dalla parte dei cittadini



24 Luglio 2008

No alla Banca del Mezzogiorno


Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati, di martedi 22 luglio, sull'istituzione di una "Banca del Mezzogiorno".

"Signor Presidente, l'ordine del giorno in esame riguarda un tema caro al Governo, perché lo stesso Ministro Tremonti lo aveva già proposto nel 2004, con esito fallimentare, con l'istituzione della banca del Mezzogiorno. Premessa la contrarietà del nostro gruppo all'istituzione di una banca del Mezzogiorno, considerata la sua inutilità, bisogna evidenziare alcune questioni.
Innanzitutto i precedenti: banche del Mezzogiorno ne abbiamo avute molte, molte e con esiti fallimentari. Partiamo dal Banco di Napoli, salvato in extremis, dal Banco di Sicilia, acquisito dal gruppo Unicredit, dalla Sicilcassa, già in liquidazione, e chi più ne ha più ne metta (ricordo le più grandi, ma vi sono anche le piccole).
Quindi, creare una nuova banca di questo tipo non si capisce quale utile e quale vantaggio possa costituire per il Mezzogiorno, anziché intervenire su questioni serie per il Mezzogiorno, come le infrastrutture, che invece sono state sottratte togliendo i fondi proprio alla Sicilia, alla Calabria e alle regioni del sud.
Premesso ciò, anche il tipo di banca pensata non ha veramente senso: si parla di 5 milioni di euro per la sua istituzione. I dati della Banca d'Italia prevedono che per istituire una banca di credito cooperativo con uno sportello unico occorrono almeno due milioni di euro di capitale sottoscritto: con cinque milioni ci facciamo due sportelli e mezzo in tutto il sud.
Poi guardiamo la situazione, per esempio, della Sicilia - sono sempre dati della Banca d'Italia - per capire se serve una nuova banca. In questo momento, in Sicilia sono operanti 79 banche, con 1.788 sportelli, che coprono 337 comuni. Banche di credito cooperativo ce ne sono invece 30 e sono quelle più radicate sul territorio, con 147 sportelli e coprono 119 comuni. Pensare a una nuova «bancarella», francamente non sappiamo a cosa serva.
Non solo: consideriamo la compagine sociale. Pensare che i soci siano gli enti locali (regioni, province e comuni) è anche questa una grande forzatura: da un lato gli enti locali non riescono a garantire i servizi essenziali, anche per colpa dell'attuale Governo, che ha sottratto loro i fondi e dall'altro lato li facciamo diventare i soci di una banca.
La vera finalità credo sia indicata nella norma istitutiva del Governo: acquisire rami secchi di banche meridionali e insulari. Vorremmo anche capire quali sono, forse l'unica che è rimasta è la Sicilcassa, gli altri sono chiusi o acquisiti già da altri.
Non solo: l'altra finalità probabilmente è nominare tre nuovi soggetti, tre nuovi posti di sottogoverno in una nuova banca (infatti si parla di un comitato promotore di tre soggetti). Ci avessero almeno detto come si chiamano, quanto meno sapremmo chi sono gli interlocutori e con chi parlare.
Cosa serve, invece, al sud? Serve una nuova politica finanziaria su cui il Governo non intervenga assolutamente. Serve una politica finanziaria che consenta al sud pari opportunità di accesso al credito: non una nuova banca, ma trattare con le banche che esistono per garantire tale pari opportunità.
Mi avvio a concludere senza, signor Presidente, che lei mi segnali che il tempo a mia disposizione sia terminato.
Il senso dell'ordine del giorno a mia firma è quello di salvare il salvabile. In altre parole, visto che in questo momento una banca inutile serve a poco (solo ad «occupare» cinque milioni di euro), è necessario provvedere immediatamente alla privatizzazione dell'intero capitale sociale, considerato che è stato prelevato, in egual misura, dal Ministero per i beni e le attività culturali per due milioni e mezzo di euro, e dal Ministero della salute per altri due milioni e mezzo di euro. Pertanto, si privatizzi immediatamente, per fare in modo che questi cinque milioni di euro, per pochi che sono, rientrino e vengano destinati alle finalità originarie, perché il sud non ha bisogno di nuove banche con trovate che garantiscano nuovi posti di sottogoverno, ma di una nuova politica che lo rilanci (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni).