dalla parte dei cittadini



26 Novembre 2008

Parliamo di Camorra


Durante un dibattito alla Camera dei Deputati, ho formulato una precisa richiesta al Presidente della Camera Gianfranco Fini, ovvero di convocare una seduta monotematica che trattasse esclusivamente dei rapporti tra Camorra e politica.

Da quindici giorni non ho avuto alcuna risposta. Non so perché, non vogliono portare davvero l'attenzione, alla Camera dei Deputati, sul problema della Camorra e della criminalità organizzata in Campania e nel Mezzogiorno in Italia. Probabilmente per com'è invischiato il Pdl con la Camorra e la criminalità organizzata, si cerca di non portare i riflettori della politica e delle istituzioni su questi temi che sono la vera emergenza della Campania e del Sud.

Sabato scorso sono stato invitato ad un convegno a Crispano, in provincia di Napoli, dal tema “Sicurezza e legalità”, dove ho avviato un iniziativa che proporrò in tutti i comuni della Campania: convocare dei consigli comunali con all'ordine del giorno il tema dei rapporti tra Camorra e politica.

In Italia, di Camorra ne ha parlato soltanto Roberto Saviano, che ha riportato i riflettori e l'attenzione della società su questo grande problema che flagella soprattutto il Mezzogiorno. E' una vergogna che di queste cose ne debba parlare solo un giornalista, mentre le istituzioni, e chi ne ha il dovere di parlarne non ne parla, se ne infischia.

Come vogliono fare davvero la lotta alla Camorra, al N'drangheta , alla Mafia, e alla criminalità organizzata, se non parte da qui, dal Parlamento, l'esempio? Che cosa si vuole fare? Questa gente bisogna buttarla fuori, ai criminali e camorristi non bisogna neanche stringere la mano, figuriamoci un caffè. Mentre noi, in Campania, abbiamo visto vertici del Pdl, nelle persone di Mario Landolfi, di Paolo Russo, di Cosentino, invischiati e compromessi in indagini nella direzione distrettuale Antimafia. Probabilmente, per questi rapporti e questa promiscuità che c'è tra la politica e la Camorra, non se ne vuole parlare perché fa comodo mantenere ancora il rapporto.

Cominciamo dal basso. Se non ne vogliono parlare in Parlamento cominciamo dai consigli comunali, dandoci delle regole comportamentali, a dire come bisogna fare la politica.

Sono d'accordo e solidale con il Procuratore Antimafia di Napoli, Roberti, che lamentava una carenza di normativa sui beni confiscati alla Camorra. Occorre un'agenzia ad hoc per poter velocizzare e rendere immediata ed efficace la lotta alla Camorra con il sequestro dei beni confiscati alla Camorra stessa. Presenterò una proposta di legge in tal senso, come pure per le infiltrazioni nei consigli comunali. Questo è un altro problema, dove la Camorra e la criminalità organizzata si annida all'interno delle istituzioni.

Nel mio territorio, nel Nolano, due consigli comunali, di San Paolo Bel Sito e Tufino, dove c'era la famosa discarica, sono stati sciolti alcuni anni fa per infiltrazioni camorristiche. Dopo qualche anno sono tornati gli stessi sindaci e le stesse amministrazioni che erano state sciolte. A che gioco vogliamo giocare? Vogliamo rendere ancora la Campania invivibile, dove la gente vuole scappare via?

Hanno incendiato quindici macchine a Napoli, nel rione Sanità, perché chiedono il pizzo per i cittadini che parcheggiano l'autovettura sotto casa propria. Si può vivere cosi?
In Campania c'è davvero una situazione drammatica, Napoli non è più vivibile perché c'è una presenza opprimente e asfissiante della Camorra, ma la responsabilità è della politica, perché spesso “la politica è la Camorra”.

Facciamo davvero iniziative concrete: cominciamo dal basso, dai consigli comunali, visto che in Parlamento non ne vogliono parlare.