Quando Antonio Di Pietro e noi con lui fondammo l’Italia dei Valori, cercammo di pensare a un partito diverso da quelli tradizionali. Un partito che avesse un contatto diretto con la gente e nel corso di questi anni questa nostra intuizione si è andata evolvendo.
Abbiamo creato un partito dinamico, che dialoga col territorio anche e soprattutto attraverso i nuovi strumenti telematici: abbiamo lanciato, alla festa di Vasto, il nuovo portale dell’Italia dei Valori come momento di comunicazione diretta, di trasparenza, perché tutti noi entriamo in Rete.
Che c’entra la Rete in un partito?
La Rete, in un partito, sta a dimostrare davvero che si saltano le mediazioni: il politico dialoga con la gente, ne prende i consigli, i suggerimenti e a volte anche i rimbrotti che servono, in tempo reale, per modificare qualche linea politica non proprio mirata e, perché no, a correggere degli errori.
La Rete, il portale, obbliga i dirigenti dell’Italia dei Valori ad avere trasparenza nei loro comportamenti e sovrapposizione tra il dire e il fare. Non sarà possibile avere divaricazione tra quello che diciamo e quello che facciamo, perché il popolo di Internet così come ieri o l’altro ieri il popolo dei fax ci controlla: avrà da ridire, ci contesterà ci farà da pungolo per gli errori che dovessimo commettere.
Noi siamo in condizioni di interagire, di partecipare, di mettere in Rete non solo gli aderenti.
Di più: il popolo dei simpatizzanti.
Di più: il popolo degli elettori.
Ancora meglio: tutti i cittadini che intendono, con l’Italia dei Valori e i suoi dirigenti, avere un contatto.