
Tra i quesiti che ho ricevuto attraverso il sito dell'Italia dei Valori ce n'è uno mi sta particolarmente a cuore, perchè parla di un problema che probabilmente è più generale di quanto appaia.
Parlo di tutti quei lavoratori che hanno svolto la loro attività in parte in Italia e in parte in altri paesi dell'Unione Europea, e che al momento del raggiungimento della pensione devono riunificare queste posizioni assicurative cosi come previsto dalla normativa europea.
Questo è il caso di un lavoratore che ha lavorato alcuni anni in Germania e in Inghilterra, oltre che in Italia, che ha raggiunto i 40 anni e potrebbe andare in pensione. Il problema è il non riconoscimento dell'Inps dell'attestato fatto in questi due paesi, perchè dal punto di vista burocratico si richiede tutto un meccanismo che comporta che l'ente straniero, attraverso l'ambasciata, rilasci la dichiarazione con la quale si riconoscono gli anni di versamento e gli importi versati in quei paesi. Questo potrebbe portare via anni, abbiamo esperienze passate in cui il rilascio di una certificazione attraverso questi sistemi burocratici impiegano anni, durante il quale il lavoratore, avendo i suoi quaranta anni di versamenti, non potrebbe percepire la pensione.
Penso che sia una gravità immensa. Una semplificazione vuole che la certificazione rilasciata direttamente al lavoratore venga immediatamente utilizzata dal sistema in Italia e dall'Inps, e da questo mi riprometto quanto prima di presentare un'interrogazione parlamentare al ministro del Welfare perchè si chiarisca e si faccia tutto ciò che è necessario fare per un riconoscimento immediato dei servizi prestati all'estero.
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