dalla parte dei cittadini



16 Luglio 2008

Via libera alla criminalita'


Riporto il video e il resoconto stenografico dell'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro per il rapporti con il Parlamento Elio Vito.

L'interrogazione (guarda il video)

Fabio Evangelisti: Signor Presidente, noi abbiamo presentato l'interrogazione a risposta immediata in esame perché come Italia dei Valori siamo preoccupati per l'attività legislativa del Parlamento che ci sembra vieppiù sacrificata dall'iniziativa legislativa del Governo che procede, tra l'altro, a colpi di fiducia. Ne abbiamo appena parlato poco fa in Conferenza dei capigruppo. Basta ricordare il voto di fiducia della scorsa settimana, quello della settimana in corso e un altro è già preannunciato in ordine alla manovra economica e finanziaria.
Si tratta, per lo più, da parte del Governo di leggi ad personam, «leggi pernacchio», «leggi vergogna», dolo piuttosto che lodo, norme «salva Premier» e via dicendo. Queste, tra l'altro, sono solo una minima parte delle etichette che giustamente sono state assegnate ai provvedimenti voluti da questa maggioranza e dal suo datore di lavoro, l'amministratore delegato Silvio Berlusconi. Perciò affermiamo - lo facciamo dinanzi al Paese - che state espropriando l'Aula di Montecitorio.
Poco fa l'onorevole Volpi ha parlato del cosiddetto «decreto-legge sicurezza». Mi riservo di esporre in fase di replica cosa ne penso, ma siamo di fronte ad un decreto-legge che potremmo ribattezzare «decreto via libera alla criminalità».

Presidente: Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.

La risposta (guarda il video)

Elio Vito: Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, non si può negare che il decreto-legge, come strumento normativo di natura eccezionale utilizzabile solo in casi straordinari di necessità e urgenza, abbia visto, nelle ultime legislature, un largo ricorso.
D'altra parte, la significativa presenza della decretazione d'urgenza è ormai un sintomo costante, onorevole Evangelisti, di tutte le legislature più recenti come emerge dal raffronto dei dati dalla XIII legislatura alla XIV alla XV sino ad arrivare alla legislatura in corso.
Anzi, è un sintomo anche dell'avvio di legislatura, un ricorso particolarmente frequente alla procedura d'urgenza, proprio per fare fronte alla necessità di risolvere ed affrontare i problemi che non hanno trovato risposta dai precedenti Governi.
È il caso della necessità che il Governo Berlusconi ha dovuto affrontare per avviare a soluzione i problemi dell'emergenza rifiuti in Campania e l'emergenza sicurezza (per la quale si è fatto ricorso alla decretazione di urgenza) oltre all'esigenza di abolire l'ICI, la cui rata di pagamento era in scadenza.
D'altra parte, se si raffronta l'attività in questi primi mesi del Governo Berlusconi con quella del Governo precedente emerge che il Governo Berlusconi ha fatto ricorso a dieci decreti-legge, di cui un numero minore è stato portato alla conversione da parte delle Camere, a fronte di quattordici disegni di legge. Il Governo Prodi, nello stesso periodo, aveva adottato, invece, sei decreti-legge e cinque disegni di legge. Era stato fatto, nello stesso periodo, un ricorso maggiore al voto di fiducia, ma soprattutto, onorevole Evangelisti, in un quadro corretto di collaborazione tra Governo, maggioranza e Parlamento l'ampio ricorso per ragioni obiettive alla decretazione d'urgenza, pur minore di quello della legislatura precedente, non ha leso i diritti dell'opposizione e della minoranza parlamentare per quanto attiene al calendario dei lavori. Emerge, dai dati pubblici della Camera, infatti, che è stata non solo rispettata la quota prevista dai Regolamenti parlamentari, ma che tale quota è addirittura superiore al 30 per cento.
Non vi è stata, quindi, alcuna lesione delle prerogative parlamentari. Pertanto, comunque il Governo conviene che sePag. 144si realizzasse, nel corretto rapporto di collaborazione tra maggioranza, opposizione e Governo, quel regime di riconoscimento che l'indirizzo politico è fondato sul consenso si potrebbe fare un minore ricorso a procedure che comunque riducono l'attività legislativa delle Camere. Inoltre, l'attività parlamentare può essere improntata a una procedura dialettica fra maggioranza e opposizione che è in grado di raggiungere risultati positivi quando è fondata su un atteggiamento di sostanziale collaborazione, quanto meno nel diritto del Governo di affrontare temi essenziali per il Paese.

Presidente: L'onorevole Evangelisti ha facoltà di replicare.

La replica (guarda il video)

Fabio Evangelisti: Signor Presidente, ringrazio il Ministro Vito per la sua risposta. Onorevole Vito, lei è stato tanti anni sui banchi dell'opposizione; i precedenti che lei deprecava sempre sono tuttora deprecabili e, nonostante, i toni garbati che lei ha voluto utilizzare per rispondere, non dimentichi che lei gode, insieme al suo Governo, della maggioranza più ampia che la storia repubblicana ricordi.
Allora non può venire qui e riproporsi esattamente come si propone il suo Presidente del Consiglio che dice: «sì al il dialogo, se si fa come dico io». Noi dell'Italia dei Valori, così come spero qualsiasi altra formazione politica responsabile, non possiamo che opporci. Non cadiamo in tentazione od ammiccamenti: non abbiamo alcuna difficoltà ad affrontare a muso duro i diktat, gli aut aut e i colpi di spugna da qualunque parte vengano.
Però, volevo tornare un attimo al fatto che poco fa è stata illustrata un'interrogazione rivolta al Ministro Maroni nella quale si esaltava il decreto-legge sulla sicurezza che è stato imposto grazie all'ennesima furbata, all'ennesimo coupe de theatre, a quella che forse è stata la peggiore e più irresponsabile azione della maggioranza che ha preferito imporre al Parlamento e al Paese un preciso e becero ricatto: o accettare il «lodo Alfano» oppure, pur di salvare Berlusconi, sarebbero stati bloccati 100 mila processi.
Ora, qualcuno forse si congratula, come abbiamo sentito, perché non siamo più di fronte ad un provvedimento «blocca processi», ma la realtà è che ora siamo di fronte ad unPag. 145decreto-legge che potremmo ribattezzare «decreto-legge via libera alla criminalità», aggravato dal fatto che il ministro Tremonti, che domani verrà qui in Aula ad annunciarlo, ha tagliato tre miliardi di euro per quanto riguarda le dotazioni alle forze di polizia e di sicurezza (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).