
Mi chiamo Silvia Clai, sono Consigliere provinciale a Padova e sono candidata con l’Italia dei Valori alla Camera, in Emilia Romagna e nel Veneto. Sono Nata a Milano, vivo in Veneto e ho una bellissima famiglia, con due splendidi bambini e un grande marito, che mi insegnano tutti i giorni quali sono i valori veri che tengono insieme una comunità. Ed è con questi valori che io affronto il mio impegno politico, quotidianamente. Lo affronto con dei piccoli progetti che hanno già visto l’avvio e, quindi, con azioni concrete che si sono tramutate in benefici reali per i cittadini.
Vorrei parlare di sviluppo, ma di uno sviluppo che non è una crescita infinita. È uno sviluppo che si domanda di quale crescita stiamo parlando, che si domanda per quanto tempo potremo crescere, e che si domanda quali sono le persone che, effettivamente, beneficiano della crescita.
Queste domande sono il punto di partenza, non solo della mia visione di impegno politico. Sono domande alle quali non credo si possano dare risposte facili. Prima di tutto perché la crescita, in questo momento, è definita tale soltanto facendo riferimento a valori monetari. Il PIL, il cosiddetto prodotto interno lordo, conteggia soltanto le cose che sono monetizzabili e noi, già da questo, capiamo che vengono automaticamente esclusi una serie d’attività e servizi che sono fondamentali per il nostro vivere ed il nostro benessere.
Ad esempio, non conteggiamo le foreste distrutte, non conteggiamo i fiumi prosciugati, non conteggiamo l’inquinamento e i danni che esso provoca. Questo, per il PIL, diventa un valore positivo nel momento in cui mettiamo in campo delle azioni che sono riparatrici di questo finto sviluppo e, quindi, arriviamo ad un paradosso. Questo paradosso va affrontato in modo serio a livello nazionale. Quello a cui noi dobbiamo mirare è uno sviluppo che deve tenere conto dell’ambiente, di un ambiente che non ci darà una seconda possibilità. Ogni volta che abbiamo distrutto un ecosistema, noi stiamo distruggendo la casa in cui abitiamo.
Dobbiamo domandarci a che cosa ci porterà una crescita basata su valori come quello del PIL. Laddove vogliamo costruire altre strade, forse dobbiamo domandarci che cosa trasporteremo su queste strade: camion vuoti? Imballaggi? Credo che queste siano domande che un politico, quando affronta il proprio incarico, deve porsi.
Ma la crescita per chi è? Un euro in più nel reddito di una persona benestante è molto diverso da un euro in più nel reddito di un povero: il PIL non tiene conto di queste differenze. Ci sono delle diseguaglianze profonde che generano situazioni di guerra e di tensioni, lontano da casa nostra, ma che si ripercuotono piano piano. Oggi che il mondo non ha più barriere, oggi che le distanze si accorciano, noi vediamo alcune situazioni nelle quali non è più possibile esportare i mali dello sviluppo, perché essi stanno ritornando da noi. L’ambiente della Pianura Padana è fortemente compromesso, per motivi geografici, per motivi di densità di popolazione abitativa, per motivi di presenza massiccia di grandi industrie. Questa è una tematica che ha profondi risvolti economici che nessuno vuole conteggiare, e si tratta non solo dell’inquinamento ambientale, ma anche della salute dei cittadini. Con questo spirito, io credo che parlare di crescita sia un tema su cui bisogna intendersi. Quello a cui mi ispiro è una crescita del benessere, non una crescita del PIL. E questo è il mio impegno, che svolgo a livello locale, e rispetto al quale mi posso porre in modo trasparente con tutti i cittadini.
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