questi tre giorni li dedicheremo a un confronto vero, reale. Oggi, iniziando dalla legge finanziaria con particolare riferimento a quello che può dare o non da ai giovani. Adesso c’è un revival della cosiddetta Prima Repubblica: tutti dicono “prima era meglio”. Col cavolo. Nella Prima Repubblica i tanti blasonati notabili hanno lasciato a noi, e noi corriamo il rischio di lasciare ai giovani di domani, una cambiale da 70 miliardi di euro di soli interessi passivi sul debito. Non sono stati gran bravi padri di famiglia, hanno indebitato i loro figli e dirgli “grazie” mi sembra esagerato.
Ci vuole la costruzione di un dialogo su temi concreti. Lo dico perché qualcuno si è risentito del dialogo aperto per la riforma delle Istituzioni e per la revisione dei costi della politica con Alleanza Nazionale. Qual è la ragione per cui noi, ogni volta che gli altri propongono qualcosa che può andare bene dobbiamo dire di no? E’ veramente una logica che il cittadino comune non sopporta più, la logica del veto che serve solo a dimostrare che l’altro non è capace di fare qualcosa. Ma al cittadino non importa di chi è la colpa, ma che si risolvano i problemi.
Il partito del fare si costruisce attraverso un dialogo con coloro che sono nelle istituzioni. Questo è il primo impegno dell’Italia dei Valori, e non è una cosa che abbiamo inventato noi. Pure gli altri partiti, di destra e di sinistra, l’hanno fatto in modo davvero unito, tanto unito che in tre giorni hanno approvato l’indulto.
Noi dell’Italia dei Valori da tempo portiamo avanti la battaglia per ridurre i costi complessivi della politica ben essendo chiaro che solo ridurre i costi non vuol dire niente: la politica deve essere efficiente ed efficace. Dobbiamo lavorare su due fronti: ridurre i costi e essere più credibili lavorando davvero per risolvere i problemi.
Nella notte della finanziaria ho insistito affinché fosse dato esempio concreto di come la politica al posto di spendere potessero fare qualcosa di positivo. Il finanziamento ai partiti si aggira intorno ai 200 milioni di euro l’anno: ho proposto di destinare non tanto ma solo il 10%, 20 milioni di euro all’anno, per mettere in sicurezza soprattutto dal rischio sismico – e lo dico qui, non lontano da San Giuliano – le scuole a cominciare da quelle pubbliche e quelle dell’obbligo. Grazie all’impegno concreto che mi è stato dato dai ministri Fioroni e Chiti alla fine hanno convenuto tutti. Qualcuno per convinzione, qualcuno per desolazione ma tutti pensando “e ora chi lo dice domani all’onorevole Sposetti?” che è il tesoriere dei DS? Io non avrei mai pensato che – proprio ieri – la commissione bilancio dichiarasse questa norma inammissibile. Questa norma non si potrà discutere in Parlamento, ma tutti i parlamentari di Italia dei Valori la riproporranno in ogni sede possibile affinché ciascuno si assuma le proprie responsabilità.
Il tema del presunto dualismo tra politica e antipolitica: io non ho capito perché tutto ciò che non è svolto all’interno del Parlamento o solo dalle solite quattro persone sia antipolitica. A me sembra tanto il ragionamento del manovratore che non vuole essere disturbato.
Vi faccio un esempio: le polemiche di questi giorni sul fatto che la Rete e le piazze si siano riempite di cittadini, chi con comicità chi con esasperazione, che volevano far sentire la propria voce. Tutti hanno detto “è comicità, grillismo, antipolitica”. La Costituzione dice che ogni cittadini può promuovere, insieme ad altri 50.000 cittadini, un disegno di legge di iniziativa popolare. Questo è stato fatto. Ma dov’è l’antipolitica?
Intervento di Beppe Grillo
Beppe Grillo: Ma c’è qualcuno allora…
Antonio Di Pietro: Ciao Grillo, lascio a te la parola.
Beppe Grillo: Ciao, io ti ringrazio… io sono qui nascosto, è un periodaccio per me. Sto facendo un corso gandhiano per la non violenza verbale… mahatma Grillo. Non dirò più parolacce, mi muoverò poco.
E’ successo qualcosa di straordinario che tu stai capendo e non capisco come tu faccia a capire. Siamo in Stickam, in Skype… tutte parole che tu non conoscevi ma tecnologie che adesso stai utilizzando. Sei in Second Life, fai conferenze con gli avatar… tu, un ex poliziotto… è pazzesco!!!
Sei l’unico che ha capito queste tecnologie.
La Costituzione va indossata e io ho visto ragazzi sorridenti che senza spaccare vetrine hanno indossato questa giacca della Costituzione per andare a firmare, per fare qualcosa nell’alveo costituzionale, non fuori. Non facevano antipolitica: andavano a firmare.
Piaccia o non piaccia la Rete costituirà il superamento delle strutture organizzate tradizionali dei partiti, per questo noi abbiamo voluto iniziare per tempo: per la prima volta un Partito della Storia italiana si mette in Rete. Sembra un modo di dire, ma è proprio così: il partito non può più stare chiuso nelle segrete stanze del Palazzo e decidere da solo; dobbiamo aprirci, confrontarci e farci giudicare ma soprattutto dobbiamo ascoltare per poi prendere decisioni concrete e conseguenti.