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30 Settembre 2008

Le contraddizioni della Riforma Gelmini


E’ davvero incredibile il comportamento di questo Governo. Dinnanzi alla richiesta del Bilancio di assicurare copertura finanziaria al decreto Gelmini, risponde con un emendamento che prevede l’utilizzo delle risorse del fondo di istituto per le istituzioni scolastiche. Trattasi di un fondo, non statale ma delle scuole, e ciò significa che a pagare le ore in più derivanti dall’introduzione del maestro unico saranno gli stessi istituti scolastici. E’ un atto criminale.

Questo Governo non accetta il dibattito parlamentare, non ascolta le richieste della categoria, vuole imporre con decreto una riforma che smantella il settore scolastico e oggi, sembra una beffa, vuole che a finanziare siano proprio le scuole. Forse per il Governo non è sufficiente il sacrificio di 80.000 persone che a seguito di questo decreto perderanno il posto, ma è necessario togliere al settore ulteriori risorse.

La Ministra Gelmini non si è resa conto che esistono delle profonde contraddizioni tra lo spirito del provvedimento e le conseguenze dello stesso: il decreto nasce con lo scopo di risparmiare mentre nei fatti le risorse necessarie per attuare la riforma non sono sufficienti. E’ un Governo pasticcione che non è in grado di valutare gli effetti dei suoi provvedimenti fatti in fretta e in furia e con la sola forma di decreto legge, perché mi domando, è davvero necessario ed urgente licenziare tutte queste persone e togliere risorse, anche economiche, alla scuola, che di fondi già è carente?

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29 Settembre 2008

Lodo Alfano: la voce dei cittadini


Il processo Mills, per corruzione in atti giudiziari, ci aveva fatto dimenticare il processo Mediaset, in cui Berlusconi è accusato, insieme ad alcuni manager della sua azienda e alcuni dirigenti di grandi imprese americane, di aver gonfiato i prezzi dei diritti televisivi allo scopo di creare fondi neri.
Il tribunale in cui si celebra questo processo ha accolto la richiesta del pubblico ministero di chiedere alla Corte Costituzionale il suo giudizio sulla costituzionalità del Lodo Alfano.

Analoga richiesta sarà presentata nella prossima udienza del processo Mills. E’ assai probabile che anche qui la corte accolga. Così una doppia richiesta spingerà il Diktat Berlusconi alla verifica della Consulta.
Qualcuno potrà pensare che ciò renderà insignificante la raccolta delle firme per il referendum contro il Lodo. Dato che se ne occuperà la Corte Costituzionale perché darsi tanto da fare? La domanda è legittima e merita una risposta non retorica.

I custodi formali della Costituzione sono il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale.
Il Presidente non ha potere per stabilire la costituzionalità delle leggi. Questo potere lo ha solo la Corte. Ma la sovranità appartiene al popolo. Dunque il popolo è anch’esso custode della Costituzione.
Impegnarsi per la raccolta delle firme significa garantire al popolo il suo ruolo di custode. Se vorrà lo svolgerà ma è essenziale che la raccolta delle firme per il referendum gliene dia la possibilità.

Una raccolta massiccia di firme esprime una ferma richiesta da parte di una vasta opinione pubblica. In un mondo dove ormai si dà per scontato che questa sia interpretata attraverso i sondaggi, la richiesta delle firme è la forma più attiva e responsabile per affermare la propria opinione.
Per nessuna ragione al mondo si può rinunciarvi. E’ giusto che la Corte Costituzionale decida il destino della legge. Ma i cittadini hanno il loro strumento per far sentire la loro voce.


28 Settembre 2008

Liberi cittadini in non libero Stato


A Chiaiano il governo sta alimentando una strategia dello scontro con i cittadini e le istituzioni.
Il corteo di ieri è stato tenuto ad oltre un chilometro di distanza dall'ingresso della discarica. Di fatto, è stata impedita una libera manifestazione dei cittadini, alla quale partecipavano anche il primo cittadino di Marano e un parlamentare della Repubblica. Un corteo che avrebbe dovuto spingersi fin nei pressi del cantiere della discarica, ma che poi è stato interrotto molto prima.

Le forze dell'ordine, per qualche ora, hanno impedito a tutti di passare su una strada pubblica, anche alle persone che avevano necessità di tornare nelle proprie case. E' in atto, una strategia politica da parte del governo Berlusconi che vuole solo distrarre l'opinione pubblica, inducendo il verificarsi di situazioni come quella di ieri.

63 mezzi, centinaia di agenti delle forze dell'ordine, i cui dirigenti sul posto erano in diretto contatto con Bertolaso che ha ribadito loro la linea della fermezza intransigente, un elicottero: un dispiegamento di forze che vorrei vedere utilizzato per annientare i pericolosissimi casalesi, non per disperdere i cittadini che vogliono solo manifestare per difendere il proprio territorio.

Nel nostro paese si stanno riducendo gli spazi di democrazia, e di ciò ne è responsabile il centrodestra, che in Campania da un lato spinge le forze dell'ordine a ricacciare indietro i cittadini che manifestano, ma dall'altro vede invischiati in indagini su rapporti tra politica e camorra diversi propri esponenti.

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27 Settembre 2008

Verso la magistratura ''dipendente''


Si legge oggi sul Sole 24 ore: Angelino Alfano dichiara che nel nuovo Consiglio Superiore della Magistratura “certamente la magistratura sarà in minoranza”.

Si rilegge pensando di aver letto male ma invece è proprio così. L’angelo del dialogo sulla giustizia, l’avvocato siciliano miracolato da Berlusconi, non contento, aggiunge che la polizia giudiziaria sarà più indipendente di prima dal controllo del pubblico ministero.

Allora ci si ricorda che la prima idea pare sia stata proposta la prima volta da Violante. E anche la seconda idea l’ex magistrato del PD ha approvato con vigore, spiegandone i fondamenti dottrinari.

Tengo in serbo questo secondo punto per successivi approfondimenti. Voglio solo accettare la logica del primo e trarne logiche conseguenze.

E’ presto detto. Se la magistratura deve essere in minoranza nell’organo costituzionale del suo autogoverno, in Parlamento senatori e deputati dovrebbero lasciare il potere decisionale, poniamo, ai funzionari. E volendo estendere il principio, gli industriali dovrebbero essere in minoranza nel direttivo nazionale, se si chiama così, della Confindustria, dove la decisione sarebbe affidata agli operai.

Se ne potrebbe discutere in un bel seminario, con introduzione di Alfano e Violante.


26 Settembre 2008

Alitalia: la falsa Italianita'


Berlusconi vuole Lufthansa, che però è disposta a pagare meno di Air France. Ora è chiaro. L’Italianità non c’entrava nulla. Il vero problema è che a Berlusconi, dittatore da parodia del nostro Paese, Lufthansa interessava di più di Air France. Ma Lufthansa non era disponibile a pagare per Alitalia quanto Air France. Ed allora bisognava trovare il modo di far fallire quella trattativa.

Ecco perciò Berlusconi brandire la spada dell’Italianità e Bonanni, che voleva favorire il suo amico Toto, dargli una mano. Questa potrebbe essere la conclusione della vicenda se risulteranno vere le indiscrezioni, secondo le quali i contatti tra Berlusconi e Lufthansa risalgono a molti mesi fa, prima delle elezioni. Sempre secondo quanto riportato dal giornale on line “Affari Italiani.it” il partner straniero di cui si è sempre parlato e che sarebbe stato coinvolto dopo la firma tra Cai, Fantozzi e le organizzazioni sindacali sarebbe stata proprio la compagnia tedesca. Solo così si può altresì interpretare la dichiarazione rilasciata oggi alle 10.30 da Bonanni: ''Ho la sensazione che un accordo con un partner straniero c'è e che lo abbiano fatto fin dal primo momento''. Il sindacalista ha ribadito la sua preferenza per Lufthansa che entri in Alitalia con quota di minoranza e vincoli di non scalabilita'.” E solo così si può interpretare l’excusatio non petita di Berlusconi che alla medesima ora dichiarava: "Sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Aifrance e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza e, eventualmente, con una partecipazione di assoluta minoranza”.

Poiché l’accordo con Cai costerà ai cittadini italiani da 2,8 a 4,4 miliardi di Euro in più di quello già previsto con Air France, diviene facile concludere che Berlusconi voleva far risparmiare tale somma gigantesca non solo ai sui amici “Capitani coraggiosi”, ma anche a Lufthansa. Se così dovesse finire non credo che la Francia sarà tanto tenera verso di noi nel prossimo futuro e forse cercherà di farcela pagare.

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25 Settembre 2008

Gorizia trasparente


Lo scorso 19 settembre Antonio Di Pietro ha lanciato dal suo Blog l'iniziativa "Comuni trasparenti", invitando i consiglieri, gli assessori e i sindaci dell'Italia dei Valori a favorire la partecipazione dei cittadini ai consigli comunali, agevolando ed autorizzando la ripresa diretta delle sedute.
Tra le segnalazioni ricevute dagli utenti, riportiamo i video di Donatella Gironcoli, consigliere comunale del comune di Gorizia. A seguire l'articolo pubblicato sul suo Blog dove riporta una breve descrizione della seduta del 21 luglio scorso.

"Acceso confronto in consiglio comunale di Gorizia sul progetto di accorpamento ed esternalizzazione delle mense scolastiche, promosso dal sindaco Romoli. I genitori, che hanno raccolto 2.700 firme per contrastarne l'attuazione, chiedono la revoca della delibera e sono pronti al referendum. La minoranza li sostiene, contro la logica dell'esternalizzazione selvaggia e a favore della qualità della vita, in primis dei nostri bambini. Ormai in molti dubitano dei vecchi dogmi di una certa economia, a cui si rifanno i nostri amministratori, che spesso ha portato solo aumenti dei costi, peggioramento dei servizi, sfruttamento del lavoro e affari per i soliti furbi.
La mozione per fermare l'accorpamento delle mense non passa: 23 contrari. Tutta la maggioranza, eccetto l'assessore Pettarin (assente) e il consigliere Hassek, fuori dall'aula
".


24 Settembre 2008

La Parentopoli siciliana


Giovanni Ilarda, il “Brunetta siciliano”, il moralizzatore dei costumi della Pubblica Amministrazione regionale, è stato colto con le mani nel sacco per aver agevolato l'assunzione di sua figlia nell'assessorato ai Beni culturali. Anzichè chiedere scusa ai cittadini parla di un'azione di ripicca da parte dei sindacati che hanno portato alla luce il caso “Parentopoli” della Regione Sicilia. Il sistema è già noto ma affinché non degeneri bisogna tenerlo sotto osservazione.

Se davvero l'assessore Ilarda non trova nulla di immorale in questo tipo di assunzioni perché allora non ha assoldato lui stesso la sua preparata figliuola? Dispiace la caduta di stile di un alto magistrato, che tutto sommato stava facendo un buon lavoro in Regione, Ilarda però è forse solo la maglia debole di una rete che arriva fino al nostro caro Presidente del Senato, Renato Schifani, la cui sorella siede nello staff dell'assessore alle Politiche per la Famiglia, mentre nello staff dell'assessore all'Agricoltura troviamo la cugina del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano.

Quanto a Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, ci fa quasi rimpiangere il suo predecessore Totò Cuffaro, Re dello sperpero, che tra l'altro venendo a Roma ad occupare una poltrona in Senato ne ha lasciate quattro o cinque in Regione per i suoi amici.
Lombardo infatti non si preoccupa neppure di salvare la faccia stigmatizzando il comportamento di coloro che hanno procurato queste improvvide assunzioni ma plaude solo al bel gesto delle dimissioni volontarie della figlia di Ilarda. Dunque, mentre Ilarda fa le pulci ai lavoratori della Regione, Lombardo chiude gli occhi sui veri sprechi e clientele della Casta.

Alla luce di questi fatti non sorprende l'allarme lanciato dalla Corte dei Conti sull'aumento della spesa per il personale. Questa classe dirigente clientelare sta costando troppo ai cittadini!

Postato da Ignazio Messina in | Commenti (43) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

23 Settembre 2008

L'eredita' di Peppino Impastato


Peppino Impastato è un giovane siciliano ucciso dalla mafia.
Questa scarna informazione sarebbe più che sufficiente per rendere doverosa oggi la memoria di una vita, di un impegno, di un terribile delitto.

Peppino Impastato esprime, ancora dopo trenta anni, in modo emblematico le tragedie della Sicilia, le tragedie di tanti giovani uccisi anche – e non solo – fisicamente dalla mafia.
Peppino, giovane e siciliano, ha trovato la forza di rompere, in anni di paura e di convivenza, la palude del silenzio e la rete di complicità dei propri coetanei, così come dei suoi stessi familiari.
Peppino è stato prima deriso, poi emarginato, infine ucciso: secondo una sequela tragicamente ricorrente nella strategia mafiosa.
Deridere, emarginare, uccidere. E, poi, depistare.
La mafia (il sistema di potere politico affaristico mafioso) non si ferma davanti al corpo inanimato delle proprie vittime. Con complicità attive e silenzi compiacenti di organi dello Stato, della politica, dell’informazione si è tentato di far apparire Peppino come un sovversivo, un terrorista vittima dello scoppio accidentale di una bomba che dallo stesso sarebbe stata preparata per compiere un attentato lungo la linea ferroviaria.

Con complicità attive e silenzi compiacenti si è sottoposta la verità ad una colossale operazione di depistaggio, sottoponendo - con pretesti infamanti - a sequestri e perquisizioni la sede della piccola radio e la abitazione di Peppino. Quelle complicità attive e quei silenzi compiacenti hanno utilizzato anche il clamore del ritrovamento del cadavere dell’On. Aldo Moro per nascondere e depistare le vere ragioni della uccisione di Peppino, consumata nello stesso giorno del ritrovamento del corpo dello statista democristiano.
Quelle complicità e quei silenzi sono stati da anni e per anni oggetto di denuncia da parte dei compagni così come della madre e del fratello di Peppino che hanno sfidato a viso aperto Gaetano Badalamenti e tanti altri mafiosi, senza curarsi né di rapporti di parentela né di rapporti di pericoloso vicinato.

Quelle complicità e quei silenzi hanno per anni avuto la meglio su verità e giustizia.
Quelle complicità e quei silenzi sono stati per la prima volta formalmente indicati, in atti giudiziari, dall’indimenticabile Consigliere istruttore Antonino Caponnetto.
Quelle complicità e quei silenzi sono stati resi noti nello splendido film “Cento passi” ancor più e prima che potesse formalmente del tutto concludersi in via definitiva il processo degli assassini di Peppino.
Un film diffuso in tutto il mondo, più tempestivo di un troppo lungo processo penale, così come la piccola Radio di Peppino - diffusa in un piccolo territorio della provincia siciliana – colpiva criminali che le istituzioni non volevano o non sapevano colpire.

Legalità e informazione: due parole, una drammatica emergenza ieri come oggi.
I criminali mafiosi uccidono con le armi da fuoco esseri umani, giovani coraggiosi; le complicità e i silenzi uccidono libertà, verità, giustizia.
E’ questa la terribile miscela che impedisce nel nostro paese una democrazia compiuta.
Non potrò mai dimenticare, a conferma e testimonianza di questa micidiale miscela, un comizio in piazza a Cinisi nel maggio 1978, all’indomani dell’uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato.

Piersanti Mattarella, che ad Aldo Moro era come tanti di noi fortemente legato, si recò a Cinisi per gridare speranza e progetto di rinnovamento della politica.
Piersanti venne aspramente contestato dai compagni di Peppino che vedevano in quel giovane Presidente della Regione appena eletto il simbolo di una democrazia cristiana che, per colpa di taluni suoi potenti esponenti, era e appariva compromessa con la mafia.
Piersanti tenne egualmente e terminò il suo comizio e, a me, che lo accompagnavo, a voce bassa, quasi con pudore ma con determinazione, sussurrò: “Non sanno, i compagni di Peppino, che siamo nella stessa barca, combattiamo la stessa battaglia, corriamo gli stessi rischi”!
Mi sono ricordato di quelle parole quando nell’Epifania del 1980 mi sono trovato davanti al corpo senza vita di Piersanti ucciso da mafiosi che avevano nel suo stesso partito consiglieri e complici.

In memoria di Peppino Impastato, vi invitiamo a partecipare all'evento che si terrà a Pieve Emanuele (Milano), il prossimo 3 ottobre alle ore 17:00, presso la piazza a lui dedicata (guarda la locandina dell'evento).

Postato da Leoluca Orlando in | Commenti (71) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

22 Settembre 2008

La priorità di ogni Paese civile


Foto: Rainews24
La politica non può vigliaccamente far cadere nel vuoto il grido d’accusa di Saviano. Gran parte d’Italia è in mano alla malavita che si nutre, giorno dopo giorno, di silenzi: tutti sanno, ma nessuno racconta, né combatte. Il dovere delle Istituzioni è proprio quello di rompere questo distorto equilibrio. Buttar giù il muro di omertà che protegge camorra, mafia e tutte le associazioni a delinquere, dovrebbe essere la priorità di ogni Paese civile.

Ci auguriamo che l’invio dei 400 poliziotti specializzati non serva solo a metter in pace la coscienza, ma sia l'inizio della lotta a tutte le associazioni mafiose. La politica ha il dovere di occuparsi degli interessi vitali di tutto il Paese, anche del Sud, che larghe frange della maggioranza hanno troppo spesso accantonato e umiliato.

Chiediamo quindi al Governo misure in grado di fronteggiare con fermezza ogni tipo di potere criminale di malaffare con lo stesso coraggio che ha portato giovani come Saviano a non aver paura e ad essere in prima linea.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (48) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

21 Settembre 2008

Assalto bipartisan alla giustizia


Fin dall’inizio della sua avventura Berlusconi si è fatto scortare in Parlamento da una nutrita compagnia di suoi avvocati. Nei primi tempi passavano la maggior parte del loro tempo a difenderlo dai processi e dedicavano all’attività legislativa solo i ritagli di tempo.

Ora che il Lodo Alfano li ha sollevati da qualsiasi peso processuale hanno molto più tempo a disposizione. E gli effetti si vedono.
Gaetano Pecorella ha sfornato una proposta di legge costituzionale che sfigura l’intero assetto della giustizia e perfeziona la resa dei conti di Berlusconi con la magistratura.
Giudici e pubblici ministeri vengono separati all’origine con due diversi concorsi di ingresso. E ci saranno per loro due diversi consigli superiori della magistratura. Non senza ironia si immagina che quello dei pubblici ministeri venga presieduto dal ministro della giustizia: se il pm possa o non possa essere sottomesso all’esecutivo diventerà discussione di sapore archeologico.
Viene istituita una Corte di giustizia disciplinare in cui i magistrati e non togati saranno di pari numero: solo grazie alla clemenza di Pecorella non saranno in minoranza.

Ci sarà una Cassazione centrale per i reati gravi e Cassazioni regionali per i reati minori: si accettano scommesse su dove finiranno i reati di natura finanziaria e corruttiva.
Unica reale misura garantista è la custodia cautelare sul modello francese: si va in carcere solo dopo il contraddittorio davanti al giudice. Ma c’è da vedere in quali condizioni diverse vi arriveranno imputati di diverso peso.
L’obbligatorietà dell’azione penale sarà regolata per legge. Anche qui sarà interessante controllare il diverso destino tra i reati comuni e reati dei colletti bianchi.

In pratica la proposta Pecorella sovverte integralmente tutte le disposizioni fondamentali della Costituzione vigente.
E poiché le modifiche costituzionali sono laboriose e l’esperienza insegna che possono essere bocciate dal popolo nel referendum consultivo, il centrodestra mette all’opera i suoi tecnici anche su un piano più pratico e meno visibile. Su Repubblica D’Avanzo ha sostenuto che c’è un disegno per sottrarre la polizia giudiziaria al controllo del pubblico ministero. E’ cosa assai meno vistosa di una riforma costituzionale ma può essere altrettanto insidiosa.
Se la polizia giudiziaria non risponde al magistrato è normale che risponda all’autorità da cui dipende: il ministero dell’Interno. E potrebbe far sapere al giudice solo le cose filtrate dal controllo di quel ministero. L’autonomia del pubblico ministero non sarebbe nemmeno sfiorata ma la sua azione ne risulterebbe devitalizzata all’origine. D’Avanzo scrive che su questo progetto ci sarebbe un’intesa tra Ghedini e Violante.

Sempre su Repubblica Violante smentisce ma in una forma che conferma la sua intenzione di dare alla politica un ruolo di indirizzo sull’azione giudiziaria: precisamente ciò che “la politica” vuole e che la Costituzione impedisce.
Negli ultimi tempi è circolata assai la voce secondo cui Violante sarebbe candidato autorevole per la Corte Costituzionale. La sua smentita odierna è preoccupante almeno per due motivi: il suo tono potrebbe confermare che la candidatura è reale; le sue dichiarate intenzioni fanno temere sul serio che possa raggiungere quel ruolo ed esercitarlo.

Non sarebbe confortante scoprire tra qualche anno qualcosa di simile a quando si è dovuto ascoltare quel suo intervento in Parlamento rivolto al centrodestra: …ve l’avevamo detto che non toccavamo le reti televisive di Berlusconi…era ineleggibile ma nella giunta per le elezioni l’abbiamo votato…

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19 Settembre 2008

Campania: tra clan e politica


Il dominio totale dei clan di alcune zone della Campania, che vedono il ripetersi di efferati delitti di camorra, è anche colpa di una cattiva politica che non ha interesse a liberare la regione dal giogo della criminalità perché o ignava, o complice o compromessa.

E' un fatto gravissimo. In Campania c'è bisogno di indagare a fondo sui rapporti tra clan e politica. I due partiti maggiori, Pd e Pdl, che a fasi alterne hanno malgovernato la regione, annoverano tra i propri rappresentanti alcuni politici coinvolti in vicende poco chiare, citati da pentiti o inquisiti per collusione, corruzione o che addirittura, secondo quanto hanno appurato alcune indagini, hanno ricevuto appoggio elettorale dai clan. Nicola Cosentino, Paolo Russo, Mario Landolfi e Luigi Cesaro del Pdl, i consiglieri regionali di centrosinistra che sostengono Bassolino Roberto Conte e Nicola Ferraro, spieghino ai cittadini perchè sono stati coinvolti in indagini della Dda di Napoli o in vicende assai poco trasparenti.

La verità è che in Campania, a parte le dichiarazioni di rito, è mancata fino ad ora una vera e perdurante volontà politica di sconfiggere la camorra perché, direttamente o indirettamente, la stessa politica campana si è spesso servita delle zone d'ombra e dei rapporti poco limpidi, degradando la legalità ad un mero slogan invece di interpretarla sempre come un principio ispiratore dell'azione politica. Ecco perché i Casalesi, così come molti altri clan, nonostante lo sforzo delle forze dell'ordine, della magistratura e di una (piccola) parte della politica sana, riescono ad esercitare un controllo totale di alcuni territori, sottraendoli di fatto allo Stato.

Solo il primato dell'etica nella politica, solo superando un ceto politico troppo spesso colluso, si potrà arrivare ad una vera svolta in grado di portare ad un'altra Campania. Il rispetto rigoroso della legalità è, infatti, condizione essenziale per un'economia sana e per una vita più civile per tutti, in particolare per i giovani. Anche nella nostra regione dovrà al più presto essere possibile attivare sempre appalti 'puliti'; attrarre investimenti e nuovi posti di lavoro senza dover aver paura degli attentati dei clan; permettere ad un singolo cittadino di poter aprire un negozio senza temere i taglieggiamenti e le bombe dei camorristi e di poter camminare per strada senza correre il rischio di essere ucciso in una sparatoria.

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18 Settembre 2008

Alitalia: le responsabilita' politiche


(foto La Repubblica)
Silvio Berlusconi si sta affrettando a lanciare accuse gravi e irresponsabili forse perche' ha la consapevolezza di essere doppiamente responsabile dell'ormai prossimo fallimento di Alitalia, ieri come capo dell'opposizione quando si contrappose alla proposta di Air France per mero calcolo elettorale ed oggi come premier.

Ma di fronte a un disastro sociale di tali proporzioni serve grande responsabilita' ed e' per questo che Italia dei Valori chiede al governo di venire a riferire, gia' domani, in Aula sulla vicenda della trattativa tra Cai e Alitalia.

In quella sede e non, sulle agenzie di stampa come fa invece il presidente del Consiglio, si accerteranno le responsabilita' politiche di una vicenda che vede ad un passo dal baratro la compagnia di bandiera italiana e i suoi 20.000 lavoratori.

Postato da Fabio Evangelisti in | Commenti (149) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

17 Settembre 2008

Alitalia: gli interessi di pochi


Dal cilindro magico di Berlusconi spunta un nuovo nome tra quelli dei già numerosi ‘capitani coraggiosi’ interessati alla questione Alitalia: Itali Airlines, una piccola società con sede, guarda caso, a Pescara, come Air One di Toto, che rientra nel Gruppo Aeroservices, dietro cui c’è il nome di Giuseppe Spadaccini.

La piccola società sarebbe interessata ad acquistare aerei dismessi da Alitalia e ad assumere piloti in esubero. Il ‘caso’ vuole che tutto riconduca questi capitani coraggiosi ad un unico, esteso giro di amici ed amici degli amici. Spadaccini risulterebbe, infatti, vicino a Gianni Letta.

Senza considerare il profilo altamente discutibile del personaggio in sé, per il fatto di operare all’interno di una società che risulta essere fallita e perché finito sotto inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro.

Se tutto ciò si rivelasse fondato, avremmo una ragione in più per ritenere che il Governo abbia affrontato la questione Alitalia andando incontro agli interessi di pochi e non certo del paese.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (80) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

16 Settembre 2008

Sondaggio: i giovani sono il presente


Riportiamo in seguito i risultati del sondaggio "I Giovani sono il presente" presentato a Vasto lo scorso 14 settembre.

Il numero di risposte a questo sondaggio è molto elevato, dove vi hanno partecipato oltre 3500 persone.

Il profilo dei partecipanti al sondaggio evidenzia una maggioranza del campione di sesso maschile, l'87% del campione, con un età compresa tra i 18 ed i 40 anni, e distribuito in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale con una concentrazione nelle grandi città. Risulta essere impegnato ed informato, e segue il partito anche al di fuori dai suoi canali istituzionali. E' riformista, risoluto, e quando vuole una cosa non la vuole al 50% o al 60%, ma al 90%. E' attivo ed impegnato nell'utilizzo della Rete. Si avvicina alla figura che negli Stati Uniti viene definita “e-citizien”, ossia un cittadino “digitale” molto attivo in ambito politico che fa campagna elettorale per se stesso sui propri ideali. Avere una concomitanza di ideali con queste persone permette di avere un ottima campagna elettorale permanente per l'Italia dei Valori.

Le cinque regioni che hanno dato più adesioni sono la Lombardia, il Lazio, l'Emilia Romagna, il Veneto e la Toscana. Tutte le province di Italia hanno partecipato al sondaggio. Per cinque di queste hanno partecipato centinaia di cittadini: Roma, Milano, Napoli, Torino e Firenze.

Oltre il 40% delle persone che hanno aderito al sondaggio non ha un'attività propria, sommando gli studenti e i disoccupati. Il 14% dei partecipanti è sensibile alle politiche volte alle piccole medie imprese.

Dal sondaggio risulta che il 70% del campione non è proprietario di una casa. Questo è un problema che riguarda soprattutto i giovani che vivono ancora con i loro genitori o in affitto.

Oltre il 50% del campione esprime preoccupazione o non è in grado di arrivare a fine mese. Tra le problematiche riportare dai partecipanti al sondaggio c'è la mancanza di servizi a sostegno della famiglia, la possibilità di comprarsi una casa, gli stipendi e il sistema fiscale che non sono per nulla idonei a sostenere i costi della vita, trovare un lavoro e costruire una famiglia.

Tra l'80% e il 98% è scontento della classe politica attuale, e più del 40% vorrebbe riformarla radicalmente. Alcuni la definiscono “mafiosa, aggressiva, dittatoriale” o addirittura un “virus”. Viene inoltre sottolineato, come fattore negativo, il fatto che la classe politica italiana è tra le più vecchie d'Europa.

I settori dell'informazione e della politica totalizzano il 50% della priorità di riforma. La responsabilità della situazione negativa del Paese viene addossata alla classe dirigenziale e reputano che l'informazione sia uno strumento utile a questa classe politica a mantenere lo stato di fatto.

Oltre il 50% dei partecipanti al sondaggio scrive e partecipa in internet attraverso un blog proprio o altrui.

Per il 93% del campione la Lodo Alfano andrebbe eliminata immediatamente.
Tra i commenti rilasciati su questa domanda, i partecipanti al sondaggio si sentono “servi” e non più cittadini.

In tema di intercettazioni telefoniche, oltre il 95% del campione ritiene che devono essere usate dalla magistratura “tutte le volte che lo ritengono opportuno per svolgere le indagini”.

Il 38% del campione utilizza internet per documentarsi sui temi politici e il 9% si definisce attivo nella creare relazioni. In entrambi i casi si promuovono attivamente contenuti sulla rete mettendoli a disposizione di tutti.

La maggior parte del campione conosce soprattutto il Blog di Antonio Di Pietro, i video pubblicati su You Tube, il portale dell'Italia dei Valori e l'iniziativa “Io Sostengo”. A seguire troviamo il Blog di Beppe Grillo, il Blog di Marco Travaglio e quello di un altro giornalista, Daniele Martinelli.


15 Settembre 2008

Difendiamo la liberta' di informare


Daniele Martinelli è un giornalista, libero ed indipendente, che ha seguito per l'Italia dei Valori, e per il Blog del Presidente Antonio Di Pietro, processi importanti come il processo Spartacus ed il processo Mills. Ci fornisce e segue notizie in assoluta libertà, come piace all'Italia dei Valori.

Si è rivolto a noi perché coinvolto in una vicenda in cui la libertà d'informazione viene calpestata. E' andato in una città pugliese, a Bitonto, chiedendo alla pubblica amministrazione e al sindaco con una videocamera, registrando in assoluta libertà, perché mai in un comune italiano e pugliese come Bitonto a capo dei vigili urbani è stato promosso un comandante inquisito per truffa, falso e peculato.

Il sindaco, invece di dare spiegazioni a Daniele per quale motivo avesse assunto una persona inquisita per falso, peculato e truffa ha preferito querelare il giornalista indipendente e autonomo.

Daniele si è rivolto a noi all'interno dell'iniziativa “Arrestateci tutti”, un iniziativa che Antonio Di Pietro ha voluto prendere in difesa dei blogger, e della libertà d'informazione indipendente ed autonoma, assicurando coloro che con il mezzo di una semplice videocamera raccontano la libertà sul nostro Paese. L'Italia dei Valori ed Antonio Di Pietro assicurerà a questi ragazzi che vogliono dare libertà d'informare assicurerà assistenza legale, caricandosi anche le spese che evidentemente questi ragazzi non possono sostenere.

L'Italia dei Valori assicurerà assistenza legale a Daniele affinché possa continuare a fornirci informazione libera ed indipendente.

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10 Settembre 2008

Dignita' alle politiche al femminile


Quasi al traguardo il giro d'Italia in "rosa" che ha visto protagoniste le donne dell'Italia dei Valori che ha portato all'elezione delle responsabili territoriali del coordinamento donne. Un viaggio attraverso le regioni che ha la sua tappa conclusiva a Vasto, sabato 13 settembre, con l'elezione della coordinatrice nazionale.

Le donne: la grande scommessa di un partito che le vede protagoniste a 360° e in prima linea nelle battaglie che l'Italia dei Valori porta avanti. Non vogliamo ricostituire ghetti, ma ridare dignità alle politiche al femminile. Nel nostro Paese ancora non abbiamo raggiunto l'obiettivo di una reale pari dignità.

Sono tante le donne attive in prima persona nel sociale, nella famiglia, in politica, ma il riconoscimento non è mai pari all'impegno profuso. Purtroppo la legislazione a riguardo è ancora debole e non adeguata alla realtà. E i diritti e le tutele delle donne sono ancora lontani dalle leggi vigenti nel Nord Europa. I ruoli di primo piano sono ancora pochi sia nelle istituzioni sia nelle diverse realtà economiche e sociali. Occorre attivarsi come, tra 'altro, hanno già fatto negli ultimi anni paesi come la Spagna. Per questo l'Italia dei Valori rilancia da Vasto la sfida.

Riportiamo in seguito le mozioni di candidatura a ruolo di Coordinatrice Nazionale:

Patrizia Bugnano
Fiorella Mameli
Rina Salis

Riportiamo in seguito i dati aggiornati delle elezioni territoriali:

REGIONECoordinatriceMail
Abruzzo Olivia Conte oliviacon@libero.it
Alto AdigeDaniela Mosturamosturad@hotmail.com
BasilicataD’Ottavio Ritarita.dottavio@libero.it
CalabriaCarmela Bonarrigoavv85@libero.it
Campania Anita Sala panini2000@alice.it
Friuli V.G.Gabriella Bongabybt@libero.it
LazioAngela Leonardistudiolegaleleonardi@tiscali.it
Liguria Marylin Fusco marylinfusco@hotmail.it
LombardiaAlberta Liuzzoalberta.liuzzo@tiscali.it
MarchePaola Giorgigiorgipa@hotmail.it
MoliseSimona Contuccisimonacontucci@libero.it
PugliaAnna Mariamarinetta.coppola@alice.it
SardegnaFara Rinalinomura@tiscali.it
SiciliaOrnella Specialeornellaspeciale@tiscali.it
Toscana Graziella Canderolo g.candeloro@provincia.ms.it
Trento Giovanna Giugni ferrari.giugni@alice.it
UmbriaCarla Casciaricarla@casciari.it
Valle D'AostaLorella Vezzavezza.lorella@tiscali.it
VenetoMarisa Velarditamarivela@libero.it

Le regioni Piemonte ed Emilia Romagna celebreranno le rispettive assemblee in data successiva.
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9 Settembre 2008

Basile: contribuiamo alle indagini


Stiamo registrando alcuni episodi come per la Notte della Taranta, dove per un eccesso di zelo è stato rimosso uno striscione che ricordava Basile. Qualche giorno fa durante la visita del prefetto di Lecce a Ugento, sono stati tolti due striscioni assolutamente non violenti e che invitavano i cittadini a chiedere verità e giustizia. Sono solo alcuni episodi, ma abbiamo il dovere di chiedere agli abitanti di Ugento di collaborare e soprattutto di rassicurate tutti che le istituzioni sono dalla loro parte e non da quella dei criminali.

Ho inteso incontrare il questore Rochira soprattutto per conoscerlo di persona e poi per manifestare l’apprezzamento da parte del nostro partito per il lavoro che la polizia sta svolgendo, ma anche per incitare le forze dell’ordine ad andare avanti, senza guardare in faccia nessuno, perché a tre mesi dall’omicidio che non ci sia ancora un indagato è una cosa che deve preoccupare tutti.

Ecco perché indipendentemente dalle collocazioni politiche, tutti dovrebbero invece contribuire alla svolta delle indagini: Basile non era solo un appartenente all’Italia dei Valori, ma era un cittadino eletto democraticamente a far parte del Consiglio comunale di Ugento.

Postato da Pierfelice Zazzera in | Commenti (18) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

8 Settembre 2008

Il governo e' la televisione


Ottavo spot di Berlusconi a Napoli. Ma la regione resta invasa e inquinata da un reticolo di discariche occasionali dove i fuochi bruciano notte e giorno, come dimostrano le foto e i video di denuncia di decine di cittadini. La solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio e dentro il cerchio la scritta “Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli”. L’esibizionismo puerile si riveste di oggettività televisiva.

Il governo è la televisione. Ciò che si vede c’è, ciò che non si vede non c’è.
La ripulitura del centro viene continuamente rappresentata e nella messa in scena scompaiono i suoi caratteri approssimativi. E pur vedendone l’aspetto precario, gli elettori di centrosinistra non possono non riconoscerla e allo stesso tempo devono ammettere la disastrosa insufficienza della classe dirigente di centrosinistra che ha lasciato marcire la situazione oltre ogni limite immaginabile per poi consegnare al mago la possibilità di usare la sua bacchetta magica. Se ha senso ora collaborare col governo perché non l’hanno fatto prima quando il governo era nostro? Perché hanno rinviato a dopo ciò che dovevano fare subito?

Ora viene messa in scena la pulizia napoletana ma la regione resta invasa e inquinata. Discariche aperte d’autorità e militarizzate accolgono la spazzatura urbana e non si sa quanto ciò possa durare. Altre discariche vengono aperte nei luoghi meno densi di popolazione, meno problematici dal punto di vista del consenso elettorale, ma proprio perciò pregiati come riserve di spazio e di silenzio.
La città invia la sua spazzatura lontano da sé e inquina luoghi che da sé non avrebbero mai saputo e voluto inquinarsi. L’Irpinia orientale deve subire gli effetti peggiori di una metropoli che non ha mai saputo trovare la misura per autoregolarsi.

Gruppi spontanei testimoniano la realtà incombente della terra dei fuochi. L’area metropolitana è segnata da un reticolo di discariche occasionali, non estinguibili e di continuo rinnovate, dove i fuochi bruciano notte e giorno. I ritratti da satellite forniti da Google lo dimostrano. Vi si brucia di tutto, anche in immediata prossimità di insediamenti e colture. Sotto gli occhi dei tutori dell’ordine, nella piena consapevolezza delle popolazioni circostanti.

Il Tg3 vi ha gettato un rapido sguardo. Gliene rendiamo merito, ma si può scommettere che la coltre dell’indifferenza organizzata cercherà di far dimenticare. A maggior ragione va sostenuta l’azione di chi, prima di tutto, esercita il diritto costituzionale all’informazione. Prima ancora di giudicare: raccontare e far vedere. Il compito del cronista indipendente dai poteri resta garanzia fondativa della democrazia. Non ha alle spalle il logo “Centesima visita nella terra dei fuochi” ma fa del suo meglio per mostrare la verità.
Chi è interessato vada a vedere www.laterradeifuochi.it.


7 Settembre 2008

I coordinamenti Donne Italia dei Valori


Mancano pochi giorni alla festa nazionale di Vasto. In tutta Italia le donne dell’Italia dei Valori sono mobilitate per lo svolgimento delle assemblee regionali per eleggere le responsabili territoriali dei coordinamenti donne.

In tutte le assemblee la partecipazione è stata molto sentita e sono stati approvati dei documenti programmatici che saranno il filo conduttore dell’assemblea di Vasto dove approveremo il I manifesto programmatico su cui nei prossimi mesi dovremo lavorare.

Quanto sta accadendo ci conforta del fatto che il Coordinamento donne esprimerà sicuramente un punto di forza all’interno del partito, uno spazio in cui confrontare le nostre esperienze, in cui ciascuna possa riconoscersi con tutta la concretezza delle proprie esigenze e la ricchezza della propria specificità, per acquisire insieme piena consapevolezza della nostra forza e rendere visibile la nostra presenza.

Uno spazio in cui le donne non si occuperanno solo delle tematiche al femminile ma, forti delle professionalità ed intelligenze che sapranno esprimere, avranno l’opportunità di intervenire a 360°. Conclusa la fase organizzativa ed approvato il manifesto programmatico, si organizzeranno gruppi di lavoro sulla base delle professionalità e delle manifestazioni di interesse che raccoglieremo. Il lavoro dei gruppi dovrà essere la base di discussione per iniziative legislative, amministrative ed organizzazione di eventi sui diversi territori.

Ecco i primi dati delle elezioni:

REGIONECoordinatriceMail
Alto AdigeDaniela Mosturamosturad@hotmail.com
BasilicataD’Ottavio Ritarita.dottavio@libero.it
CalabriaCarmela Bonarrigoavv85@libero.it
LazioAngela Leonardistudiolegaleleonardi@tiscali.it
LombardiaAlberta Liuzzoalberta.liuzzo@tiscali.it
PugliaAnna Mariamarinetta.coppola@alice.it
SardegnaFara Rinalinomura@tiscali.it
SiciliaOrnella Specialeornellaspeciale@tiscali.it
UmbriaCarla Casciaricarla@casciari.it
Valle D'AostaLorella Vezzavezza.lorella@tiscali.it
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6 Settembre 2008

Alitalia: fateci tutti soci


Ora che ne conosciamo i dettagli possiamo affermarlo con certezza: l’operazione del governo su Alitalia non è un salvataggio, ma una colossale porcata. La peggiore nella storia dei rapporti, già di per sé poco edificanti, tra un certo capitalismo di relazione e la politica. Il governo ha fatto coriandoli del codice civile, delle norme europee e di quelle antitrust.

Con questa operazione, che ripulisce Alitalia da ogni debito, da ogni elemento di rischio e lascia a questi intrepidi imprenditori soltanto la ‘ciccia’, ovvero il marchio, il monopolio delle ricchissime rotte italiane e un’importante flotta aerea, si è deciso di fare un colossale regalo a sedici famiglie amiche. Non si tratta di capitani coraggiosi, ma di imprenditori che, grazie allo Stato, campano di tariffe, appalti e debiti.

Diciamolo con franchezza: con tutto questo, il mercato e l’impresa non c’entrano proprio niente. Siamo, invece, nel campo delle più smaccate prebende di Stato. Ci rammarica profondamente, per il ruolo che svolge e per la storia personale, trovare in questa rete anche il presidente degli industriali. La cosa più vergognosa e che rende il tutto una vera e propria truffa è che il prezzo di questo regalo, tra il debito di Alitalia ed il costo sociale degli esuberi, lo pagheranno gli italiani e sarà di almeno un miliardo di euro.

E’ per questo che intendo proporre al mio partito di lanciare la campagna nazionale ‘Fateci tutti soci’. Almeno per una volta cambiamo lo spartito per cui agli italiani vanno i debiti ed a pochi privilegiati della politica i profitti. Trasformiamo Alitalia in una grande public company e istituiamo un fondo per l’azionariato popolare diffuso con quote a partire dai dieci euro: in questo modo si consentirà anche a pensionati e casalinghe di partecipare a questa abbuffata di Stato, al posto soliti noti. Quanto al Partito Democratico, speriamo che inizi a interrogarsi sull’opportunità che il figlio e socio dell’investitore più coinvolto in questa deprecabile operazione continui ad essere il ministro ombra dello Sviluppo Economico.

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (167) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

5 Settembre 2008

Sicurezza: governo confuso


Questo Governo si trova a gestire una vera e propria emergenza penitenziaria. Come intenda far fronte a tale emergenza è ancora del tutto oscuro. L'unica indicazione è quella, tuttora nebbiosa, del braccialetto elettronico, con una chiara negazione della certezza dell'espiazione della pena e l'aggravamento della sicurezza che, solo a parole, si dice di voler perseguire. Insomma, un turn-over che solo nel nome non viene chiamato indulto, ma che in realtà potrebbe averne molte caratteristiche.

Italia dei Valori ha un'idea completamente diversa sulla riforma della giustizia ed ha presentato un pacchetto di sette proposte di legge per l'accelerazione dei processi, la garanzia della certezza della pena e l'eliminazione della sanzione penale in casi non gravi in presenza di tenuità del fatto, risarcimento del danno, sanzioni sostitutive, sospensione del processo con messa alla prova.

Idee chiare, dunque, a differenza di quelle del governo, ancora estremamente confuse. Ne chiederò conto alla ripresa dei lavori parlamentari in commissione giustizia e in aula, per far risaltare lo stato di marasma in cui versano Guardasigilli e Governo.

Postato da Federico Palomba in | Commenti (55) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

4 Settembre 2008

Tassa Alitalia


Il Governo ha il dovere di chiarire al Parlamento, con la massima urgenza, come e se saranno restituiti al Paese i 300 milioni di euro dati ad Alitalia nell'aprile scorso.

Se il Commissario Augusto Fantozzi dovesse liquidare ciò che resta di Alitalia per una cifra che, secondo fonti stampa si aggira poco al di sopra dei 300 milioni, ma che sara' solo sulla carta visto che si trattera' di una somma destinata a deconsolidare il debito che si accolleranno i nuovi acquirenti, che ne sara' dei 300 milioni dell'aiuto di Stato mascherato da prestito ai quali vanno aggiunti i 450 milioni dei bond Alitalia? Il Tesoro si troverebbe con un ammanco di 750 milioni di euro, ai quali poi si dovranno aggiungere altri 180 milioni per far fronte agli ammortizzatori sociali destinati agli esuberi. Insomma il costo di questa operazione, per ora di 930 milioni di euro, viene scaricato, come al solito, sulla collettivita' .

Allora chiedo: da un lato al Governo di chiarire con urgenza al Paese e al Parlamento come pensa di recuperare i 750 milioni e dove prenderà gli altri 180 per gli ammortizzatori sociali; al collega del PD Matteo Colaninno, in apero conflitto d'interessi, chiedo di voler sensibilizzare il padre Roberto Colaninno affinchè fornisca da un lato garanzie ai lavoratori per salvaguardare i livelli occupazionali e dall'altro garanzie ai piccoli investitori di Alitalia per garantire un concambio paritario di azioni con la nuova compagnia e, infine, al collega del PDL Daniele Toto, anche lui forse in imbarazzo per il favore che il Governo fara' allo zio Carlo Toto che con l'operazione Fenice si libererebbe dei 3000 dipendenti di AirOne e del debito degli aerei da lui gia' acquistati e che passerebbero alla nuova Alitalia, di chiedere allo zio Carlo quali garanzie intende assicurare con il suo ingresso in CAI ai lavoratori di Alitalia che saranno licenziati per far posto ai nuovi provenienti da AirOne?

In questo scenario di conflitti di interessi palesi il PDL-PD di Veltrusconi tace. A rimetterci sono i cittadini e i lavoratori di Alitalia.

Postato da Domenico Scilipoti in | Commenti (91) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

3 Settembre 2008

Indulto: lacrime di coccodrillo


L'indulto si avvia a non avere più padri responsabili. Perfino il ministro Alfano, dopo averlo votato insieme con Forza Italia che ne è stata la più accanita sostenitrice, si dice pentito ed ora piange lacrime di coccodrillo. Egli viene dopo altri illustri pentiti, da Amato, Fassino a D'Alema, ma mai un esponente di alto rango di FI si era pronunciato in tale direzione.

L'affermazione è importante perché proviene da un partito dedito al più bieco perdonismo ed al condonismo, come dimostrano le 26 leggi clemenziali prodotte nella legislatura presieduta da Berlusconi in ogni materia, fiscale ed ambientale, penale e finanziaria.

Siccome non credo ad un radicale pentimento culturale in materia, debbo pensare che sia un altro il motivo del pentimento: forse respingere la responsabilità per carceri di nuovo piene a poca distanza dall'indulto, come Italia dei Valori aveva ampiamente denunciato in occasione del fiero ostruzionismo contro quella legge, iniqua e detestata da due terzi dell'opinione pubblica. Troppo comodo piangere sul latte versato.

Postato da Federico Palomba in | Commenti (84) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

1 Settembre 2008

Intercettazioni: la trappola che emerge


Italia dei Valori condurrà una irriducibile opposizione contro il disegno di legge di Berlusconi palesemente finalizzato ad imbrigliare i giudici e la stampa quasi facendo scomparire le intercettazioni.

Ci batteremo perché sia aumentata la platea di reati per i quali sono ammesse, per allungare i tempi e per consentire la pubblicazione, anche prima dell'udienza preliminare, degli atti venuti a conoscenza delle parti nel corso delle indagini. E ci impegneremo fortemente perché cada la pericolosa restrizione delle intercettazioni ambientali.

Siamo invece disponibili a ricercare un meccanismo più stringente di garanzia della privacy per quanto riguarda le intercettazioni a contenuto inutile per le indagini.

Se anche a Berlusconi interessa che non si pubblichino intercettazioni inutili cominci col sollevare dall'incarico il direttore di Panorama Maurizio Belpietro, che questo ha fatto. Se non lo fa, emerge chiaramente la trappola che ha voluto tendere: cercare solidarietà sulle intercettazioni inutili ma al solo scopo di eliminare quelle utili alle indagini.

Postato da Federico Palomba in | Commenti (109) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif


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