dalla parte dei cittadini



21 Maggio 2008

IdV: diciamo basta alle censure




Di carne sul fuoco della politica ce n’è molta. Le polemiche sul caso Santoro, Travaglio, l’intervista di Fazio, il caso Forleo, la raccolta di firme dell’8 settembre e del 25 aprile degli amici di Beppe Grillo, la prima per una proposta di legge d’iniziativa popolare e la seconda per referendum abrogativi, e ancora tante altre cose. Il tutto condito da un pre-inciucio, che il Popolo delle Libertà propone senza neppure nascondersi al Partito Democratico. L’Italia dei Valori vuole continuare a parlare chiaro.

L’informazione deve essere libera, ognuno ne risponde davanti ai cittadini, e se sbaglia ne risponde nelle sedi giudiziarie, e se giornalista nelle sedi dell’ordine dei giornalisti. Ma ne Travaglio, ne Santoro, ne Fazio ne altri possono essere oggetto di provvedimenti disciplinari dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. Ve la ricordate l’autorità garante? Quando Antonio Di Pietro si lamentava che l’informazione in campagna elettorale era contro l’Italia dei Valori, che veniva quasi sempre oscurata: il tempo passava e nessuno rispondeva. Ci volle un intervento forte dell’Italia dei Valori per avere una risposta che quantomeno risarcisse questo oscuramento. Invece, per sanzionare Travaglio, Fazio e Santoro si è mossa subito, e a valanga, l’Autorità Garante.

Noi diciamo basta alle censure. Una democrazia moderna deve essere una democrazia che parla in piazza, che mette i cittadini nelle condizioni di conoscere per deliberare, perché, se non si conosce, anche le elezioni corrono il rischio di prendere una china non positiva. L’Italia dei Valori ritiene che tutte le personalità che fanno informazione libera vadano salvaguardate, e vadano salvaguardate soprattutto dal servizio pubblico. Non capiamo che le reti del Presidente del Consiglio possano emarginare ora uno, ora l’altro, ora tutti, ma la Rai deve fare informazione, perché non può essere ne di destra, ne di centro, ne di sinistra. La Rai si nutre con il canone dei cittadini e deve dare ai cittadini l’informazione.

Il caso Forleo: anche qui i potenti si sono sentiti offesi o quantomeno scalfiti, e quindi la Forleo viene allontanata come un giudice riottoso, che non si piega, e allora via da Milano, dove lavorava. Non va bene: è in pericolo la democrazia, perché ognuno di noi deve essere soggetto solo e sempre alla legge, e non ad altri, ne alle lobby ne alla politica.

Questo ci preoccupa, come ci preoccupa che nonostante le 400 mila firme la Casta non si sia ricordata di attivare la richiesta di legge d’iniziativa popolare avanzata da Grillo e dai Meetup: no ai condannati in Parlamento, un massimo di due legislature e preferenza diretta, cioè i cittadini che scelgono chi mandare in Parlamento. Noi dell’Italia dei Valori riproporremo queste battaglie di civiltà, battaglie che fanno riconciliare i cittadini con la politica, come non possiamo mandare in silenzio il milione e 400 mila firme che sono state raccolte proprio per la libera informazione, per evitare che anche la Casta dell’ordine dei giornalisti faccia pressione e controlli a quei giornalisti che non si piegano.

Noi dell’Italia dei Valori le vogliamo fare queste battaglie, le continueremo a fare in Parlamento perché siamo l’unico partito senza condannati, ne in primo, ne in secondo ne tampoco in terzo grado, persone pulite, con facce e mani pulite, e soprattutto con voglia di fare, con la passione che Antonio Di Pietro ci ha trasmesso e che questi anni di lavoro duro possano continuare al servizio di tutti voi.

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