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30 Agosto 2008

Alitalia: i capitani coraggiosi


La cordata preannunciata da Berlusconi in campagna elettorale dopo tanti mesi è finalmente realtà. Voglio segnalare, affinché tutti li conoscano, un breve profilo di alcuni tra i “capitani coraggiosi” che piloteranno Alitalia fuori della crisi.

Roberto Colaninno
Da manager diventa imprenditore senza capitali. Conquista Telecom facendo debiti. Insieme a Gnutti e Consorte non hanno soldi necessari, ma agganci politici: le banche concedono mega prestiti milionari e con un sistema di scatole cinesi conquistano il 51% di Telecom. Hopa (controllata al 51% da Colaninno e Gnutti, con dentro Monte dei Paschi di Siena, Unipol e Fininvest, nel miglior spirito bipartisan) possiede il 56,6% di Bell (oscura società con sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo). Bell controlla il 13,9% di Olivetti, che possiede il 70% di Tecnost, che controlla il 52% di Telecom. Praticamente Colaninno e soci controllano Telecom detendone solo il 1,5%. C’è il dubbio che il controllo di Bell su Olivetti sia avvenuto per effetto di notizie riservate di Colaninno (reato di incidere trading, che tuttavia la Consob non ha accertato). Il Financial Times parla di “rapina in pieno giorno”. Telecom viene gestita così bene che dopo due anni affoga nei debiti, ma Colaninno riesce a venderla a Tronchetti Provera (Pirelli) e a Benetton, con una plusvalenza di 1,5 miliardi di Euro (praticamente esentasse). Naturalmente i veri sconfitti sono i piccoli azionisti della società. Nel 2005 la Consob lo condanna al pagamento di una sanzione per conflitto d’interessi.

Marco Tronchetti Provera
Subentra a Colaninno e lascia nel 2006 dopo aver causato danni disastrosi alla società (il titolo crolla) ed ai piccoli azionisti. Certo anche lui come azionista ci rimette (circa 100 milioni di euro), ma ne incassa 295, tra stipendi e stock options.

Carlo Toto
Parte dall’azienda di famiglia, la Toto costruzioni, che sotto la sua guida di Carlo negli anni '60 non perde una commessa da amministrazioni pubbliche (come le Ferrovie) ed enti locali abruzzesi. Carlo Toto è di casa all'Anas e piano piano passa dai semplici rifacimenti stradali alla costruzione di ponti, gallerie e corsie. Tutto fila liscio fino al 1981, quando lo arrestano con un funzionario Anas in una delle poche indagini pre-mani pulite. L'accusa per falso riguarda l'appalto del ponte sul fiume Comano (crollato nel giugno del 1980). Nel 1988 arriva la condanna in appello con i benefici di legge. Patteggia 11 mesi di condanna per le mazzette pagate per l'appalto di un mega-parcheggio. Nel giugno ‘94 comprò il suo primo Boeing a un fallimento per quattro milioni di dollari. Anche grazie a quel Boeing, che poi fu rimesso a nuovo dalle officine Lufthansa, Toto finì per firmare un preziosissimo accordo di partnership - era il 2000 - con la compagnia tedesca. Al matrimonio con Lufthansa Toto portava una dote ricca: Air One aveva occupato sistematicamente tutte le rotte nazionali «trascurate» da Alitalia. Quando tuttavia Toto si propone come acquirente di Alitalia, le banche che avrebbero dovuto sborsare 2 miliardi di euro, manifestano scarsa fiducia nell’operazione. Vanta una grande amicizia con il segreterio generale della Cisl Bonanni, uno di quelli che ha detto "no" all'accordo con Air France.

Francesco Bellavista Caltagirone
Lo troviamo socio di Hopa, sembra con i finanziamenti erogati dalla ex Popolare Lodi alla società off shore Maryland, utilizzata in passato anche per comprare Rcs e titoli della stessa Popolare Lodi. Risulta indagato nell' inchiesta sull' aggiotaggio Antonveneta. Insieme a Sergio Billè (già Presidente di Confcommercio) risulta coinvolto nelle vicende che riguardano il “furbetto del quartierino” Stefano Ricucci.

Gilberto Benetton
Partecipa con Tronchetti Provera all’operazione Telecom, acquistata da Colaninno. Nel 1999 acquista l’altra grande azienda pubblica privatizzata, cioè la società Autostrade. Anche in questo caso l’operazione avviene attraverso il debito, che poi dovrebbe essere pagato dalla nuova “gallina dalle uova d’oro” (Autostrade appunto). Nel 2005 la società insieme ad Argofin di Marcellino Gavio entra in Impregilo, alla vigilia della gara per il Ponte di Messina.

Marco Fossati
La Star è l’azienda storica della famiglia. La finanziaria Findim entra nel giro Telecom, quando Tronchetti Provera lascia. Si dichiara convinto che la società nei prossimi due anni migliorerà fortemente. Si fa portatore di un piano alternativo per il rilancio Telecom, che prevede l’ingresso nella società di Mediaset. Per convincere Silvio Berlusconi, Fossati ha addirittura portato Alierta (della spagnola Telefonica socia di telecom) ad Arcore appoggiandosi al lavoro diplomatico di Alejandro Agag, genero dell´ex premier spagnolo Aznar ed ex segretario del Ppe, e di Flavio Briatore, entrambi amici del Cavaliere. Gli stessi uomini che tre anni fa fiancheggiavano la scalata di Stefano Ricucci al Corriere della Sera. Ma intanto il titolo scende.

Marcellino Gavio
I suoi successi “autostradali” prendono le mosse dai rapporti politici, in particolare con il Partito Socialdemocratico di Romita e Nicolazzi. All’epoca del Ministro Prandini (pluricondannato) ottiene mille miliardi di appalti pubblici. Nel 1992 il suo amministratore delegato Bruno Binasco è stato imputato in processi per corruzione (è stato infine condannato insieme a Primo Greganti per finanziamento illecito ai partiti, nell'ambito dei processi di Mani Pulite). Su di lui nel 1992 fu spiccato un mandato di cattura, per presunte tangenti a Gianstefano Frigerio, segretario regionale DC, riguardo l'appalto per l'allargamento della Milano-Genova. Gavio si rifugiò all'estero, a Montecarlo, fino al settembre '93, fino a quando decise di presentarsi ai giudici di Milano, dove si salvò grazie alle solite prescrizioni. Interessanti le intercettazioni con il Ministro Lunari ed Emilio Fede: dimostrano il suo metodo di lavoro. Risulta indagato, insieme a Ugo Martinat, nelle vicende della Torino-Lione. Attraverso Argofin controlla un terzo di Impregilo, in cui entra poco prima dell’appalto per il Ponte di Messina.

Salvatore Ligresti
Chiacchierato per i suoi presunti rapporti con la mafia, è finito in carcere per l'inchiesta Mani Pulite e condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Speculatore su aree edificabili, di lui si sa che passava le mazzette direttamente a Craxi propria manu e che è stato più volte salvato dalle grandi banche, prone la potere politico. Il suo ex rivale in affari Berlusconi lo nomina nel luglio 2004 amministratore delegato della Rcs Media Group, che controlla il Corriere della Sera, guarda caso. Insieme a Gavio e Benetton è socio di Impregilo, coinvolta nella vicenda dell’appalto per il Ponte di Messina.

Salvatore Mancuso
Nel 2007 la sua nomina alla Presidenza del Banco di Sicilia, con il consenso di Totò Cuffaro e le congratulazioni di Francesco Musetto, viene salutata come un evento. Ma di li a poco dovrà dimettersi. Ma il suo fondo Equinox, con sede in Lussemburgo, è presente in molte operazioni discutibili. Così Mittel, finanziaria guidata da Giovanni Bazoli (presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo), e il fondo Equinox di Salvatore Mancuso hanno sottoscritto un accordo con Banca Mps e Banco Popolare, creditrici di Fingruppo, per liquidare in bonis Hopa, la società della galassia del finanziere bresciano Emilio Gnutti - finito in disgrazia in seguito alla calda estate dei furbetti del quartierino, anno 2005, quando fu coinvolto nella vicenda giudiziaria delle scalate bancarie e delle intercettazioni telefoniche - e degli imprenditori a lui vicini. Qualche giorno prima di partecipare alla cordata Alitalia acquista il 65% di Air Four, compagnia aerea executive con sede a Milano.

Claudio Sposito
E’ uno degli uomini chiave del salvataggio di Fininvest dal fallimento all’inizio deglia anni ’90.All’epoca operava come plenipotenziario italiano per conto della banca d’affari Morgan & Stanley ed il rapporto con Berlusconi divenne così solido che nel 1998 diventerà amministratore delegato di Fininvest. Nel 2003 ritroviamo Sposito ed il suo fondo Clessidra ad operare con Gnutti, Presidente di Hopa, con l’intervento di Mediobanca. Sposito controlla oggi ADR, che gestisce gli aeroporti di Roma.

Emilio Riva
E’ il re italiano dell’acciaio. Non è sconosciuto alla giustizia, che lo ha condannato per il reato di inquinamento della Ilva Siderurgica prima a Genova e ora a Taranto. Inoltre nel 2006 veniva riconosciuto colpevole di frode processuale e tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti di Taranto. Pene mai scontate grazie ai vari indulti e sconti. Il suo metodo di lavoro è la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite: In una lettera al Governo del 14 dicembre Emilio Riva avverte che l'eventuale riduzione delle emissioni di anidride carbonica comporterebbe "la necessità di fermare parte significativa degli impianti in uso. Il personale - afferma - colpito da tali riduzioni non potrebbe essere inferiore, anche nell'ipotesi più conservativa, alle quattromila unità".

Molti degli imprenditori coinvolti risultano legati dal “filo rosso” della vicenda Telecom, che dunque merita nuovi e ulteriori approfondimenti. Molti degli imprenditori sono stati condannati, in più di un caso per vicende di tangenti e corruzione. Quasi sempre hanno fatto i loro affari a debito, cioè grazie a prestiti delle banche. In particolare di una e così sono debitori di Banca Intesa. Sarebbe interessante conoscere l’entità del prestito. Non è che in realtà Banca intesa stia soltanto cercando di recuperare i suoi crediti? Molti di loro sono Cavalieri del Lavoro. Nel sito ufficiale si legge che “Gli imprenditori insigniti di questa onorificenza, dalla sua istituzione ai nostri giorni, rappresentano l'élite imprenditoriale del paese e che “L'Ordine al "Merito del Lavoro" premia l'insignito non solo per una specifica attività intrapresa, ma lo vincola ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del paese”. Complimenti!

C’è qualcuno che si aspetta che imprenditori siano mossi dall’intento di rendere un servizio alla collettività?

C’è qualcuno che non pensa che, comunque vadano le cose, alla fine usciranno dalla vicenda con la loro brava e ingente plusvalenza?

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (211) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

29 Agosto 2008

Disinteresse di Governo


Questo governo è decisionista su tutto tranne che sulle vere esigenze del paese. Le condizioni economiche in cui si trovano le famiglie italiane rappresentano l’emergenza più grande. Sono tante, troppe le famiglie che non arrivano a fine mese perché vedono continuamente erosi i propri stipendi dal carovita galoppante.

Una condizione questa che influisce pesantemente anche sugli indici di natalità. Se non hai i soldi per pagare l’affitto e le bollette è molto difficile che decidi di mettere al mondo un figlio. Ma questo al governo non interessa, che continua a flettere i muscoli solo su temi che lo riguardano da vicino, o nello sbandierare provvedimenti spot. L’abolizione dell’Ici è stato uno di questi provvedimenti patacca che il governo ha spacciato per un aiuto alle famiglie. Peccato però che le famiglie che sentono il peso della crisi economica, del caro petrolio, caro cibo e caro tutto, la casa di proprietà non ce l’hanno e quel provvedimento a loro non sposta nulla.

Un governo che ha davvero a cuore la sorte delle famiglie, visto che siamo alla fine di agosto, avrebbe potuto agire varando un provvedimento che stoppasse il caro libri. Ha stravolto le regole del mercato e della concorrenza per regalare la parte buona di Alitalia a 14 imprenditori assai poco coraggiosi, ha introdotto per decreto il ritorno ai voti nella scuola, avrebbe dovuto impedire la truffa legalizzata dei testi scolastici che aumentano ad ogni anno e ad ogni famiglia costano in media 430 euro.
Su questo fronte purtroppo si è scelta un’altra strada, ci si è limitati ad auspicare che il prezzo dei testi scolastici non aumenti, rinviando ogni intervento al futuro. Ma i libri si comprano adesso e le famiglie lo sanno bene!


28 Agosto 2008

Piu' cittadini e meno VIP


Nel mese di maggio abbiamo aperto uno spazio dedicato a dei quesiti specifici che i cittadini vogliono rivolgere ai nostri parlamentari. Abbiamo successivamente dato la possibilità agli utenti di poter selezionare i diversi deputati per regione o per area di competenza in base alla commissione di cui sono membri. Questa iniziativa, oltre ad essere unica, sicuramente in Italia, distingue i parlamentari dell'Italia dei Valori da quelli degli altri partiti. Parlamentari che sono più cittadini e meno VIP.

Di seguito riporto la mia risposta ad un quesito di estrema attualità e che rappresenta un trend destinato a consolidarsi vista la difficile situazione economica. Parlo della vendita al micro dettaglio volta a moderare i consumi e ridurre i costi.

Il quesito di Walter Paiano:

On. Pierfelice Zazzera,
abito in provincia di Lecce e mi sono messo in contatto con i referenti IDV per la mia provincia, ma vorrei comunque avere il suo parere.
Attualmente quali sono gli incentivi e le iniziative a favore di alcuni aspetti che io ritengo molto importanti, come ad esempio:
- i farmer market, ovvero mercati ortofrutticoli in cui i contadini vendono i propri prodotti evitando di arrivare fino ai grossisti dei grandi centri e sprecando così litri di carburante per un prodotto che magri abbiamo vicino casa;
- la distribuzione "alla spina" di detersivi e altro, per iniziare, con lo scopo di iniziare a risparmiare sulla produzione di plastiche e contenitori: infatti, anche riciclare un contenitore costa e richiede tempo, non sarebbe meglio usarne uno che ci si porta da casa? Ecco, quali sono gli incentivi per aziende o centri di distribuzione?
- la raccolta differenziata porta a porta. In quali comuni si applica nella provincia di Lecce, che lei sappia?
Ultima domanda, che è una segnalazione. Si potrebbe informare riguardo la situazione dei cassonetti della differenziata a Galatone? Ci sono per il paese, ma molti dicono che in realtà vengono mischiate con la spazzatura normale, dato che il comune non ha preso accordi per la differenziata con l'azienda che si occupa dello smaltimento.
La ringrazio, se trovo un passagio vengo a Vasto.
Walter Paiano"


"Caro amico,
la ringrazio per la sua riflessione che condivido a pieno. Andiamo per gradi. La sicurezza alimentare è certamente uno dei temi a cui noi siamo da sempre sensibili, non fosse altro perchè al centro della nostra politica c'è il cittadino-consumatore. E' opportuno per prima cosa che il prodotto sia sempre più riconoscibile attraverso la tracciabilità. Mi viene in mente il noto episodio citato nel libro Gomorra del Burro napoletano adulterato con la plastica o del grano adioattivo messo sul mercato. Sui farmer market ammetto la mia iognoranza. Ho letto qualcosa ultimamente e in Puglia mi risulta essercene uno a Taranto. Sulla distibuzione alla spina di alcuni prodotti, come dire di necessità virtù, il consumatore comincia a farlo spontaneamente perchè mancano i soldi e poi perchè si paga la confezione più del prodotto. Sulla raccolta differenziata invece ritengo che bisogna spingere fortemente attraverso il premio fiscale a chi la compie, ma poi bisogna controllare che fine fa quella differenziata raccolta perchè spesso finisce in discariche illegali. Allora bisognerebbe chiudere il ciclo della differenziata con il riuso, cosa che poche amministrazioni fanno veramente.
Chiudo con la segnalazione di Galatone. Ho provveduto a verificare quanto da te segnalato.
Cordiali saluti."


27 Agosto 2008

Alitalia: truffa di Stato


Il Consiglio dei ministri, convocato per domani, approverà un ddl delega ad hoc per il commissariamento di Alitalia e deroghe alla legge antitrust. Altro che risanamento della compagnia di bandiera, Alitalia è una vera e propria truffa di Stato a danno dei contribuenti.

Nell'indifferenza di una ormai asservita stampa di regime, il “trucchista” di Arcore, dopo aver sfilato dalle tasche degli italiani 600 miliardi delle vecchie lire per un contributo a fondo perduto ad Alitalia, oggi è il primo sponsor di una nuova e pulita compagnia aerea che conserva a costo zero il marchio e le rotte, scaricando i debiti sullo Stato e sugli altri azionisti privati e mettendo sul lastrico 7000 dipendenti. Alla faccia del libero mercato e della tutela dei risparmiatori e dei lavoratori.

E' una vergogna senza limiti per favorire, nel silenzio delle autorità di vigilanza, una cordata che sembra avere molti padrini negli schieramenti solo a parole contrapposti.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (234) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

26 Agosto 2008

Piu' trasparenza alla politica


Tutti i deputati e i senatori dovrebbero essere di esempio e rinunciare al privilegio parlamentare in base al quale le eventuali intercettazioni telefoniche a proprio carico possono essere usate dalla magistratura solo dopo il via libera della Camera d'appartenenza.

Ad oggi, però, al comitato 'intercettateci tutti', oltre al sottoscritto, hanno aderito solo Di Pietro e Giulietti. Un dato che fa riflettere. La politica dovrebbe essere più trasparente, ma evidentemente va ancora in una direzione opposta.

Vale dunque ancora la pena di ribadire che chi vuole aderire all'iniziativa può inviare una lettera alla Segreteria di presidenza della Camera di appartenenza in cui chiede di rinunciare espressamente a questo privilegio. In alternativa il parlamentare può intestare ad una società o ad un terzo il proprio numero di cellulare: questo permetterà l'utilizzazione da parte della magistratura di eventuali intercettazioni telefoniche a carico del parlamentare stesso, senza la necessità dell'autorizzazione della Giunta della Camera o del Senato.

I cittadini chiedono più trasparenza alla politica, è ora di dire basta con la Casta. Ma i politici remano contro.

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23 Agosto 2008

Dialogo impraticabile


La strada per le riforme è ormai impraticabile per la mania del governo di disseminarvi ostacoli di ogni genere.

Nessuna sorpresa se Berlusconi si comporta coma il padrone del bastimento Italia. Ha occupato la nave, ha scelto la rotta, si e' circondato di marinai ubbidienti e non ha nessuna volonta' di confrontarsi con il Parlamento che abitualmente non frequenta.

Sorprende invece che, nell'opposizione, ci sia ancora chi crede possibile un confronto serio e produttivo sulle riforme istituzionali. Dopo il lodo Alfano e il menefreghismo della manovra finanziaria nei confronti delle famiglie e delle forze dell'ordine a settembre non resta che dar voce ad un'alternativa possibile e credibile, senza inciuci sottobanco ed ammiccamenti inutili che rafforzerebbero il governo indebolendo l'opposizione.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (207) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

22 Agosto 2008

Immigrazione: legalita' e lavoro


L'Italia dei Valori ha lavorato molto in questi anni per la presentazione di una propria proposta di legge relativa all'immigrazione. Abbiamo valutato la situazione, abbiamo compreso che cosa non funziona e siamo convinti che in Italia entrano, purtroppo, delinquenti, ma entrano anche tante persone che hanno voglia e bisogno di lavorare, che sono in condizioni di soddisfare le esigenze del sistema produttivo nazionale e delle famiglie.

Molte sono le cose che non funzionano nella Bossi-Fini, come il rilascio dei permessi di soggiorno richiede tempi burocratici enormi e l'incrocio tra domanda e offerta è imposto attraverso la sottoscrizione di un contratto che i datori di lavoro devono firmare senza avere la possibilità di conoscere il proprio assunto. C'è una situazione di grande confusione che ci ha indotto a presentare una nostra proposta.

E' una proposta che punta a due obiettivi fondamentali. Il primo è quello di separare la buona e la cattiva immigrazione: non si possono adottare provvedimenti che sparano nel mucchio e che colpiscono in maniera indiscriminata tutti. Penso al reato di immigrazione clandestina e l'aggravante di clandestinità inserita nel recente pacchetto sicurezza approvato dal Parlamento. Dobbiamo tenere ben distinti, anche fisicamente, gli stranieri che vengono in Italia per delinquere dagli stranieri che vengono o che sono già in Italia solo ed esclusivamente per lavorare e disponibile ad integrarsi.

Per questo abbiamo previsto la figura di un reato specifico che colpisce lo straniero che rifiuta di farsi identificare. Lo straniero che viene in Italia e si rifiuta di farsi identificare è quello che per definizione rifiuta di integrarsi nella nostra società e che di conseguenza viene esclusivamente per delinquere. Questa persona deve essere colpita sul piano penale e deve essere detenuta in condizioni diverse da quelle che invece interessano gli altri immigrati, quelli che sono venuti per lavorare e che eventualmente hanno visto scadere il permesso di soggiorno per aver perso il lavoro. Per questo, insieme a questo reato specifico prevediamo la netta separazione tra i centri di permanenza temporanea rispetto ai centri di identificazione amministrativa. Non possiamo mettere in un unico luogo di detenzione persone che hanno storie, obiettivi e propositi diversi.

Perseguiamo un altro obiettivo fondamentale per colmare le evidenti lacune della Bossi-Fini: favorire l'incrocio tra domanda ed offerta di lavoro. Oggi per un datore di lavoro è impossibile assumere un lavoratore straniero solo ed esclusivamente attraverso la firma nel contratto di lavoro senza aver avuto la possibilità di conoscere il lavoratore. Il sistema produttivo italiano, le imprese e soprattutto le famiglie che occupano tante badanti fanno fatica ad accettare l'idea che una persona possa venire a lavorare nella propria casa o azienda senza aver avuto la possibilità di sperimentarlo. Questo è l'unico strumento offerto dalla Bossi-Fini.

Abbiamo previsto una serie di misure che tendono a costruire le migliori condizioni perché chi cerca un lavoro e chi cerca una persona disposta a lavorare possano incontrare i loro bisogni e le loro esigenze. L'idea è quella dello sponsor: consegnare all'imprenditore italiano la possibilità di farsi carico di un periodo di prova e di rispondere anche patrimonialmente dell'eventuale rimpatrio nel caso questa prova non giunga a buon fine. E' questa l'unica soluzione possibile perché sappiamo come vanno le cose in Italia, dove il reclutamento del lavoro straniero è esclusivamente in nero, che favorisce la manodopera illegale, lo sfruttamento e gli infortuni sul lavoro, straordinariamente superiori, dove le condizioni sono pressanti, insicure e dove non ci sono controlli.

Siamo convinti di dare una doppia risposta: far entrare chi vuole lavorare e consentire alle imprese italiane di avere immediatamente una risposta. Oggi le imprese sono costrette ad aspettare uno anno e mezzo per avere un lavoratore straniero nel proprio territorio, cosi come le famiglie italiane sono costrette ad aspettare un anno e mezzo per avere una badante dentro casa.

Chi vuole venire a lavorare deve avere la possibilità di venirci e di poterlo fare in tempi brevi. Chi viene in Italia per delinquere deve essere immediatamente separato dalle persone per bene, punito penalmente se rifiuta di farsi identificare e deve essere immediatamente rimpatriato nel suo Paese d'origine.

Postato da Carlo Costantini in | Commenti (473) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

21 Agosto 2008

Stangata d'autunno


Invece di tagliare le tasse ed impostare una manovra economica per restituire il potere di acquisto falcidiato, il Governo ha tagliato la sanità, la sicurezza, l’istruzione, aumentato la pressione fiscale, senza intaccare la speculazione che viene favorita smaccatamente con il rinvio della class action alle calende greche.

Non sono affatto stupito dal dato odierno dell’Istat, che segnala una diminuzione del prodotto interno lordo in termini reali, con una crescita relativa al primo semestre del 2008 tra lo 0,1% e lo 0,2%, a concretizzare la stagnazione economica se non una vera e propria recessione.

Per i consumatori dal primo settembre scatterà una stangata vera e propria con l'economia che già va male. Si andrà dai 175-180 euro in più all'anno per il riscaldamento ai 120 euro per gli alimentari, dai 90 euro di gas ed elettricità ai circa 60 euro per i testi scolastici e gli accessori per la scuola. E a questo bisogna poi aggiungere gli aumenti di nettezza urbana e acqua. Le famiglie italiane sborseranno così per gli aumenti di prezzi e tariffe complessivamente 600 euro in più.

Il dato peggiore è che il Governo non sta fecendo nulla mentre in Spagna Zapatero è rientrato dalle vacanze per mettere a punto una manovra per evitare la recessione. Da noi invece il governo elude il problema con la carta dei poveri e in realtà non fa nulla. La Robin tax è stata solo uno spot elettorale e non ha fatto niente per eliminare il 'pizzo' del massimo scoperto. Prende solo in giro i consumatori.

Postato da Elio Lannutti in | Commenti (130) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

20 Agosto 2008

Vento di censura


Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta del sequestro del libro di Marco Travaglio e Peter Gomez "Se li conosci li eviti" presentata dal deputato leghista Matteo Brigandì che aveva chiesto di far sparire il volume per il suo "contenuto diffamatorio". Una decisione giusta e assolutamente inevitabile.

Quello di Travaglio e Gomez è un libro documentatissimo scritto da due autori che tra l'altro vincono tutte lo loro cause per la serietà con cui compiono la verifica delle fonti. Sarebbe stato davvero singolare se si fosse arrivati al sequestro.

Tuttavia, il solo fatto che qualcuno arrivi a chiederlo ci fa capire qual è lo spirito dei tempi e che il vento di intolleranza che si è abbattuto contro Famiglia Cristiana e tanti altri dimostra che non è una vento passeggero ma che è destinato a soffiare ancora più forte nel prossimo autunno.

Per quanto ci riguarda continueremo a contrastare con la massima durezza tutti i tentativi di questo genere.

Postato da Giuseppe Giulietti in | Commenti (227) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

19 Agosto 2008

Sceriffi da operetta


Siamo proprio conciati male. Da un lato Berlusconi e la sua dittatura dolce, il mito dell' "uomo solo al comando", ma che in realtà appare agli occhi del mondo come un dittatore da parodia, con Tremonti che fa il suo portaborse. Dall’altro, grazie al celodurismo leghista di Maroni, sindaci che si travestono da sceriffi, ma che con i loro provvedimenti appaiono sempre più agli occhi del mondo come "sceriffi da operetta".

Il decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto, ha dato più poteri ai sindaci, che in passato potevano emanare «atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in maniera di ordine e sicurezza pubblica», mentre ora sono incaricati della vigilanza «su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto».
Ecco uno spaccato del Paese Italia, dopo i primi decreti emanati da molti sindaci: a Forte dei Marmi è vietato tagliare l'erba nel weekend o nelle ore pomeridiane, ad Eraclea è vietato fare castelli di sabbia e scavare buche in spiaggia, a Novara è vietato sostare in più di due persone nei giardini pubblici dopo le 23.30, mentre a Eboli è vietato persino baciarsi in automobile, dove si può arrivare fino ai 500 euro di sanzione.

Vi sono anche sindaci che hanno emanato provvedimenti in larga parte condivisibili, come, ad esempio, il divieto di danneggiare o rubare i cartelli che recano messaggi di divieto, vendere abusivamente qualsiasi merce sulle spiagge, il divieto di imbrattare pareti di edifici o monumenti e il divieto di prostituirsi con multe anche ai clienti. Premesso che in molti casi si tratta di regole di buona educazione, per le quali non si dovrebbe ricorrere a decreti dei sindaci, non sarebbe meglio in questi casi che il Ministro degli Interni emanasse un provvedimento valido su tutto il territorio nazionale?

Tuttavia merita di essere sottolineato che i provvedimenti dei sindaci assumono connotati grotteschi. Ciò che essi hanno in comune è il fatto di avere effetti meramente propagandistici, privi di qualunque efficacia sul piano pratico. Sotto il profilo penale, infatti, chi si ritrova a fare i conti con una denuncia ha ben poco da temere. Ad esempio, prendiamo i clienti delle prostitute: per loro, salvo che non siano colti durante l’atto sessuale, non è configurabile alcun reato, e dunque alcuna condanna o punizione. Lo stesso dicasi per i vandali o "writers": in tali casi il reato previsto è quello di "deturpamento" (art. 639 del cp) e le pene vanno da 5 a 103 euro o da 5 a 1.032 euro, se il bene colpito è "pubblico". Di fatto le inchieste si concludono sempre con decreti penali da 50 euro, nei casi peggiori, o con l’archiviazione, se manca la querela di parte.

Ancora peggio è l’effetto che i provvedimenti producono sul turismo e all’estero, come dimostra un recente articolo del giornale inglese Independent, dal titolo "Turisti attenti: se una cosa è divertente, l'Italia ha una legge che lo vieta", dove viene commentata la "tempesta di nuove regole e regolamenti che rischiano di trasformare il bel paese nel più grande stato-babysitter". Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano.

Una nuova occasione di dileggio dell’Italia, il cui prestigio a livello internazionale sta scendendo sempre più giù a causa delle politiche da burletta che questo governo pone in essere.
Ma anche a voler essere "nazionalisti", ci chiediamo come farà il semplice cittadino italiano a districarsi in questa sequela di divieti e di multe, quando si muove per turismo o lavoro sul territorio nazionale. A meno che l’uso delle forze armate nelle città non preluda all’istituzione di posti blocco all’ingresso di ogni agglomerato urbano per informare chi arriva delle regole valide solo per quel territorio.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (462) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

18 Agosto 2008

Vasto: giovani, futuro, lavoro e innovazione


Volevamo qualcosa di nuovo e credo che chi era presente a Bellaria lo ha percepito, una ventata e un desiderio che travolgerà una Casta che si oppone all'affermazione dei giovani continuando a dire che sono il futuro. A Bellaria abbiamo sottolineato e dimostrato che questa storia che i giovani sono il futuro, tenendoli al palo aspettando di dire loro “ormai siete troppo vecchi per essere giovani, è sbagliata: i giovani sono il presente.

Mi avete fatto passare due giorni di gioia, di spensieratezza, di freschezza. Ho vissuto insieme a voi e gli altri parlamentari e colleghi un qualcosa che in altri partiti non c'è. Ho colto l'eterogeneità della vostra presenza, il fatto che non eravate irregimentati come in altri partiti accade, il vostro approssimarvi sul palco in maniera autogestita e il desiderio di partecipare a questa politica.

Essendo cosi occupato nell'organizzazione di questo partito e come parlamentare ho constatato come in 40 giorni si può cambiare la struttura di un partito attraverso una ventata di originalità.
Sappiate che Bellaria è stato un successo grazie a voi. Non dimentichiamo che l'ingrediente principale di un successo è la partecipazione. Eravamo liberi, ma da cosa è derivato questo nuovo percorso? Dal fatto che ci siamo interrogati se i giovani hanno bisogno di una struttura codificata come accade nel partito tradizionale o come deve essere in un organizzazione di partito? No, i giovani hanno bisogno di una linea, di una strada di valori e punti di riferimento.

In 40 giorni abbiamo chiesto alle varie provincie due riferimenti, un ragazzo ed una ragazza, e poi abbiamo chiesto a voi di tirarci assieme. E' stato qualcosa di incredibile, siamo andati in overbooking. Chi c'era l'ha vissuto, e chi non c'era non vede l'ora che si ripeta un occasione del genere per poter essere presente.
Abbiamo voluto questa organizzazione leggera ed orizzontale, senza tappi intermedi, ma con dei riferimenti che dal territorio, in maniera più agevole, meno ingessata e meno costosa, si possono comunicare e correlare.

Ci aspettano altri appuntamenti. Abbiamo vissuto Bellaria, la vostra festa giovani, avete sentito i contributi di Antonio di Pietro e degli altri presenti, avete partecipato ai forum e vi siete arricchiti come mi sono arricchito io. Il nostro prossimo appuntamento sarà il 12-13-14 settembre a Vasto. E' il terzo anno che ci incontriamo in questa bella cittadina e lo faremo ancora più determinati.

L'Italia dei Valori è un punto di riferimento per tutti quei cittadini che non hanno perso la speranza di poter pensare ad una politica più vicina alla Polis. Chi fa politica nel tempo si dimentica l'attenzione e il piacere di fare qualcosa di buono per la collettività e, lo dico a voi giovani, il piacere dei giovani di coinvolgersi per riuscire a fare qualcosa. Vasto sarà un qualcosa di molto coinvolgente e lo sarà ancora di più se ci sarete anche voi, proprio perché non siete il futuro, ma il presente. E' giusto che ci sia questa partecipazione, oggi e subito, per poter cominciare a contribuire in questo cambiamento.

Qual è il nostro obiettivo? Scomporre un sistema vecchio e lontano dai cittadini. Probabilmente negli altri partiti i generali si guarderanno dietro e non troveranno nessuno. Quella gente che osserva i generali che non li ascoltano guarderanno con attenzione noi dell'Italia dei Valori e voi che sul territorio riuscirete a far passare questo messaggio.

Scomporremo questo vecchio modo di far politica insieme a voi per ricomporlo, aggregando attorno i valori di legalità, di giustizia e trasparenza, valori di riferimento per qualsiasi azione politica veramente positiva e su cui costruiremo il nostro percorso futuro.

Il mio auspicio, con la passione che mi deriva dal sentirmi giovane come voi, è di costruire qualcosa assieme. Sono sicuro che ce la faremo, stiamo facendo la nostra parte e sono sicuro che anche voi farete la vostra nel territorio.


16 Agosto 2008

Vasto: la politica economica


Il 12-13-14 settembre ci sarà l'ormai tradizionale incontro dell'Italia dei Valori a Vasto. La prima delle tavole rotonde riguarderà le questioni dell'economia e le priorità del Paese. Ci saranno illustri ospiti, parlamentari di maggioranza e di opposizione, ed economisti stranieri, che parleranno di un argomento cruciale.

Il nostro Paese si trova in una situazione di stagflazione, cioè abbiamo un inflazione alta, oltre il 4%, mentre l'economia non si sviluppa, dove la crescita è pari a zero. In questa tavola rotonda ci chiederemo quali sono le “ricette” per uscire da questa crisi. Qualche idea ce l'abbiamo anche noi e le abbiamo espresse in sede parlamentare. E' evidente che in una situazione di questo genere bisogna trovare il modo di dare più potere d'acquisto alle famiglie. I consumi sono fermi, l'inflazione aumenta, e si mangia soprattutto il reddito fisso delle famiglie, e l'economia che non ha più il volano dei consumi interni.

E' evidente che bisogna trovare il modo di finanziare e ridurre le tasse o trovare delle forme che permettano le famiglia alla fine del mese di avere una disponibilità di denaro più elevata che verrebbe immessa immediatamente nel circuito economico perché si trasformerebbe in acquisti.

Credo che questo sia il tema più importante: come fare perché ci sia più potere d'acquisto a disposizione delle famiglie? E' interessante comprendere anche il punto di vista dei cittadini su questo tema, magari di quelli che lo vivono arrivando a fatica a fine mese. Può essere interessante che anche voi poniate dei quesiti a questa tavola rotonda fatta di persone ed economisti illustri. Quello che garantiamo è che i video quesiti saranno proposti a Vasto e la loro risposta verrà poi pubblicata sul sito dell'Italia dei Valori.

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15 Agosto 2008

Vasto: le donne tra lavoro e politica


Siamo arrivati ad un buon punto. Abbiamo iniziato le assemblee regionali, programmatico ed elettive, in cui stiamo eleggendo le responsabili regionali del coordinamento donne dell'Italia dei Valori.

Il 13 settembre, alla festa nazionale del partito, avremo la prima assemblea programmatica nazionale donne Italia dei Valori. Sarà un momento importante dove ci sarà l'elezione della coordinatrice nazionale, un momento democratico in cui tutte le donne iscritte al partito potranno partecipare non solo alla votazione ma anche candidarsi con un documento programmatico se riterranno di avere idee da esprimere in questo settore.

Speriamo che la partecipazione a Vasto sia importante, che tante donne vengano a partecipare a questo momento di confronto dove discuteremo sui temi in cui vogliamo impegnarci a tutti i livelli. Troverete su questo sito la bozza del primo manifesto programmatico che sarà discusso a Vasto. Sarà il documento guida delle donne dell'Italia dei Valori in cui troverete alcuni temi su cui abbiamo iniziato a fare delle riflessioni su cui abbiamo dato delle proposte e dei suggerimenti per la soluzione dei problemi.

Siamo partite ad affrontare il tema delle politiche di genere, della conciliazione dell'occupazione della donna con l'impegno di cura verso la famiglia, che è uno dei temi principali che più attanaglia le donne. Gli obiettivi di Lisbona ci dicono che nel 2010 dovremmo arrivare ad un 60% di occupazione femminile. L'Italia è ancora molto lontana, ma soprattutto il lavoro delle donne, a parità di impegno e professionalità, viene pagato il 15% in meno degli uomini.

Un'altra questione fondamentale sono gli scarsi investimenti nel campo del sociale. In Italia ci sono pochi asili e pochi servizi che possano sostenere le donne e consentire loro di lavorare ma nello stesso tempo far si che i loro figli siano accuditi adeguatamente.

Questi sono solo alcuni spunti su cui vogliamo interloquire con tutti voi. Nei prossimi giorni avrete la possibilità di registrare alcuni video con domande, suggerimenti, in vista appunto dell'assemblea programmatica di Vasto, che poi saranno votati da tutti coloro che accederanno al nostro sito. Le iniziative e i suggerimenti più votati verranno portati a Vasto e discussi nell'assemblea programmatica.

Crediamo che questo sia un modo importante per interloquire con tutti, per non chiuderci in noi e aprirci al mondo della rete, in modo che ci arrivino tanti e tanti suggerimenti.

Coordinamento Donne IdV
Manifesto programmatico Donne IdV
Regolamento elettorale

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14 Agosto 2008

Vasto: la politica dei diritti


Anche quest'anno l'Italia dei Valori organizza l'incontro con i cittadini e con il partito dedicando tre giorni a temi di attualità e sviluppando dibattiti.
Saranno tre giorni particolarmente intensi. E quest'anno per la prima volta vorremmo coinvolgere il maggior numero di cittadini sui temi che proponiamo.

Uno dei temi di grande attualità ed interesse è quello della “legge uguale per tutti” e della “informazione uguale per tutti”, temi messi in discussione specialmente in questi ultimi mesi da interventi normativi che stanno facendo discutere.
Su questi temi vorremmo provocare il dibattito e l'interlocuzione con il maggior numero di persone, e quindi abbiamo previsto questa iniziativa invitando voi cittadini a mandarci attraverso Youtube interventi con i vostri quesiti, osservazioni, critiche e le vostre sollecitazioni. Trasmetteremo gli interventi da voi realizzati e cercheremo di rispondere al maggior numero di persone nel corso dei tre giorni.

I temi che affronteremo saranno quelli che riguardano la politica economica, la politica giovanile, la politica delle donne e la politica dei diritti. Su questo ultimo tema organizzeremo una tavola rotonda con degli ospiti, e in questa occasione ci sarà questa finestra dove ci saranno le risposte ai quesiti che ci invierete.
Parleremo delle nostre iniziative legislative, perché si può parlare di giustizia ma se non si traducono le idee in progetti di legge è come non parlarne. Per esempio, stiamo assistendo a questi primi mesi di governo Berlusconi ad interventi sulla giustizia con la proposizione di leggi ad personam, ancora una volta, ma sui grandi temi di riforma di giustizia e di garanzia dei diritti l'annuncio è che se ne parlerà in autunno.

Noi abbiamo già fatto le nostre proposte, su cui tutti dovranno confrontarsi. Siamo intervenuti con proposte di riforma di sistema e strutturali. La giustizia si cambia modificando le norme sbagliate e individuando le risorse per far funzionare il sistema, perché senza non c'è riforma che si possa fare. Ci siamo mossi presentando disegni di leggi per la riforma del processo penale, del processo civile, del processo del lavoro e del processo fallimentare. Poi abbiamo proposto l'istituzione dell'ufficio per il processo, un modulo organizzativo nuovo per il sistema giustizia che prevede l'informatizzazione e la riqualificazione del personale.

Abbiamo presentato interventi specifici come il disegno di legge per la creazione della banca dati del DNA, uno strumento necessario che negli altri paesi europei sono già stati realizzati e con grossi risultati. Siamo in ritardo di anni, e dopo aver presentato il disegno di legge il 16 maggio 2008 due mesi dopo il governo lo ha presentato uguale al nostro anche nelle virgole. Ci chiamano forcaioli e giustizialisti ma poi ci copiano. E nonostante ci abbiano copiato sono stati capaci di commettere tre errori, messi in evidenza dagli uffici legislativi del Senato.

Poi altri disegni di legge su argomenti specifici in materia di prescrizione, di minima offensività dei reati, in materia di violenza alle donne, in materia di omofobia e discriminazione razziale. Un pacchetto di disegni di legge sui quali dobbiamo confrontarci.

Siamo disponibili ad accettare anche le critiche più feroci, però vogliamo discutere dei problemi, perché attraverso la discussione anche dallo scontro polemico si può costruire qualcosa di positivo. Ci crediamo fortemente.

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13 Agosto 2008

Immobilismo di governo


Di fronte all´aumento vertiginoso del costo della vita, ed a maggior ragione oggi alla luce dei nuovi aumenti del prezzo di luce e gas, il governo che fa? Assolutamente nulla, anzi: rimandando l'entrata in vigore della class action ha privato i cittadini di una legge che li avrebbe aiutati a difendersi da un'ondata di speculazioni e rincari come poche ne ricordiamo.

In Italia abbiamo quasi tre milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, e questi rincari non faranno che aggravare il problema, in particolare al sud e nelle città dove gli aumenti sono più elevati, come Cagliari e Napoli. Il governo, invece di continuare a disinteressarsi completamente dei veri problemi del paese, deve attivarsi bloccando i rincari, colpendo le speculazioni e dando da subito più diritti ai cittadini con la class action, limitando così lo strapotere delle lobby economiche.

Un mio emendamento al decreto 112 sull'economia, che chiedeva l'immediata entrata in vigore di questa normativa a tutela dei consumatori, è stato respinto: un'ennesima prova del fatto che questo governo sostiene solo i poteri forti, non certo i cittadini.

Postato da Francesco Barbato in | Commenti (117) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

12 Agosto 2008

Vasto: le riforme istituzionali


Con il portale in Rete l'Italia dei Valori intende continuare a lavorare e ragionare direttamente con i cittadini. Il mondo della Rete non è oggetto di censure, ognuno può partecipare, chiedere ed interloquire. Lo fanno con il Presidente Di Pietro, lo fanno con i deputati e senatori dell'Italia dei Valori.

Questo avverrà anche a Vasto, dove non ci sarà soltanto una ripresa dei lavori, ma anche la partecipazione dal mondo della Rete. Prima che i lavori inizino la Rete potrà porre le domande.
Tratteremo un argomento di scottante attualità come le riforme istituzionali. Attraverso Youtube i cittadini potranno porre delle domande, cosi da essere presenti direttamente nel corso dei dibattiti.

L'Italia dei Valori ha delle idee chiare sulle riforme istituzionali. Innanzitutto la riduzione dei parlamentari. Sono troppi e duplicano il loro lavoro, ma bisogna evitare che si passi da una democrazia parlamentare ad una democrazia presidenziale senza che ci siano i pesi e i contrappesi. Ci vuole la partecipazione dei cittadini, e su questo tema specifico dovranno dirci come la pensano.

Sappiamo che il sistema paese va modernizzato anche sotto il profilo istituzionale. Sessant'anni hanno dimostrato che la nostra Costituzione ha retto bene. Un restyling per le condizioni socio economiche, che sono cambiate, si rende necessario.

L'Italia dei Valori vuole continuare a dialogare perché il pacchetto di riforme che noi porteremo in Parlamento dovrà rappresentare anche la voce del mondo della Rete e di tutti quelli che vorranno partecipare a scrivere le nuove regole del Paese.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (79) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

11 Agosto 2008

La prevenzione degli incendi boschivi


Con l'arrivo dell'estate si ripete il fenomeno degli incendi che ogni anno distruggono migliaia di ettari di patrimonio boschivo. E' una situazione gravissima, che nostro parere è legata anche all'arretratezza degli strumenti messi in campo per la prevenzione.

Abbiamo una legge quadro sulla prevenzione degli incendi che affida alle regioni la possibilità di utilizzare il satellite per la loro prevenzione.
Oggi il satellite è perfettamente in grado di rilevare un focolaio d'incendio di uno-due metri quadri, consentendo che l'allarme vanga lanciato con straordinario anticipo rispetto all'avvistamento umano. Dei ricercatori dell'Università di Potenza hanno accertato che se la regione Puglia fosse stata dotata di un sistema di rilevazione satellitare l'incendio devastante di Peschici di due anni fa non si sarebbe sviluppato.

Esiste questa previsione legislativa ma purtroppo le regioni non agiscono. Lo Stato ha una competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Noi siamo convinti che le devastazioni che ogni anno si producono in questo settore meritano un intervento dello Stato. Per questo l'Italia dei Valori ha presentato un disegno di legge che rende vincolante e prioritario per le regioni l'utilizzo dello strumento di rilevazione satellitare dei focolai d'incendi. Uno strumento legato alle nuove tecnologie che attraverso internet potrebbe consentire di rilevare un focolaio d'incendio mezz'ora prima dell'avvistamento umano.

Mi rendo conto che questo provvedimento probabilmente non farà piacere alle regioni che tutte le estati assumono migliaia di persone per effettuare gli avvistamenti degli incendi boschivi, ma sono convinto che senza l'utilizzo delle nuove tecnologie il fenomeno degli incendi non potrà essere risolto. Non lo dico io, ma lo dicono le statistiche, perché nei paesi stranieri che hanno adottato questi strumenti il problema è stato sostanzialmente risolto.

Il satellite è importante anche per la repressione dei reati, perché ti consente la possibilità di intervenire prima e di prendere il responsabile dell'incendio boschivo. Siamo intervenuti inasprendo le pene per i responsabili di questi reati gravissimi, ma evidentemente il satellite potrebbe dare un contributo straordinario anche sul piano della prevenzione e della repressione delle responsabilità penali.

Insisteremo su questa proposta per fare in modo che nell'estate prossima tutte le regioni siano attrezzate e dotate di queste nuove tecnologie e il fenomeno degli incendi boschivi possa costituire per il nostro patrimonio naturale soltanto un ricordo.


10 Agosto 2008

L'indebolimento della legalita'


Quella dei militari per le strade delle città è l'ennesima sceneggiata di questo governo. Le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità sono demandate alle forze dell'ordine su cui il governo avrebbe dovuto investire in fondi, mezzi e personale, piuttosto che attuare dei tagli disastrosi a questo comparto. Che c'azzecca l'esercito, i cui compiti sono ben altri?

Berlusconi e la sua maggioranza hanno deciso drammatiche riduzioni di fondi alle forze dell'ordine, i cui rappresentanti stanno attuando numerose manifestazioni di protesta, con buona pace dei proclami del centrodestra sulla sicurezza. La mafia, la camorra, la 'ndrangheta, la criminalità di strada non si combattono di certo con l'utilizzo, a mo' di colpo di teatro, di un altro Corpo dello Stato che ha profili di professionalità ben diversi e il cui contributo sarà pressochè nullo.

La verità è che Berlusconi sta perseguendo una strategia di indebolimento della legalità nel nostro Paese, attraverso i continui attacchi alla magistratura, con la drammatica riduzione dei fondi alle forze dell'ordine e i tanti altri provvedimenti iniqui e ad personam utili solo alla Casta e non a tutti cittadini.

Leggi anche:
Medellin del Mediterraneo (www.antoniodipietro.it)
Sicurezza in fotografia (www.antoniodipietro.it)
L'Italia vista dall'estero (www.antoniodipietro.it)

Postato da Francesco Barbato in | Commenti (482) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

9 Agosto 2008

Parlamento imbavagliato


I capogruppo alla Camera e al Senato del PDL, Cicchitto e Gasparri, criticano Tremonti per l'assenza di collegialità nelle decisioni del Governo. Lo fanno con una lettera a Berlusconi, che doveva restare segreta, e di cui dà notizia il giornale on line Affari Italiani.

In essa chiedono la costituzione di una "cabina di regia" subito dopo la pausa estiva, per evitare, sottolineano, che in Consiglio dei ministri siano approvati provvedimenti che non hanno ricevuto prima il via libera dei gruppi parlamentari. Secondo la lettera vi è il rischio che Tremonti, impegnato dai "massimi sistemi", possa perdere contatto con i problemi reali dei cittadini, che hanno invece ben presenti deputati e senatori grazie ad un rapporto più diretto con il territorio. La lettera sarebbe maturata dopo diverse riunioni del direttivo del Pdl in cui sia deputati che senatori di centrodestra si sono lamentati dell’assenza di qualsiasi contatto con chi prende le decisioni.

A me pare che si stia tentando di "chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati". Come ho osservato nel mio intervento sulla fiducia, dopo l'approvazione di questo decreto "Robin alla rovescia Tremonti" diventa l'unico soggetto, insieme al Presidente del Consiglio, con la potestà, sia pure attraverso qualche limitazione, di decidere in modo autonomo le spese di tutti i ministeri ed anche le eventuali modifiche al bilancio dello Stato. Alla faccia degli altri ministri, che tutto al più potranno elevare sterili proteste. Ancor più alla faccia dei parlamentari del Pdl che non conteranno più nulla.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (94) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

8 Agosto 2008

Più morti bianche che omicidi


Abbiamo sentito le dichiarazioni dell'ex ministro Castelli dove ritiene che i dati sulle morti sul lavoro siano gonfiati, forse per ottenere maggiori indennizzi o “premi”. In realtà il problema degli infortuni sul lavoro è una vera piaga per il nostro Paese. Ogni giorno abbiamo qualche lavoratore che muore o nei cantieri o nelle aziende.

Nelle prossime settimane, verso settembre alla ripresa dei lavori parlamentari, si avvierà nuovamente il lavoro della commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro. Come Italia dei Valori porteremo il nostro contributo perché si faccia chiarezza sui reali dati di questo fenomeno, ma soprattutto perché si crei la cultura della tutela del lavoratore e che si abbia il coraggio fino in fondo di sanzionare pesantemente le aziende quando non rispettano la normativa sugli infortuni sul lavoro e anche tutti coloro che sono deputati ai controlli.

Troppo spesso, facendo l'esempio recente del disastro della ThyssenKrupp, è emerso che chi è deputato ad effettuare i controlli non sempre gli esercita in modo adeguato. C'è bisogno di individuare correttamente le responsabilità perché questi incidenti non accadano più.

E' un dato dei giorni scorsi che ci sono più morti sul lavoro che omicidi. L'Italia, un Paese democratico fondato sulla tutela e sul diritto al lavoro, non se lo può più permettere.
L'Italia dei Valori farà battaglia forte su questo tema.

Postato da Patrizia Bugnano in | Commenti (123) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

7 Agosto 2008

La manovra tutela evasori


Con la fiducia chiesta dal governo mettiamo la parola fine alla manovra economica.
Una manovra economica che avrà dei riflessi importanti nei prossimi tre anni e che avrà degli effetti per il raggiungimento da parte di Berlusconi alla cosiddetta “dittatura dolce”.

Pensate che dopo questo decreto il Parlamento viene sostanzialmente spogliato dalla sua capacità di controllo esercitata attraverso l'individuazione del bilancio dello Stato, delle spese e dei paletti entro i quali il governo deve svolgere la sua azione esecutiva. In pratica, dopo questo decreto, saranno il ministro Tremonti e di riflesso Berlusconi a decidere le modifiche del bilancio dello Stato dandone semplicemente comunicazione al Parlamento. I ministri sono ignari, forse non se ne sono resi conto, che anche loro non avranno alcuna possibilità di decidere in autonomia le spese dei loro ministeri, che invece saranno decise da Tremonti. Da un lato potrebbero sparire i ministri lasciando un solo uomo al comando, Berlusconi, che avrebbe come portaborse una figura di rilievo come il ministro dell'Economia Tremonti.

Sul piano della manovra economica non dobbiamo dimenticare che essa farà ridurre ulteriormente i consumi. Siamo in una situazione drammatica secondo le ultime notizie: abbiamo un'economia che non cresce più e un'inflazione che ha superato il 4%.
Qualunque economista mi direbbe che in un cambio del genere bisogna aumentare il potere d'acquisto delle famiglie. Con questa manovra invece non solo non l'aumentiamo, ma lo deprimiamo perché i 4 miliardi di euro che “Robin Tremonti alla rovescia” ha chiesto a banchieri, assicuratori e petrolieri in realtà li pagheranno i cittadini, che avranno meno potere d'acquisto.

L'altra brutta notizia che abbiamo in questi giorni è che lo Stato sta incassando meno IVA rispetto al passato. Siccome i consumi sono sostanzialmente fermi questo vuol dire che siamo di fronte alla ripresa dell'evasione fiscale. Con il governo Prodi, che era molto rigoroso rispetto all'evasione fiscale, in un anno a parità di consumi l'IVA incassata era cresciuta di 6 miliardi di euro. Ora questo processo si ferma, perché ci sono dei provvedimenti di questo governo che dimostra la sua contiguità in materia di evasione fiscale.

Con questa manovra si impedisce una vera e propria tracciabilità dei pagamenti, favorendo non solo gli evasori fiscali, ma anche la mafia e la camorra. Con questo provvedimento non c'è più l'obbligo di inviare ogni anno l'elenco clienti-fornitori, che era l'unica arma in mano agli investigatori fiscali per colpire le fabbriche di fatture false. Chi vuole evadere si sentirà più autorizzato nel farlo da ora in avanti.

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6 Agosto 2008

Il parlamentare mangione


Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento di ieri alla Camera dei Deputati sui Ministri "fannulloni".

Francesco Barbato: Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, per la verità, oggi avrei voluto essere, almeno per una giornata, un deputato del PdL, avevo convinto pure l'onorevole Di Pietro a fare la stessa cosa, perché siamo rimasti positivamente meravigliati dal programma del PdL presentato nelle ultime elezioni politiche, in cui addirittura si parlava di missioni. Vi era una prima missione nella quale si dava come obiettivo quello della «piena occupazione per trasformare la flessibilità di ingresso nel mondo del lavoro in opportunità di stabilità del rapporto e di crescita professionale» - ascoltate, colleghi - «eliminando alla radice il fenomeno della precarietà».
Il programma, inoltre, parlava di attuazione della legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, per l'inclusione nel mercato del lavoro di giovani, di donne ed altri.
Vi era poi una seconda missione, ossia quella di sostenere la famiglia e di dare ai giovani un futuro. Il PdL diceva: Noi proponiamo di mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro. Volevo essere anch'io un esponente del PdL! Condivido in pieno queste misure che erano state tanto sbandierate. Anch'io voglio dialogare: voglio essere un esponente del PdL! Ma dove stanno queste misure? Dopo neanche tre mesi da quando avete proclamato queste misure in campagna elettorale, ci troviamo oggi ad approvare un provvedimento che prevede esattamente il contrario: è chiaro ed evidente, infatti, che sulla precarietà il Governo ha fatto una scelta, tentando di deregolamentare ulteriormente ed in modo sfrenato il mercato del lavoro, e si scorge chiaramente una tendenza contraria a quella dell'Unione europea, che ci invita a fare il minore uso possibile di contratti atipici, proprio perché nel lavoro sicuro si intravede la principale molla per il rilancio dei consumi e degli investimenti.
Voi della Lega, invece, che «fregate» sempre la gente, anche in questa occasione siete pronti a «fregarla», perché «fregate» soprattutto i giovani: ciò è più grave, perché in questo momento, con il provvedimento in esame, avete rubato il futuro dei giovani e delle giovani in Italia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania). Questo è quello che ci avete propinato dopo i soli primi cento giorni! Questi sono i primi cento giorni del Governo Berlusconi!
Vi era, poi, un'altra missione ancora: mentre si parla di questa grande disponibilità a tagliare le spese e a raddrizzare la finanza pubblica, Ministro Brunetta, signor Ministro Brunetta, lei che non viene a fare il deputato (la vedo poco, infatti, nelle Commissioni e non la vedo in Aula), perché fa il deputato fannullone e prende l'indennità da deputato cumulandola con quella da Ministro (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)? Perché cumulate decine di migliaia di euro al mese? Per i precari si parla di 400-500 euro al mese, mentre voi cumulate il doppio «stipendio», quello da Ministri o sottosegretari con quello da deputati (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)! Così fate la lotta per i giovani e date loro futuro?
Caro Ministro, perché lei e gli altri Ministri non sono qui presenti e perché non fanno i parlamentari? Perché non rinunciano al loro stipendio, se volete operare tagli veri?

Gianfranco Fini: Onorevoli colleghi, vi prego di non interrompere l'oratore.
Francesco Barbato: Signor Presidente, posso parlare?

Gianfranco Fini: Onorevole Barbato, prosegua.
Francesco Barbato: Perché tutti questi Ministri e sottosegretari non la smettono di fare la «casta»? Perché vogliono semplicemente alimentare i loro privilegi e le loro tasche? Non sono solo deputati fannulloni, ma sono anche deputati «mangioni», perché mangiano migliaia di euro al mese (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania), alla faccia di tanti giovani e di tanti precari...

Gianfranco Fini: Onorevole Barbato, la invito a usare termini non offensivi nei confronti dell'Assemblea, di cui lei fa parte (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e di deputati del gruppo Unione di Centro).
Francesco Barbato: Signor Presidente, ho detto «mangioni» perché mangiano molto...

Gianfranco Fini: Non esistono deputati «mangioni» o deputati che non lo siano. O lo siamo tutti o non lo è nessuno! Onorevole Barbato, prosegua.
Francesco Barbato: Tutti noi deputati siamo qui, lavoriamo e svolgiamo il nostro lavoro. Mi riferivo ai deputati Ministri e sottosegretari, che prendono il trattamento economico da Ministro e da sottosegretario e lo cumulano con quello da deputato. Questi sono i deputati fannulloni, compreso il Ministro Brunetta (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori. Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

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5 Agosto 2008

Perseverare e' diabolico


Errare umanum est, sed perseverare diabolicum. Nonostante gli evidenti elementi di incostituzionalità il governo modifica, ma nella sostanza non ritira il provvedimento riguardante i precari e in modo particolare l’art. 21 del maxiemendamento oggi sottoposto alla fiducia del Parlamento e che interessa migliaia di lavoratori precari delle Poste SpA.

Il provvedimento inserito nel DL 112/08 è incostituzionale perché sospende gli effetti della Legge per un periodo limitato e definito e per un numero precisato di lavoratori. Si sta creando una disparità di trattamento tra lavoratori precari del settore pubblico e del settore privato, e all’interno di ogni settore tra precari, si assolvono gli autori di illeciti penali ovvero il management di Poste SpA, e si concedono poteri coercitivi al datore di lavoro, lo Stato, in violazione del codice civile.

Il provvedimento del governo sui lavoratori precari nelle Poste di fatto colpisce l’effetto (i diritti dei lavoratori), ma non la causa della malagestione delle Poste SpA (il Management) che ha privatizzato gli utili ma socializzato le perdite.

In questa maniera si passa un colpo di spugna sulla malagestione di Poste SpA i cui Manager sono strapagati. Sarebbe il caso che il Parlamento si faccia carico di aprire una commissione di inchiesta sulle Poste SpA, su come sono state gestite e sulle responsabilità del Management.

Postato da Pierfelice Zazzera in | Commenti (86) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

4 Agosto 2008

L'incapacita' del Parlamento


Riporto il video e il resoconto stenografico del mio intervento di venerdi 31 luglio alla Camera dei Deputati sulla proposta, avanzata dall'ufficio di Presidenza, di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato dopo la sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro.

Rammento che l'Italia dei Valori é l'unico gruppo ad avere votato contro, al contrario del Partito Democratico che non ha partecipato al voto pur dopo un intervento che esprimeva contrarietà alla proposta di conflitto.

Intervento:

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi sfugge, e non ci sfugge, l'estrema delicatezza del momento che stiamo vivendo. Si tratta di un momento nel quale sembrano intrecciarsi questioni di merito di estrema rilevanza morale, filosofica, etica e civile, quale il rispetto della vita, con considerazioni di carattere istituzionale, che sono ugualmente serie, sia pure sotto un altro versante. La relazione del Vicepresidente Lupi sembrerebbe sgomberare il campo dal rischio di interferenze tra i due aspetti, quello del merito e quello del metodo. Egli stesso ha detto, infatti, che il Parlamento è chiamato a pronunciarsi su una questione istituzionale. A scanso di ogni equivoco voglio, comunque, premettere che tutti i parlamentari dell'Italia dei Valori sono schierati a difesa della vita e del rispetto della vita e che quando sarà il momento non sarà dubbio da che parte noi staremo. Oggi, però, siamo chiamati a discutere di un'altra questione: se sia lecito alla Camera e al Parlamento contestare una decisione della magistratura, della Corte di Cassazione e della Corte di Appello, attraverso un conflitto di attribuzione. Signor Presidente, l'Ufficio di Presidenza avrebbe dovuto rifiutarsi di seguire questa strada, perché così facendo ammette che il Parlamento è gravemente carente su questo aspetto: chiama la Corte costituzionale a pronunciarsi su che cosa? Su un'inesistenza, su un'incapacità del Parlamento ad assolvere il proprio dovere, che è quello di legiferare (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Deferiamo alla Corte costituzionale una decisione non su un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato ma sul fatto che la magistratura si sia pronunciata in una sede giurisdizionale, nel pieno rispetto della norma dell'articolo 12 delle preleggi, e sul fatto che vi è un Parlamento che si autodefinisce come Ponzio Pilato, come Don Abbondio, non essendosi ancora pronunciato su un tema di questo genere. Signor Presidente, mi sembra veramente un autogol micidiale, se lo volessimo considerare sotto un termine calcistico, e se ciò non urtasse contro l'estrema delicatezza del problema che stiamo affrontando. Veda Presidente, se uno studente avesse detto che questa sentenza della Corte di Cassazione - sul merito della quale non vogliamo entrare - invade la sfera di altri poteri dello Stato, noi l'avremmo bocciato. Non esiste, Presidente, una sentenza di non liquet, soprattutto quando si tratta di decidere sui diritti, non esiste - lo ripeto - e la giurisdizione ha l'obbligo di rispondere. Lo afferma con estrema chiarezza l'ultima parte dell'articolo 12 delle preleggi: se vi sono disposizioni specifiche le si applicano, se queste non vi sono si fa riferimento a casi analoghi (attraverso un procedimento analogico), se non vi sono neanche tali casi si fa riferimento ai principi generali dell'ordinamento giuridico ed a questo ha fatto riferimento la Corte di Cassazione. Noi speriamo ancora che vi siano dei rimedi endoprocedimentali perché poi la decisione possa avere un esito diverso. Non entriamo nel merito di questo aspetto, stiamo discutendo su un altro punto, cioè sul fatto che il Parlamento sta dicendo alla Corte costituzionale di eliminare e di togliere di mezzo una sentenza soltanto perché esso non è stato capace di decidere sullo stesso argomento. Noi non ci sentiamo di essere complici di una decisione di questo genere e di una ammissione di questo genere, cioè di un'ammissione d'impotenza e d'incapacità del Parlamento. D'altra parte pensiamo che ogni corte giurisdizionale chiamata a decidere su un conflitto abbia il dovere di rispondere. La Corte di Cassazione ha risposto secondo alcuni criteri che essa ha ritenuto validi. Se noi riteniamo che criteri diversi debbano essere indicati lo dobbiamo dire con chiarezza, assumendoci - ciascuno di noi - le proprie responsabilità su un tema delicato di questo genere, e non dobbiamo invece utilizzare e strumentalizzare sentimenti quali quelli al diritto alla vita, la compassione e la partecipazione che tutti abbiamo al destino di Eluana. Noi, Presidente, non intendiamo prestarci a questo e perciò esprimeremo un chiaro e netto voto contrario (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)".

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3 Agosto 2008

Olimpiadi di Regime


Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento, di venerdi primo agosto al Senato, a sostegno del popolo tibetano, contro la Cina e contro queste Olimpiadi.

"Signor Presidente, vorrei sensibilizzare i colleghi sul fatto che oggi, come nei giorni passati, 100 tibetani sono stati arrestati a Katmandu: manifestavano davanti all'ambasciata della Cina. Gli inviati italiani hanno denunciato il fatto che tutta Pechino oggi è sotto totale controllo della polizia cinese. Inoltre, un giornalista americano ha apertamente accusato la Cina di spiare gli ospiti degli alberghi con telecamere segrete e di aver minacciato la sospensione della licenza professionale a tutti gli esercizi troppo disinvolti con il web. È una situazione davvero particolare! Ai giornalisti che intendevano sollevare le questioni del Tibet, dei diritti umani o dei siti Internet censurati non è stata data l'opportunità di rivolgere le loro domande. Sottolineo, inoltre, che fra due o tre giorni la RAI manderà in onda un programma sul Tibet raccontato dai tibetani. Si tratta di una situazione veramente ignobile!
Attraverso un'interrogazione parlamentare presentata dal mio Gruppo al Ministro degli affari esteri abbiamo chiesto se si hanno notizie delle centinaia di persone scomparse nel nulla e come sia possibile che nessun Paese - purtroppo neanche l'Italia, perché il ministro Frattini non ci ha ancora fornito risposta al riguardo - voglia far luce su un fatto così eclatante e grave che continua a perpetrarsi giornalmente.
Proprio per questo motivo, mi rivolgo ai colleghi, ma anche ai cittadini che ci ascoltano, per comunicare che, in segno di solidarietà e testimonianza dell'attenzione con cui l'opinione pubblica continua a seguire le vicende del popolo tibetano, l'Italia dei Valori ha assunto un'iniziativa che credo sia condivisa da tutto il Parlamento: assieme alle principali organizzazioni a favore del Tibet, che sono state schiacciate (non è stato permesso loro neanche di partecipare ad una nostra conferenza stampa), invitiamo tutti i parlamentari e gli amici sostenitori dei tibetani a mettere al polso un laccetto di color rosso vermiglio, che è il colore della tunica dei monaci (che poi darò anche a lei, signor Presidente), come segno di protesta contro la Cina e contro i giochi olimpici, visto che proprio la Cina finora non ha fatto chiarezza sui morti e sui monaci arrestati e scomparsi negli ultimi mesi. (Applausi dai Gruppi IdV e PD)".

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2 Agosto 2008

Disinteresse culturale


Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento al Senato sui tagli alla scuola previsti dalla manovra finanziaria.

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, è in discussione una legge che presenta larghi profili d'incostituzionalità nel metodo e nel merito. È antifederalista, perché storpia la potestà delle autonomie locali, produce ingiustizia e avvia un generale processo di degradazione delle strutture pubbliche.

Io mi soffermerò qui solo sulle questioni di scuola, università e ricerca. La riduzione di spesa, che si annuncia impressionante, diminuirà in modo pesantissimo le risorse e peggiorerà lo stato complessivo della scuola. Hanno parlato prima di me tre componenti del Partito Democratico, i senatori Mercatali, Bastico e Rusconi, che hanno svolto degli interventi analitici e mi sollevano quindi dal peso di fornire delle cifre. Il confronto europeo, però, dà un ritratto impietoso. Appare chiara, per esempio, la carenza di conoscenze in matematica negli studenti delle scuole medie superiori e si manifestano diffuse difficoltà espressive e una certa difficoltà a ragionare sulla base dell'italiano.

La carenza in matematica prepara ad un futuro scoraggiante, perché c'è chi ha fatto la previsione che in futuro dovremo ricorrere agli indiani, che sono bravissimi in matematica, per avere dei professori di matematica. Il problema dell'italiano, invece, è cosa che si commenta da sé. Di fronte a queste carenze, non vi è stata nessuna iniziativa riformistica, ma si sono ridotti il personale e la dotazione finanziaria. Chi mi ha preceduto ha parlato di 200.000 addetti in meno nel futuro.

La condizione dell'università attuale è molto critica, non vale nascondercelo, ed è appesantita in modo idropico dalla proliferazione di sedi e corsi di laurea, prodotti forse in modo insensato. L'università è anche in difficoltà nell'interpretare, sia con efficacia che con efficienza, la riforma del cosiddetto "3 più 2". L'università non sta bene, ma proprio per questo necessitava di un'iniziativa riformistica, che invece non c'è. L'unica riforma è che a cinque professori che andranno in pensione se ne sostituirà uno solo e ci saranno, perciò, conseguenze gravissime sia sulla didattica che sulla ricerca.

Sulla didattica, è ovvio, si aggrava all'istante il già difficilissimo rapporto tra docenti e studenti che, dal punto di vista statistico, è tra i peggiori in Europa. Dal punto di vista della ricerca è ancora peggio, perché questo restringimento dell'imbuto determina una sorta di stroncatura delle prospettive di migliaia di ricercatori, ricerche interrotte ed abbandonate. Si apre, perciò, un vuoto di proporzioni incalcolabili. Vorrei che si riflettesse su questo fatto: cosa vuol dire abbandonare a metà strada una ricerca iniziata e non avere la possibilità di continuarla? Professori che fanno i senatori avranno il loro problema a garantire un perseguimento di carriera ai loro allievi, e qui non vi è un richiamo alla solidarietà corporativa ma, soprattutto, una valutazione delle speranze frustrate e l'osservazione della dissipazione di un largo patrimonio culturale, in quanto i nostri ricercatori giovani sono generalmente bravi e apprezzati. È la dissipazione di un patrimonio culturale, di un vero patrimonio comune che noi rischiamo di dilapidare.

Arrivano poi le fondazioni private, cioè le università sono invitate o portate a diventare fondazioni private. Qui si possono immaginare con facilità due conseguenze: è facile prevedere un restringimento selettivo del finanziamento agli studi e alla ricerca. Infatti, cosa pensate che finanzieranno i soggetti privati? L'economia, l'ingegneria, la chimica e la giurisprudenza, con agganci limitati al campo del falso in bilancio e dei reati corruttivi commessi dai potenti. Perfino la fisica potrebbe essere disertata, a causa dell'incertezza dell'efficacia applicativa e del ritorno di risultati in tempi utili. E le discipline cosiddette disinteressate? Ricordiamo, tra parentesi, che spesso sono state le discipline cosiddette disinteressate ad aver fatto scoperte fondamentali applicate in seguito. Che fine farà la letteratura greca, la storia medievale, la geomorfologia e perfino il diritto costituzionale, dato l'uso che se ne fa in questo Parlamento? La geomorfologia, per esempio, è già ignorata con crassa ignoranza dal progetto di trivellare il Nord dell'Adriatico, dove è facilissimo prevedere processi di subsidenza, dato che quella pianura è già subsidente di suo. Ma che ce ne importa? Che ce ne importa di leggere il greco? Il greco a cosa serve? Il greco serve a leggere Antigone e a scoprire dentro Antigone la differenza che c'è tra la volontà del monarca e il diritto del singolo o, se preferite, la differenza tra la ragion di Stato e il diritto consuetudinario.

C'è una seconda conseguenza delle fondazioni. Ereditano un colossale patrimonio con esborsi, probabilmente, irrisori e forse addirittura finanziati da banche che saranno orientate politicamente. Una volta insediati, questi operatori privati chissà, potranno avere forse mano libera nell'adottare la prassi di natura putiniana di alienazione in mani amiche di beni assai preziosi. Si assisterà - temo - alla formazione di una nuova schiera di roditori privati avidi, capaci di aggredire, divorare, metabolizzare vasti beni pubblici. Fra parentesi (è solo una piccola notazione), si assiste al conferimento di vari lacerti della struttura pubblica all'Istituto italiano di tecnologia, piccolo mostro voluto a suo tempo dal ministro Tremonti e posto sotto il controllo, guarda caso, non del Ministero della ricerca e dell'università, ma del Tesoro: l'università privata di Tremonti.

Alla fine ci sono anche i tagli all'editoria, ma sulla questione ha già parlato benissimo il senatore Vita e non ripeterò le argomentazioni esposte. Sottolineo soltanto che la legge sull'editoria costituisce pressoché la fine del finanziamento e della vita per i piccoli giornali indipendenti. Ma chi se ne importa del finanziamento dei piccoli giornali indipendenti, quando si ha il monopolio dell'informazione e ce se ne può fregare anche e perfino della questione della Vigilanza RAI?

Finisco colloquiando con il collega Zanda, il quale ha stigmatizzato, secondo me giustamente, l'assenza del Ministro dell'economia a questo dibattito. Ma anche in questa assenza bisogna trovare una ratio. È un fattore che determina l'evanescenza della statura dei Ministri ed è esattamente la sopravvalutazione smisurata e insensata della figura dell'attuale Presidente del Consiglio, la riduzione della collegialità del Governo, che è una cosa nobile, al primato di un uomo solo, che è una cosa assai meno nobile: primato di un uomo solo rafforzato, per di più, da un potere extra istituzionale senza precedenti. Ma anche qui ci soccorre la letteratura greca: anche la rana di Fedro, a forza di gonfiarsi, alla fine scoppiò. (Applausi dai Gruppi IdV e PD)."

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1 Agosto 2008

Provvedimenti Matrioska


Riporto il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori al Senato sulla manovra finanziaria.

"Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghe e colleghi, oggi la maggioranza si avvia ad approvare la manovra finanziaria definita con un preventivo e malcelato trionfalismo: "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria".

A dire il vero, dalla lettura della manovra non ci pare proprio di trovarci di fronte ad un trattato di economia. Ci sembra, piuttosto, che il Governo si sia esercitato al gioco dei contrari. Infatti, contrariamente ai buoni propositi enunciati non c'è la minima traccia di un possibile sviluppo e le agenzie di rating internazionali, quelle che il ministro Tremonti sbandierava in senso positivo, l'hanno capito bocciando la manovra. Non si semplifica un bel nulla, ma si concentrano e si centralizzano fondi, stanziamenti e decisioni. Non si vara alcuna norma per rendere il nostro sistema Paese più competitivo, per affrontare e vincere le sfide di una congiuntura interna e internazionale. La finanza pubblica viene depauperata e non potrà garantire livelli più dignitosi ai servizi resi ai cittadini. L'evasione fiscale viene nuovamente trascurata, e questo è un film già visto proprio come è avvenuto nel quinquennio 2001-2006, mentre la pressione fiscale torna a risalire in barba alle promesse elettorali da marinaio del Presidente del Consiglio e alle fantasiose lezioni del Ministro dell'economia, coppia perfetta di assenteisti dal confronto parlamentare. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

Signori del Governo, colleghi della maggioranza, la situazione del Paese è complicata perché ci troviamo di fronte ad una crisiprofonda che non è solo economica, ma anche sociale e di identità. Pensare di anteporre gli interessi di parte non è dell'Italia dei Valori perché abbiamo a cuore la ripresa del Paese. La nostra comunità nazionale non può, davanti a questa manovra, non dire che si tratta di una manovra brutta per imbellettare una realtà difficile. Ma ieri l'ISTAT ha diffuso i dati preoccupanti dell'inflazione, che ha raggiunto il 4,1 per cento, il livello più alto dal 1996. Altro che quella programmata dell'1,7! Come dovrebbe sapere il professor Tremonti, l'inflazione è, di fatto, un vero balzello che colpisce, prima di tutto, i ceti deboli ed è proprio una tassa aggiuntiva che si abbatte sulle fasce sociali in difficoltà.

Con queste premesse, l'Italia dei Valori non può che essere contraria al decreto-legge governativo, sbagliato sia nel metodo che nel merito. La prassi che ha caratterizzato questi primi tre mesi di legislatura è a dir poco desolante. Il Parlamento si è riunito e ha lavorato esclusivamente, se vogliamo lasciare da parte le ratifiche di Trattati internazionali e la costituzione di Commissioni d'inchiesta, solo per la conversione di decreti-legge, varati spesso in modo estemporaneo, se non confuso. A dire il vero, un disegno di legge il Governo lo ha presentato, approvato alla Camera in tre giorni e, con rito forzato, anche qui al Senato, ma riguardava la sua faccenda personale.

Ma oltre alla frequenza esasperata della decretazione d'urgenza, ormai senza limiti, che ci sta portando verso un presidenzialismo strisciante, senza i contrappesi di cui questo istituto avrebbe bisogno, e che soffoca comunque il Parlamento e il confronto nella società, questo Governo ha introdotto un'altra novità, che gli autorevoli costituzionalisti, pur presenti in quest'Aula, dovrebbero approfondire. Noi approviamo tutti provvedimenti matrioska, che vengono inseriti uno nell'altro e che rimandano sempre a successivi provvedimenti, anche di rito amministrativo. Ciò è clamorosamente avvenuto con i decreti Alitalia e con il decreto sui rifiuti. Poi ha raggiunto il massimo con il decreto milleproroghe, che è stata un'operazione ancor più sfrontata, con la fusione insieme di ben tre decreti-legge, con buona pace delle garanzie formali da parte dei Presidenti dei due rami del Parlamento.

Entrando nel merito, siamo convinti che proprio la manovra di finanza pubblica possa avere effetti depressivi, perché non affronta il recupero del potere di acquisto dei redditi fissi, ma neppure viene incontro alle esigenze delle imprese, certamente non a quelle piccole e medie. Si tratta di una stangata di quasi un punto di PIL del 2009, che rischia di non agganciare la ripresa economica prevista per il prossimo anno.

È evidente che l'Italia dei Valori intende favorire il risanamento della finanza pubblica, ben avviato dal precedente Governo. Ma si tratta di scegliere una via equilibrata e non ideologica. L'obiettivo del pareggio di bilancio non può essere imposto, lo ricordiamo ai colleghi della Lega, dai banchieri e dai tecnocrati europei. Bisogna puntare alla crescita complessiva della nostra economia, non solo facendo leva sui tagli di spesa, che si sono abbattuti con ferocia sulle amministrazioni pubbliche, oppure ricorrendo agli aumenti, sia pur lievi, della pressione fiscale, come sta avvenendo.

Puntare sulle riforme strutturali delle pubbliche amministrazioni, sull'abolizione di enti locali intermedi, sugli investimenti nelle infrastrutture, sull'incremento del potere di acquisto, sulla riduzione del carico fiscale delle imprese: questo, a nostro avviso, è il fil rouge che andava e va seguito. Invece il Governo si limita ad introdurre la carta elettronica di mendicità, aiuta i disattenti amministratori di Poste Italiane a mandare a casa decine di migliaia di lavoratori, non risolve il problema del precariato, taglia i fondi alle forze dell'ordine, ai militari, ai vigili del fuoco e, per non farla funzionare meglio, così come in tutte le sedi, anche quelle istituzionali, si va dicendo, perfino alla giustizia.

Non c'è dubbio che la spesa pubblica possa e debba essere tagliata, tuttavia, e mi rivolgo ai colleghi di tutte le forze politiche, dobbiamo accettare una sfida.

Bisogna tagliare inefficienze, sprechi e corruzione ancora dilagante, specie in alcuni settori come la sanità che non risparmia destra e sinistra: Abruzzo docet. Le sforbiciate non possono essere alla cieca con un livellamento senza priorità.

Se poi vogliamo fare qualche esempio della contraddittorietà e della superficialità della manovra è il caso di ricordare che, dopo il taglio di quasi 2 miliardi di euro alle risorse dedicate alle infrastrutture di Sicilia e Calabria per coprire l'abolizione dell'ICI, dopo lo svuotamento del credito di imposta (importante strumento per favorire gli investimenti imprenditoriali del Sud), si revoca la programmazione dei fondi per le aree sottoutilizzate, passando da un quadro di certezza ad uno di incertezza.

Andando a concludere, un altro esempio va qui ricordato ai senatori della maggioranza e ai loro elettori calabresi e siciliani: il taglio dell'ICI é stato possibile tagliando 1,4 miliardi di euro destinati alle infrastrutture per il trasporto in Calabria e Sicilia. Si cerca di costruire il ponte, ma non le strade e i binari per arrivarci. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

In un momento in cui tutti si sciacquano la bocca parlando di federalismo fiscale equilibrato, responsabile e solidale si vara una manovra che ha un'impronta dirigista e centralista che stravolge il processo programmatorio centro-periferia con la mortificazione del ruolo delle Regioni e degli stessi Ministeri, a partire da quello dell'istruzione, con la concentrazione di ogni potere nelle mani di una sola persona, il ministro Tremonti, che potrà così decidere da solo come spendere 30 miliardi di euro. Il tutto avviene nel grave silenzio delle fonti di informazione.

L'Italia dei Valori ovviamente voterà no alla richiesta di fiducia che è venuta dal Governo e lo farà, come al solito, in modo determinato, coerente e fermo. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

Postato da Felice Belisario in | Commenti (72) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

Sicurezza senza soldi


Ribadisco a nome mio e dell'Italia dei Valori il nostro pieno ed incondizionato sostegno alla protesta dei sindacati di polizia e CoCeR.

Questo Governo non sta mantenendo, anche in tema di sicurezza, le sue promesse elettorali.

La battaglia elettorale condotta in nome della sicurezza per i cittadini, infatti, non è stata nient’altro che una presa in giro. Come si può promettere di garantire la sicurezza dei cittadini e, allo stesso tempo, tagliare i fondi per le forze di polizia il cui compito è di combattere la criminalità?

Lo dico da cittadino: è molto triste sentir dire dai rappresentanti dei sindacati di Polizia, dei CoCeR, della guardia di finanza e delle forze armate “ci sentiamo abbandonati”. E se loro decidessero di abbandonare la nostra sicurezza?

Quella dell’Italia dei Valori vuole essere una testimonianza concreta in sostegno di una battaglia che non ha colore se non quello della sicurezza dei cittadini.

Leggi il manifesto "Allarme Sicurezza".

Postato da Antonio Di Pietro in | Commenti (428) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

Tutto chiacchiere e leggi ad personam


Il carovita cresce ogni giorno di più. Allo stesso tempo i redditi perdono potere di acquisto a causa dell’inflazione. L’Istat ci dice che il 50% della famiglie italiane è costretta a vivere con meno di 1900 euro al mese e che il 15% delle famiglie non arriva alla quarta settimana. Al sud le cose vanno molto peggio che al nord e la Caritas informa che molte famiglie riescono a permettersi un pasto completo solo una volta ogni due giorni. Una vera emergenza.

Italia dei Valori ritiene che il primo sostegno alle famiglie debba arrivare dalla riforma fiscale. E per questo che abbiamo proposto di incrementare le detrazioni perchè sono lo strumento che meglio riesce ad avvantaggiare i redditi più bassi. Gli altri capisaldi del nostro piano di sostegno alle famiglie prevede la redistribuzione del drenaggio fiscale, un forte incentivo al lavoro femminile, l’avvio di un piano pluriennale per la costruzione di migliaia di Asili e l’incremento del fondo per le non autosufficienze.

Questo è la nostra ricetta, ma il governo che ha fatto fino ad oggi per le famiglie dopo aver più volte ribadito in campagna elettorale che la famiglia sarebbe stata tra le priorità della sua azione? Da un premier che quando era all’opposizione attaccava tutti i giorni il governo Prodi accusandolo di sfavorire le famiglie e che ha partecipato in pompa magna al family day ti aspetteresti grandi cose e nei primi 100 giorni. Così ho deciso di chiederglielo con un’interrogazione semplice semplice in commissione che dice “Caro Governo quali provvedimenti hai adottato alla data del 31 luglio a sostegno delle famiglie italiane?” la risposta non è stata esaltante.

Sulle politiche a sostegno delle famiglie questo governo dimostra di essere “tutto chiacchiere e leggi ad personam” per citare la celebre frase di un altrettanto celebre film.

Questo è quello che emerge dalla risposta fornita oggi dal Sottosegretario Carlo Giovanardi all’interrogazione a risposta immediata presentata in commissione Affari Sociali. Il governo risponde che la situazione è difficile, e lo sapevamo tutti, che le risorse sono poche, e pure questo lo sapevamo, e che in fondo Roma non è stata costruita in giorno, ovvero dateci tempo e poi vedrete. Per il momento il governo cita a suo favore l’abolizione dell’Ici e una serie di sparute norme presenti nella manovra di Tremonti, e poi una serie infinita di vedremo, faremo, ci impegneremo dove il tempo futuro utilizzato e politicamente indicativo.

Una risposta assolutamente insoddisfacente su tutti i fronti. Per le leggi ad personam il governo è stato più veloce della luce, per il sostegno alla famiglia invece chiede di procedere con calma. I provvedimenti che cita a suo favore sono stati massacrati da un settimanale come Famiglia Cristiana che li ha definiti acqua fresca. E come dargli torto? Visto che l’abolizione dell’Ici non sposta nulla, ma proprio nulla ai milioni di famiglie che la casa di proprietà non ce l’hanno e vivono in affitto.

Dunque una vittoria amara questa. Perché se con l’interrogazione smascheriamo il governo, quello che davvero ci interessa è che le famiglie italiane possano essere finalmente sostenute come meritano da politiche adeguate. E purtroppo ancora non è così.

Postato da Silvana Mura in | Commenti (95) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif


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