"Una cordata di imprenditori italiani avrebbe salvato Alitalia". Lo annunciò Silvio Berlusconi in pompa magna durante la campagna elettorale. Ad un mese e mezzo da quell’annuncio, della cordata italiana si è persa ogni traccia se mai traccia c’è stata. Le uniche conseguenze vere di quella vergognosa menzogna elettorale furono la fuga di Air France ed una compagnia di bandiera che versa ogni giorno di più in condizioni finanziarie drammatiche. In un Paese democratico quelle dichiarazioni avrebbero trascinato Silvio Berlusconi in un tribunale per insider trading quantomeno.
Oggi, il Governo, ancora una volta incurante dei richiami dell’Unione Europea e alle leggi che regolano il libero mercato, sottrae fondi destinati allo sviluppo delle piccole e medie imprese e alla solidarietà nei confronti dei ceti sociali più deboli per destinarli ad Alitalia.
Nel precedente Governo Berlusconi è stato dato ad Alitalia un miliardo di euro. Questa somma è stata prelevata dalle tasche dei cittadini per essere consegnata ad una società che era già in stato di decozione! Ed oggi si decide di aggiungere altri 300 milioni da iscrivere al patrimonio netto dell’azienda. E per far illudere l’Unione Europea che non si tratta di un aiuto di Stato, si usano parole ingannevoli: un prestito effettuato a condizioni di mercato in presenza di un “iter di privatizzazione”. Falso. Si aggiungono menzogne alla menzogna pre elettorale. L’intenzione del Governo è destinare soldi pubblici ad una società governata esclusivamente dalle logiche politiche ma che sul piano industriale perde un milione di euro al giorno. Società dove i propri manager hanno percepito emolumenti da capogiro indipendentemente dal risultato portato alla compagnia, risultato sotto gli occhi di tutti. Società che in qualsiasi altro Paese avrebbe dovuto da tempo consegnare i libri in tribunale.
Per arginare questo scempio l’Italia dei Valori sta facendo ostruzionismo in queste ore in Parlamento.
Noi vogliamo che il decreto torni alla formula con cui era stato approvato dal Governo Prodi. Chiediamo che il prestito ponte per Alitalia non venga trasformato in un indebitamento che graverà sulle spalle dei cittadini e renderà ricchi i soliti noti.
Andremo avanti, fossimo anche gli ultimi dei giapponesi kamikaze perché alle spalle noi abbiamo gli interessi dei cittadini e non quelli dei politici che siedono in Parlamento insieme a noi.
Di seguito elenchiamo i nostri interventi tutt’ora in corso alla Camera. Qualsiasi video si decida di guardare un filo conduttore li unisce tutti: noi siamo l’unica opposizione a difesa degli interessi dei cittadini.
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