La politica abruzzese è marcia.
Le prime notizie parlano di milioni di euro di tangenti, che avrebbero interessato trasversalmente sia il centrodestra, che il centrosinistra.
Il centrodestra avrebbe ideato un sistema illegale di gestione di affari nel mondo della Sanità, finalizzato a produrre tangenti per i politici.
Il centrosinistra avrebbe la responsabilità altrettanto grave di aver proseguito con lo stesso andazzo.
In questo contesto sentiamo il dovere in primo luogo di ringraziare la magistratura pescarese, che ha avuto il merito, con professionalità e capacità investigativa, di far emergere un sistema di illegalità che aveva ormai irrimediabilmente inquinato le istituzioni regionali.
Ed il ringraziamento è ancora più forte in un momento di forte attacco da parte della politica alla Magistratura, una politica che contesta il medico e non si occupa del male, una politica che sempre trasversalmente torna a parlare di immunità per i Parlamentari. Una politica che non dialoga più con la gente, con le piazze, che si sente sempre di più una casta intoccabile e che di una casta intoccabile rivendica i privilegi.
Noi da anni, pur se da alleati del Partito Democratico, denunciamo un rapporto tra istituzioni e politica incompatibile con il rispetto dei principi di legalità e di rispetto nei confronti dei cittadini.
I fatti hanno confermato che avevamo ragione e l’unico rammarico che ci portiamo dietro è quello di aver pensato, soli pochi giorni fa, di poter svolgere questa funzione di sentinelle, di garanti dall’interno.
La velocità degli sviluppi delle indagini non ce lo hanno consentito, i fatti sono stati molto più veloci delle nostre intenzioni.
A fronte di quanto emerso l’Italia dei Valori chiude definitivamente ogni rapporto con l’attuale gruppo dirigente del PD in Abruzzo.
Il dialogo, questo PD, se lo vuole, lo insegua con il centrodestra, così come stanno facendo a livello Nazionale e così come hanno fatto fino ad oggi alle nostre spalle a livello locale.
Noi continueremo a parlare con la gente e tra la gente nelle piazze e nelle assemblee pubbliche, poichè è innegabile il bisogno di un radicale rinnovamento di uomini, di idee, di proposte, di un modello di gestione della Pubblica Amministrazione rivelatosi fallimentare.
In coerenza con questo quadro abbiamo già deciso di preparare immediatamente una mozione di sfiducia da sottoporre al voto del Consiglio Regionale e di ritirare la nostra rappresentanza in Giunta”.