E' iniziato, in commissione giustizia alla Camera, l'esame del disegno di legge Berlusconi sulle intercettazioni.
In questi tre mesi abbiamo avuto le aule parlamentari intasate dai problemi del Presidente del Consiglio. Prima la “blocca processi”, che avrebbe bloccato 100 mila processi per reati gravissimi solo per bloccare un processo, quello che interessa il Presidente del Consiglio. E poi il "Lodo Alfano" che di lodo non ha assolutamente nulla perché è una legge dello stato che impedisce che il Presidente del Consiglio venga processato. Se non avessimo avuto le aule parlamentari intasati dai problemi del Premier probabilmente il disegno di legge sulle intercettazioni sarebbe già legge dello Stato.
Per farvi comprendere cosa accadrà, se e quando questo disegno di legge diventerà legge dello Stato, posso farvi un riferimento specifico al caso Abruzzo.
Nel caso in cui, al momento dell'arresto del Presidente della Regione, questa legge fosse già stata approvata i cittadini abruzzesi saprebbero dell'arresto del Presidente ma non potrebbero conoscere le ragioni. Alternativamente, se qualche giornalista avesse avuto il coraggio di informare l'opinione pubblica sarebbe in galera agli arresti anche lui.
I procuratori della Repubblica Nicola Trifuoggi e i sostituti Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli sarebbero esautorati dalle indagini, e l'indagine sarebbe probabilmente morta perché sarebbe scaduto il termine improrogabile dei tre mesi previsto dalle intercettazioni.
Non sto facendo riferimenti generici a situazioni generiche. Sto facendo riferimenti specifici e puntuali al disegno di legge Berlusconi in esame alla Camera.
L'opinione pubblica non saprebbe nulla perché all'articolo due è previsto il divieto della pubblicazione su qualsiasi organo di stampa degli atti delle indagini. Il Presidente è in galera e gli abruzzesi impossibilitati di sapere il perché.
Perché dico che i giornalisti che avrebbero sentito forte il diritto ed il dovere d'informare l'opinione pubblica sarebbero agli arresti? Perché l'articolo 13 prevede e punisce con l'arresto il giornalista che viola questo divieto.
Perché dico che il procuratore della Repubblica e tutti i magistrati che stanno indagando sarebbero esautorati dalle indagini? Perché l'articolo 1 di questo stesso disegno di legge prevede l'obbligo di astensione da qualunque atto da parte dei magistrati che vogliono informare l'opinione pubblica. Il procuratore della Repubblica ha informato l'opinione pubblica e ha reagito agli attacchi e insulti che gli sono piovuti addosso dalle massime cariche dello Stato, e mi riferisco a Silvio Berlusconi.
E' una situazione francamente inaccettabile. Il Paese al quale pensa Berlusconi è un Paese fatto di servi silenziosi, di magistrati impossibilitati ad esercitare la loro funzione giurisdizionale e di giornalisti imbavagliati, privati del loro diritto e dovere d'informare, di far sapere ai cittadini e all'opinione pubblica. Le cose di cui vi ho parlato sono i fatti. Solo ed esclusivamente i fatti, che probabilmente non riuscirete ad apprendere dagli organi d'informazione di regime.
Sono i fatti, tutto il resto è solo ed esclusivamente propaganda di regime.