
Europa 7 è l’assegnataria delle frequenze illegalmente occupate da Rete4. Tutti i politici ne parlano, la situazione non si schioda dal palo. Ora arriva il carico della Corte europea.
La condanna (leggi la sentenza) che arriva da Bruxelles al regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva è l’ennesimo declassamento di questo Paese verso una sorta di “regime pseudo democratico”. L’assegnazione delle frequenze non rispetta, dice la Corte, il principio della libera prestazione dei servizi e tanto meno criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori.
Ben poco è stato fatto per mettere mano al conflitto di interessi anche da questo governo, una sorta di pax inspiegabile che colloca l’Italia, in barba alle sentenze della Corte Costituzionale e a tutte le norme sulla concorrenza, in un sistema di monopolio quasi perfetto.
All’interno di un comunicato diramato dalla Corte e tradotto in ben nove lingue si legge: “Il giudice del rinvio sottolinea che in Italia il piano nazionale di assegnazione delle frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni, nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l’effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale.”
Questa situazione desta l’indignazione dei cittadini e di quella parte sana della politica che è chiamata a rappresentarli.
In questo ultimo anno i molti appelli all’Unione dell’Italia dei Valori a sostegno di Europa 7 si sono intensificati come dimostrano gli articoli sotto riportati. Il centrosinistra non ha affrontato un problema che per altro faceva parte delle tante promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale, promesse poi disattese.
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Comunicato stampa della Corte di giustizia europea
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