L'Italia dei Valori prende posizione in Campania, in seguito ai 13 arresti nell'ambito di un'indagine su una organizzazione sospettatta di aver condizionato gare pubbliche indette dal comune di Napoli e dal Consiglio Regionale.
Noi dell’Italia dei Valori siamo stati costretti a prendere una posizione molto ferma nei confronti del Governo Bassolino e della coalizione di maggioranza. Purtroppo, dopo che c’è stata la nostra manifestazione, molto forte, i fatti ci hanno dato ragione.
Era da tempo che denunciavamo all’opinione pubblica, ma soprattutto alla maggioranza, a un clima diverso rispetto al clima che negli anni ’93 e seguenti avevano caratterizzato nelle giunte del centrosinistra uno smalto, una voglia di fare, un attenzione morale che aveva, probabilmente dopo Tangentopoli, determinato delle condizioni da avere una coalizione operosa e che in qualche modo segnasse nell’opinione pubblica e nei cittadini una svolta vera.
Purtroppo avevamo notato che c’era stato un allentamento in determinate questioni. Lo stesso assetto del potere regionale era diventato molto simile a quelli precedentemente conosciuti, come al pentapartito, alla famosa democrazia cristiana del periodo doroteo, pomiciniano e cosi via.
Avevamo avuto modo di dire e far capire con chiarezza a Bassolino che si stava viaggiando verso quel sistema piuttosto verso il nuovo tipo di sistema che dal ’93 in poi aveva caratterizzato il comune di Napoli e la regione, e cioè che si stava perdendo smalto soprattutto sulla questione morale. In Campania continua ad essere uno degli argomenti principali di dibattito fra le forze politiche.
Purtroppo qualche giorno fa è successo quello che temevamo. La Guardia di Finanza ha scoperchiato la pentola, dove vi sono stati degli arresti tra i massimi dirigenti del Comune di Napoli e della Regione Campania.
Si parla di appalti truccati. Siamo tornati all’ipotesi che pensavamo di non dover più verificare nell’amministrazione pubblica dopo Tangentopoli, ma quello che è più grave è che sono oggetto di interessamento dalle autorità dei magistrati anche consiglieri regionali ed ex assessori al Comune di Napoli, come l’assessore Esposito (Udeur), che ora fa parte dello Capo-Staff del Sindaco Iervolino.
Tutto questo fa male, e non consente più all’Italia dei Valori, che aveva anche altri motivi per lamentarsi di questa coalizione, di rimanere inerte a giustificare o magari a certificare con un bollo di qualità, che l’Italia dei Valori dà sulla questione morale, questa maggioranza che sembra smonti i legami che avevamo posto.
Abbiamo coronato il Congresso Regionale per il 26 gennaio, e i nostri tre consiglieri regionali hanno già comunicato in aula che, dopo l’approvazione della finanziaria regionale, che per senso di responsabilità voteremo, siamo pronti ad uscire dalla maggioranza. Questo ci comporta un sacrificio.
Oggi l’Italia dei Valori esprime il Presidente della Commissione Bilancio, che si è adoperato per fare in modo che la regione avesse il suo bilancio per il 2008, ma immediatamente dopo non esiteremo a mettere a disposizione questo senso di responsabilità perché abbiamo bisogno di un chiarimento vero.
Se il clima della coalizione in Campania, e quello che abbiamo avuto dopo Tangentopoli, quando si era messo al bando una classe dirigente che aveva miseramente fallito, e si era ripresi ad andare sulla via del buon senso e dell’onestà o stiamo tornando inutilmente e magistralmente a quei livelli.
C’è bisogno di dire con chiarezza cosa bisogna fare con la questione rifiuti. Tutti siamo coscienti che la camorra naviga in questa situazione in cui sui rifiuti non c’è regolamentazione. Anche qui abbiamo bisogno di certezze. Bisogna capire e avere risposta da Bassolino su cosa intende fare su questa situazione dei rifiuti, perché il problema è sicuramente di carattere regionale e sicuramente non si può trincerare dietro i vari commissariamenti.
Sono punti importanti cosi come quello riguardante la sicurezza dei cittadini. Su queste questioni l’Italia dei Valori si gioca la sua credibilità e non può essere blanda. Deve per forza giocare all’attacco perché o smuoviamo noi gli equilibri o questi equilibri tornano indietro.