
Sono David Favia, vicepresidente del Consiglio Regionale delle Marche, candidato alla camera dei Deputati, nella circoscrizione Marche.
Il mio impegno, se sarò eletto, sarà principalmente perché si possa mettere mano al costo della vita. Io credo che questo sia il problema principale che attanaglia le nostre famiglie. Sappiamo che tantissime famiglie sono vicine alla soglia di povertà e che la soglia di povertà sta intaccando quella che una volta era la piccola e media borghesia. Noi dobbiamo assolutamente invertire questa tendenza. Ovviamente, partendo da quelle famiglie di pensionato e di salariati che siano sotto i minimi di sopravvivenza. Noi crediamo che vadano improntati pensioni e salari minimi di almeno 1000-1200 euro, proprio per sconfiggere la povertà che sta attanagliando ormai fette importanti della nostra società.
L’altro argomento importantissimo sul quale vorremo impegnarci è quello del lavoro. Anche se i livelli occupazionali, statisticamente, sembrano sufficienti, questa sufficienza è data soprattutto dal precariato. Noi vogliamo sconfiggere il precariato e fare in modo che, dopo un breve periodo di prova, i rapporti di lavoro si trasformino automaticamente in lavori a tempo indeterminato, proprio per evitare che ci sia il precariato e perché ci sia lavoro per i nostri giovani, un lavoro stabile prima della terribile soglia statistica dei 38 anni d’età, un lavoro di qualità perché spesso e volentieri, purtroppo, al precariato si accomuna uno stipendio troppo basso ed una soddisfazione del lavoro piuttosto bassa.
Fra gli altri argomenti su cui dovremmo impegnarci ci sarà la sicurezza: ci vuole sicurezza nelle nostre città e ci vuole sicurezza sociale. Ci sarà, ovviamente, la sanità, dove dovrà governare la gente migliore. Quindi, basta con questa poca meritocrazia che c’è in Italia. Servizi migliori anche per quanto riguarda i servizi essenziali, come i servizi telefonici e quelli elettrici, l’acqua e il gas che, purtroppo, questa liberalizzazione selvaggia ha fatto costare di più e peggiorata come qualità.
Dobbiamo anche ridurre la macchina amministrativa e accorciare i tempi della burocrazia, quindi rimettere un po’ le mani anche ai costi di sistema, ridistribuendo la forza lavoro dove ce n’è effettivamente bisogno. Questo può riguardare, per esempio, anche le Forze dell’Ordine.
Vogliamo in buona sostanza, uno Stato più giusto e più equilibrato, in cui ci sia un’equilibrata distribuzione del reddito, che dia a tutti soddisfazione ma che, soprattutto, tolga dalle problematiche terribili di questi giorni le categorie più deboli. Ovviamente, il nostro impegno sarà anche per i giovani, per gli anziani, per le donne, per la piccola e media impresa, che è la colonna portante della nostra economia. Un’economia che deve ripartire, perché ci vogliono soldi per i servizi, tutti devono pagare le tasse, ma le imprese devono essere assistite perché facciano tirare al meglio la nostra economia.
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