Stavo rileggendo in questi giorni Robin Hood e cercavo di capire dove ci potesse essere un’assimilazione con il ministro Tremonti, perché a me pare che assomigli di più allo sceriffo di Nottingham piuttosto che a colui che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ci sono dei provvedimenti che avranno effetti molto negativi da questo punto di vista per i cittadini. Quando Tremonti si inventa la Robin tax e dice che colpirà banche, assicurazioni e petrolieri, sono tre esempi classici che ci dimostrano come sia in realtà lo sceriffo di Nottingham.
Prendiamo ad esempio la questione dei petrolieri. Lui dice “Colpiamo la speculazione e facciamo pagare ai petrolieri un po’ di tasse in più”, ma dimentica che evidentemente nel momento in cui la tassa diventa un costo per i petrolieri, questi tenderanno a scaricarla e non riusciremo più ad abbassare il prezzo della benzina. Sarà molto più difficile, oppure lo faranno, come Tremonti vuole, per chi ha le attiva commerciali per ridurre il costo del trasporto, ma il singolo cittadino, i pendolari che sono quelli messi peggio da questo punto di vista, che si è visto aumentare il viaggio per andare a lavoro di 30 – 40 euro al mese, quello non otterrà praticamente alcun beneficio e quindi sarà lui in realtà a pagare la famosa tassa sui petrolieri.
La Robin-tax sulle assicurazioni. L’autorità per la concorrenza dice che dovrebbero calare le tariffe almeno del 5%. Adesso pagheranno la tassa e quindi cosa succederà? Che evidentemente le tariffe non scenderanno assolutamente e quindi a pagare la Robin-tax delle assicurazioni saranno in realtà gli automobilisti che non vedranno ridotte le tariffe assicurative.
Non parliamo poi delle banche. Le banche probabilmente pagheranno questa Robin-tax cosiddetta, ma già hanno attivato e stanno attivando i meccanismi. I tassi di interesse non scenderanno, ma non scenderanno per chi? Non tanto per le grandi imprese che hanno forza potere nella trattativa, saranno a pagarla ancora una volta le piccole e medie imprese che vedranno i tassi crescere ulteriormente, le commissioni crescere ulteriormente ed ecco quindi che ancora una volta lo Robin-Tremonti diventa lo sceriffo di Nottingham.
Immaginate che Tremonti ha stabilito nel decreto di programmazione economica finanziaria un tasso di inflazione programmata per il 2008 del 1,7%. L’inflazione reale è al 3,7% e sui beni di prima necessità si dice addirittura che possa essere oltre il 5% e noi lavoriamo sui conti pubblici come se ci fosse l’inflazione del 1,7%. Questo vorrà dire ancora un volta che a pagare saranno i lavoratori che non vedranno riconosciuti degli aumenti. Si continua dire che è necessario invece aumentare soprattutto i rediti dei lavoratori dipendenti attraverso questo meccanismo di inflazione programmata verranno eventuali aumenti molto più contenuti di quelli che corrispondono all’andamento reale dei prezzi.
Ecco allora come vedete complessivamente siamo di fronte a una politica economica che in qualche modo torna ad essere centralista. Non solo centralista, ma anche una politica economica di tipo mediatico perché Robin Hood in questo caso anziché togliere ai ricchi per dare ai poveri fa esattamente il contrario.
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