Un’altra sciagura, un’altra morte bianca, questa volta nel fiorentino, che ci ricorda nella maniera più drammatica possibile la grave situazione in cui versa il mondo del lavoro nel nostro Paese.

Quasi una decina i morti dall’inizio dell’anno. Con questi dati parlare di emergenza è ormai diventato fuori luogo ed offensivo per i familiari e gli amici di tutti quei lavoratori che hanno perso la vita e che la rischiano ogni giorno. E’ davvero frustrante ma, a questo punto, sarebbe davvero più ammissibile se fossimo di fronte ad una emergenza e non ad una prassi tragicamente quotidiana.
Per questo motivo, se da un lato la politica e le istituzioni non possono più ragionare in termini di ‘crisi’ o di ‘emergenza’, dall’altro ci pare davvero impossibile pensare ad operai sempre ‘distratti’ o troppo smaniosi di apparire in tv, come dichiarato nel documento riservato della Thyssen.
Ciò che serve è un piano strutturale, complesso e di lungo periodo. Ben vengano, quindi, la pubblicità progresso, la raccolta fondi per le vittime, le manifestazioni e gli accorati appelli del Presidente Napolitano, ma si realizzi concretamente quella necessaria quanto ancora assente rete capillare di controlli e si avvii un percorso di legalità e giustizia orientato a colpire tempestivamente i responsabili di questo scempio.
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Occorre applicare le leggi