In tema di affidamento condiviso dei figli, l'On. Silvana Mura e l'On. Carlo Costantini rispondono ai rappresentanti delle associazioni dei padri separati, i quali avevano espresso la loro preoccupazione in seguito alla proposta di la legge sulle molestie insistenti.
On. Silvana Mura (deputata dell'Italia dei Valori):
"Il testo della legge contro le molestie insistenti, nato dall’unione di diverse proposte di legge, tra le quali la mia, sarà approvato a breve dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
Non possiamo certo ignorare la gravità delle conseguenze fisiche e psicologiche che le molestie producono sulle persone. Considerata appunto la gravità sociale di questo fenomeno, in Parlamento si è creato un vasto consenso tra forze politiche, di maggioranza e opposizione, sulla necessità di approvare al più presto una legge in grado di contrastare e punire questo reato che vede le donne come le vittime principali.
La molestia insistente infatti limita la libertà personale di chi la subisce, costringendo la vittima a vivere in uno stato di timore per la propria sicurezza o per quella di una persona cara. Per questo che la legge che nascerà, come del resto tutte le leggi dello stato, ha come fine ultimo l’interesse generale di tutti i cittadini, in particolare dei più deboli.
Alcuni rappresentanti di associazioni dei padri separati hanno espresso la preoccupazione che la legge sulle molestie insistenti possa trasformarsi un uno strumento in grado di penalizzare ancora di più quei genitori a cui viene impedito di vedere il proprio figlio.
E’ evidente che la molestia insistente è un comportamento profondamente diverso dai conflitti tra genitori separati, che nulla ha che vedere con le vicende relative all’affidamento dei minori.
Per quanto riguarda l’affido condiviso, crediamo che la legge, nell’interesse dei minori, debba garantire entrambi i genitori nel loro diritto di esercitare il loro ruolo di padri e di madri. Le discriminazioni che spesso subiscono i padri devono essere superati migliorando la legge esistente.
Noi dell’Italia dei Valori ci battiamo per una giustizia giusta, che sappia valutare in modo equo i comportamenti di entrambi i genitori. L’affido condiviso deve tutelare anzitutto i bambini, nel loro diritto di ricevere amore da entrambi i genitori indipendentemente dalle loro beghe coniugali: una sana crescita necessita del ruolo fondamentale paritario del padre e della madre nell’educazione dei figli.
Poiché nei tribunali italiani non si è ancora affermata concretamente la prassi dell’affidamento condiviso, insieme al collega Carlo Costantini abbiamo depositato una proposta di legge, n. 2231 nel febbraio del 2007, che tende superare i limiti dell’attuale normativa. La nostra proposta di legge vuole garantire pari opportunità ad entrambi i genitori, contrariamente a quanto accade finora dove il ruolo dei padri è spesso purtroppo penalizzato."
On. Carlo Costantini (deputato dell'Italia dei Valori):
"L’Italia è uno dei pochi paesi occidentali che per anni ha negato il diritto della bigenitorialità ai bambini figli di genitori separati. Per anni i tribunali hanno fatto ricorso all’affidamento esclusivo dei bambini ad uno o all’altro genitore, partendo dalla considerazione errata che questa sia la soluzione migliore per il bambino. In realtà l’affidamento esclusivo è stato utilizzato per compensare i conflitti tra i coniugi, pensando molto più ai genitori che agli interessi e al diritto del bambino. Anche l’assegno di mantenimento, solitamente attribuito al genitore affidatario, è stato utilizzato per anni per compensare conflitti di natura economica tra i genitori, non pensando affatto ai bisogni veri del bambino.
Finalmente nel febbraio 2006 in Italia è stata approvata una legge che ha reso il nostro ordinamento conforme e coerente a quello dei paesi civili e sviluppati dell’occidente. Parlo della legge sull’affidamento condiviso, una legge che ha introdotto un principio fondamentale, anche in caso di dissidi e conflitti tra i genitori, al centro deve esserci sempre il diritto del bambino, del minore, a conservare un rapporto pieno con tutti e due i genitori.
Questo è un principio fondamentale, affermato da questa legge, insieme alla previsione del superamento dell’assegno di mantenimento, un assegno consegnato ad un coniuge perché provveda ai bisogni del bambino. Questo assegno è stato troppo spesso utilizzato per compensare conflitti di carattere economico tra i coniugi e non ha avuto mai riflessi positivi rispetto ai bisogni reali del bambino.
Questa legge, entrata in vigore ormai da 18 mesi, è troppo poco applicata. In moltissimi tribunali del paese si continua a far ricorso all’affidamento esclusivo e si continua ad assegnare l’assegno di mantenimento al coniuge affidatario. Per questa ragione noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato da qualche mese un disegno di legge di modifica della legge sull’affidamento condiviso, teso soprattutto a rafforzare due principi: il giudice non può più valutare discrezionalmente se procedere o non procedere all’affidamento condiviso, ma deve procedere con l’affidamento condiviso perché deve salvaguardare in primo luogo il diritto dei bambini alla bigenitorialità. L’affidamento esclusivo deve restare uno strumento residuale, eccezionale, praticabile solo nel caso in cui la presenza stabile di un genitore costituisca un grave pericolo e una minaccia per il bambino.
In questo stesso disegno di legge abbiamo rafforzato la previsione del mantenimento diretto, per far si che tutti e due i genitori si facciano carico dei bisogni del bambino. Per esempio: la mamma penserà alla piscina, ai libri di scuola, alle ripetizioni, mentre il padre penserà alle vacanze e ad altri bisogni, ma devono essere loro a farsi carico delle esigenze del bambino, non solo per superare i conflitti che questo aspetto di natura economica nel passato ha generato, ma anche per mantenere vivo e forte, direi quasi quotidiano, il rapporto con i figli minori.
C’è un altro aspetto che abbiamo cercato di affrontare, ma che troppo spesso è stato trascurato: quello dei nonni, che rappresentano forse la parte debole, senza tutele, nei rapporti con i figli dei genitori separati. Li hanno cresciuti, hanno vissuto con loro giorni, settimane, mesi, e da un giorno all’altro vedono interrotto, a causa di una separazione o di un divorzio, il loro rapporto con i minori, e fino ad oggi non hanno avuto strumenti di tutela di nessun genere. Per questo abbiamo previsto, nel nostro disegno di legge, la possibilità per i nonni di rivolgersi al giudice per stabilire le modalità di continuazione del rapporto con i loro nipotini.
Queste iniziative inizieranno l’iter legislativo della Commissione Giustizia della Camera nei primi mesi del prossimo anno. Noi continueremo a lavorare perché finalmente si affermi in Italia il diritto alla bigenitorialità dei figli dei genitori separati."
Articoli correlati:
- Contro la violenza sessuale e le molestie
- Approvato il testo base contro la violenza sulle donne