dalla parte dei cittadini



18 Febbraio 2008

Morire per lavoro




Marco Bazzoni è un operaio metalmeccanico di Firenze ed è rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nell’azienda in cui lavora.

Marco è una persona attiva sulla Rete e sensibile al problema della sicurezza. Mi ha segnalato questo video perché conosceva il monologo del giovane scrittore Emanuele Menietti, “Morire per lavoro”, ma dopo averlo visto recitare da Stefano Pesce, si è commosso.

La politica, nei giorni della tragedia di Torino, ha espresso cordoglio e dolore. Poi siamo stati attoniti spettatori di uno scaricabarile ignominioso, di un rimpallo di accuse reciproche, senza una prospettiva e soluzione concreta. Poi la politica si è impantanata nella bagarre autoreferenziale, della creazione di nuovi soggetti politici, mentre il drammatico “body count” dei morti sul lavoro non conosceva sosta: un morto ogni sette ore. L'Italia è il fanalino di coda in Europa. E’ il Paese con il più alto numero di morti sul lavoro.

Il blog di Antonio Di Pietro dal 7 febbraio pubblica ogni giorno i caduti sul lavoro per non lasciare ai giornali la denuncia di un fenomeno che finisce al centro dell’informazione solo quando si tinge di “sensazionale”.

L’Italia dei Valori ha posto al primo punto del suo programma elettorale la questione del Lavoro, prevedendo l’inasprimento delle pene per i titolari di aziende che non garantiscono la sicurezza dei lavoratori. L’etica deve assumere un ruolo centrale nell’azione politica. Perché il dolore e le lacrime di un operaio, o della famiglia, o degli amici e o dei colleghi di Emanuele, non siano più usate da nessuno.

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