dalla parte dei cittadini



9 Ottobre 2007

L'immigrazione irregolare e clandestina


Il fenomeno dell’immigrazione irregolare e clandestina ha assunto dimensioni drammatiche in Italia ed espone i nostri concittadini ad un numero sempre crescente di reati.
Per comprendere la dimensione di questo problema è sufficiente fare riferimento a pochi ma significativi dati.





Oltre il 50% dei furti e delle rapine nelle abitazioni sono commessi da stranieri irregolari-clandestini presenti nel territorio dello stato.
Circa il 60% dei reati di violenza sessuale vede protagonisti gli irregolari e i clandestini presenti in Italia. Gli irregolari e i clandestini sono protagonisti di 1/3 delle risse denunciate alle autorità giudiziarie. Ovviamente mi riferisco agli irregolari perchè le percentuali dei reati commessi dai regolari sono sostanzialmente analoghe a quelle commesse dai cittadini italiani.
La questione è ulteriormente aggravata dalle difficoltà di funzionamento di alcune parti della Bossi-Fini.
Mi riferisco in particolare a due parti: una che disciplina il meccanismo dell’espulsione e l’altra parte che disciplina il contratto di soggiorno per motivi di lavoro.
Noi dell’ Italia dei Valori non vogliamo iscriverci al partito dei favorevoli o dei contrari alla Bossi-Fini.
Per intervenire sulla legge è necessario conoscere la dimensione dei flussi migratori, la loro reale consistenza, e la loro origine. I mezzi di informazione, televisivi in particolare, ci bombardano di immagini con barconi carichi di clandestini che arrivano sulle coste della Sicilia. Queste immagini potrebbero convincerci del fatto che il fenomeno sia circoscritto agli sbarchi di clandestini.
La realtà è completamente diversa, oltre i 2/3 degli stranieri irregolari presenti in Italia è infatti costituita da stranieri entrati legalmente in Italia e divenuti irregolari alla scadenza del visto o alla scadenza del permesso di soggiorno. Solo il 15% degli stranieri irregolari hanno violato le frontiere introducendosi clandestinamente nel Paese.

Questi dati consentono di individuare immediatamente due possibili soluzioni: un intervento sul piano preventivo per impedire che chi vuol darsi alla clandestinità abbia la possibilità di venire in Italia. Un secondo intervento è rendere più efficaci e dare incisività ai meccanismi di espulsione, che stentano a funzionare.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario rafforzare il ruolo e le funzioni dei consolati all’estero. Mi riferisco soprattutto ai consolati che operano nei Paesi maggiormente esposti al rischio. Dobbiamo consentire ai consoli di partecipare ai procedimenti funzionali al rilascio dei visto-permessi di soggiorno, mettendoli nelle condizioni di avere informazioni su chi vuole venire e per quale ragione vuole venire in Italia.
Altra evidente lacuna della Bossi-Fini è il completo disinteresse alle caratteristiche delle imprese che richiedono manodopera straniera.
In moltissimi casi micro-imprese, prive dell’effettivo bisogno di manodopera, si prestano al gioco di richiedere centinaia di lavoratori stranieri che puntualmente si dileguano nella maggior parte dei casi alla scadenza, e ancor più spesso prima della scadenza, del permesso di soggiorno.

Altro aspetto su cui lavorare è la gestione dei flussi migratori per costruire le migliori condizioni per equilibrare domanda e offerta di lavoro, anche prendendo spunto dall’esperienza di altri Paesi.
In Francia per esempio il permesso di soggiorno per lavoro non è consentito in determinate aree geografiche del paese.
In Germania per determinati tipi di lavoro non è possibile il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro nel caso in cui sia già disponibile mano d’opera tedesca.
In Italia per certi versi dovremo essere ancora più rigidi e rigorosi. Ci sono zone del Paese all’interno delle quali operano imprese che hanno realmente bisogno di mano d’opera e che operano in realtà capaci di garantire un adeguata integrazione dello straniero da un punto di vista abitativo.
Ci sono poi altre aree del paese che vivono in condizioni completamente diverse, caratterizzate da un tasso di disoccupazione altissimo e da condizioni di disaggio sociale ed abitativo. Consentire in queste ultime aree l’ingresso indiscriminato di lavoratori stranieri alimenta una competizione che favorisce il lavoro nero.

L’ Italia deve lavorare perché a livello comunitario venga adottata una normativa unica sull’immigrazione.
Sono troppi i casi in cui stranieri irregolari hanno la possibilità di circolare liberamente tra i Paesi membri dell’Unione Europea eludendo le normative interne ai singoli Stati.
Occorre recuperare l’immagine internazionale che ha visto, e vede, l’Italia come un Paese incline alle sanatorie e dai condoni. Questo aspetto alimenta gli afflussi di stranieri e li spinge alla clandestinità in attesa di provvedimenti “sanatori”.
A coloro che vogliono venire in Italia approfittando di questi provvedimenti per darsi alla clandestinità dobbiamo offrire la certezza che come unica strada troveranno quella del ritorno forzato nel proprio Paese di origine. Per farlo, i procedimenti di espulsione devono funzionare ed essere eseguiti, soprattutto per non vanificare l’intervento delle forze dell’ordine.
Le forze dell’ordine riescono a rintracciare gli irregolari e i clandestini ma assistono impotenti al loro rilascio a distanza di poco tempo per l’impossibilità “tecnica” di dare esecuzione ai procedimenti e ai provvedimenti di espulsione.
Questa è una situazione ineficacia sull’incisività dell’azione delle forze dell’ordine.
E sempre alle forze dell’ordine dobbiamo dare più risorse, più mezzi, più soldi, rispetto ad un fenomeno grave e difficile come quello dell’immigrazione irregolare clandestina.

L’Italia dei Valori vuole riprendere la Bossi-Fini valorizzando gli aspetti della legge che funzionano nell’interesse dei cittadini ma intervenendo ove questa presenti gravi lacune.

Due sono gli aspetti in crescita che confermano le lacune della Bossi-Fini: il decremento delle espulsioni dovute alla oggettiva impossibilità di rimpatriare gli irregolari, il cattivo funzionamento dei contratti di soggiorno per motivi di lavoro che ha alimentato negli ultimi 3-4 anni dalla maxi-sanatoria della Bossi-Fini una presenza di irregolari clandestini ormai vicina al milione di persone.