dalla parte dei cittadini



19 Novembre 2007

Per una "buona" immigrazione


Italia dei valori ha presentato da alcuni mesi alla Camera dei Deputati un Disegno di Legge in materia d’immigrazione. Un disegno di legge che stiamo trasformando in un complesso di emendamenti che andranno ad integrare la Ferrero-Amato.


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Un’iniziativa quella dell’Italia dei Valori che non è contro l’immigrazione, ma è per cercare di realizzare una buona immigrazione, e cerchiamo di fare questo attraverso tre passaggi fondamentali.
Il primo è quando i flussi migratori nascono. Da questo punto di vista abbiamo previsto alcune misure. E’ esistito per tanti anni nelle ambasciate e nei consolati italiani all’estero, in paesi in cui il flusso migratorio verso l’Italia è forte, un nucleo di polizia che aveva il compito di verificare la veridicità dei documenti dei cittadini stranieri che chiedevano di entrare in Italia. Questo nucleo è stato soppresso da diversi anni, e noi chiediamo con questa legge di ripristinarlo.


Una parte considerevole, che si stima tra l 40 e il 50% degli immigrati clandestini arriva in Italia con l’apparenza di essere un immigrato regolare, perché si basa su falsi documenti, false attestazioni, falsi visti, falsi permessi. La presenza delle forze di polizia nei paesi di partenza consente di riconoscere questa falsità e quindi di evitare che queste persone, che non ne hanno diritto, vengano in Italia.


Una seconda previsione è quella di stabilire i flussi che spettano a ciascun paese verso l’Italia, che di anno in anno vi siano meccanismi di premio e di punizione nei confronti di quei paesi che collaborano con l’Italia nel cercare di contrastare l’immigrazione clandestina. Quindi, i paesi virtuosi, che ci aiutano nel creare flussi di buona immigrazione, avranno un accrescimento del flusso negli anni, quelli che non collaborano avranno flussi che diminuiscono.


Un altro complesso di provvedimenti riguarda quando queste persone arrivano in Italia. Noi crediamo che sia indispensabile che ogni volta che un immigrato entra in contatto con una qualsiasi istituzione pubblica, che si proceda, come si sta prevedendo anche per i cittadini italiani con il pacchetto sicurezza, a fare un prelievo del DNA da inserire in una banca dati che consenta, qualora in futuro venissero commessi dei reati o ci fossero dei problemi di natura amministrativa o penale, di identificare immediatamente e rapidamente queste persone.


Prevediamo inoltre che quando i cittadini esteri vengono in Italia regolarmente, e vengono perché c’è bisogno nelle nostre attività economiche di alcune figure professionali, questo non diventi, come rischia altrimenti di accadere, un pretesto per cui la persona viene qui per fare la badante, dopo un mese, appena ottenuto il permesso, si licenzia e va ad arricchire il mercato del lavoro nero o la clandestinità, che ci sia un vincolo, al quale subordinato il rilascio del permesso di soggiorno, che quel lavoro venga svolto per un periodo di tempo minimo.

Poi vi è un altro complesso di provvedimenti molto delicati, ma molto importanti, che riguardano l’identificazione e l’espulsione di quei soggetti che non hanno il titolo per restare in Italia, perché vi sono entrati illegalmente e vi restano illegalmente, o perché in Italia hanno commesso dei reati. Abbiamo previsto un sistema, che riteniamo molto più efficace,  nel realizzare le espulsioni dei cittadini che, in base alla legge vigente, non abbiamo diritto di restare in Italia. Oggi è questo il vero e grande problema, perché le espulsioni vengono decretate dalle prefetture ma poi non si riescono ad eseguire, perché molto spesso i cittadini stranieri non dicono da quale paese vengono, si rifiutano di comunicare le proprie generalità, e in questo caso, non essendo possibile stabilire dove devono essere portati all’estero, viene dato in mano al cittadino extracomunitario un foglio nel quale si invita a lasciare l’Italia, questo signore esce e poi torna a fare  tranquillamente quello che stava facendo prima.


Noi prevediamo per tutti, quanto cittadini italiani o cittadini stranieri, che il non comunicare la propria identità e la propria nazionalità diventi un fatto sanzionato come reato. Se di fronte alla legittima richiesta delle forze dell’ordine, qualcuno si rifiuta di dire la propria nazionalità, questo diventa un fatto punito come un reato, passando attraverso un processo per direttissima, che si svolge in un massimo di 60 giorni, e in attesa della celebrazione del processo vengano trattenute per un paio di mesi al massimo in centri di identificazione amministrativa, che sono previsti in molti altri paesi democratici europei come la Germania, la Francia e l’Inghilterra.


Questo per noi risponde ad una duplice esigenza. La prima è quella di mettere chi arriva illegalmente in Italia e che vuole illegalmente restare di fronte alle responsabilità o di dire da dove viene, e quindi metterci in condizione di poterlo rimandare nel proprio paese d’origine, oppure di assumersi la responsabilità di sapere che questo è un reato che porta ad un periodo di reclusione.


Il secondo motivo, che non si può non tenere in considerazione, è che bisogna sapere che oggi giorno vi è una parte importante di immigrazione clandestina che non segue un moto spontaneo, organizzato e gestito dalle mafie internazionali, che non lucrano solo sul commercio e il trasporto di questi esseri umani disperati da paesi poveri e in guerra, ma soprattutto lucrano nel tenere in regime di semi-schiavitù queste persone e di usarle nei canali della criminalità e del lavoro in nero.
E purtroppo c’è anche una ragione che può sembrare cinica, ma che sta alla base delle scelte economiche che queste mafie compiono. E’ quella di sapere che in Italia, forse più che in altri paesi, la fanno sempre franca, e portare persone clandestinamente per poi farle lavorare nell’ambito della criminalità, paga. Se si sa che qualora questo avvenga, qualora non vengano declinate le generalità e non ci siano le condizioni per l’espulsione, è previsto un periodo di detenzione, noi crediamo che questo possa essere un grande e forte deterrente per queste mafie nel vedere l’Italia come una destinazione possibile e conveniente per questi traffici scellerati.


Questo è un complesso di norme che si sposa con quella che è l’impostazione di passare da una legge fatta dal centrodestra, la Bossi-Fini, fatta scioccamente contro l’immigrazione, che non si può impedire, e averla trasformata in qualcosa che non si vuole vedere ha solo contribuito ad aumentare di gran lunga il numero dei clandestini.


Questa proposta dell’Italia dei Valori risponde a quelli che sono i nostri principi fondamentali in materia d’immigrazione. Noi crediamo che un immigrazione buona, che si integra nel nostro paese e rispetto alla quale il nostro paese crea le condizioni per l’integrazione e di solidarietà perché si possa convivere positivamente assieme, si deva coniugare anche con quella che è l’altra faccia dell’accoglienza, e cioè con il rispetto delle leggi, delle regole e con il rispetto dei nostri valori fondamentali. Siamo convinti che questo complesso di norme che l’Italia dei Valori ha predisposto va esattamente verso questa direzione. Un paese accogliente, disposto a ricevere e consapevole di avere in molti casi il bisogno dell’apporto di tante persone che vengono da fuori Italia, ma che non transige con chi viola leggi e con chi entra in Italia illegalmente e ci resta illegalmente per violarle.