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31 Maggio 2008

Alitalia: oltre al danno, la beffa




Dopo la cordata inesistente, dopo il prestito ponte trasformato in capitale d’azienda, l’unica cosa che mancava al ‘pasticciaccio’ economico del Governo era l’idea di ricorrere ad una specie di trattativa privata, creando ad hoc nuove regole per dismettere l’Alitalia.

Siamo di fronte a comportamenti inaccettabili sul piano della trasparenza che, oltre a riproporci l’esistenza di un dei tanti conflitti di interesse in capo al Presidente del Consiglio, visto che lo specialista di tutta l’operazione è quello stesso Bruno Ermolli nonché consulente del gruppo Mediaset, ci dimostra una politica debole che ricorre ai favori delle banche alle quali, prima o poi, dovrà pagare un prezzo altissimo ai danni dei risparmiatori e dei contribuenti.

Leggi anche:
- La cordata menzogna (www.antoniodipietro.it)
- Sulla pelle del Paese (www.antoniodipietro.it)
- Regalie a fondo perduto
- Alitalia: trattative barzelletta


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30 Maggio 2008

Le due 'B' della Campania




Una delegazione dell'Italia dei Valori e simpatizzanti ha atteso oggi con bandiere e megafoni l'arrivo del Capo del Governo in Piazza Plebiscito a Napoli. Riportiamo di seguito un intervista telefonica all'On.Barbato, presente durante la manifestazione.

"Siamo qui a Napoli in Piazza Plebiscito, di fronte alla prefettura, dove è da poco arrivato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Abbiamo fatto una piccola legione di cittadini, un presidio, perché vogliamo dire a Berlusconi che deve smetterla di prenderci in giro e di fregare i napoletani ed i campani. Sono stato per l’intera settimana in Parlamento e non ho fatto il deputato, ma il consigliere del Cda di Mediaset, perché questo era il Parlamento della Repubblica questa settimana. Anziché parlare dei problemi che riguardano l’emergenza rifiuti, dello sviluppo del sud e delle famiglie che non arrivano alla terza settimana, Silvio Berlusconi ha tenuto inchiodato il Parlamento, per la prima settimana di lavoro della sedicesima legislatura, per parlare di Mediaset, di Rete4, dei suoi affari. Questo è il conflitto d’interessi che ci sta tra Berlusconi e la presidenza del Consiglio dei Ministri, e noi l’abbiamo verificato in Parlamento. A Napoli, la scorsa settimana nel Consiglio dei Ministri, invece di venire a parlare, discutere ed approvare provvedimenti idonei per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania è venuto ad approvare il suo decreto Salva Rete4.

Con un altro decreto, approvato nello scorso Consiglio dei Ministri, ha fatto sì che in Campania si possano versare d’ora in avanti tutti i rifiuti, non solo quelli normali, ma anche rifiuti tossici, velenosi e industriali. Fino ad ora era tutto ciò era vietato, invece adesso Berlusconi ha reso legale ciò che era illegale, cioè si può portare nelle discariche tutto ed il contrario di tutto, rifiuti industriali e nocivi, tossici e speciali.
La Campania va in deroga a qualsiasi legge, e da ora in avanti ha meno posizione legale di tutte le altre regioni d’Italia, perché si può scaricare tutto, e diventeremo, ancora di più, la regione più inquinata e avvelenata.

L’altro provvedimento, ancora più grande, è stato quello di imbavagliare la magistratura napoletana. Con la cosi detta “superprocura”, di fatti, Berlusconi blocca ed ingolfa la Procura di Napoli, su cui dovrebbero confluire tutte le inchieste riguardanti le emergenze dei rifiuti in Campania. In questo modo, di fatto, si bloccano e tolgono tutte le inchieste dalle mani dei magistrati. Berlusconi, anziché togliere l’immondizia dalle strade di Napoli e della Campania, toglie le inchieste dalle mani dei magistrati.

Per questa ragione stiamo qui, come Italia dei Valori, per dire a Berlusconi di smetterla di scherzare con la vita, con la pelle e con la salute dei cittadini, e di smettere di prendere in giro i campani. Prima delle elezioni aveva fatto un manifesto, dove il Pdl scriveva in dialetto napoletano “Ccà nisciuno è fesso”, dove sbeffeggiava Bassolino e la Iervolino. Aveva ragione a sbeffeggiare Bassolino, però oggi è stato lui a prendere in giro i napoletani e i campani. Oggi a Napoli abbiamo le due “B” più dannose: Bassolino e Berlusconi, i più nocivi, tossici e pericolosi per Napoli e la Campania."

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29 Maggio 2008

Altre elezioni, altra porcata




Siamo alla vigilia di una riforma elettorale che riguarda anche il Parlamento europeo, il sistema d’elezione dei nostri rappresentanti. Si sta profilando una nuova legge elettorale che potemmo definire, sotto certi profili, un “porcellum 2”. In che senso? L’accordo che pare sia nell’aria tenderebbe a stabilire uno sbarramento al 5 per cento. Tenete conto che fino a questo momento noi eleggiamo la nostra rappresentanza in Europa senza contrapporre nessun tipo di sbarramento tra la rappresentanza espressa dagli italiani e la rappresentanza che poi avrebbe sede a Strasburgo e a Bruxelles.

Oggi si vuole introdurre uno sbarramento del 5 per cento, ma c’è di più, che è ancora più grave: si vuole evitare che gli italiani possano esprimere una preferenza. Questa seconda posizione non è stata chiaramente declinata, perché il coraggio per dirla agli italiani non ce l’ha nessuno, però anche questo è un proposito che i grandi partiti stanno organizzando. Che cosa c’è da dire rispetto a questo proposito e rispetto alla legge elettorale europea? C’è da dire in primo luogo che noi in Europa non andiamo ad esprimere governo. Ogni paese membro dell’Unione Europea esprime solo rappresentanza, cioè che il Parlamento europeo non deve avere una maggioranza ed un’opposizione in ragione del fatto che esista un governo parlamentare europeo. Esiste solo ed esclusivamente il principio della rappresentanza, quindi ogni cultura, ogni posizione politica e addirittura ogni etnia, come dicono le direttive europee, deve avere una propria rappresentanza nella sede parlamentare. In secondo luogo dobbiamo garantire assolutamente che gli italiani possano scegliere i propri rappresentanti, come avviene oggi e nelle esperienze delle legislature che abbiamo vissuto fino a questo momento.

Ci batteremo affinché questa soglia di sbarramento non venga posta, perché tra l’altro potrebbe generare un effetto negativo anche dal punto di vista politico in Italia. Vedete cosa sta avvenendo con i rigurgiti terroristici di destra e con le insofferenze della sinistra, bisogna tenere nelle istituzioni tutte le forze politiche e non lasciarle fuori. Quando sono fuori dalle istituzioni diventano eversioni. Ci batteremo per realizzare una legge elettorale giusta che ancora una volta consenta gli italiani di poter scegliere e non consegni tutto ai capi di partito.

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Regalie a fondo perduto




I fondi previsti dal Governo Prodi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane verranno gettati nel buco nero dell'Alitalia. Ecco come Berlusconi e Tremonti cercano di risollevare l'Italia.

In Commissione Bilancio, infatti, non solo e' stato reso noto il provvedimento del Governo attraverso il quale il debito accumulato dalla societa' di bandiera, e con esso i 300 milioni di prestito ponte, sarebbero stati trasformati in 'patrimonio' d'azienda, escludendo cosi' ogni ipotesi sulla possibilita' di restituzione del prestito. Ma ancora peggio, e' stata chiarita la fonte di questo scempio: i fondi stanziati per le piccole e medie imprese.

Le piccole e medie imprese ringrazino il tycoon Berlusconi che e' ben attento a difendere il proprio impero, ma quando si tratta di tutelare le altre imprese preferisce bloccarne lo sviluppo economico, e di conseguenza quello del Paese, favorendo la sopravvivenza di un cadavere ambulante.

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28 Maggio 2008

Utilizzo improprio del Parlamento




Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati sull'attuale situazione politica del Paese, dove il Governo fa un uso improprio del Parlamento a favore degli interessi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Signor Presidente, vorrei chiederle perché mi ha fatto diventare consigliere nel consiglio di amministrazione di Mediaset. Infatti, da alcuni giorni questo non è il Parlamento della Repubblica, ma il consiglio di amministrazione di Mediaset (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Se questo fosse il Parlamento vorrei affrontare e risolvere il problema dei rifiuti della Campania, dello sviluppo per il Sud, vorrei parlare delle famiglie che non arrivano alla terza settimana (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà ). Vorrei parlare di questo e invece ci troviamo di fronte ad un deja vu: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Infatti, lo «psiconano» ha trascinato il Parlamento della Repubblica a parlare dei suoi interessi, di Mediaset, di Retequattro (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Questo è il punto in cui ha trascinato il Parlamento della Repubblica: non parla degli interessi degli italiani; lo «psiconano» ha fregato ancora una volta gli italiani!"

Oggi, grazie ai commenti degli utenti del portale dell'Italia dei Valori, è nata una nuova iniziativa: "Tassa Rete4: noi non ci stiamo".
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I raggiri elettorali di Silvio Berlusconi




L’On. Berlusconi ci aveva promesso che avrebbe risolto, alla “mago Zurlì”, il problema dei rifiuti in Campania. L’aveva sbandierato durante la campagna elettorale, aveva fatto dei manifesti sui cui aveva scritto in dialetto napoletano “Ccà nisciuno è fesso”, burlando la figura di Bassolino e della Iervolino. Forse qualche ragione l’avevano a mettere la figura di Bassolino e a beffeggiarlo, ma poi alla fine “Ccà nisciuno è fesso” voleva dire che non si sarebbero più fatti fregare da Bassolino e che lui non fregava le persone. Invece, nel primo Consiglio dei Ministri che aveva annunciato di fare a Napoli, con un grande battage, perché avrebbe fatto grandi cose, perché ci avrebbe salvato, e noi ci aspettavamo veramente grandi iniziative, grandi proposte e grandi attività. Invece, anziché venire a risolvere il problema della monnezza, anziché a risolvere i problemi che stanno sulla pelle dei campani e dei napoletani, che cosa c’infila il bravo taroccaro Berlusconi? Un decreto con il quale va a salvaguardare i propri interessi, il decreto “Salva Rete4”.

Allora, anziché venire per difendere i cittadini, per stare dalla loro parte e risolvere le loro questioni, viene a risolvere gli affari suoi, a Napoli. Viene a farsi il suo decreto “Salva Rete4”, perché deve ancora una volta mettere in campo la dimostrazione, la prova provata, di un conflitto d’interessi che viene da lontano 2003 con il primo decreto che ha fatto per salvare Rete4, poi con la legge Gasparri e poi ancora una volta, in un momento di difficoltà d’ansia e di quasi guerra civile che c’è a Napoli, anziché inserirsi e cercare di stare vicino ai cittadini e fare cose serie e concrete, viene a farci gli affari suoi, per risolvere i propri affari, per mettere a posto le proprie aziende, per curare i propri interessi: questo è Berlusconi, è sempre lo stesso. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio, è sempre lui il nemico dei cittadini, il nemico degli italiani, che sta sempre contro di noi e a favore di se stesso.

Per la verità ha fatto fessi noi napoletani, perché quando aveva fatto i manifesti “Ccà nisciuno è fesso” ci ha fatti fessi pure a Napoli e ha fatto una bell’incetta di voti. In questo ha trovato un grande aiuto, quello di Bassolino, che gli ha dato man forte ad avallare certe situazioni. Però alla fine che ha fatto? Non ha fatto fessi solo i napoletani, ma tutti gli italiani, perché alla prima occasione utile, come vedete, è venuto e ha fatto i propri affari. E’ sempre la stessa musica, non cambia mai.

Con Berlusconi non cambieranno mai le cose, si andrà di male in peggio perché l’attenzione non è rivolta agli interessi dei cittadini, al bene comune, al bene della nostra nazione, ma è rivolto sempre a se stesso, ai propri interessi, ai propri affari, alle proprie lobby, agli amici e agli amici degli amici. Questo è Silvio Berlusconi, e abbiamo avuto su Rete4 l’ennesima dimostrazione, come se ne avessimo bisogno, che la musica non cambia.

Guarda anche il mio intervento alla Camera dei Deputati:

Francesco Barbato - resoconto stenografico

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Postato da Francesco Barbato in | Commenti (92) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

27 Maggio 2008

Noi non ci stiamo




Oggi alla Camera siamo intervenuti compatti contro questa manovra da regime dittatoriale che vuol salvare Rete4 alle spalle di Europa7, degli italiani ed in barba alla sentenza della Corte di Giustizia europea. Non possono oscurarci tutti, siamo in Parlamento e rappresentiamo milioni di italiani in questa battaglia.

La minaccia di Cicchitto di non votare Orlando alla presidenza per la vigilanza Rai non ci intimorisce. Non ci interessa una poltrona se per ottenerla dobbiamo tradire i nostri elettori. Questa pratica la lasciamo ad altri partiti.

Guarda gli interventi dei deputati dell'Italia dei Valori:

Massimo Donadi - resoconto stenografico
Carlo Costantini - resoconto stenografico
Antonio Borghesi - resoconto stenografico
Leoluca Orlando - resoconto stenografico
Jean-Leonard Touadi - resoconto stenografico
Ivan Rota - resoconto stenografico
Ignazio Messina - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico
Massimo Donadi - resoconto stenografico
Carlo Costantini - resoconto stenografico
Giuseppe Giulietti - resoconto stenografico
Carlo Monai - resoconto stenografico
Francesco Barbato - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico
Giuseppe Giulietti - resoconto stenografico
Carlo Costantini - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico
Renato Cambursano - resoconto stenografico
Antonio Borghesi - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico
Carlo Costantini - resoconto stenografico
Ivan Rota - resoconto stenografico

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Postato da Gruppo IdV Camera in | Commenti (114) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

26 Maggio 2008

Le bufale cinesi del Governo




L'accordo Governo-Abi è una truffa. Infatti, non c'è nessuna convenienza per i 3,2 milioni di cittadini, indebitati con mutui a tasso variabile per precise responsabilità delle banche, ad aderire all'accordo. Questo Esecutivo ha aggiunto la beffa al danno decantando risparmi di 850 euro l'anno a famiglia, del tutto ingannevoli e destituiti di ogni fondamento matematico.

Sfidiamo Governo, Abi e banche a provare i risparmi promessi di 850 euro l'anno, su ognuno dei mutui contratti dal 2004 ad oggi, che al contrario saranno gravati di ulteriori interessi e di un allungamento del prestito, per un mutuo ventennale, fino a 4-5 anni a tassi vigenti. L'accordo si limita ad offrire al popolo dei mutuatari una soluzione che alcune banche già offrivano, da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi e che ricalca in pieno un mutuo di una primaria banca, denominato "sonni tranquilli". Mutuo diventato un vero incubo per i malcapitati sottoscrittori.
La bufala cinese del ministro Tremonti è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati, ma ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente che con l'allungamento della vita residua del debito, incamerando così maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema.

Sarebbe più corretto sostituire la convenzione Abi-Governo con una nuova norma che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente ed attingere dalla mancata applicazione del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi, in vigore dal 4 luglio 2006, che ha consentito un guadagno di 5,9 miliardi di euro, istituendo un fondo per far fronte alle rate più esose.

L'Italia dei Valori invita i cittadini a non cadere nella trappola del Governo, per evitare una deriva di super-indebitamento conosciuto già negli Usa con i sub-prime, che a parole il ministro dell'Economia Tremonti afferma di combattere, salvo poi promuoverlo nella pratica, per non disturbare troppo il sistema bancario.

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Postato da Elio Lannutti in | Commenti (50) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

25 Maggio 2008

La logica del privilegio




L’emendamento "salva-Rete4", sotto questo profilo è un classico dell’orrore. Il presidente del Consiglio, titolare di un irrisolto conflitto di interesse, ancora prima di affrontare la questione sicurezza per tutti gli italiani ha deciso di mettere in sicurezza e di blindare per il presente e per il futuro, le sue frequenze e il suo patrimonio privato. La vicenda è talmente grave in sé che non c’è bisogno alcuno di caricarla di altri significati. In questo momento non sono in gioco le ragioni del dialogo e neppure i rapporti di forza all’interno dell’opposizione, ma assai più concretamente e più gravemente sono state messe in discussione persino le decisioni dell’Alta Corte di Giustizia europea, della Commissione Europea, e della stessa Corte Costituzionale. Al di là dei tecnicismi l’emendamento presentato dal governo blinda la situazione attuale, consegna le frequenze ai soliti noti, cancella i diritti dei nuovi entranti e soprattutto nega a Europa7 e all’imprenditore Di Stefano il diritto ad esercitare il suo mestiere. Non si tratta solo di una norma «ad aziendam» (come pure era accaduto nel passato), ma di una vera e propria norma «contra aziendam», di una pugnalata tirata contro l’esistenza di un libero mercato anche nel settore dei media. La proclamazione dello sciopero generale questa volta spetterebbe direttamente alla Confindustria.

Quello che è capitato a Europa7 e a Di Stefano potrà accadere ad altri imprenditori, ad altri cittadini, a prescindere dalla loro appartenenza politica. Di Stefano, per esempio, non è certo un militante della sinistra radicale, ma è finito nell’occhio del ciclone solo per aver tentato di mettere il naso nel settore delle tv ed essersi permesso di sostenere le sue ragioni, in ogni forma possibile e persino nelle aule di giustizia. L’arbitrio in atto è ancora più grave perché Rete4 non sarebbe né cancellata, né oscurata, ma eventualmente, molto eventualmente, solo trasferita in modo leggermente anticipato sul digitale terrestre o sul satellitare, esattamente su quelle autostrade del futuro che rappresentano le nuove frontiere dell’innovazione e del profitto, come ci spiegavano i capi della destra quando bisognava imporre la legge Gasparri ed aggirare le sentenze della Corte Costituzionale. Mentivano allora o mentono adesso? Sarebbe bastato pochissimo per dare un segnale di novità.
Sarebbe bastato un gesto di buona volontà da parte di Berlusconi ed un pieno riconoscimento della sentenza europea. Invece, per l’ennesima volta, è prevalsa la logica della conservazione, del privilegio, dell’estremismo proprietario.

L’Associazione Articolo21 ha già proposto a tutti i movimenti che operano nel settore della cultura, della comunicazione, dell’audiovisivo, dell’editoria, di accompagnare l’impegno dei parlamentari con la promozione di iniziative in tutta Italia, sino ad arrivare alla convocazione di una manifestazione nazionale come ha chiesto la Tavola della pace. Tanto per cominciare consegneremo ai rappresentanti del Parlamento e della Commissione europea, dell’Alta Corte di Giustizia, un documentato dossier sui fatti e sui misfatti di questi giorni.

Appuntamento martedì 27 in piazza Montecitorio
Chiunque abbia a cuore la libertà di informazione e il rispetto per la legalità è invitato ad unirsi a noi dell'Italia dei Valori, martedì 27, in piazza Montecitorio, a partire dalle 11, per esprimere la propria disapprovazione nei confronti di quella che sarebbe una nuova, vergognosa, legge ad personam.

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Postato da Giuseppe Giulietti in | Commenti (121) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

23 Maggio 2008

Creare paura e poi cavalcarla




Introducendo il reato di immigrazione clandestina, il centrodestra ha creato un reato impossibile perché, tra clandestini veri e propri e complici italiani, compreso chi si tiene in casa una badante o dà lavoro ad un operaio, bisognerebbe schiaffare in galera tre milioni di persone. In realtà, è una norma “manifesto” creata ad hoc per cavalcare la paura della gente ma che non risolve il problema di fondo.

La verità è che quello che il Governo si sta apprestando a fare è una maxisanatoria, oggi annunciata solo per le badanti, domani estesa a tutti, perché il vero problema è la legge Bossi-Fini, una legge sbagliata, che produce una quantità industriale di clandestini.

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Postato da Massimo Donadi in | Commenti (73) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

22 Maggio 2008

Il Governo delle leggi ad personam




Con l’emendamento presentato oggi il Governo si fa carta straccia di sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia europea e dice che, a dispetto di tutto e di tutti, anche se in un regime d’illegalità, Rete4 deve continuare a trasmettere, e chi ha vinto gare dello Stato, e da dieci anni attende di poter mandare in onda i suoi programmi, non ha nessun diritto, perché questo non è uno Stato liberale, ma uno Stato dove vince il più forte, e oggi gli si da la pugnalata definitiva e si dice che la libertà d’impresa in Italia non esiste.

Guarda gli interventi dei deputati dell'Italia dei Valori alla Camera:

Federico Palomba - resoconto stenografico
Renato Cambursano - resoconto stenografico
Carlo Costantini - resoconto stenografico
Massimo Donadi - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico
David Favia - resoconto stenografico
Americo Porfidia - resoconto stenografico
Carlo Monai - resoconto stenografico
Fabio Evangelisti - resoconto stenografico

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21 Maggio 2008

IdV: diciamo basta alle censure




Di carne sul fuoco della politica ce n’è molta. Le polemiche sul caso Santoro, Travaglio, l’intervista di Fazio, il caso Forleo, la raccolta di firme dell’8 settembre e del 25 aprile degli amici di Beppe Grillo, la prima per una proposta di legge d’iniziativa popolare e la seconda per referendum abrogativi, e ancora tante altre cose. Il tutto condito da un pre-inciucio, che il Popolo delle Libertà propone senza neppure nascondersi al Partito Democratico. L’Italia dei Valori vuole continuare a parlare chiaro.

L’informazione deve essere libera, ognuno ne risponde davanti ai cittadini, e se sbaglia ne risponde nelle sedi giudiziarie, e se giornalista nelle sedi dell’ordine dei giornalisti. Ma ne Travaglio, ne Santoro, ne Fazio ne altri possono essere oggetto di provvedimenti disciplinari dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. Ve la ricordate l’autorità garante? Quando Antonio Di Pietro si lamentava che l’informazione in campagna elettorale era contro l’Italia dei Valori, che veniva quasi sempre oscurata: il tempo passava e nessuno rispondeva. Ci volle un intervento forte dell’Italia dei Valori per avere una risposta che quantomeno risarcisse questo oscuramento. Invece, per sanzionare Travaglio, Fazio e Santoro si è mossa subito, e a valanga, l’Autorità Garante.

Noi diciamo basta alle censure. Una democrazia moderna deve essere una democrazia che parla in piazza, che mette i cittadini nelle condizioni di conoscere per deliberare, perché, se non si conosce, anche le elezioni corrono il rischio di prendere una china non positiva. L’Italia dei Valori ritiene che tutte le personalità che fanno informazione libera vadano salvaguardate, e vadano salvaguardate soprattutto dal servizio pubblico. Non capiamo che le reti del Presidente del Consiglio possano emarginare ora uno, ora l’altro, ora tutti, ma la Rai deve fare informazione, perché non può essere ne di destra, ne di centro, ne di sinistra. La Rai si nutre con il canone dei cittadini e deve dare ai cittadini l’informazione.

Il caso Forleo: anche qui i potenti si sono sentiti offesi o quantomeno scalfiti, e quindi la Forleo viene allontanata come un giudice riottoso, che non si piega, e allora via da Milano, dove lavorava. Non va bene: è in pericolo la democrazia, perché ognuno di noi deve essere soggetto solo e sempre alla legge, e non ad altri, ne alle lobby ne alla politica.

Questo ci preoccupa, come ci preoccupa che nonostante le 400 mila firme la Casta non si sia ricordata di attivare la richiesta di legge d’iniziativa popolare avanzata da Grillo e dai Meetup: no ai condannati in Parlamento, un massimo di due legislature e preferenza diretta, cioè i cittadini che scelgono chi mandare in Parlamento. Noi dell’Italia dei Valori riproporremo queste battaglie di civiltà, battaglie che fanno riconciliare i cittadini con la politica, come non possiamo mandare in silenzio il milione e 400 mila firme che sono state raccolte proprio per la libera informazione, per evitare che anche la Casta dell’ordine dei giornalisti faccia pressione e controlli a quei giornalisti che non si piegano.

Noi dell’Italia dei Valori le vogliamo fare queste battaglie, le continueremo a fare in Parlamento perché siamo l’unico partito senza condannati, ne in primo, ne in secondo ne tampoco in terzo grado, persone pulite, con facce e mani pulite, e soprattutto con voglia di fare, con la passione che Antonio Di Pietro ci ha trasmesso e che questi anni di lavoro duro possano continuare al servizio di tutti voi.

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Postato da Felice Belisario in | Commenti (103) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif