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30 Aprile 2008

Le due anime del PD




Dobbiamo in qualche modo riflettere e cercare di comunicare al meglio le ragioni che stanno introducendo degli elementi di crisi nella coalizione riformista che ci vede alleati con il Partito Democratico. Un’alleanza appoggiata sui valori e su un progetto di cambiamento della nostra società, un’alleanza che vorremmo confermata.

Una prima considerazione oggettiva è da fare: un conto è un’alleanza che si fonda su un progetto, su un programma di cambiamento della società che presuppone in caso di vittoria delle elezioni la responsabilità di governo, un altro conto è un’alleanza e un programma in negativo, fatto da parte dell’opposizione. E’ molto più difficile appoggiare un’alleanza su un progetto di cambiamento della società se ti trovi all’opposizione, perché ti trovi a confrontarti su proposte che vengono dall’altra coalizione che molto spesso possono introdurre elementi di divisione. Da questa difficoltà oggettiva se ne aggiunge un'altra, ed è una difficoltà legata dalle scelte portate avanti da alcuni esponenti del Partito Democratico che sembrano tradire lo spirito di questa coalizione.

Ho letto in questi giorni le dichiarazioni di Massimo D’Alema che vorrebbe cacciare l’Italia dei Valori da questa coalizione e scegliere l’UDC: una scelta di questo tipo andrebbe contro lo spirito della coalizione che abbiamo fatto non solo perché gli accordi erano diversi, ma anche per il tradimento dei valori e dei principi di quella coalizione che si poggiava sul fondamento della legalità, della certezza della pena, della trasparenza dei comportamenti, tutti valori e principi che francamente non riusciamo a rinvenire soprattutto in alcuni esponenti e leader dell’UDC. E poi c’è la dichiarazione di Marco Pannella che ci accusa di aver tradito la candidatura di Rutelli che francamente introduce un ulteriore elemento di crisi. Siamo stati vicini a Francesco Rutelli fino all’ultimo, abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni pubbliche e abbiamo sostenuto fino in fondo questa candidatura nella consapevolezza che probabilmente in Italia è giunto il momento di cambiare le persone protagoniste nell’ultima esperienza di governo, che è stata giudicata fallimentare dai cittadini. Quelle persone ben difficilmente dovrebbero essere oggi le stesse alla guida dell’opposizione, e anche in Parlamento rivedere tutti gli esponenti del governo diventare automaticamente i capi dell’opposizione costituisce, secondo me, un elemento d’indebolimento dell’opposizione stessa.

Altri temi d’interesse sui quali è giusto prendere posizione è il prestito ponte per l’Alitalia: l’ennesimo aiuto di Stato ad una società che dovrebbe operare secondo le regole di mercato che invece continua ad essere sostenuta attraverso prelievi forzosi che vengono fatti direttamente dalle tasche dei contribuenti. Noi dell’Italia dei Valori, su questo tema, siamo contro il governo, perché siamo convinti che non è più possibile cercare i soldi dai cittadini e contribuenti per mantenere in vita una società che sarebbe già dovuta fallire da tempo: è il mercato che deve regolare l’andamento di questo settore, piuttosto che il prelievo forzato dalle tasche dei cittadini.

Poi c’è il tema della sicurezza, un tema che potrebbe introdurre degli elementi di divisione rispetto ai nostri patner del Partito Democratico. Abbiamo posizioni ferme e molto rigorose sulla moratoria per i rumeni e sulle politiche sull’immigrazione in generale, e se troveremo nell’attuale governo delle proposte in linea, con prese di posizione formali nostre dell’Italia dei Valori, ricordo le parole del Presidente Di Pietro: se troveremo un interlocutore valido e credibile, che condivide i nostri principi e che davvero si dimostri consapevole della gravità della situazione, e determinato ad introdurre un freno anche all’immigrazione comunitaria, per esempio rendendo operativa la disposizione della direttiva europea che stabilisce il principio che chi non ha reddito, e non è in grado di dimostrare il proprio sostentamento, non può soggiornare liberamente in Italia anche se cittadino comunitario, noi daremo certamente il nostro contributo.


Invito tutti i membri del partito, i colleghi, i simpatizzanti, e gli elettori dell'Italia dei Valori a trovare un piccolo spazio del loro prezioso tempo per andare a firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo. La raccolta di firme durerà per tutto il mese di maggio.

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29 Aprile 2008

I signori dell'ipocrisia




Ritengo che a destra, come a sinistra, siano stati ambigui in questi anni, perché hanno predicato bene e razzolato male. Tutti parlano di sicurezza, un momento dopo arriva uno stupro o una rapina, ma tutti, a destra come a sinistra, da almeno 20 anni, dal 1992 per l’esattezza, hanno fatto gli scaricabarile.

Hanno operato all’interno del Parlamento per fare delle leggi per non far funzionare la giustizia e le forze dell’ordine, e per accusare coloro che come me e l’Italia dei Valori hanno rilanciato la necessità di rilanciare leggi dure nei confronti di chi commette reati, accusandoci d’essere giustizialisti, antipolitici e massimalisti. Ecco perché ritengo che oggi, a noi dell’Italia dei Valori, non ci può bastare di dire che avevamo ragione.

Oggi siamo all’interno del Parlamento soprattutto per ricordare tutti i giorni a questi signori dell’ipocrisia che è tempo di fare leggi che accorciano i tempi processuali, che rendono funzionale il processo, che aumentino le risorse per i magistrati, la magistratura e le forze dell’ordine, che riequilibrino le strutture delle forze dell’ordine, mettendole tutte nelle strade contro la criminalità, che aumentino le strutture carcerarie, che ci sia una ferrea lotta alla criminalità e che non si facciano più leggi che per favorire qualcuno della Casta finisce con l’essere applicata a tutti quanti e quindi poi ci sono le scadenze a termine, prescrizioni e quanto altro.

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28 Aprile 2008

La sordità della politica




Che dei principi e dei referendum proposti da Grillo ci sia estremo bisogno lo dimostra il modo in cui hanno reagito il sistema politico e l’intero apparato informativo nazionale al V2-DAY del 25 aprile, ovvero ignorandolo.

Dov’era il centrosinistra, o meglio i politici del centrosinistra, quelli che avrebbero dovuto quantomeno firmare per il referendum della legge Gasparri? Non so dove fossero ma posso assicurare che i loro elettori (o ex elettori) erano là in una delle 450 piazze d’Italia a firmare.
Nessun partito al di fuori dell’Italia dei Valori ha fatto un appello ai suoi elettori per mobilitarli alla firma.

Noi appoggiamo i tre referendum sull’informazione perché sappiamo che l’abrogazione della legge Gasparri, l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria di partito, e l’abolizione dell’ordine di giornalisti, sono provvedimenti che il Parlamento non avrà mai la volontà politica di approvare.
Per chi vuole la riforma dell’informazione, affinché questa sia veramente libera e indipendente non rimane che la via referendaria che rappresenta la più alta forma di democrazia diretta, chiedendo ai cittadini di pronunciarsi con il proprio voto.

C’è la sensazione diffusa che la politica continui a non voler recepire le istanze che provengono dal basso, direttamente dalla gente. 350 mila firme in calce alla legge d’iniziativa popolare per un parlamento pulito sono state abbandonate in cassetto, mentre si è continuato a candidare e far eleggere persone con condanne sulle spalle. Ora vedremo come la politica gestirà un milione e mezzo di firme raccolte in un solo giorno.

I politici pensano di essere le badanti dei cittadini, ed i cittadini si stanno avvicinando alla politica diretta perché i politici dimostrano di non saper fare il loro lavoro e quindi vengono a farselo da soli. Questo noi dell’Italia dei Valori lo abbiamo sempre compreso perché siamo da sempre un partito a contatto con le piazze, un partito con il megafono in mano come ha dimostrato il nostro presidente il 25 aprile in Largo Cairoli a Milano (guarda il video).
Antonio Di Pietro ha firmato a Milano i tre referendum, il Corriere della Sera, il giornale di Milano, non ha dedicato nessun titolo all’iniziativa, neanche nelle pagine locali. Così per le maggiori testate nazionali.
Oggi però queste stesse testate riportano la notizia che la corrente dalemiana del Pd vuole Di Pietro fuori dalla coalizione. Liberiamo l’informazione.

La raccolta di firme per i tre referendum durerà un altro mese (lo ha annunciato Beppe Grillo nel suo articolo di oggi), invito tutti i membri del partito, i colleghi, i simpatizzanti, gli elettori a trovare un piccolo spazio del loro prezioso tempo per andare a firmare e dare solidità ad un quorum che è quasi raggiunto.

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25 Aprile 2008

Le mie firme per il V2-Day




Oggi, 25 aprile 2008, mi sono presentato a Milano, in Largo Cairoli, per firmare i tre referendum promossi da Beppe Grillo per una libera informazione.

"Buongiorno a tutti. Grazie a voi che siete qui a firmare quest’ulteriore, ennesima, prova di democrazia, che qualcuno traccia come antipolitica. Di antipolitico c’è soltanto il comportamento di chi usa le istituzioni per farsi gli affari propri. L’antipolitica la fa chi si candida dopo essere stato condannato con sentenza penale passato in giudicato. L’antipolitica la fa chi va in Parlamento e al Governo per fare una legge che aggira ancora una volta la sentenza della Corte di Giustizia europea, che aggira ancora una volta il conflitto d’interessi, che aggira ancora una volta la funzionalità della giustizia. E’ antipolitico il comportamento di chi in questi giorni parla di mano pesante con la giustizia quando lo sfascio della giustizia e della sicurezza dipende proprio per non aver preso posizione nei confronti di coloro che violano la legge in questi anni. Se i tribunali e i processi non funzionano è perché in questi anni si son fatti leggi per non farli funzionare. E’ antipolitica anche quella che non ci permette di fare manifestazioni in questo modo.
Per questo noi, firmando questi referendum, vogliamo mandare un messaggio di vera politica, voluta e prevista dalla Costituzione.

Apreziamo e ringraziamo gli organizzatori, tutti i Meetup di Beppe Grillo, e lo stesso Grillo lo ringraziamo perché lo accusano di tutto e di più semplicemente perché tiene l’applicazione di un articolo della Costituzione, quello di raccogliere firme per abrogare una legge d’iniziativa parlamentare. Ringraziamo i militanti che vanno a raccogliere le firme, a quelli che le autenticano, a quelli che si faranno carico in via volontaria di presentare quest’ennesimo referendum.

Qualcuno dice che non verranno ignorati. Le leggi d’iniziativa popolare si, perché la Costituzione prevede che possano essere raccolte le firme e depositate in Parlamento, dove vengono messe il giorno dopo in cantina. I referendum no, perché devono seguire regolarmente il loro corso, tanto è vero che è previsto il referendum sulla legge elettorale, che ancora c’è e si deve fare.
Ovviamente ci sarà tutta un’attività in questi mesi tesa a dimostrare che queste firme non si potevano raccogliere, che non si deve andare a votare, e tutte quelle persone e partiti che in questa campagna elettorale dicevano di andare a votare le ritroverete tra qualche mese dire su questo referendum di non andare a votare: quando gli fa comodo andate a votare, quando non gli fa comodo non andare a votare.
Noi dovremmo essere sudditi, parco buoi, di questa Casta che continua a fare i suoi piaceri. Riflettete su questi referendum, che aldilà dell’istituto sono buoni sul piano del merito, perché alla fine cosa dicono? Dicono che i giornali finanziati dai partiti sono diventati un’occasione per fare soldi e non per informare. Secondo, che per comunicare e informare bisogna essere iscritti all’albo, come nel ventennio fascista. Ognuno dovrebbe poter esprimere le proprie capacità e qualità, la differenza la dovrebbe fare il lettore, che la legge o non la legge, a seconda se dice la verità o meno.
Ecco perché noi riteniamo che questi referendum sono buoni nella sostanza, oltre che nell’istituto, come vero esempio di democrazia.
Oggi qualcuno ci ha accusato dicendo che è una giornata più importante che occuparsi per un referendum per l’informazione. Lo sappiamo bene che è una giornata molto importante, per quello è stata scelta, innanzitutto per rendere omaggio a coloro che ci hanno dato la libertà di esistere, che non vogliamo dimenticare e mettiamo al primo posto, ma ci mancherebbe altro. Questa manifestazione non è un’alternativa, ma una prosecuzione, un impegno civile, che da prima rende omaggio a chi ci ha rimesso la vita e rinnova un impegno per quella libertà che non vogliamo più bruciata e barattata.

Certo, una volta c’era la dittatura all’olio di ricino, oggi c’è quella delle veline, ma sempre dittatura è, dolce, ma lo è. Per questo, e concludo, dobbiamo tutti impegnarci nel Paese e nelle istituzioni. Io lo farò dentro e fuori dal Parlamento. Con questo megafono sono stato fuori anche come Ministro, e me ne hanno dette di tutti i colori, quando si è trattato di dire no all’indulto, e ci sarò ancora dentro e fuori del Parlamento per far sentire la voce di un’Italia libera, di un’Italia indipendente, di un’Italia che non si piega.

Rinnoviamo quest’impegno ad una speranza che ci auguriamo possa arrivare al più presto: quella di aver fatto comprendere agli italiani che l'illusione di questa stabilità governativa è un’illusione soltanto per conquistare il potere, non per fare il bene degli italiani. Lo vedremo nei prossimi anni, ma noi saremo qui, vigili, in ogni piazza, in ogni paese, in ogni istituzione, affinché non ci sia un modo per addormentare le coscienze. Le coscienze non vogliono dormire, vogliono continuare ad essere sveglie.
Grazie 25 aprile, grazie a tutti."

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24 Aprile 2008

25 aprile: libertà di pensiero




Il 25 aprile è il giorno dedicato alla memoria della liberazione dal giogo nazifascista. Nulla vieta in questa giornata di firmare i tre referendum per una libera informazione promossi da Beppe Grillo e di partecipare, al contempo, a una delle tante manifestazioni in ricordo del 25 aprile. La creazione in questi giorni di un clima di polemica e di contrapposizione per la concomitanza delle due iniziative (in realtà è un giorno con migliaia di altre iniziative) è del tutto strumentale da parte di alcuni poteri forti, politici, economici e dell’informazione.

Il 25 aprile è e resta la data legata alla Liberazione. Un giorno per ricordare quanti hanno dato la vita affinché oggi potessimo godere di quei diritti e di quelle libertà che sembrarono definitivamente persi sotto il regime fascista. Un giorno di gioia per tutto il Paese, nessuno escluso.
Il 25 aprile è una ricorrenza intoccabile in cui è possibile esprimere il proprio pensiero e dove i cittadini possono manifestare liberamente le proprie opinioni, Grillo compreso.
Proprio perché questo giorno rappresenta per tutti gli italiani una data di fondamentale importanza per la libertà di cui godiamo, la manifestazione di Grillo può trovare in essa un valido momento di partecipazione e di arricchimento.Nessuna contrapposizione, dunque, come ipotizzato da qualcuno, ma solo un’importante iniziativa per la tutela del diritto e della libertà di informazione promossa proprio nel giorno della libertà per eccellenza. Come cittadino, prima ancora che come esponente dell’IdV, sfilerò in ricordo del 25 aprile e sarò in piazza a firmare i referendum del V2-Day di Beppe Grillo augurandomi che tanti cittadini facciano altrettanto.

Ricordo a tutti che domani Antonio Di Pietro sarà a Milano, alle ore 11:00 in Largo Cairoli, per firmare i tre referendum.

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23 Aprile 2008

La sicurezza passa attraverso lo Stato




Pensare di risolvere la questione della sicurezza dei cittadini con la ricetta padana delle ronde appare quanto meno ingenuo. Chi compie gesti dall'alto senso civico e si mette a disposizione della comunita' e' senz'altro degno di rispetto, ma la sicurezza dei cittadini passa innanzitutto attraverso lo Stato, a cominciare dalle forze dell'ordine che hanno formazione, strumenti e conoscenza per affrontare situazioni pericolose e devono essere aumentate e distribuite meglio sul territorio.

Quello che serve e subito e' dare alle forze dell'ordine strumenti e risorse per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza. In secondo luogo, riconoscere il sostanziale fallimento della legge Bossi-Fini che ha fatto aumentare il numero dei clandestini nel nostro Paese perche' inefficace sulle espulsioni. Rinegoziare a livello europeo la direttiva sui neocomunitari che porta la firma di Frattini. In ultimo, ma non per minor importanza, garantire la certezza della pena, a cominciare dal rendere esecutive gia' dal primo grado di giudizio le sentenze penali di primo grado, in caso di reati particolarmente gravi e di arresto in flagranza.

Siamo stati i primi a sollevare la questione della legalita' e della sicurezza e a lavorare in Parlamento su questi temi. Se il Governo vorra' ragionare con noi daremo la nostra disponibilita' nell'interesse primario dei cittadini.

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22 Aprile 2008

Alitalia: trattative barzelletta




Bonanni torna ancora sul tema Alitalia, cercando di sponsorizzare Carlo Toto, per il quale, non ha mai nascosto la propria amichevole simpatia.

L’atteggiamento del leader della Cisl è in netto contrasto con le parole pronunciate a Ferrara dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: “abbiamo bisogno di un sindacato autorevole e moderno per affrontare una situazione difficile”.

Dopo l’ostruzionismo operato dai vertici dei sindacati nell’ambito della questione Alitalia e dell’acquisizione da parte della francese Air France, ora “la palla passa al nuovo governo”, sostiene ancora Bonanni, frase che avrebbe dovuto completare con “al quale spetta il compito di favorire gli amici di casa propria”.

Vorrei far presente a Bonanni che in un Paese serio le trattative vanno condotte su altri presupposti che rispondono alle esigenze del mercato e non alla mercificazione clientelare. L’Italia deve riconquistare la credibilità internazionale scivolata a livelli da Paese del terzo mondo ma i cittadini continuano ad assistere a trattative barzelletta da parte di questa classe politica.

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21 Aprile 2008

Condannato con indulto




L'ex ministro della Sanità del governo Berlusconi,Girolamo Sirchia, è stato condannato a tre anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici, come pena accessoria, nell’ambito di un processo per tangenti nel mondo della sanità milanese. Sirchia è stato condannato insieme ad altre sette persone e ad una società, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d'asta e appropriazione indebita. Ma nessuno abbia timore: Sirchia non farà un solo giorno di prigione.

Per tre imputati la condanna è coperta da indulto. Anche i tre capi di imputazione per cui Sirchia è stato condannato non sono lontani dalla prescrizione, per cui può darsi che non si arrivi nemmeno al processo di appello. Assistiamo all’ennesimo caso di un "potente" colto con le mani nel sacco, che, come già in passato si è verificato per altri, non pagherà il suo debito con la giustizia, grazie all’indulto voluto da Berlusconi e da una larga parte dell’Unione.

La morale tuttavia è che l’episodio di un ex ministro del Centro-Destra condannato per accuse infamanti, spiacevole di per sé, rappresenta un’ulteriore dimostrazione del fatto che dietro le sbarre rimangono, o ci sono tornati, i ladri di polli, mentre finanzieri di assalto, evasori fiscali, politici e potenti in genere restano in libertà grazie a questo assurdo provvedimento di condono della pena.

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20 Aprile 2008

Sicurezza: no alle strumentalizzazioni




Di fronte ad episodi drammatici come i recenti stupri di Roma e Milano e soprattutto di fronte al ripetersi a distanza di poco tempo di violenze cosi’ brutali, lo spettacolo piu’ desolante che la politica possa offrire ai cittadini e’ quello di dare vita al solito rimpallo di responsabilita’ trascinando episodi cosi’ drammatici in campagna elettorale.

Se la colpa di questa situazione, come sostiene il Pdl, e’ del centrosinistra, cosa si puo’ non riconoscere il fallimento oggettivo della legge Bossi - Fini che, invece di diminuire, ha aumentato il numero dei clandestini nel nostro Paese?

Si potrebbe continuare cosi’ all’infinito ma il dovere della politica e’ quello di esser credibile agli occhi dei cittadini, di risolvere i problemi che attanagliano la loro vita, di non perdersi in divisioni sterili lasciando le questioni di fondo irrisolte.

La sicurezza, non ci stancheremo mai di dirlo, non ha colore politico, non e’ ne’ di destra ne’ di sinistra: e’ un diritto di tutti i cittadini ed un dovere per la politica garantirla. Dunque, quello che ora c’e’ da fare e subito, partendo dal decreto sicurezza predisposto dal governo Prodi, e’ lavorare in maniera bipartisan affinche’ si possa al piu’ presto dare risposte concrete e possibilmente condivise ai cittadini.

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19 Aprile 2008

Alitalia: anomalo cambiamento di pensiero




La questione Alitalia, dopo le comiche cui siamo stati costretti ad assistere in campagna elettorale, ora, nelle mani di Berlusconi, con il risaltare fuori della russa Aeroflot, e con le ultime affermazioni del Cavaliere sulla compagnia francese, diventa una vera e propria barzelletta.

Senza neanche toccare l’argomento dei dati sul tasso di incidenti registrati dalla compagnia aerea russa, ci limitiamo a constatare un’anomalo cambiamento di pensiero da parte del capo del futuro governo, il quale, mentre solo pochi giorni prima delle elezioni affermava, testuali parole, che le condizioni poste dai francesi erano ‘offensive’ e che una conclusione della trattativa si sarebbe rivelata una ‘catastrofe’ ora, come per incanto, dice di non avere ‘assolutamente nulla contro Air France'.

L’impressione è che nel modo di ragionare di Berlusconi, poco o niente contino il mercato e la reale situazione della Compagnia di bandiera, ma prevalgano i rapporti personali con gli amici e con gli amici degli amici. Appare francamente vergognoso che un premier pensi di risolvere una situazione cruciale per l’economia dell’intero paese in una maniera spiccatamente somigliante al modo di condurre gli affari di certe organizzazioni di cui in questa sede riteniamo opportuno omettere l’appellativo.

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18 Aprile 2008

Un valore aggiunto: i giovani




A competizione elettorale chiusa, si può dire che l’Italia dei Valori ha conseguito un successo elettorale notevole.

Lo ha conseguito per la sua chiarezza, per la sua trasparenza e, si potrebbe dire, per la sua fermezza nel ribadire alcune istanze importanti della nostra vita nazionale, che toccano la legalità e la sicurezza, la trasparenza, il conflitto d’interessi, l’informazione democratica, dalla parte dei consumatori per una trasparenza di prezzi e dei prodotti che consumiamo. Questi sono i valori intorno ai quali si è giocata la nostra campagna elettorale e sono i valori con i quali intendiamo portare avanti la nostra battaglia dall’opposizione in Parlamento, al Senato e alla Camera.

Un valore aggiunto di questa campagna, per quanto mi riguarda, è il coinvolgimento dei giovani. Intendo continuare a lavorare con i giovani. Non per i giovani, ma con i giovani perché, ribadendo quello che avevo detto in campagna elettorale: la questione giovanile è la nuova questione meridionale. I giovani non chiedono domani, come alcuni dicono, “siete il futuro di questo Paese”, ma chiedono, oggi, partecipazione, accesso, opportunità e per tutto fare questo bisogna che questo Paese si sblocchi e si liberi dalle vecchie pesantezze che hanno sempre impedito un accesso democratico e trasparente dei giovani alla vita pubblica.

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Postato da Jean-Leonard Touadi in | Commenti (55) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

17 Aprile 2008

70 parlamentari sgraditi




Abbiamo terminato una campagna elettorale lunga, faticosa e siamo soddisfatti. Sono stato eletto senatore, e per questo ringrazio tutti i centotrentamila elettori del Lazio.

Come Italia dei Valori ci dobbiamo impegnare ad abbattere ancora di più i costi della politica. Vogliamo che venga finalmente eliminato il vitalizio e che sia dato alla gente come fondo di solidarietà. Dobbiamo che questo fondo sia dato non solo dai Parlamentari, ma anche dai Consiglieri regionali, dato che essi avranno un vitalizio anche con un giorno solo di lavoro. Ecco, non dobbiamo più permettere questo e non dobbiamo farlo per rispettare voi che, a trentaquattro anni, potreste perdere il lavoro e non abbiate quell’anno in più di contribuzione. Ecco, proprio per questo, proprio per dare un segnale di continuità, lotteremo per eliminare una cosa aberrante e vergognosa, il vitalizio ad un deputato, un senatore o un consigliere che svolgono un servizio per due, tre o cinque anni. Quel servizio non deve essere pagato a vita, ma deve essere il nostro servizio che deve essere espresso grazie al vostro voto, e noi dobbiamo tutelare voi, non aiutare i parlamentari, ad avere questa cosa. Allora, sì al fondo di solidarietà per quelle persone che rimangono vedove, per quelle persone che muoiono nei cantieri, per le vittime degli incidenti della strada, le vittime del terrorismo. E’ lì devono andare a finire questi soldi, non nei costi della politica che noi elimineremo, perché questo è il mio impegno e sicuramente è l’impegno del Partito

C’è da dire un’ultima cosa, che è la più vergognosa, quello di cui io avevo paura, cioè che con questo sistema elettorale ci ritroviamo in Parlamento i condannati e i rinviati a giudizio. Ce ne sono settanta, sia di destra che di sinistra, che siederanno ancora in Parlamento, sia alla Camera che al Senato. Dunque, io con quelle persone ci voglio parlare e voglio capire da loro qual è il messaggio che vogliono dare: vogliono dare il messaggio “io ho fatto questi errori, ho cominciato a delinquere, ho cominciato ad operare in modo illegale e la risposta è che mi hanno eletto in Parlamento”? Ebbene, questo non dobbiamo permetterlo. Questa sarà l’ultima battaglia, quella più feroce: togliere finalmente tutti i condannati dal Parlamento. Chiamerò questi signori, uno ad uno, e chiederò loro se sono consapevoli del messaggio che hanno lanciato alla gente facendosi eleggere. E’ un inganno? Allora, su questo dobbiamo stare attenti e dobbiamo far capire alla gente che l’Italia dei Valori esiste, che vogliamo un’Italia pulita, ma la vogliamo tutti insieme. Perciò, combattiamo questi signori, perché rappresentano un esempio negativo per gli elettori, che possono pensare: “se lo fanno loro che sono seduti lì, allora posso farlo pure io”. Non dobbiamo più permetterlo. Questa sarà la nostra battaglia. Questa sarà la vostra battaglia.

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Postato da Stefano Pedica in | Commenti (169) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

16 Aprile 2008

Gli effetti indesiderati dell'abolizione ICI


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Silvio Berlusconi ha confermato che al primo Consiglio dei Ministri abolirà l’ICI. La misura era da tempo annunciata e figurava nel programma elettorale.

A parte la considerazione, che sorge spontanea, che Silvio Berlusconi taglia si le tasse…ma quelle degli altri, dato che l’ICI è un’imposta comunale sugli immobili e dunque percepita dai comuni e non dallo Stato, vorrei fare una riflessione con voi su questo punto, e mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
Siamo tutti d’accordo che le tasse in Italia sono troppo alte e che molte debbano essere ridotte ed alcune dovono essere cancellate. Penso alle tante accise che gravano sul prezzo della benzina, alcune delle quali risalgono niente meno che alla guerra d’Etiopia.

Per quanto riguarda l’ICI, ritengo che questa tassa doveva essere ridotta, come era previsto dal nostro programma, ma non cancellata del tutto.
Il perché è presto detto. L’ICI è la principale fonte di finanziamento per le amministrazioni comunali. Se di colpo sparisce delle due l’una: o i comuni sospendono alcuni servizi fondamentali, o alzano le altre imposte comunali.
La seconda ipotesi è certamente la più probabile. Ecco perché alla fine della fiera la cancellazione dell’ICI non produrrà effetti sui cittadini, oppure avvantaggerà solo alcuni di essi.
Tutti i lavoratori dipendenti, sulla propria busta paga, vedono ogni mese detratta una parte del loro stipendio, detrazione che si chiama addizionale comunale.
Se una delle misure attuata dai comuni per far fronte al venir meno del gettito ICI, fosse l’aumento di questa addizionale si rischierebbe il paradosso.
L’ICI, infatti, la pagano tutti coloro che hanno una casa, mentre il suo taglio rischiano di pagarlo solo una categoria di cittadini, i lavoratori dipendenti, e questo non è giusto.

Che le tasse debbano ridursi non c’è dubbio ma il governo dovrebbe iniziare dai tagli alle tasse statali più che mettere mano alle tasse comunali ignorando tra l'altro gli effetti economici che quest'operazione può comportare per ciascuna realtà.

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14 Aprile 2008

Grazie




Voglio ringraziare tutti coloro che si sono recati alle urne per votare l’Italia dei Valori. Non è stato facile decidere di andare al seggio elettorale dopo i tanti fallimenti della politica italiana. E non è stato semplice scegliere il simbolo con il gabbiano arcobaleno dopo il sostanziale oscuramento dell’IDV da parte delle televisioni pubbliche e dei continui attacchi gratuiti e diffamatori dei media in mano al signor Silvio Berlusconi.

Chi ha votato per l’IDV vuole un cambiamento vero in questo Paese, un’informazione libera, un’economia di mercato, una giustizia funzionante, un lavoro dignitoso. Il partito che rappresento farà di tutto per ottenere questi obiettivi. Lo dobbiamo a ognuno di voi singolarmente e alla nostra coscienza. Il mio impegno nei confronti di tutti i cittadini italiani è di sviluppare le proposte del programma elettorale di IDV nella massima trasparenza e continuità e con l’interazione che è permessa