dalla parte dei cittadini



11 Luglio 2008

Fiaccolata per Peppino Basile


Un mese fa, nella notte tra il 14 e 15 di giugno, in un paese della Puglia, Ugento, veniva barbaramente ucciso a coltellate un iscritto dell'Italia dei Valori, un amministratore consigliere comunale e consigliere provinciale, che per noi è l'amico Peppino.

Impegnato soprattutto in battaglie per la propria terra, ricordo ancora il manifesto dell'ultima campagna elettorale: “Vota il figlio del popolo”. Ecco, Peppino Basile era cosi, e pur mantenendo la piena fiducia nell'azione della magistratura e degli inquirenti, indipendentemente dal movente che ci sta dietro ad un omicidio cosi efferato voglio ricordarlo come un amministratore intransigente, un amministratore corretto, come un amministratore che ha fatto battaglie per la trasparenza ed il rispetto del territorio.

Voglio ricordarne un paio, perché sono significative. Aveva denunciato un grosso villaggio turistico che sarebbe stato costruito in un parco naturale che da appena un anno la regione Puglia aveva individuato in quelle terre. Aveva chiesto ed ottenuto il sequestro di un area di tutela ambientale, una macchia mediterranea, sbancata da privati per farci un albergo. Ecco, Peppino Basile era una persona che amava il territorio e che chiedeva alle istituzioni, prima degli interessi economici, la tutela del territorio. Ecco perché mi lascia senza parole e con la rabbia di chi forse conosce bene Peppino Basile, leggere quello che il sonato giornale nazionale “Il Messaggero” ed il giornalista Nino Cirillo ha voluto scrivere una sorta di presa di pulsione per cercare la notizia facile andando a scavare nella storia personale di Basile.

Presenterò un'interrogazione parlamentare a risposta scritta al governo, chiedendo se nel contesto di Ugento, della città dove Basile operava, viveva e svolgeva il ruolo di pubblico amministratore, vi fossero le condizioni idonee per svolgere il proprio compito. Dovete sapere che Basile, nel proprio comune, per due anni e mezzo dopo l'elezione del centrodestra ha dovuto camminare per le proprie strade leggendo minacce, che il sindaco di quella città ha dovuto cancellare il giorno prima dei funerali di Peppino, gravemente premonitrici: “Basile devi morire”, “Basile muori”. Ecco perché chiederò a questo governo attraverso questa interrogazione di sapere se c'era il clima per poter svolgere il ruolo di pubblico amministratore e per poter svolgere il suo ruolo di opposizione.

Dovete sapere, e forse questo la stampa non ve lo dice, che in quel paese che il sindaco vuole far passare per sereno era anche un luogo dove appena un anno fa un ordigno rudimentale esplodeva davanti al portone del municipio.

Noi dell'Italia dei Valori, il 14 luglio, vogliamo ricordare Basile ritornando sul proprio territorio, e vogliamo ritornare ad Ugento per fare una fiaccolata per la legalità, che era l'obiettivo di Peppino Basile. Noi della Puglia, ma ci auguriamo anche tanti amici di altre regioni, saremo in quelle strade, in silenzio con le fiaccole ad illuminare il ricordo di Peppino Basile, e con quella luce cercare la verità perché Peppino non diventi un altro Peppino Impastato.