10 Luglio 2008
Libero pensiero in libera piazza
Pubblico alcuni interventi della manifestazione di martedi 8 luglio 2008 in Piazza Navona, a Roma, di
Marco Travaglio,
Beppe Grillo,
Pancho Pardi,
Paolo Flores d'Arcais,
Fiorella Mannoia,
Moni Ovadia e
Ascanio Celestini. Riporto il seguito il testo del mio intervento.
"In queste ore si sta realizzando all'interno del nostro Parlamento un reato politico gravissimo che si chiama “
sequestro di funzioni parlamentari a fini estorsivi”. L'estorsione politica che si sta realizzando è composto da un ricatto e da un riscatto. Il ricatto è di non far lavorare il Parlamento e il governo sui problemi che interessano davvero ai cittadini. Il riscatto è: “Caro Parlamento, puoi lavorare se però prima fai una legge che serve a me, perché sto qua apposta per questo”.
Questa mattina è stato presentato e messo in discussione in Parlamento la legge che si vuole fare, ancora una volta incredibile, incostituzionale ma soprattutto
immorale in uno Stato di diritto. La legge dice testualmente cosi: quattro persone, cittadini italiani, per il solo fatto che diventano Presidente della Camera, Presidente del Senato, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica non possono essere processati per qualsiasi reato. Per cui possono
ammazzare la moglie,
stuprare bambini,
violentare donne,
spacciare droga. Possono fare di tutto. Penso che abbiamo bisogno di alte cariche dello Stato che siano innocenti, non che siano impuniti.
Noi crediamo che se il Paese è bloccato su questo tema da 15 anni non è perché da 15 anni vogliamo portare avanti solo i problemi che riguardano la giustizia, ma perché da 15 anni un gruppo di persone utilizzano le funzioni pubbliche per
risolvere i loro problemi di giustizia. E ricordatevi che non è un operazione estemporanea. Andate a rileggervi le proposte della
P2. Sono esattamente quelle di una giustizia asservita al potere, quelle di uno Stato antidemocratico dove una Casta comanda sul popolo, che non è più cittadino ma suddito. Questo è un comportamento da nuova P2, anzi, sempre quella è perché sono sempre quelli che erano scritti alla P2.
Il cittadino italiano non li ha mandati in Parlamento e al governo per violare la legge, per farsi una legge per non essere processati, per poter fare il corruttore di testimoni nei processi penali o per fare lo stupratore.
Il cittadino li ha mandati in Parlamento per risolvere i suoi problemi.
Nella relazione di oggi c'è scritta una giustificazione molto semplice: “dobbiamo fare urgentemente questa legge perché chi svolge funzioni cosi delicate deve essere lasciato sereno”. E' vero, c'è bisogno di serenità, ma la serenità costituzionale non riguarda il singolo, bensì riguarda la collettività.
E' la collettività che deve essere serena pensando che chi è al governo non sta li per rubare e per non farsi processare. La serenità costituzionale è con riferimento a questa piazza, non con riferimento al Palazzo."
Riporto le testimonianze di due ragazzi che parteciperanno al 1° Forum dei giovani dell'Italia dei Valori il 12-13 luglio a Bellaria.