dalla parte dei cittadini



30 Marzo 2008

I candidati Idv: Antonio Palagiano




Caro elettore,
è difficile il compito che mi tocca in questa occasione. Devo presentarmi, ed a volte raccontarsi diventa una necessità, per fermare un momento, un’emozione, un’esperienza. Per parlarsi. Per capirsi. Ed è un’emozione che mi spinge ad iniziare questa nuova avventura. Infatti, come alcuni di Voi sanno, non sono un politico, ma un medico, un ginecologo, lavoro all’università, facendo anche ricerca nell’ambito della fecondazione assistita e delle cellule staminali.
E così, mi piacerebbe, se grazie alla Vostra collaborazione fossi eletto a rappresentarVi, occuparmi dei molti problemi che affliggono la nostra società anche nel campo della sanità e del sistema sanitario, tante volte millantato e bistrattato, ma che comunque e nonostante tutto, riesce a tutelare i più deboli e che quindi, pur se ristrutturato e rimodernizzato, va difeso nei suoi principi più equi ispirati alla solidarietà sociale. Un sistema che, ahimé, troppo spesso è condizionato nelle nomine dei suoi vertici da logiche politiche e di potere, che poco hanno a che vedere con l’autonomia dei ruoli e con le professionalità individuali. Così può capitare che non si scelgano i migliori, ma “i più vicini” e può anche accadere che tutti noi ci facciamo l’abitudine semplicemente perché il manager è una carica politica ed è un suo compito la scelta dei primari, con una logica che, inevitabilmente, diventa di spartizione.
Ed allora vorrei che quella coscienza tanto invocata quando si parla di fecondazione assistita, di embrioni, di problemi etici, di legge 194, di professionalità, fosse ben presente anche quando si parla di nomine, di meriti e di diritti, ricordando che alla base di ogni scelta sanitaria vi è il diritto alla salute e che qualsiasi discorso di coscienza rimanda al concetto di persona. Vorrei che la sanità e il mondo del lavoro in genere si aprisse ai giovani valorizzandone le individualità, i progetti e le finalità. Ma bisognerebbe lavorare anche sulle pensioni e sulla previdenza, nel tentativo di riorganizzarle, senza creare danno ai cittadini e senza ledere i loro diritti acquisiti, come in questi anni sembra stia accadendo.
So bene che, quando si parla di problemi scottanti, di politica e di sanità, di solidarietà e di giustizia sociale si tende a classificare l’interlocutore come amico o nemico a seconda se quanto esprime è più o meno vicino alle convinzioni di chi legge o ascolta. Ma è un vero peccato, perché così facendo si continua ad alimentare una politica di intolleranza ed ostilità nei confronti di chi è fautore di idee diverse dalle proprie. Con l’ostracismo attuale la scienza non sarebbe mai nata, ed è per questa mentalità scientifica che contraddistingue la mia formazione, che vorrei superare tutti i concetti preordinati di opposizione a “prescindere” nei confronti di chi non è con te ed andare avanti con degli ideali precisi, ideali basati sull’autodeterminazione dell’uomo e non sulla morale di stato, imposta a ciascuno di noi. Io credo, infatti, che un uomo senza ideali e sogni, senza passioni ed emozioni è spinto solo da una fredda razionalità e non può occuparsi delle persone e dei loro bisogni. La mia avventura politica è libertà e sogno, rispetto e solidarietà, è riconoscere l’uomo in primo piano con il suo divenire ed i suoi cambiamenti, i suoi contrasti ed i suoi diritti, percorrendo una strada un po’ in salita, che mi ha permesso di non morire mai completamente in tutte quelle volte in cui, in una vita, si muore per poi rinascere al nuovo.

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