Una gioia profonda ed incontenibile e l’orgoglio di aver presentato, il 29 aprile scorso, come primo atto di legislatura di Italia dei Valori, la mozione per la liberazione di Ingrid Betancout.
La vicenda di Ingrid dimostra quanto sia importante che le istituzioni per prime tengano sempre accesi i riflettori sulle barbarie, sulle violenze, sulle ingiustizie e su quanti immolano la propria vita in nome dei diritti e delle libertà per questo, dopo la fine della prigionia di Ingrid Betancourt, è nostro dovere rivolgere la massima attenzione verso quelle altre realtà dove la tirannia, le prevaricazioni e le violenze obbligano la popolazione a vivere nel dolore e nella sofferenza. Penso al popolo tibetano e a quello birmano, in particolare ad Aung San Suu Kyi, penso ai bambini soldato del Burundi, del Sudan, della Somalia e a quelli delle favelas sudamericane; penso al popolo ceceno e a quello kurdo, e a quanti oggi hanno nel nostro impegno, nella nostra voce, l’unica possibilità di essere liberati dalla sofferenza di questa ‘non-vita’.
Ingrid Betancourt è simbolo di forza e speranza per quanti, nel mondo, ancora subiscono ingiustizie. Per questo, Italia dei Valori continuerà il suo impegno affinché le venga assegnato il Premio Nobel per la Pace, perché nella sua esile quanto energica figura ogni uomo, donna e bambino che aspirano alla pace, alla libertà e ai diritti, possa riconoscersi.