dalla parte dei cittadini



7 Aprile 2008

Lotta al precariato




Sono Giuliana Carlino, candidata per l’Italia dei Valori come Capolista al Senato per la regione Lombardia. Sono davvero onorata di questa candidatura che rappresenta un riconoscimento a quella parte di cittadinanza che giornalmente si attiva sul territorio con impegno e dedizione. Sono un’insegnante ed ho partecipato a diverse esperienze di educazione all’interno delle scuole, ma è soprattutto nella politica che ho deciso di incanalare la passione per quei valori in cui credo, ovvero la legalità, il rispetto delle regole e l’etica.

L’incarico di assessore provinciale mi ha permesso di avviare e portare a termine una serie di impegni concreti per quanto riguarda la razionalizzazione delle spese e la riduzione degli sprechi nelle pubbliche amministrazioni, o come la piena applicazione delle nuove tecnologie a favore dello snellimento burocratico e del miglioramento della qualità dei servizi al cittadino. Ma è nel campo della responsabilità sociale d’impresa che mi sono spesa maggiormente, perché credo che in un’economia globale ed in costante mutamento, la nuova frontiera del “fare impresa” sia proprio quella di prestare attenzione all’impatto sociale ed ambientale della propria attività, senza certamente trascurare il profitto, ma facendo uno sforzo in direzione di processi responsabili e sostenibili. Ed in questo ambito, credo che sia necessario spendersi davvero per una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi in Italia, ci sono più di mille infortuni mortali sul lavoro all’anno, una media impressionante di 3-4 decessi al giorno. C’è bisogno di maggiori controlli e di un’educazione a partire dal basso, oltre che naturalmente di incentivi per le aziende più virtuose, che considerano il lavoro come un valore, una risorsa ed una leva per lo sviluppo.

E sempre a proposito di lavoro, c’è un’altra grande questione su cui Italia dei Valori intende spendersi: il miglioramento della legge 30, che se da una parte ha creato un concetto positivo come la flessibilità, dall’altro ha generato il grosso problema della precarietà, un dramma che rischia di investire e coinvolgere un’intera generazione. Per questo sosteniamo la proposta dell’introduzione di un salario minimo per i precari e ci batteremo perché l’entusiasmo e la freschezza dei giovani vengano valorizzati all’interno del mondo del lavoro e considerati, anche in questo caso, motori per la crescita e per il generale progresso della società e dell’umanità.

E infine, la scuola. Quello è il mondo dal quale provengo e quello è il mondo che vedo ogni giorno sprofondare nella più totale indifferenza e incertezza di futuro. C’è bisogno di ridare alla formazione ed alla scuola il ruolo di guida che le spetta. In che modo? Sia attraverso una maggiore qualificazione della professione dell’insegnante, purtroppo svalutata in questi anni, sia attraverso un ripensamento degli stessi programmi formativi, a partire dall’insegnamento di materie come l’educazione civica, fondamentale per la costruzione di una società più giusta, vivibile, rispettosa delle regole e della diversità.

Sono certa che i temi che ho elencato, oltre ad essere mie personali convinzioni, rappresentano il punto di vista di buona parte della gente lombarda, la regione nella quale vivo e lavoro e nella quale mi candido come capolista al Senato per Italia dei Valori, con la promessa e l’orgoglio di portare in Parlamento, nel caso venissi eletta, le istanze e le speranze della parte più attiva e produttiva del Paese.

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