sei in: articoli > Novembre 2007

 

30 Novembre 2007

Ribadiamo la nostra identita'


L’Italia dei Valori si è riunita oggi, e ha riunito il proprio Esecutivo Nazionale, per esprimere la propria posizione in ordine ai temi e all’agenda politica in corso. Abbiamo deciso quanto segue.


esecutivoidentita.jpg

Sul piano delle riforme istituzionali e costituzionali, ribadiamo la nostra identità bipolare. In questo senso, che si pervenga ad una legge elettorale maggioritaria o proporzionale che sia, chiediamo che essa dia la possibilità di prevedere prima delle elezioni chi sarà il capo designato del Governo, quali sono le coalizioni che lo sostengono e quale sia il programma, e che su questi parametri ci si presenti al voto dei cittadini.


Non ribadiamo la nostra aspirazione maggioritaria, ma ci dichiariamo disponibili al dialogo su soluzioni diverse che vengano prospettate, purché esse identifichino altre due condizioni.
Primo: che sia data la possibilità concreta al cittadino elettore di indicare ed individuare il proprio candidato, scelta che può essere fatta con la preferenza al voto o alle primarie.
Secondo: che la soluzione adottata, proporzionale o maggioritaria che sia, comporti una riduzione quantitativa dei partiti, perchè siamo convinti che l’attuale frammentazione non giovi all’azione di Governo e alla chiarezza dei rapporti. In particolare, condividiamo la necessità di una riscrittura dei regolamenti parlamentari, affinché si possano costituire i gruppi solo se questi sono stati legittimati alle elezioni.


Abbiamo convenuto che si deve ulteriormente intervenire su quelle norme non direttamente legate al modello elettorale, ma che sono correlate adesso che permettono la proliferazione dei partiti, primo fra tutti il sistema di finanziamento pubblico, perché fino a quando permane la possibilità che comunque con l’1% si acceda ai finanziamenti, e quindi si sopravvive, si da la possibilità di accasarsi provvisoriamente per superare l’asticella per differenziarsi successivamente.


Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la nostra identità non legata all’ideologia, ma alla politica del fare. Non vogliamo essere etichettati e rifiutiamo chi vi vuole collocare come soggetto di centro, di destra o di sinistra. Riteniamo che oggi siano temi e metodologie passate, e quindi ci consideriamo un partito che, siccome nato in un momento post-ideologico, vuole ragionare per valori, per programmi e per credibilità di persone, e non per appartenenze ideologiche, e in questo senso dichiariamo superata ogni preclusione rispetto agli altri partiti, basata sull’ideologia.


Riteniamo prioritario il nostro dialogo politico, istituzionale e programmatico, con il Partito Democratico, con il quale abbiamo molti punti in comune nel programma, quello che stiamo condividendo insieme e quel che vorremmo realizzare insieme di cui già molti temi abbiamo già dibattuto e dibattiamo tutti i giorni. Nonostante, riteniamo che è il Partito Democratico che per prima deve chiarire quale sia il suo futuro di collaborazione. Ci riteniamo cioè non in condizione per la prossima legislatura di poter stabilire, almeno allo stato attuale, una diretta collaborazione con le sinistre massimaliste, perché basate su un ideologia, rispettata, rispettabile, ma che non è la nostra, perché noi vogliamo dialogare sui programmi e a volte il programma che portano avanti loro su base ideologica non corrisponde alla nostra.
Alle prossime amministrative dialogheremo, comune per comune, provincia per provincia, e là dove si voteranno le regionali, con quelle forze politiche che vorranno dialogare con noi. Apriremo la porta da prima al Partito Democratico, ma ci dovrà dire con chi si allea e per cosa fare.


Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la nostra fiducia al Governo Prodi, convinti nel merito per ciò che ha fatto e che ha potuto fare, perché in un anno e mezzo di governo con una maggioranza risicata di tal genere è riuscito a fare, rispetto ad altre maggioranze ‘bulgare’,  molto di più e in molti temi,  e per quanto mi riguarda certamente sulle infrastrutture. Abbiamo reso quasi il 40% di risorse, dove abbiamo sviluppato una serie infinita di rapporti e primo fra tutti quello di essere stato il primo paese europeo a ricevere maggiori finanziamenti europei sulle reti transnazionali.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la fiducia al Governo Prodi comunque per l’impegno preso nei confronti degli elettori, ai quali ci siamo presentati dicendo che questo Governo, questa coalizione, questo programma, fa parte dell’Italia dei Valori, e non metteremo i bastoni tra le ruote ne ci si metterà di traverso nel voto di fiducia.


 Noi dell’Italia dei Valori prendiamo atto che una parte della coalizione vuole una verifica a gennaio, alla quale ci riteniamo disponibili purché le cose da fare siano all’interno del programma sottoscritto a suo tempo con gli elettori, e disponibili ad individuare le priorità all’interno del programma purché anche noi possiamo dire la nostra.
Siamo disponibili a che, dopo la legge finanziaria, il Governo possa riorganizzarsi sul piano funzionale, con una riorganizzazione organizzativa a 360°, ivi compreso una riduzione considerevole della compagine governativa. Noi dell’Italia dei Valori siamo favorevoli, se ci dovesse essere una rivisitazione in tal senso, a che sia opportuno partire proprio da quando è stato deciso, in termini numerici dalla legge, e ci mettiamo a disposizione mettendo anche a disposizione il mio ministero in persona.


Infine, con riferimento alle tante personalità o neoformazioni politiche che si affacciano all’orizzonte del panorama politico, dichiariamo la nostra disponibilità a non chiudere le porte a nessuno, ma a dialogare con tutti. Ovviamente poniamo delle preclusioni, di tipo etico e morale, perché non possiamo dialogare con condannati in sentenza penale passato in giudicato, o con formazioni politiche, o pseudo tali, di estrazione neo nazista o neo fascista, perché abbiamo un limite: siamo un movimento che si collega a livello europeo con il gruppo liberale democratico dell’ELDR, presente al Parlamento Europeo dove abbiamo un nostro rappresentante. Lunedì presenterò al gruppo del Parlamento Europeo dell’ELDR l’Italia dei Valori in questa sua nuova accezione.

Postato da Antonio Di Pietro in | Commenti (3212) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

29 Novembre 2007

L'affidamento condiviso dei figli


In tema di affidamento condiviso dei figli, l'On. Silvana Mura e l'On. Carlo Costantini rispondono ai rappresentanti delle associazioni dei padri separati, i quali avevano espresso la loro preoccupazione in seguito alla proposta di la legge sulle molestie insistenti.


affidamentocondiv.jpg


On. Silvana Mura (deputata dell'Italia dei Valori):


"Il testo della legge contro le molestie insistenti, nato dall’unione di diverse proposte di legge, tra le quali la mia, sarà approvato a breve dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.


Non possiamo certo ignorare la gravità delle conseguenze fisiche e psicologiche che le molestie producono sulle persone. Considerata appunto la gravità sociale di questo fenomeno, in Parlamento si è creato un vasto consenso tra forze politiche, di maggioranza e opposizione, sulla necessità di approvare al più presto una legge in grado di contrastare e punire questo reato che vede le donne come le vittime principali.

La molestia insistente infatti limita la libertà personale di chi la subisce, costringendo la vittima a vivere in uno stato di timore per la propria sicurezza o per quella di una persona cara. Per questo che la legge che nascerà, come del resto tutte le leggi dello stato, ha come fine ultimo l’interesse generale di tutti i cittadini, in particolare dei più deboli.


Alcuni rappresentanti di associazioni dei padri separati hanno espresso la preoccupazione che la legge sulle molestie insistenti possa trasformarsi un uno strumento in grado di penalizzare ancora di più quei genitori a cui viene impedito di vedere il proprio figlio.

E’ evidente che la molestia insistente è un comportamento profondamente diverso dai conflitti tra genitori separati, che nulla ha che vedere con le vicende relative all’affidamento dei minori.


Per quanto riguarda l’affido condiviso, crediamo che la legge, nell’interesse dei minori, debba garantire entrambi i genitori nel loro diritto di esercitare il loro ruolo di padri e di madri. Le discriminazioni che spesso subiscono i padri devono essere superati migliorando la legge esistente.


Noi dell’Italia dei Valori ci battiamo per una giustizia giusta, che sappia valutare in modo equo i comportamenti di entrambi i genitori. L’affido condiviso deve tutelare anzitutto i bambini, nel loro diritto di ricevere amore da entrambi i genitori indipendentemente dalle loro beghe coniugali: una sana crescita necessita del ruolo fondamentale paritario del padre e della madre nell’educazione dei figli.


Poiché nei tribunali italiani non si è ancora affermata concretamente la prassi dell’affidamento condiviso, insieme al collega Carlo Costantini abbiamo depositato una proposta di legge, n. 2231 nel febbraio del 2007, che tende superare i limiti dell’attuale normativa. La nostra proposta di legge vuole garantire pari opportunità ad entrambi i genitori, contrariamente a quanto accade finora dove il ruolo dei padri è spesso purtroppo penalizzato."




On. Carlo Costantini (deputato dell'Italia dei Valori):


"L’Italia è uno dei pochi paesi occidentali che per anni ha negato il diritto della bigenitorialità ai bambini figli di genitori separati. Per anni i tribunali hanno fatto ricorso all’affidamento esclusivo dei bambini ad uno o all’altro genitore, partendo dalla considerazione errata che questa sia la soluzione migliore per il bambino. In realtà l’affidamento esclusivo è stato utilizzato per compensare i conflitti tra i coniugi, pensando molto più ai genitori che agli interessi e al diritto del bambino. Anche l’assegno di mantenimento, solitamente attribuito al genitore affidatario, è stato utilizzato per anni per compensare conflitti di natura economica tra i genitori, non pensando affatto ai bisogni veri del bambino.


Finalmente nel febbraio 2006 in Italia è stata approvata una legge che ha reso il nostro ordinamento conforme e coerente a quello dei paesi civili e sviluppati dell’occidente. Parlo della legge sull’affidamento condiviso, una legge che ha introdotto un principio fondamentale, anche in caso di dissidi e conflitti tra i genitori, al centro deve esserci sempre il diritto del bambino, del minore, a conservare un rapporto pieno con tutti e due i genitori.


Questo è un principio fondamentale, affermato da questa legge, insieme alla previsione del superamento dell’assegno di mantenimento, un assegno consegnato ad un coniuge perché provveda ai bisogni del bambino. Questo assegno è stato troppo spesso utilizzato per compensare conflitti di carattere economico tra i coniugi e non ha avuto mai riflessi positivi rispetto ai bisogni reali del bambino.


Questa legge, entrata in vigore ormai da 18 mesi, è troppo poco applicata. In moltissimi tribunali del paese si continua a far ricorso all’affidamento esclusivo e si continua ad assegnare l’assegno di mantenimento al coniuge affidatario. Per questa ragione noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato da qualche mese un disegno di legge di modifica della legge sull’affidamento condiviso, teso soprattutto a rafforzare due principi: il giudice non può più valutare discrezionalmente se procedere o non procedere all’affidamento condiviso, ma deve procedere con l’affidamento condiviso perché deve salvaguardare in primo luogo il diritto dei bambini alla bigenitorialità. L’affidamento esclusivo deve restare uno strumento residuale, eccezionale, praticabile solo nel caso in cui la presenza stabile di un genitore costituisca un grave pericolo e una minaccia per il bambino.


In questo stesso disegno di legge abbiamo rafforzato la previsione del mantenimento diretto, per far si che tutti e due i genitori si facciano carico dei bisogni del bambino. Per esempio: la mamma penserà alla piscina, ai libri di scuola, alle ripetizioni, mentre il padre penserà alle vacanze e ad altri bisogni, ma devono essere loro a farsi carico delle esigenze del bambino, non solo per superare i conflitti che questo aspetto di natura economica nel passato ha generato, ma anche per mantenere vivo e forte, direi quasi quotidiano, il rapporto con i figli minori.
C’è un altro aspetto che abbiamo cercato di affrontare, ma che troppo spesso è stato trascurato: quello dei nonni, che rappresentano forse la parte debole, senza tutele, nei rapporti con i figli dei genitori separati. Li hanno cresciuti, hanno vissuto con loro giorni, settimane, mesi, e da un giorno all’altro vedono interrotto, a causa di una separazione o di un divorzio, il loro rapporto con i minori, e fino ad oggi non hanno avuto strumenti di tutela di nessun genere. Per questo abbiamo previsto, nel nostro disegno di legge, la possibilità per i nonni di rivolgersi al giudice per stabilire le modalità di continuazione del rapporto con i loro nipotini.


Queste iniziative inizieranno l’iter legislativo della Commissione Giustizia della Camera nei primi mesi del prossimo anno. Noi continueremo a lavorare perché finalmente si affermi in Italia il diritto alla bigenitorialità dei figli dei genitori separati."



Articoli correlati:

- Contro la violenza sessuale e le molestie

- Approvato il testo base contro la violenza sulle donne


28 Novembre 2007

2 dicembre - Appuntamento a Bergamo


“La sicurezza per i cittadini”, manifestazione nazionale promossa dall’Italia dei Valori che si svolgerà domenica 2 dicembre alle ore 17,30 presso la Fiera Nuova di Bergamo, rappresenta un importante momento di confronto e dialogo.

fierabergamo.jpg

L'immigrazione e l'afflusso di cittadini extracomunitari è fuori controllo. L'Italia dei Valori ha proposto alcuni disegni di legge, ha parlato di moratorie nei confronti di alcuni paesi UE, come la Bulgaria e Romania, e attiverà altre iniziative affinchè il problema sia risolto.


Noi che siamo e continuiamo a voler essere il “partito del fare”, vogliamo affrontare il tema della sicurezza, con le idee e le proposte che, a livello nazionale e locale, l'Italia dei Valori sta portando avanti sull’argomento. Quali risposte possono dare le istituzioni e il sistema giudiziario?


Il tema è ampio, questo perché le paure e le incertezze, che purtroppo accompagnano la vita quotidiana degli italiani, sono molteplici. Da quelle lavorative a quelle legate ai crescenti flussi migratori verso il nostro Paese, fino all’insicurezza per le strade cittadine o nelle proprie abitazioni.


Il dibattito, al quale parteciperanno, oltre ad Antonio Di Pietro, anche il vice direttore del Corriere della sera, Magdi Allam e l’editorialista de Il Tempo, Roberto Arditti , come moderatore, è l’occasione per affrontare tutti questi argomenti. All’evento, oltre ai cittadini, sono stati invitati tutti gli amministratori degli enti locali del Nord Italia che vivono in prima linea molti dei problemi legati alla sicurezza. La partecipazione dei cittadini e delle parti sociali e politiche rappresenterà senza dubbio un importante contributo alla nostra manifestazione.


Vi aspettiamo.

Postato da Sergio Piffari in | Commenti (1) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

27 Novembre 2007

Esecutivo Nazionale dell'Italia dei Valori


Riportiamo il messaggio del Presidente dell'Italia dei Valori, Ministro Antonio Di Pietro, in vista del prossimo incontro dell'Esecutivo Nazionale del 30 novembre 2007.

adp_esecutivo_naz.jpg


In questo periodo si parla troppo di formule, formulette politiche, coalizioni si, coalizioni no, la destra, il centro, la sinistra, PD, PPL, P qua, P là. Il cittadino ha bisogno di risposte concrete e non gli importa che poi a farle sia uno che abbia la giacchetta rossa o la giacchetta azzurra, del colore politico.
Dobbiamo anche discutere di strumenti per portare questi fatti concreti, perché se nelle coalizioni ci sono partiti dove uno lo pensa bianco e l’altro lo pensa nero, pensano a litigare tra loro e il cittadino rimane senza pagnotta.


Abbiamo preso atto, noi dell’Italia dei Valori, di questo dato di fatto. Le coalizioni non esistono più, lo ha detto Berlusconi, lo ha detto Veltroni, lo hanno detto tutti quanti.
Ogni partito deve valere per quello che vale, cioè per i voti che gli danno gli elettori. Più voti hai, più sei in grado di far valere le tue ragioni perché rappresenti gli elettori che la pensano come te.


La prima cosa da fare è dire: qual è il mio programma affinché tu elettore possa riconoscerti su questo, o altrimenti è inutile che mi dai un voto solo sulla faccia se poi io non faccio un programma concreto, ma è necessario anche metterci la faccia, perché poi, come al solito, tutti sono capaci a fare buoni programmi, ma se hai una faccia e ne hai due o tre una dietro l’altra, e quindi ti metti la maschera ogni volta, non porti a casa niente. 


Noi dell’Italia dei Valori abbiamo deciso di prendere atto di questo nuovo corso politico che si sta realizzando, dove da una parte Veltroni, dall’altra parte Berlusconi, stanno facendo due partiti diversi, ma stanno dialogando tra loro per raggiungere un accordo in cui al cittadino non resta altro da fare che scegliere o uno o l’altro partito, e che a noi sembra che su alcuni temi siano più un partito solo che due partiti. Ne dico uno per tutti: il conflitto d’interessi, l’informazione pubblica-privata.
Le regole del gioco se le stanno tutte scrivendo in modo che vada bene a loro, ma al paese va bene?


L’Italia dei Valori da vita quindi il 30 novembre, con la riunione del proprio Esecutivo Nazionale, ad una nuova fase costituente, perché dobbiamo ridurre il numero dei partiti, e anche l’Italia dei Valori è disposta a mettersi in discussione, ma dobbiamo anche mettere insieme quelli che la pensano allo stesso modo.
Un area liberale democratica dove le libertà da una parte, ma il rispetto della legge dall’altra, dove al diritto corrisponde il dovere, dove soprattutto ci siano persone dalle mani pulite, che possano mettere la faccia e l’impegno, che si possano ritrovare insieme.


Dal 30 novembre, l’Esecutivo Nazionale dell’Italia dei Valori, darà vita a questo processo costituente di tutte le forze liberali e democratiche che vogliono stare insieme per dialogare con gli altri, ma per fare in modo che non esista solo il pensiero unico “Berlusconian-Veltroniano” nel nostro ordinamento.

Postato da Antonio Di Pietro in | Commenti (20) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

24 Novembre 2007

Per una vera Class Action


Continuiamo la nostra strada verso questa Class Action, che dovrebbe portare il cittadino ad essere veramente tutelato. Come abbiamo letto sui giornali, la Class Action รจ passata con un emendamento al Senato e ora รจ arrivata alla Camera.


giustaclassaction.jpg

Questa Class Action, presentata da Manzione e da Bordon, parla di una tutela al cittadino non ancora completa, non quella che vogliamo tutti noi che abbiamo portato avanti l’iniziativa, la mia proposta di legge, le proposte di legge dei colleghi del centrosinistra che sono state assorbite con la mia. Che cosa è uscito fuori da questo emendamento della Finanziaria? E’ uscito fuori tutto quello che noi sollecitavamo. Una delle tre richieste per rendere veramente un’azione risarcitoria collettiva non all’italiana, ma all’americana, cioè quella che tutela veramente il cittadino.


La prima battaglia vinta è quella che recitava la Class Action all’italiana, che gli illeciti erano solo contrattuali. Noi abbiamo portato anche agli illeciti extracontrattuali, perché non c’è solo lo scandalo della Parmalat e della Cirio, ma ci sono anche gli scandali sulla sanità, ci sono gli scandali per la FIAT, un azione risarcitoria che si può chiedere per quei danni che non sono stati contrattualizzati. Questa è una grossa vittoria per voi, è una grossa vittoria che l’Italia dei Valori sta portando avanti per tutelare veramente il cittadino. Perciò questi illeciti contrattuali sono stati portati avanti per renderli non solo contrattuali, ma tutti gli illeciti che possono aver penalizzato il cittadino. E’ passato al Senato, ora è passato alla Camera dove adesso dobbiamo modificare altre due cose.


La cosa più importante è quella dell’azione risarcitoria all’italiana, quella che recita anche questo emendamento che è passato al Senato, la quale dice che il truffato viene tutelato dall’avvocato che inizia l’azione risarcitoria e gli garantisce o gli smentisce la truffa, che un’azione collettiva, di tanti cittadini che si sentono truffati, denunciano il danno attraverso un’associazione di categoria e un avvocato che li rappresenta. Confermato il danno dicono “Si, hai ragione, sei stato truffato, ora  vatti a cercare un avvocato per chiedere i soldi”.
Questa è la Class Action all’italiana che è passata con l’emendamento al Senato. Noi dobbiamo fare una battaglia, quella di portare la Class Action all’americana per quanto riguarda la parte legale, cioè quando l’avvocato prende in mano l’azione risarcitoria e lavora fino al risarcimento del danno. Il cittadino truffato non paga una lira per chiedere il risarcimento, ma lo ottiene dallo stesso avvocato che intenta l’azione risarcitoria, capisce che c’è e dichiara la truffa e poi va a tutelare il cittadino fino alla restituzione del danno.


L’ultima parte è quella delle categorie. Abbiamo esteso non solo a quelle quindici categorie, che erano i poteri forti, che erano l’assegnazione delle categorie già stabilite dallo Stato, ma le abbiamo allargate e vogliamo chiedere l’ufficializzazione di questo allargamento per tutte le categorie che qualsiasi cittadino può mettere in piedi per chiedere una giusta causa per una truffa che ha subito o pure no.


Questi tre punti una volta centrati, ci rivedremo sicuramente da qui a brevissimo siccome si voterà la Finanziaria entro questo mese, porteremo questa iniziativa dicendo quello che è stato fatto, e se non è stato fatto raccoglieremo quelle firme per portare avanti questa azione, che è quella di liberare il cittadino da questa truffa e tutelarlo, con un Referendum. Ma speriamo che prevalga più il senso di responsabilità di questa politica.


Questa è una cosa che noi stiamo portando avanti. L’Italia dei Valori, tutti gli amici, tutte le sollecitazioni che abbiamo dato come Meetup, tutti gli amici degli altri partiti che hanno capito l’importanza di questa Class Action, hanno portato avanti questa iniziativa, che a brevissimo, stiamo discutendo appunto la Finanziaria in Senato, porteremo queste modifiche a farle votare, e se le voteremo ve lo diremo sempre attraverso il nostro mezzo d’interazione, che è un mezzo che tutelerà voi per dimostrare come noi dell’Italia dei Valori pensiamo alla parte del cittadino, quella parte del cittadino che è il nostro paese, il nostro futuro.

Postato da Stefano Pedica in | Commenti (15) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

21 Novembre 2007

Una legge elettorale per i cittadini


Riportiamo quanto scritto dal Ministro Antonio Di Pietro, che attraverso il suo blog parla di legge elettorale.


legge_elettorale.jpg

In occasione dell'ultimo Consiglio dei Ministri, sono iniziate una serie di discussioni, anche noi dellโ€™Italia dei Valori lโ€™abbiamo fatto con Veltroni, in materia di legge elettorale.


Devo dirlo subito: lโ€™incontro dellโ€™Italia dei Valori con il Partito Democratico e Veltroni in particolare non ci ha soddisfatto. Speriamo che i prossimi incontri vadano meglio.

In pratica ci รจ stato detto: โ€œScioglietevi e disperdetevi. Noi siamo qui a raccogliere le vostre ossaโ€. Noi crediamo di avere un elettorato che intanto ci voti in quanto vede che nel Partito Democratico non puรฒ essere soddisfatto come non puรฒ essere soddisfatto di altri partiti.


Noi vogliamo fortemente appoggiare un sistema per la riduzione dei partiti, quindi ci mettiamo in discussione. Vogliamo superare lโ€™asticella dei piccoli partiti per arrivare ad essere un partito e poter rappresentare i propri elettori in Parlamento. Quindi vogliamo una legge elettorale che ci permetta di giocare la nostra partita e che non permetta a qualcuno di vincerla a tavolino. Queste furbate lasciamole fare a chi le sa fare, ma soprattutto, non possiamo accettare che si mettano fuori dallโ€™agone politico persone che hanno un proprio elettorato di qualitร  e di successo.


In questo senso lโ€™Italia dei Valori si impegna e si impegnerร  nei prossimi mesi affinchรฉ la legge elettorale che verrร  sia una legge che garantisca il diritto del cittadino di scegliersi il proprio candidato, il dovere da parte della coalizione di scegliere prima chi deve andare a fare il Presidente del Consiglio e soprattutto di che coalizione si fa parte. Perchรฉ giocare a mani libere per poi mettersi dโ€™accordo con "Giovanna e Nicola" dopo le elezioni รจ una furbata che non va bene per gli elettori.



19 Novembre 2007

La newsletter dell'Italia dei Valori


Prende il via un nuovo strumento di comunicazione che ti permette di ricevere, ogni settimana via e-mail informazioni sulle attivitร , sui nuovi servizi disponibili e sugli eventi organizzati dallโ€™Italia dei Valori.


newsletter.jpg


La newsletter dell'Italia dei Valori rappresenta una finestra aperta sull'attualitร  del partito, con lโ€™obiettivo di fornirti un servizio utile per informarti sulle attivitร  e sugli eventi da organizzati dal partito.


All'interno della newsletter trovi tutti gli articoli pubblicati durante l'ultima settimana, i collegamenti alle iniziative, i progetti di legge dei parlamentari Idv, i collegamenti ai prossimi eventi organizzati ed i link agli archivi dei nostri comunicati stampa.


Per iscriverti devi inserire la tua e-mail nell'apposito box in Home Page e cliccando l'opzione "ISCRIVITI".



iscriviti alla newsletter

privacy | disiscriviti



Per una "buona" immigrazione


Italia dei valori ha presentato da alcuni mesi alla Camera dei Deputati un Disegno di Legge in materia dโ€™immigrazione. Un disegno di legge che stiamo trasformando in un complesso di emendamenti che andranno ad integrare la Ferrero-Amato.


buonaimmigrazione.jpg


Un’iniziativa quella dell’Italia dei Valori che non è contro l’immigrazione, ma è per cercare di realizzare una buona immigrazione, e cerchiamo di fare questo attraverso tre passaggi fondamentali.
Il primo è quando i flussi migratori nascono. Da questo punto di vista abbiamo previsto alcune misure. E’ esistito per tanti anni nelle ambasciate e nei consolati italiani all’estero, in paesi in cui il flusso migratorio verso l’Italia è forte, un nucleo di polizia che aveva il compito di verificare la veridicità dei documenti dei cittadini stranieri che chiedevano di entrare in Italia. Questo nucleo è stato soppresso da diversi anni, e noi chiediamo con questa legge di ripristinarlo.


Una parte considerevole, che si stima tra l 40 e il 50% degli immigrati clandestini arriva in Italia con l’apparenza di essere un immigrato regolare, perché si basa su falsi documenti, false attestazioni, falsi visti, falsi permessi. La presenza delle forze di polizia nei paesi di partenza consente di riconoscere questa falsità e quindi di evitare che queste persone, che non ne hanno diritto, vengano in Italia.


Una seconda previsione è quella di stabilire i flussi che spettano a ciascun paese verso l’Italia, che di anno in anno vi siano meccanismi di premio e di punizione nei confronti di quei paesi che collaborano con l’Italia nel cercare di contrastare l’immigrazione clandestina. Quindi, i paesi virtuosi, che ci aiutano nel creare flussi di buona immigrazione, avranno un accrescimento del flusso negli anni, quelli che non collaborano avranno flussi che diminuiscono.


Un altro complesso di provvedimenti riguarda quando queste persone arrivano in Italia. Noi crediamo che sia indispensabile che ogni volta che un immigrato entra in contatto con una qualsiasi istituzione pubblica, che si proceda, come si sta prevedendo anche per i cittadini italiani con il pacchetto sicurezza, a fare un prelievo del DNA da inserire in una banca dati che consenta, qualora in futuro venissero commessi dei reati o ci fossero dei problemi di natura amministrativa o penale, di identificare immediatamente e rapidamente queste persone.


Prevediamo inoltre che quando i cittadini esteri vengono in Italia regolarmente, e vengono perché c’è bisogno nelle nostre attività economiche di alcune figure professionali, questo non diventi, come rischia altrimenti di accadere, un pretesto per cui la persona viene qui per fare la badante, dopo un mese, appena ottenuto il permesso, si licenzia e va ad arricchire il mercato del lavoro nero o la clandestinità, che ci sia un vincolo, al quale subordinato il rilascio del permesso di soggiorno, che quel lavoro venga svolto per un periodo di tempo minimo.

Poi vi è un altro complesso di provvedimenti molto delicati, ma molto importanti, che riguardano l’identificazione e l’espulsione di quei soggetti che non hanno il titolo per restare in Italia, perché vi sono entrati illegalmente e vi restano illegalmente, o perché in Italia hanno commesso dei reati. Abbiamo previsto un sistema, che riteniamo molto più efficace,  nel realizzare le espulsioni dei cittadini che, in base alla legge vigente, non abbiamo diritto di restare in Italia. Oggi è questo il vero e grande problema, perché le espulsioni vengono decretate dalle prefetture ma poi non si riescono ad eseguire, perché molto spesso i cittadini stranieri non dicono da quale paese vengono, si rifiutano di comunicare le proprie generalità, e in questo caso, non essendo possibile stabilire dove devono essere portati all’estero, viene dato in mano al cittadino extracomunitario un foglio nel quale si invita a lasciare l’Italia, questo signore esce e poi torna a fare  tranquillamente quello che stava facendo prima.


Noi prevediamo per tutti, quanto cittadini italiani o cittadini stranieri, che il non comunicare la propria identità e la propria nazionalità diventi un fatto sanzionato come reato. Se di fronte alla legittima richiesta delle forze dell’ordine, qualcuno si rifiuta di dire la propria nazionalità, questo diventa un fatto punito come un reato, passando attraverso un processo per direttissima, che si svolge in un massimo di 60 giorni, e in attesa della celebrazione del processo vengano trattenute per un paio di mesi al massimo in centri di identificazione amministrativa, che sono previsti in molti altri paesi democratici europei come la Germania, la Francia e l’Inghilterra.


Questo per noi risponde ad una duplice esigenza. La prima è quella di mettere chi arriva illegalmente in Italia e che vuole illegalmente restare di fronte alle responsabilità o di dire da dove viene, e quindi metterci in condizione di poterlo rimandare nel proprio paese d’origine, oppure di assumersi la responsabilità di sapere che questo è un reato che porta ad un periodo di reclusione.


Il secondo motivo, che non si può non tenere in considerazione, è che bisogna sapere che oggi giorno vi è una parte importante di immigrazione clandestina che non segue un moto spontaneo, organizzato e gestito dalle mafie internazionali, che non lucrano solo sul commercio e il trasporto di questi esseri umani disperati da paesi poveri e in guerra, ma soprattutto lucrano nel tenere in regime di semi-schiavitù queste persone e di usarle nei canali della criminalità e del lavoro in nero.
E purtroppo c’è anche una ragione che può sembrare cinica, ma che sta alla base delle scelte economiche che queste mafie compiono. E’ quella di sapere che in Italia, forse più che in altri paesi, la fanno sempre franca, e portare persone clandestinamente per poi farle lavorare nell’ambito della criminalità, paga. Se si sa che qualora questo avvenga, qualora non vengano declinate le generalità e non ci siano le condizioni per l’espulsione, è previsto un periodo di detenzione, noi crediamo che questo possa essere un grande e forte deterrente per queste mafie nel vedere l’Italia come una destinazione possibile e conveniente per questi traffici scellerati.


Questo è un complesso di norme che si sposa con quella che è l’impostazione di passare da una legge fatta dal centrodestra, la Bossi-Fini, fatta scioccamente contro l’immigrazione, che non si può impedire, e averla trasformata in qualcosa che non si vuole vedere ha solo contribuito ad aumentare di gran lunga il numero dei clandestini.


Questa proposta dell’Italia dei Valori risponde a quelli che sono i nostri principi fondamentali in materia d’immigrazione. Noi crediamo che un immigrazione buona, che si integra nel nostro paese e rispetto alla quale il nostro paese crea le condizioni per l’integrazione e di solidarietà perché si possa convivere positivamente assieme, si deva coniugare anche con quella che è l’altra faccia dell’accoglienza, e cioè con il rispetto delle leggi, delle regole e con il rispetto dei nostri valori fondamentali. Siamo convinti che questo complesso di norme che l’Italia dei Valori ha predisposto va esattamente verso questa direzione. Un paese accogliente, disposto a ricevere e consapevole di avere in molti casi il bisogno dell’apporto di tante persone che vengono da fuori Italia, ma che non transige con chi viola leggi e con chi entra in Italia illegalmente e ci resta illegalmente per violarle.

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (13) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

17 Novembre 2007

Sondaggio sull'immigrazione


Pubblichiamo un sondaggio sull'immigrazione in Italia condotto dall'ISPO e presentato a Vasto durante l'incontro nazionale dellโ€™Italia dei Valori. Il sondaggio รจ illustrato nel video dal professor Renato Mannheimer, direttore dell'Istituto di Studi sulla Pubblica Opinione.


renato.jpg

Testo:


"Come sempre nei sondaggi si parla solo dellโ€™insicurezza percepita, e non quella reale, e spesso lโ€™insicurezza percepita รจ superiore a quella reale. Vorrei illustrarvi quello che รจ lโ€™atteggiamento generale degli italiani verso il fenomeno immigratorio.


Abbiamo la fortuna di disporre dei dati di confronto nel tempo, come quella di una ricerca svolta nel 1999 confrontata con una fatta nel 2007. Sostanzialmente, la percentuale di persone che dice che gli immigrati riescono ad inserirsi ha una contrazione nel tempo, mentre cresce il numero, e raggiunge il livello del 45%, di coloro che dicono che riescono ad inserirsi, ma sono un poโ€™ chiusi tra di loro, come se da parte nostra, di noi italiani, ci sia un idea sempre maggiore che gli immigrati costituiscono un mondo a sรฉ, che il processo di integrazione non funziona e crea pericoli. Questa รจ una percezione sociale diffusa, la quale perรฒ dร  un elemento di preoccupazione.


Vediamo gli immigrati come un circolo chiuso, e il nostro atteggiamento verso il fenomeno migratorio รจ di sospetto, dove una quota rilevante del 31% di italiani sostiene che sia un fenomeno inevitabile, ma una parte maggiore, il 39%, sostiene che รจ un fenomeno che va fermato. Questa stessa percentuale era, cinque anni fa, il 24%, ed รจ quindi cresciuta nel tempo.


Qui non cโ€™รจ nessun riferimento legislativo, pochi italiani sanno bene come funzionano i vari meccanismi e sanno bene i meccanismi della Bossi-Fini. Lโ€™idea รจ che questo fenomeno spaventa, e quindi una percentuale maggiore, oggi la maggioranza relativa, dice che il fenomeno va fermato. Non la maggioranza assoluta, ma il 40% costituisce una forte parte della popolazione. Eโ€™ una parte trasversale, ci sono allโ€™interno di questo 40% sia persone di sinistra che di destra, con un accentuazione, ma non una totalitร , di persone simpatizzante del centrodestra. Poi ci sono tante persone che non simpatizzano per nulla, che non si occupano di politica ma temono il fenomeno migratorio.


Se noi dobbiamo fare una sintesi dellโ€™atteggiamento verso gli stranieri immigrati, troviamo che cโ€™รจ un italiano su quattro, il 25%, che esprime un timore alto. Oltre a questo 25% cโ€™รจ un altro 16% che ha un timore medio alto, che sommati ci ritroviamo davanti a quel 40% degli italiani che รจ intimorita dal fenomeno. Quindi cโ€™รจ timore per il fenomeno, sulla quale non possiamo nasconderci e sulla quale dobbiamo intervenire. Per intervenire bene dobbiamo discutere del perchรฉ.


Si รจ discusso molto della relazione tra criminalitร  e immigrati. Questa รจ una relazione da un verso obiettiva e dallโ€™altra soggettiva. Eโ€™ obiettiva perchรฉ molto spesso coloro che arrivano sono in condizioni disagiate, difficili, quando addirittura non hanno premeditato un intenzione criminale, e piรน facilmente si dedicano ad attivitร  criminali. Poi per un fatto obiettivo, la popolazione carceraria ha una quota molto rilevante di immigrati e molti delitti, spesso di un certo tipo vengono commessi da immigrati.

Perรฒ cโ€™รจ anche una percezione soggettiva, che spesso non coincide con quella obiettiva. Alcuni sostengono che gli immigrati extracomunitari rendono meno sicura la vita nelle nostre cittร , altri che non รจ vero. Il 38%, che รจ sempre parente di quel 40% di persone intimorite, รจ dโ€™accordo: le nostre cittร  sono meno sicure. Costoro sono di piรน tra quelli che risiedono nel Nord-Est, sono di piรน tra le casalinghe, che non sono una categoria piรน attiva, ma una categoria piรน isolata con meno accesso allโ€™informazione, e sono di piรน, con la maggioranza assoluta, tra i votanti del centrodestra. Ma ripeto, coloro che hanno questa opinione non sono solo nel centrodestra, รจ un opinione di carattere trasversale. Questo ci dimostra come ci sia una relazione forte tra la percezione soggettiva che la criminalitร  sia associata allโ€™immigrazione, poi possiamo discutere in che misura, meno di quanto la gente percepisca.


Perรฒ, vorrei aggiungere che lโ€™immigrazione evoca altri elementi di problematiche, di conflitto e di preoccupazione. Per esempio, in misura minore, ma sempre significativa, cโ€™รจ un accordo sullโ€™idea che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani. Questo lo dicono di meno, solo il 28%, perchรฉ tanti, la maggioranza degli italiani, si รจ resa conto del fatto che gli immigrati fanno per lo piรน lavori che gli italiani non vogliono piรน fare o che hanno la possibilitร  di non fare piรน. In una percentuale ancora minore, sostiene di non fidarsi degli immigrati, ma la maggioranza assoluta non dice che non รจ una difficoltร , dice che puรฒ esserlo.


Vorrei dire che il problema รจ rilevante, anche se non รจ considerato prioritario e di grande rilevanza come nel 2001, e che la paura sociale per il fenomeno migratorio รจ estesa. Possiamo stimarlo che lo senta molto forte, che veda come una minaccia gli immigrati tra il 30 e il 40% degli italiani, e che si pensa che queste cose debbano essere risolte si dallโ€™apporto di ciascuno, dalla capacitร  di comprensione di ciascuno, ma specialmente da parte della pubblica autoritร  del Governo con leggi ad hoc. Ad oggi, la legislazione sullโ€™immigrazione e criminalitร  รจ al tempo stesso non conosciuta ma comunque ritenuta insufficiente da questo 30-40% che ha paura."


Scarica il sondaggio


16 Novembre 2007

Nessuna spallata alle riforme


E' stata una triplice vittoria quella sul voto della Finanziaria, e il risultato registratosi al Senato scardina definitivamente la coalizione del centrodestra. Ora bisogna lavorare per le riforme.


senato.jpg


Il voto della scorsa notte al Senato rappresenta una triplice vittoria. In primo luogo, perché è stata approvata una manovra che continua sulla via del risanamento dei conti e prevede efficaci provvedimenti nei confronti delle fasce più deboli del Paese. In secondo luogo, perché è stata approvata per la prima volta dopo anni senza ricorrere al voto di fiducia dimostrando così la coesione e il senso di responsabilità di questa maggioranza.


Infine, il risultato registratosi al Senato scardina definitivamente la coalizione del centrodestra che, per fin troppo tempo, è stata retta da Berlusconi sulla base arroccamenti ideologici, di promesse irrealizzabili e di pronostici che si sono sistematicamente dimostrati infondati.


La spallata non c’è stata, ora al leader di Forza Italia non resta che dare retta a Fini e sedersi con il resto delle forze politiche al tavolo delle riforme per offrire al Paese una nuova legge elettorale che garantisca, da un lato, il diritto ai cittadini di scegliere i propri candidati e, dall’altro, maggioranze e governi stabili.

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (10) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

14 Novembre 2007

Approvato il testo base contro la violenza sulle donne


E' stato approvata in Commissione Giustizia della Camera, nonostante i voti contrari di Alleanza Nazionale e Lega Nord e l'astensione di Forza Italia, la Proposta di Legge contro la violenza sulle donne riguardante le molestie gravi, dette "stalking", e i reati in nome dell'omofobia.


donnaufficio.jpg


Oggi la Commissione Giustizia ha compiuto un passo in avanti decisivo verso l'approvazione del provvedimento relativo alle misure contro le molestie insistenti e la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Abbiamo infatti approvato il testo base cui saranno apportati gli emendamenti che i colleghi della Commissione potranno presentare fino a mercoledì prossimo.


Mi auguro che il testo possa essere approvato dalla Commissione entro il 24 novembre, giornata dedicata proprio alla lotta contro le violenze sulle donne: sarebbe un gesto significativo di attenzione e impegno da parte del Legislatore nei confronti di un allarme sociale che non possiamo continuare a ignorare.


Il testo approvato colma finalmente un vuoto normativo che finora non ci metteva nelle condizioni di reprimere e punire adeguatamente quei comportamenti persecutori che nella maggior parte dei casi si sono rivelati l’anticamera della violenza sessuale vera e propria. Introducendo nel nostro codice penale il reato di molestia insistente, punito con la reclusione da 4 mesi a sei anni, diamo alle donne una possibilità in più per difendersi e prevenire atti di aggressione ben più gravi ed efferati.



petizionedemagistris.jpg
Raccolte oltre 3800 firme
Diffondi l'iniziativa, firma anche tu!

Postato da Pino Pisicchio in | Commenti (22) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

9 Novembre 2007

Magistratura indipendente dalla politica


Quanto sta accadendo in questi giorni e in queste ore, con la minaccia di querela alla dott.ssa Forleo da parte di un Ministro del Governo, deve destare grande preoccupazione in tutti noi.


mappapuglia.jpg

Pensavamo di esserci liberati di un Governo, quello di centrodestra, che ha fatto dello scontro con la magistratura il proprio vessillo, e oggi ci troviamo ancora una volta a discutere di scontro tra politica e magistratura, di una politica che tenta di mettere il bavaglio ai magistrati.Un film purtroppo giร  visto!


Gli attacchi al pm di Catanzaro, dott. Luigi De Magistris, e al GIP di Milano, dott.ssa Clementina Forleo, allontanano i cittadini dalle istituzioni, mentre passa il messaggio di una politica che vuole sfuggire al giudizio di legalitร .

A sostegno del principio costituzionale di indipendenza della magistratura e per una democrazia forte e rappresentativa, lโ€™Italia dei Valori della Regione Puglia, su iniziativa del Dipartimento Regionale Giustizia coordinato dallโ€™avv. Anna Spinelli, ha promosso una giornata di grande mobilitazione del partito per sensibilizzare lโ€™opinione pubblica e per raccogliere le firme a sostegno dei due magistrati.


Domenica 11 e lunedรฌ 12 novembre saremo in oltre 30 piazze della Puglia con i nostri attivisti davanti alle sedi dei tribunali pugliesi. Domenica mattina, a partire dalle ore 10, sarรฒ a Francavilla Fontana, la cittร  natele della dott.ssa Forleo, in Viale Vincenzo Lilla per fare fronte comune contro chi vuole โ€œtenere in ostaggio lo Statoโ€, non assicurando alla magistratura strumenti e autonomia necessari.


A tutti i cittadini, pugliesi e non, chiediamo di sottoscrivere lโ€™appello per lโ€™indipendenza della magistratura, per dire NO al trasferimento โ€œcoattoโ€ del pm De Magistris, per esprimere solidarietร  al GIP Clementina Forleo. Dal nostro sito della regione Puglia potrete scaricare la modulistica per la raccolta firme oppure sottoscrivere la petizione popolare direttamente da casa, compilando l'apposito modulo per la firma singola e spedendola via fax alla nostra sede regionale: 080.80.84.78.


Ci rivolgiamo a chi ritiene insopportabile lโ€™arroganza di una classe politica che tenta di distogliere lo sguardo dalle inchieste indipendenti della magistratura, a chi teme lโ€™indebolimento delle istituzioni, a chi vorrebbe una magistratura autonoma dal potere politico perchรฉ il reato, confermato dai vari gradi di giudizio, rimane tale a prescindere da chi lo compie. A tutti i cittadini di buona volontร  chiediamo pertanto di raggiungerci nei punti di raccolta, di mobilitarsi, di non restare indifferenti e di mettere una firma โ€œdi libertร โ€.


pdf.jpg Volantino   pdf.jpg Modulo 25 firme  pdf.jpg Modulo per firma singola

Postato da Pierfelice Zazzera in | Commenti (16) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

7 Novembre 2007

Contro la violenza sessuale e le molestie


I reati di violenza sessuale si caratterizzano per una particolare efferatezza e per i danni, spesso permanenti, di natura fisica e psicologica che provocano sulle vittime. La presente proposta di legge si prefigge di combattere il fenomeno ponendo in essere una strategia articolata su piรน fronti.


mura-pdlviolenza.jpg


La violenza contro le donne è un fenomeno in aumento, e riguarda tanto le violenze fisiche quanto quelle psicologiche. Questi tipi di reati, per noi inaccettabili, sono da combattere con tutti i mezzi.


Teniamo conto poi che le donne subiscono discriminazioni sul piano lavorativo nel loro ambito sociale. Vorrei ricordare che gli omicidi che avvengono all’interno delle mura domestiche hanno superato in numero assoluto quelli prodotti dalla criminalità organizzata, e le donne rappresentano l’80% delle vittime. Per non parlare poi delle violenze sessuali che subiscono le donne con gravi sofferenze che lasciano segni indelebili che perdurano per tutta la loro vita.


Le statistiche ci dicono che in media 7 donne al giorno subiscono violenze sessuali, quasi 7 milioni di donne ne sono state vittime almeno una volta nella loro vita, mentre 5 milioni di donne hanno subito degli stupri. Dati agghiaccianti che aumentano ancora di più se consideriamo che il 90% delle violenze sessuali non viene denunciata dalle vittime stesse, e quindi questi dati restano sommersi.


E’ sufficiente aprire i giornali per constatare come questo odioso fenomeno sia frequente. Solo nel mese di ottobre si sono registrati lo stupro di una ragazza pugliese di Canosa ad opera del suo ex fidanzato, pregiudicato, una studentessa napoletana è stata aggredita a Bologna in pieno giorno mentre si recava a gettare la spazzatura, per non parlare poi del caso eclatante di Matera dove 4 ragazzi hanno violentato a turno una giovane che dovevano riaccompagnare a casa, alternandosi tra violenze e partite al videogioco.


Ho ritenuto quindi doveroso, come donna prima ancora che come parlamentare, presentare una proposta di legge per combattere questo odioso fenomeno. La proposta di legge (Pdl n. 2101, presentata il 21 dicembre 2006) prevede un generale inasprimento delle pene, attualmente troppo leggere, aumentandole da un minimo di 4 anni ad un massimo di 8 rispetto alle pene attualmente previste.


Il punto qualificante di questa proposta di legge è l’introduzione del reato di molestia insistente. Se ad oggi una donna riceve delle mail insidiose, subisce delle offese, delle molestie, delle avance telefoniche, viene infastidita sul posto di lavoro, questa donna non può denunciare il proprio molestatore perché questo tipo di reato non è previsto dal nostro codice penale.


Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che questo vuoto legislativo sia grave e che vada colmato al più presto, perché nel 50% dei casi la molestia si tramuta in violenza sessuale vera e propria, e nel 10% dei casi questa violenza sessuale degenera nell’omicidio della vittima. Introducendo quindi il reato di molestia insistente si consente all’autorità giudiziaria di intervenire con altri strumenti, come la diffida, che se non rispettata andrà a cumularsi con la pena prevista per il tipo di reato eventualmente commesso.


La proposta di legge non contiene solo misure repressive, ma anche strumenti atti a prevenire questo odioso fenomeno. E’ prevista infatti l’istituzione di un Osservatorio Nazionale, che non solo avrà il compito di dar vita a campagne di informazione e di sensibilizzazione presso i giovani, ma anche e soprattutto di studiare ed elaborare i dati relativi alle violenze sessuali su tutto il territorio nazionale, al fine di fornire alle forze dell’ordine specifici piani d’intervento per contrastare questo terribile fenomeno, e ripeto, soprattutto per prevenirlo.


La tutela dei più deboli, in questo caso stiamo parlando di donne ma anche di bambini e degli adolescenti, deve rappresentare il nostro primo obbiettivo come cittadini e come politici, soprattutto da parte di persone come noi dell’Italia dei Valori che hanno fatto della giustizia, quella vera, la propria bandiera e la propria ragione di essere.


6 Novembre 2007

I soldi dei milanesi


Ieri sono intervenuto in sede di consiglio a Milano per chiedere che si faccia luce su un'operazione finanziaria molto rischiosa della giunta Albertini, la quale potrebbe esporre i bilanci milanesi ad un buco di oltre 400 milioni di euro.




In questi giorni ho preso atto di una vicenda nata nel 2005, quando lโ€™allora amministrazione comunale dellโ€™ex Sindaco Albertini si trovรฒ di fronte alla necessitร  di reperire 100 milioni di euro per affrontare la spesa corrente, trasformando dei debiti che la stessa amministrazione aveva giร  in essere con alcune banche, ricontrattando i mutui facendoli passare da tassi allora favorevoli, fissi e molto bassi, a tassi variabili. Questi hanno portato negli ultimi due anni ad una crescita dei tassi a livello mondiale, e stanno portando un esposizione da parte di tutte le famiglie. Eโ€™ possibile che questa conseguenza, molto forte, possa avvenire nei confronti dellโ€™amministrazione comunale, anche perchรฉ i mutui ricontrattati hanno una scadenza trentennale.

Eโ€™ un esposizione a mio avviso dei cosiddetti โ€œderivatiโ€, che lโ€™amministrazione Albertini ha sempre fatto nel suo compito di amministratore pubblico. Dato che lโ€™ex Sindaco Albertini ha sempre lamentato il fatto di essere un โ€œamministratore di condominioโ€, dico che lโ€™amministratore di condominio non ha fatto quello che doveva fare, che come un buon padre di famiglia doveva fare investimenti in modo oculato e chiaro.

Ieri 5 novembre, al Consiglio Comunale, sono intervenuto per denunciare questo fatto, dove di fatto lamentiamo, da parte del Consiglio Comunale e dei consiglieri, una sottrazione del potere di controllo. Noi riteniamo che i consiglieri debbano attuare una forma di controllo, siano essi di maggioranza e soprattutto di opposizione, cosi da avere la possibilitร  di controllare la gestione di quanto fa la giunta rispetto agli atti amministrativi.

Purtroppo la giunta Albertini, i consiglieri di maggioranza, ma soprattutto quelli di opposizione, non ebbero neanche questa possibilitร , siccome gli atti di questa operazione furono secretati dallo stesso Albertini per un mese, il tempo naturale per fare lโ€™operazione con le banche.

Ritengo perรฒ che non bisogna biasimare i comportamenti piรน o meno legittimi della passata gestione, ma dobbiamo chiederci quali sono le finalitร  dellโ€™amministrazione comunale, se gli amministratori pubblici sono deputati a mettere in gioco i denari della collettivitร  piuttosto che realizzare tutta una serie di interventi e restituire la ricchezza raccolta dai contributi in servizi per i cittadini. Questo รจ il compito primario del pubblico amministratore.

Se poi ci addentriamo nel campo minato delle operazioni finanziarie, un eloquente esempio รจ quello accaduto qualche anno fa tra ATM e i bond Del Monte, dove perse di fatto 10 milioni di euro in un momento in cui si metteva a rischio il rinnovo del contratto di lavoro dei lavoratori dellโ€™azienda di trasporto, mentre i suoi dirigenti facevano operazioni finanziarie che poi diedero risultati negativi.

Rimane a mio avviso che nel prossimo futuro il Sindaco Moratti deve venire a dirci in Consiglio Comunale come sono andate le cose, visto anche il fatto che lโ€™attuale maggioranza รจ organica a quella passata, dovโ€™รจ cambiato il sindaco, ma รจ rimasto lo stesso vicesindaco, assessori e parte dei consiglieri di maggioranza.

Pertanto ci sono persone sulle quali andare a chiedere conto di quanto รจ accaduto, e il Sindaco a mio avviso deve venire a riferire in Consiglio Comunale. Se ciรฒ non dovesse accadere, io come Italia dei Valori mi sono impegnato formalmente a reclamare una commissione dโ€™inchiesta per non perdere tempo prezioso, perchรฉ mai come in questo momento perdere tempo significa anche perdere denaro.

Formalizzerรฒ questa richiesta quanto prima agli organi deputati, ma ho lโ€™impressione che ci si svincolerร  da questa mia richiesta tornando a dibattere in Commissione Bilancio. Eโ€™ anche questo un organo importante dove poter discutere, e a mio avviso cโ€™รจ la necessitร  che in queste sessioni, dove magari discuteremo questa partita, ci sia la presenza del Sindaco Moratti, che detiene la delega in assenza di un assessore al bilancio.

Quello รจ sicuramente il posto piรน deputato per discutere e poi riferire in Consiglio Comunale, dove tutti i consiglieri possono acquisire tutte le informazioni che fino ad oggi sono state negate. Se tutto questo non accade, la responsabilitร  politica di questa amministrazione comunale รจ da considerare identica a quella passata.

La Commissione dโ€™inchiesta, attraverso le indagini, dovrร  verificare i danni economici eventualmente procurati, come sono stati scelti gli operatori finanziari, quali compensi sono stati riconosciuti e perchรฉ ancora ad oggi lโ€™informazione scarseggia.

Gli stessi amministratori di maggioranza hanno chiaramente dichiarato in Consiglio Comunale che cโ€™รจ bisogno di trasparenza, in Sindaco oggi si dichiara disponibile a fare chiarezza. Lo aspettiamo e soprattutto personalmente lo aspetto a riferire in Consiglio Comunale rispetto alle osservazioni che abbiamo posto con questo mio intervento.

Postato da Raffaele Grassi in | Commenti (5) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

5 Novembre 2007

L'onorabilitร  degli amministratori


E’ inaccettabile che ai vertici di importanti istituzioni finanziarie si trovino personaggi che hanno perso i requisiti di onorabilità per essere stati condannati per bancarotta fraudolenta. Ne va della credibilità internazionale del nostro sistema finanziario e bancario, ma ora abbiamo deciso di passare all’azione.

geronziparmalat.jpg

Non è la prima volta che intervengo su questa scandalosa vicenda che ha già superato i confini del nostro paese, tanto che la notizia รจ stata riportata dalla CNN.

Ai vertici di due importanti istituzioni finanziarie, quali Capitalia e Mediobanca, c’è un personaggio che ha perso i requisiti di onorabilità. Mi riferisco a Cesare Geronzi, condannato in primo grado e otto mesi per bancarotta fraudolenta, alla luce soprattutto delle ultime vicende che lo vedono rinviato a giudizio per frode nell’ambito della vicenda del dissesto Parmalat.

Attualmente gli amministratori di banche e istituzioni finanziarie che hanno perso i requisiti di onorabilità devono essere sospesi dalla carica, tuttavia l’assemblea ha il potere di reintegrarli, sostenendo il fatto che se continuano a riscuotere la fiducia degli azionisti non vi possa essere alcun ostacolo.

Ma io mi chiedo: contano di più gli azionisti di una banca o la tutela del risparmio e dei risparmiatori?
Appare evidente, anche a seguito delle gravi vicende finanziarie verificatesi in questi anni, l’esigenza di un comportamento più rigoroso da parte delle società di investimento e delle banche nei confronti degli amministratori, dei direttori generali e dei sindaci che riportano una condanna, ancorché non definitiva, per reati bancari e finanziari, per il reato di falso in bilancio, per reati contro la pubblica amministrazione (peculato, abuso di ufficio), della fede pubblica (falsità delle monete), contro il patrimonio (furto, rapina), contro l’ordine pubblico (associazione a delinquere), contro l’economia pubblica e per materia tributaria.

Ho deciso di passare all’azione, presentando una Proposta di Legge (Proposta di legge 3135) di due soli articoli con i quali si modifica il TUB (Testo Unico Bancario) e il TUF (Testo Unico della Finanza) allo scopo di prevedere che le assemblee dei soci non possano deliberare il reintegro degli esponenti aziendali sospesi temporaneamente a seguito di condanna non definitiva, fino a quando il procedimento penale non e giunto a sentenza definitiva.

Si tratta di una misura cautelare del tutto legittima. Ne va della credibilità internazionale del nostro sistema finanziario e bancario.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (6681) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif


newsnewslettidv.jpg
banner_gelmini.jpg
banner-slegati_dx215.gif
rifiuti-d%27italia215.png
giovanidivalore_logo_banner.jpg
calderoli_bugiardo
10puntibanneresterno_idv.jpg
banner_expo.jpg
bannervasto2010.jpg
contromanovraidv.jpg
congreterritoriali.jpg congressicelebrati.jpg regolamentocongressuale.jpg calendario_regionale.jpg statuto_regionale.jpg
idvlavoro.jpg
puntoeconomia_1.jpg
codiceEtico.jpg
nostriparlamentari.jpg
inostrideputati.jpg
inostrisenatori.jpg
inostrieuroparla.jpg
ultimerisposte.jpg
Anita Di Giuseppe
Anita Di Giuseppe (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Borghesi
Antonio Borghesi (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro (Deputato)
Leggi la sua risposta
Giovanni Paladini
Giovanni Paladini (Deputato)
Leggi la sua risposta
Carlo Monai
Carlo Monai (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Palagiano
Antonio Palagiano (Deputato)
Leggi la sua risposta
tesseramento.jpg
alvipidv.jpg