dalla parte dei cittadini



17 Novembre 2007

Sondaggio sull'immigrazione


Pubblichiamo un sondaggio sull'immigrazione in Italia condotto dall'ISPO e presentato a Vasto durante l'incontro nazionale dell’Italia dei Valori. Il sondaggio è illustrato nel video dal professor Renato Mannheimer, direttore dell'Istituto di Studi sulla Pubblica Opinione.


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Testo:


"Come sempre nei sondaggi si parla solo dell’insicurezza percepita, e non quella reale, e spesso l’insicurezza percepita è superiore a quella reale. Vorrei illustrarvi quello che è l’atteggiamento generale degli italiani verso il fenomeno immigratorio.


Abbiamo la fortuna di disporre dei dati di confronto nel tempo, come quella di una ricerca svolta nel 1999 confrontata con una fatta nel 2007. Sostanzialmente, la percentuale di persone che dice che gli immigrati riescono ad inserirsi ha una contrazione nel tempo, mentre cresce il numero, e raggiunge il livello del 45%, di coloro che dicono che riescono ad inserirsi, ma sono un po’ chiusi tra di loro, come se da parte nostra, di noi italiani, ci sia un idea sempre maggiore che gli immigrati costituiscono un mondo a sé, che il processo di integrazione non funziona e crea pericoli. Questa è una percezione sociale diffusa, la quale però dà un elemento di preoccupazione.


Vediamo gli immigrati come un circolo chiuso, e il nostro atteggiamento verso il fenomeno migratorio è di sospetto, dove una quota rilevante del 31% di italiani sostiene che sia un fenomeno inevitabile, ma una parte maggiore, il 39%, sostiene che è un fenomeno che va fermato. Questa stessa percentuale era, cinque anni fa, il 24%, ed è quindi cresciuta nel tempo.


Qui non c’è nessun riferimento legislativo, pochi italiani sanno bene come funzionano i vari meccanismi e sanno bene i meccanismi della Bossi-Fini. L’idea è che questo fenomeno spaventa, e quindi una percentuale maggiore, oggi la maggioranza relativa, dice che il fenomeno va fermato. Non la maggioranza assoluta, ma il 40% costituisce una forte parte della popolazione. E’ una parte trasversale, ci sono all’interno di questo 40% sia persone di sinistra che di destra, con un accentuazione, ma non una totalità, di persone simpatizzante del centrodestra. Poi ci sono tante persone che non simpatizzano per nulla, che non si occupano di politica ma temono il fenomeno migratorio.


Se noi dobbiamo fare una sintesi dell’atteggiamento verso gli stranieri immigrati, troviamo che c’è un italiano su quattro, il 25%, che esprime un timore alto. Oltre a questo 25% c’è un altro 16% che ha un timore medio alto, che sommati ci ritroviamo davanti a quel 40% degli italiani che è intimorita dal fenomeno. Quindi c’è timore per il fenomeno, sulla quale non possiamo nasconderci e sulla quale dobbiamo intervenire. Per intervenire bene dobbiamo discutere del perché.


Si è discusso molto della relazione tra criminalità e immigrati. Questa è una relazione da un verso obiettiva e dall’altra soggettiva. E’ obiettiva perché molto spesso coloro che arrivano sono in condizioni disagiate, difficili, quando addirittura non hanno premeditato un intenzione criminale, e più facilmente si dedicano ad attività criminali. Poi per un fatto obiettivo, la popolazione carceraria ha una quota molto rilevante di immigrati e molti delitti, spesso di un certo tipo vengono commessi da immigrati.

Però c’è anche una percezione soggettiva, che spesso non coincide con quella obiettiva. Alcuni sostengono che gli immigrati extracomunitari rendono meno sicura la vita nelle nostre città, altri che non è vero. Il 38%, che è sempre parente di quel 40% di persone intimorite, è d’accordo: le nostre città sono meno sicure. Costoro sono di più tra quelli che risiedono nel Nord-Est, sono di più tra le casalinghe, che non sono una categoria più attiva, ma una categoria più isolata con meno accesso all’informazione, e sono di più, con la maggioranza assoluta, tra i votanti del centrodestra. Ma ripeto, coloro che hanno questa opinione non sono solo nel centrodestra, è un opinione di carattere trasversale. Questo ci dimostra come ci sia una relazione forte tra la percezione soggettiva che la criminalità sia associata all’immigrazione, poi possiamo discutere in che misura, meno di quanto la gente percepisca.


Però, vorrei aggiungere che l’immigrazione evoca altri elementi di problematiche, di conflitto e di preoccupazione. Per esempio, in misura minore, ma sempre significativa, c’è un accordo sull’idea che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani. Questo lo dicono di meno, solo il 28%, perché tanti, la maggioranza degli italiani, si è resa conto del fatto che gli immigrati fanno per lo più lavori che gli italiani non vogliono più fare o che hanno la possibilità di non fare più. In una percentuale ancora minore, sostiene di non fidarsi degli immigrati, ma la maggioranza assoluta non dice che non è una difficoltà, dice che può esserlo.


Vorrei dire che il problema è rilevante, anche se non è considerato prioritario e di grande rilevanza come nel 2001, e che la paura sociale per il fenomeno migratorio è estesa. Possiamo stimarlo che lo senta molto forte, che veda come una minaccia gli immigrati tra il 30 e il 40% degli italiani, e che si pensa che queste cose debbano essere risolte si dall’apporto di ciascuno, dalla capacità di comprensione di ciascuno, ma specialmente da parte della pubblica autorità del Governo con leggi ad hoc. Ad oggi, la legislazione sull’immigrazione e criminalità è al tempo stesso non conosciuta ma comunque ritenuta insufficiente da questo 30-40% che ha paura."


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