sei in: articoli > Febbraio 2009

 

28 Febbraio 2009

Dalla parte dei lavoratori


Il governo non solo non aiuta i lavoratori a superare la gravissima crisi economica, ma li attacca sul terreno dei diritti. L'affondo con il ddl delega è anticostituzionale ma è soprattutto sbagliato.

Di fronte ai dati drammatici diramati dall'Istat ieri sulla cassa integrazione e a quelli ancor più drammatici sul pil americano, il nostro esecutivo dovrebbe prendere il toro per le corna e dare una mano ai lavoratori già in difficoltà, invefce cerca di distogliere l'attenzione e emana un provvedimento liberticida che indebolisce il diritto di sciopero nel settore trasporti. Qualche alto rappresentante delle imprese prende la palla al balzo e rilancia, chiedendo che lo sciopero virtuale venga esteso a tutte le categorie.

Stiamo assistendo a un vero e proprio intervento a gamba tesa ai diritti dei lavoratori che mira, tra le altre cose, a spaccare il sindacato. L'Italia dei Valori non si presterà a questo gioco sporco. Se il Pd vuole dialogare su questo terreno faccia pure. Noi siamo con la Cgil e con i lavoratori in piazza ieri a Pomigliano, addirittura con il vescovo, e oggi a Torino.

Dal nord al sud il governo non capisce che la protesta può dilagare, come qualche anno fa quando lo stesso Berlusconi provò a minare dalle fondamenta lo statuto dei lavoratori. Cominciò lì il declino che portò alla vittoria di Prodi nel 2006. Vuol dire che anche questa volta saranno i lavoratori a frenare la deriva autoritaria del Cavaliere.

Postato da Paolo Brutti in | Commenti (111) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

Altri 400 milioni bruciati


Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?


27 Febbraio 2009

La Repubblica delle banane


Questo governo sta usando tutti i suoi poteri per convincere i cittadini che solo votando la maggioranza che lo sostiene potrà ottenere dei vantaggi. Siamo veramente di fronte, se si potesse usare un termine da codice penale, ad un abuso d'ufficio.

Berlusconi gira in campagna elettorale, tanto in Abruzzo quanto in Sardegna, dicendo “votate il mio candidato altrimenti avrete di fronte a voi un governo ostile”. E' una tecnica forse collaudata ma che va assolutamente smascherata.

Non ci sono soldi per nulla, non si riescono a dare i soldi per gli ammortizzatori sociali e a tanti precari che stanno perdendo i posti di lavoro, ma quando chiama l'amico dell'amico i soldi si trovano, sia che si tratti di salvare AirOne, Toto e Alitalia, dove ci sono state nefandezze di tutti i tipi, sia che si tratti di fare delle donazioni di Stato a qualche comune amico: 500 milioni a Roma dopo che Alemanno è diventato sindaco, 140 milioni a Catania dove il medico personale di Berlusconi, Scampagnini, è stato sindaco per tanti anni portando il comune al fallimento e che ora, come premio, siede nei banchi del Parlamento. Adesso si dice che anche Parlermo riceverà una donazione di circa 200 milioni di euro.

Questi sono i metodi del governo Berlusconi, al quale non interessano i veri problemi dei cittadini, ma accontentare soprattutto gli amici. Insieme al fido “Tremonti sul viale del tramonto”, che ha visto in sostanza riconosciuto il fallimento del suo operato con gli immobili pubblici e gli enti previdenziali, anche questo costerà tantissimo ai cittadini. Questi sono metodi di governo da Repubblica delle banane.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (85) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

26 Febbraio 2009

Nucleare: il modello Berlusconi


Nella politica intesa come spettacolo Berlusconi apre un altro fronte: tutto va bene per mettere la sordina al problema della crisi economica. E col nucleare si può anche dare ad intendere che un po' di affari riprenderanno. Tra l'altro il gesto è anche uno sgarbo istituzionale nei confronti del Senato che aveva cominciato a esaminare un provvedimento in merito anche al nucleare: la scelta avviene in assenza di una legge.

L'intesa con Sarkozy ci affibbia quattro centrali basate sulla tecnologia francese Epr. E' vecchia e inaffidabile. I due impianti in costruzione in Finlandia e Francia non sono ancora terminati dopo anni di lavoro e i loro costi sono lievitati moltissimo.

L'Italia non ha bisogno di centrali nucleari per produrre l'energia elettrica che le è necessaria. Non ne ricava alcun guadagno tecnologico perché non sono basate su tecnologia d'avanguardia. E per di più i suoi quadri tecnici all'altezza della situazione sono pochi e prossimi alla pensione, mentre i giovani sono assunti con contratti a termine e non sono preparati al compito.

L'unico guadagno prevedibile è quello derivante dall'alleanza Enel-Electricité de France, in base alla quale Enel potrà comprare a prezzo stracciato l'energia elettrica che avanza a EdF nei mesi di scarso consumo e rivenderla a prezzo maggiorato ai suoi cittadini italiani: è il mercato bellezza!

Il trionfalismo berlusconiano dovrà fare i conti con la tendenza delle imprese costruttrici italiane a usare cemento di scarsa qualità, la difficoltà di reperire siti compatibili che devono avere tanta acqua a disposizione e poca popolazione intorno, l'accettazione delle cittadinanze coinvolte, lo smaltimento delle scorie.

Quest'ultimo argomento ha convinto Obama a non finanziare nuove centrali nucleari. In Italia l'unico e ultimo tentativo di seppellire scorie fu impedito dalla Basilicata sul suo stesso territorio. Il Manifesto, da cui sono tratte principalmente queste notizie, riferisce di un'inchiesta del quotidiano "The Indipendent" secondo cui le nuove centrali progettate in Inghilterra sul modello francese sono sì meno esposte a guasti ma l'eventuale fuoriuscita di radiazioni sarebbe maggiore e più luttuosa.

La previsione non turberà il ministro Ronchi che è disposto a ospitarne una sotto casa sua.

Postato da Pancho Pardi in | Commenti (176) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

25 Febbraio 2009

Nucleare: in nome del Dio denaro


Riporto il video e il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati di ieri, martedi 24 febbraio, in merito al ritorno al nucleare voluto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel 1987, con un referendum abrogativo, gli italiani hanno scelto di cancellare il nucleare. Qualora si volesse tornare indietro non è pensabile che Berlusconi e Scajola firmino accordi unilaterali con la Francia, quantomeno senza un dibattito parlamentare, una forma sicuramente meno partecipativa del referendum ma più consona ad una democrazia.

Testo dell'intervento

"Signor Presidente, onorevoli colleghi, è interessantissimo il dibattito che si è sviluppato in quest'Aula, da ogni punto di vista. Tuttavia, è anche interessante leggere, dai giornali di oggi, di un incontro tra Silvio Berlusconi e il Presidente francese per stipulare un accordo in ordine al nucleare.
Mi viene da pensare che tutto ciò che è successo in questi giorni e in questi mesi non è servito a nulla, non ha fatto capire niente, non è stato interessante per nessuno. Questo neo-liberalismo sfrenato, questo modello imprenditoriale a tutti i costi, questo individualismo qualunquista molte volte viene messo al primo posto non nell'interesse di una società che dovrebbe essere al servizio della collettività e dei cittadini ma, invece, a disposizione di una società che ha come obiettivo principale solo il Dio guadagno, cioè operare attraverso dei meccanismi che hanno un ritorno solo ed esclusivamente economico.
Perché dico questo? Il nucleare, come molti sostengono e dicono, potrebbe essere l'alternativa o la soluzione di tutti i problemi. In realtà, non è la soluzione di tutti i problemi, ma è il male peggiore che vi possa essere, e ciò per una serie di motivi. L'ho già detto in quest'Aula qualche mese fa, invitando sia coloro che sono intervenuti contro sia i rappresentanti del Governo a prendere atto dei registri dei tumori che vi sono nei comuni vicini alle centrali nucleari, dove vi è un tasso di leucemie che va dal 2 al 5 per cento in più rispetto alla popolazione normale. Il 2 per cento significa, su cento persone, due, su mille, venti e su 10 mila, duecento. Questo significa che abbiamo un tasso di mortalità per malattie degenerative altissimo, prodotto dalle scorie radioattive che sono in prossimità delle centrali nucleari.
Lo abbiamo denunciato già in quest'Aula e abbiamo chiesto di riflettere sull'argomento. L'abbiamo chiesto al Governo e anche a coloro i quali, membri di questo Parlamento, avevano preso una posizione a difesa del nucleare. Abbiamo fatto questo non per dire o per sostenere che vogliamo essere bravi o i più bravi, ma soltanto per fare il nostro lavoro di parlamentari, per parlare all'interno del Parlamento e dire ciò che pensiamo, invitando i colleghi non ad accettare per partito preso ciò che diciamo ma a vedere, guardare e capire bene ciò di cui stiamo parlando.
Oggi in questa società, che è cartesiana e meccanicistica, chi parla di ecologia o di olismo viene quasi messo alla berlina e forse viene visto come qualcuno che viene dall'altra parte del mondo. Infatti, oggi non si capisce il linguaggio dell'olismo né quello dell'ecologia, ma un solo linguaggio, che è quello meccanicista-cartesiano, è il linguaggio del Dio denaro e del guadagno, che tende a dare la spiegazione e la logica di ogni avvenimento, non per giustificare quello che si deve portare avanti ma per l'obiettivo e l'interesse personale di qualcuno o di alcuni gruppi che mettono a repentaglio la vita dei cittadini.
Quando sosteniamo, cari colleghi, egregio Presidente, signor rappresentante del Governo, che vi sono centrali nucleari e rifiuti nucleari sparsi sul territorio nazionale, facciamo anche dei riferimenti. Vi sono già dei registri che documentano effettivamente che vi è un tasso di malattie che va dal 2 al 5 per cento, e ci riferiamo a malattie degenerative. A questo punto apro una parentesi, per coloro i quali non capiscono queste parole, «malattie degenerative»: esse significano Alzheimer, tumore dei polmoni, leucemie, e tutto ciò che è veramente mortale e distruttivo per l'essere umano.
Pertanto, questa nostra chiacchierata, questa nostra riflessione all'interno di questo Parlamento dovrebbe portare ognuno di noi, prima di prendere posizione e di esprimere il voto, quanto meno a documentarsi attentamente, per verificare se quanto detto dal collega Scilipoti risponda o no alla realtà. Ma nel caso in cui dovesse rispondere alla realtà, chi voterà a favore del progetto di mandare avanti un sistema che comporta l'alternativa nucleare, si assume e si assumerà una grande responsabilità.
Tale responsabilità non è solo ed esclusiva di chi lo fa, ma è una responsabilità anche nei confronti dei propri figli e dei figli di coloro i quali vengono definiti in questo momento, nel senso più nobile della parola, che molti hanno dimenticato, esseri umani.
Infatti, la cosa più importante è cercare di garantire la vita e la qualità di vita, e subito dopo trovare soluzione ai problemi. I problemi si risolvono con serietà e con equilibrio, e non certamente con la presa di posizione di oggi del Presidente del Consiglio, che ha firmato un accordo con il Presidente francese sulla questione del nucleare quando ancora all'interno del Parlamento e nel Paese esiste un dibattito. Prima di ogni cosa vi deve essere il dibattito, e subito dopo verranno le soluzioni ai problemi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni).
"


24 Febbraio 2009

Chiaiano: presenti


Domenica l'Italia dei Valori c'era all'appuntamento di Chiaiano per la difesa e per il diritto alla salute dei cittadini. C'era senza bandiere, cosi come richiesto dall'organizzazione.

Il governo insiste, irresponsabilmente, su una decisione sbagliata. La discarica di Chiaiano è un errore grave, perché questa scelta si è trasformata in una specie di forzatura ideologica dell'esecutivo, di Berlusconi e di quelli che l'hanno voluta a tutti i costi allestire. Sono stato al fianco di tutti i manifestanti, dal primo momento della protesta, perché ritengo che questa sia una scelta presa d'imperio e senza aver considerato tutti i pericoli insiti nell'individuazione dell'invaso. Ci sono numerosi e autorevoli pareri, inascoltati, che hanno segnalato a più riprese l'inadeguatezza del sito perché a pericolo frane, a rischio infiltrazioni nel sottosuolo e già contaminato da anni di scarichi abusivi. Davvero inquietante. Ma la cosa più grave, insieme ai gravi pericoli per l'ambiente e la salute per i cittadini, è l'assoluta mancanza di trasparenza su quanto sta accadendo lì dentro. Possibile che non si possa sapere nulla? Possibile che in Italia, nel 2009, si debba militarizzare un'intera zona per far sì che cali l'assoluta oscurità su dei lavori che invece dovrebbero essere alla luce del sole? La verità è che tutto è stato fatto precipitare in un buco nero di disinformazione: non si sa dove vanno i rifiuti, come vengono gestiti, vengono imposte solo scelte dall'alto e calpestati i diritti dei cittadini. Se non hanno nulla da nascondere, perché ci nascondono tutto? Le centinaia di persone che scrivono all'Italia dei Valori segnalando il bluff della soluzione dell'emergenza rifiuti rappresentano la testimonianza coraggiosa di chi non si arrende ad un'evidenza finta. Ad una presa in giro insopportabile. Mobilitiamoci tutti. Per la verità e per chiedere che la tutela del diritto alla salute e all'ambiente non diventi un optional, una concessione, ma che rimanga un principio costituzionalmente garantito. Non solo sulla Carta.

Riporto il video ed il testo dell'intervento di domenica a Chiaiano di padre Alex Zanottelli.

"Buona sera, allora prima di tutto davvero un grazie perché questa sera avete sfatato tutto quello che i giornali hanno detto, Il Mattino, siete qui in tanti. Grazie perché Chiaiano, Marano, hanno riempito questa piazza siete in tantissimi. Davvero il battimani va a voi e congratulazioni. Ma congratulazioni per favore perché veramente da dieci mesi con costanza incredibile avete resistito qui.
Quindi davvero c'è qui uno zoccolo duro che ha portato avanti per dieci mesi, quasi un anno ormai, questa resistenza. Guardate che la speranza per la democrazia in questo paese, nasce da esperienze come la vostra. Non illudiamoci il resto non è democrazia, è pura formalità.
La vera democrazia è da qui che parte. Permettetemi dato che abbiamo qaualche minuto, già che siamo in tanti, di aiutarci tutti a capire perhé siamo qui questa sera. Alcune informazioni semplici ma importanti in questo momento informativo, così che quando ritornae a casa sapete perché siamo venuti qui.
Per prima cosa io sono un prete missionario, la mia gente fra l'altro, l'ultimo giorno in cui sono stato a Corococcio, mi ha imposto le mani solennemente, hanno invocato lo Spirito Santo, e hanno detto che vada a convertire la mia tribù bianca. E sono tornato in Italia a convertire la mia tribù bianca, e mi sono trovato al posto giusto a convertire questa tribù bianca.
Guardate che è fondamentale: non è possibile continuare anche per noi missionari a camminare con i poveri se non ritorniamo in patria a denunciare quei sistemi economico finanziari che poi producono morte qui da voi e morte nel Sud del mondo.
E' in questo senso che sono quicome prete e come missionario perché per me il vostro problema è etico, morale. Se come chiesa insistiamo così tanto sulla vita, non è concepibile che come chiesa non ci siamo su un problema così grosso come quest. Per cui ecco perché ci tengo ad esserci e ci sono davvero in nome di quel Dio in cui credo che ha impiegato quattro miliardi e seicento milioni di anni per regalarci questo bellissimo pianeta.
E' il Vangelo di Giovanni che ci dice che ci ha mandato Gesù perché abbiamo vita e l'abbiamo in abbondanza. Ma mica solo in paradiso! Dio la vuole da questa terra, non vuole una valle di lacrime. Vuole un piccolo paradiso che viviamo tutti e viviamo bene a questo mondo. Ecco perché per me è un impego. Da qui, allora, capirete il perché capirete quello che vi sto dicendo.
Prima di tutto questa sera per favore, io vi vorrei pregare visto che siete così tanti, ve lo dico quasi con le lacrime agli occhi, guardate che mentre voi siete in tanti ci sono altrettante persone in questa regione che stanno piangendo da sole. Vorrei ricordarle in questo momento le comunità di resistenza di Savignano e di Sant'Arcangelo a tre monti. Sono in pasticci, veramente, alcuni sono già stati in tribunale eccetera, e siccome sono lontani dobbiamo solidarizzare e il movimento davvero diventa unico.
Noi siamo qui per favore, non soltanto su Chiaiano ma siamo contro un decreto che io chiamo criminale: il decreto novanta. Perché è criminale? Uso con coscienza questa parola. Perché il governo Berlusconi ha imposto alla Campania dodici discariche e quattro inceneritori. Se i quattro inceneritori entreranno mai in funzione, ricordatevi che noi campani dovremo importare rifiuti da fuori regione per farli funzionare. Questo ci è imposto con la forza dell'Esercito ecco la gravità di questa legge. Capite allora che razza di situazione stiamo vivendo. Ecco il crimen. E' criminale imporre tutto ciò. Perché? Perché i governi di oggi non sono più i governi che decidono. Sono i potentati economico finanziari che decidono e i governi devono obbedire. Ecco il cuore essenziale del problema, ed ecco perché giudico questo decreto criminale.
Non solo. Guardate che Bertolaso ha ricevuto poteri incredibili, poteri di decidere in barba alle leggi italiane, in barba alle leggi europee, in barba ai decreti della magistratura. Noi in questo paese siamo cittadini di seconda categoria e quello che ci salta è il diritto fondamentale nostro alla salute. Lo Stato è lì per garantire il diritto alla salute, un'area che è distrutta con decisioni del genere. Ma come mettere a Chiaiano una discarica, è come mettere una discarica a Villa Giulia o a Villa Borghese a Roma. Ve lo immaginate? E' la stessa identica cosa. Davanti al polo ospedaliero che avete. Allora, capite molto bene dove sto parando. Cos'è che è avvenuto?
E' avvenuto veramente, che ci è stato imposto qualcosa che ci sta portando alla morte. Io quando vado in giro per l'Italia dico a tutti: "In Campania stiamo morendo." Noi siamo qui questa sera a lottare prima che tutto per salvaguardare un diritto fondamentale, che è il diritto alla salute. E se lo vogliamo dobbiamo sbarazzarci del decreto novanta perché quello è il decreto con cui ci combinano queste cose. E allora capite perché stiamo lottando per noi e per i figli, ricordatevi prima di tutto, che il problema della Campania nasce con i rifiuti tossici.
E' da vent'anni. Sapete cosa vuol dire vent'anni? Questa regione è lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici e voi sapete molto bene l'accordo fra l'industria del centro Nord e la camorra, che è stata usata per seppellire i rifiuti tossici del Nord qui in Campania.
Quando i vostri bimbi in questa regione nascono, sono bombardati prima di tutto da queste nanoparticelle, le malattie le vedete dopo. Il primo bombardamento non è su di noi, ma è sui neonati che non hanno gli anticorpi per resistere e quello che sta venendo fuori è un disastro.
L'altra sera abbiamo fatto il congresso mondiale sui rifiuti zero, c'era Ernesto Burgio, un medico di Palermo che ha fatto una descrizione devastante. Lui ha riportato quello che, ricordate questa fotografia dell'Espresso? S.O.S. bambini. In Italia abbiamo un aumento di tumori infantili del due per cento. Capite che razza di situazione stiamo vivendo? Noi stiamo lottando davvero per la vita. Ecco perché dobbiamo dire assolutamente no al decreto novanta di Berlusconi che deve andare fuori dai piedi.
Noi dobbiamo ritornare davvero a ridiventare cittadini per favore. Per fare questo siamo in tanti qui questa sera. Dobbiamo cominciare a capire che dobbiamo metterci insieme. Se ognuno va per i cavoli propri ognuno lotta nel suo piccolo buco. Guardate che così non vinceremo nulla in questa regione. Dobbiamo avere il coraggio di metterci insieme al di là delle ideologie, al di là di fedi. Chi crede deve dimostrare la propria fede dimostrando di impegnarsi qui in questo contesto. Chi non crede altrettanto. Mettiamoci insieme: gruppi, gruppuscoli, Chiaiano con Savignano, Sant'Arcangelo con Loutero. Dobbiamo metterci insieme tutti e formare un'unica realtà non solo sui rifiuti ma anche sull'acqua! Tra poco non potrete più berla l'acqua perché se la privatizzano come l'ha privatizzata Berlusconi lo scorso sei agosto, non avrete più nemmeno i soldi per comprarla.
Quindi è una lotta per i beni comuni: aria, acqua, terra energia, guardate che la democrazia non c'è più. Dobbiamo recuperarla partendo dai beni comuni, lottando davvero per questi beni essenziali. Per cui la vostra lotta, per favore, non voglio e vi chiedo, vi supplico, non mollate! Trovate tutte le strade. Grazie a tutti voi.
"

Postato da Francesco Barbato in | Commenti (33) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

Nucleare: la strategia dei perdenti


Ieri il Ministro dell'elettricita' iracheno Karim Wahid ha chiesto collaborazione alla Francia per la costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Oggi tocchera' a Berlusconi ed a Scajola, che firmeranno sempre con la Francia un accordo di cooperazione sull'energia nucleare.

Mentre gli Stati Uniti d'America si accingono ad abbandonare il nucleare e ad investire tutte le risorse disponibili sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, dando inizio ad un cambio di strategia che a breve sara' seguito dalla stragrande maggioanza dei paesi piu' industrializzati del mondo, Cina inclusa, Berlusconi costringe l'Italia e gli italiani a compiere una scelta diametralmente opposta, esattamente come l'Irak.

Diranno che servira' a restituire competitivita' alle imprese italiane, che negli anni hanno effettivamente pagato l'energia ad un prezzo superiore a quello pagato dalle imprese che producono in Paesi che hanno esercitato l'opzione nucleare.

Ma non diranno a nessuno che tra circa 10 anni, una volta completato il gigantesco affare legato alla costruzione delle centrali nucleari e prima ancora della loro entrata in funzione, ogni potenziale beneficio risultera' completamente azzerato.

Avremo semplicemente sostituito la nostra dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio, il cui prezzo si e' decuplicato negli ultimi anni, a causa di una ormai cronica insufficenza delle estrazioni, che recentemente ha costretto gli stessi francesi a rifornirsi da vecchie testate nucleari sovietiche smantellate.

Avremo sottratto miliardi di euro agli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, che sulla base di valutazioni operate da esperti di tutto il mondo, generano per ogni miliardo di investimento pubblico due miliardi di investimento privato e determinano, rispetto allo stesso importo investito per la realizzazione di una centrale nucleare, la produzione del doppio di energia elettrica.

Avremo accumulato altri 10 anni di ritardo sulle nuove tecnologie rispetto a paesi come la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti d'America e la stessa Cina, che hanno invece investito o che hanno deciso di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

Avremo perduto l'unico beneficio che questi anni di sacrifici del nostro sistema produttivo ha lasciato in eredita' alle nuove generazioni: quello di non doversi fare carico dei costi giganteschi necessari per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento dei siti dei quali sono costretti a farsi carico i contribuenti francesi.

Avremo costretto le popolazioni dei territori che ospiteranno i siti a vivere nelle stesse condizioni dei cittadini francesi che negli ultimi anni hanno convissuto con una serie innumerevole di incidenti.

Il nucleare e' il passato; le energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono il futuro.

E piuttosto che del futuro delle sole poche imprese amiche che parteciperanno all'immenso banchetto del nucleare in Italia, Berlusconi dovrebbe occuparsi, come Barak Obama, del futuro di tutto il paese.

Postato da Carlo Costantini in | Commenti (210) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

23 Febbraio 2009

Tremonti sul viale del tramonto


Penso che con la vicenda della Scip siamo alla fine di Tremonti come inventore di finanzia creativa. Potremo dire “Tremonti sul viale del tramonto”. Il suo condono sta costando alle casse dello Stato, e quindi a noi tutti, circa 5 miliardi di euro non pagati da evasori che si erano dichiarati tali, che hanno pagato la prima rata per poi non pagare più.

Si aggiunge un'altra vicenda. Tremonti, durante lo scorso governo Berlusconi, aveva imposto agli enti previdenziali di cedere il loro patrimonio immobiliare ad una società, che si è indebitata sul mercato per dare soldi allo Stato, per poi venderli. In realtà, metà di questi immobili sono tutt'ora invenduti, creando un buco di circa un miliardo 700 milioni di euro a cui la società non è in grado di far fronte.

L'invenzione di questo fallimento è che ora questi immobili vengano restituiti agli enti previdenziali, i quali dovranno venderseli per conto loro e pagarli ad un prezzo stabilito dall'agenzia delle entrate per coprire questo buco e impedire il fallimento della società. La cosa grave è che questi enti previdenziali potrebbero non avere i soldi, e chi tra gli enti ne ha disponibilità dovrà anticiparne per tutti. Nella fattispecie sappiamo già che è l'Inail, l'ente che si dovrebbe occupare degli infortuni sul lavoro e per i risarcimenti per i lavoratori infortunati, ad essere costretta a ridurre queste rendite e anticipare i soldi per gli altri enti previdenziali.

L'altro fatto grave è che gli speculatori immobiliari si sono acquistati la polpa di questi beni immobili, lasciando gli ossi che costeranno tantissimo ai cittadini italiani. Sono andati ad ingrassare i furbetti del quartierino, o del quartierone, che in qualche caso hanno addirittura acquistando a prezzi di svendita questi immobili affittandoli poi alla stessa pubblica amministrazione.

Ci hanno guadagnato tutti, dagli agenti immobiliari agli speculatori, e l'unico a rimetterci è stato lo Stato. E' la fine di Tremonti e della sua finanzia creativa: Tremonti sul viale del tramonto.

balle.jpg

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (20) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

22 Febbraio 2009

Fenomeni di autocensura


L'annunciata legge sulle intercettazioni è oscurantista e illiberale, anzi una vera e propria pietra tombale sul diritto di cronaca come hanno scritto congiuntamente gli editori e i giornalisti.

Condividiamo integralmente questo giudizio, ma ci permettiamo di segnalare che anche i fenomeni di autocensura e di auto imbavagliamento sono una pietra tombale sull’Art21 della Costituzione. Qualche giorno fa, sempre su questo blog, Marco Travaglio e Pancho Pardi hanno descritto il silenzio e la sciatteria che hanno circondato la sentenza sul caso Berlusconi Mills.

In particolare Rai e Mediaset hanno affrontato la vicenda con reticenza, imbarazzo, in taluni casi nascondendo o cancellando la notizia, che, comunque la si giudichi, era clamorosa, talmente clamorosa che in altri paesi ci sarebbero state le contestuali dimissioni del presidente del consiglio. Il senatore Pardi, molto civilmente, ha chiesto spiegazioni almeno alla Rai.

Nessuno ha ritenuto di rispondere in modo formale.
Allora proviamo a farlo noi, attraverso una ricostruzione assai vicina alla realtà.
Nessuno aveva voglia di prendere in mano questa patata bollente, alla vigilia della completa berlusconizzazione della Rai. La gestione della sentenza è stata relegata alla sede regionale.

Nessun inviato è stato spedito dai tg nazionali. Carlo Casoli, il coraggioso cronista di Milano che seguiva questi processi, è da tempo confinato nell’ufficio stampa. La sua storia è stata raccontata da Marco Travaglio e da Loris Mazzetti.

La sentenza è stata ritenuta talmente importante che all’atto conclusivo c’erano molti inviati e molte telecamere estere, ma la Rai era rappresentata da un appalto esterno. Quelle immagini sono poi state riversate e ciascun tg ha costruito o non costruito il pezzo. Per esempio il tg3 nazionale ha realizzato il servizio e ha messo nei titoli la notizia. In qualsiasi altro paese civile sarebbe stata l'apertura dei Tg pubblici e privati, poi sarebbero seguiti i commenti e persino qualche editoriale sdegnato contro i giudici comunisti. Qui si è scelta la strada della omissione, della cancellazione, della sottovalutazione, della espulsione dalla agenda mediatica.

Il dibattito sulle ronde padane gode di una copertura superiore alla notizia che il premier si è salvato solo perché si è appena fatto approvare una legge su misura chiamata lodo Alfano.
Quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con la legge sulle intercettazioni, ma è un esempio classico di autocensura, di auto imbavagliamento, di subalternità allo spirito dei tempi.
Non osiamo pensare a quanto accadrà quando, tra qualche settimana, Berlusconi avrà completato la presa di possesso di tutte le principali piazze mediatiche.
Per queste ragioni non ci è sembrato giusto lasciar cadere le denunce formulate da Pardi, da Travaglio, riprese da Stille su Repubblica.

Sarebbe ora e tempo che la Rai fornisse una risposta non tanto a noi, quanto a quella parte della comunità nazionale che non intende accettare di vivere bendata, assordata, accecata.

Siamo sicuri che tutte le associazioni sindacali e professionali (che per fortuna hanno immediatamente fatto sentire la loro voce a Milano) vogliano accendere tutti i riflettori non solo sul singolo episodio, ma sul più complessivo piano, già in fase di realizzazione, di arrivare a realizzare un polo unico integrato Raiset. Non vorremmo apparire fuori dal tempo e un po’ fissati, ma di questo piano parlava già Licio Gelli, e molti dei suoi allevi hanno oggi in mano buona parte del potere politico e mediatico.

Postato da Giuseppe Giulietti in | Commenti (88) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

21 Febbraio 2009

Fannulloni e pianisti di governo


Dal prossimo 9 marzo entrerà in vigore, alla Camera dei Deputati, il nuovo sistema di votazione che prevede l'impronta digitale del deputato chiamato a votare.

E' un innovazione imposta per il malcostume dilagante soprattutto da parte dei deputati del centrodestra che, votando per due o per tre talvolta, riescono ad alterare il corretto svolgimento del voto e soprattutto i risultati. L'altro giorno mi son divertito a contare le presenze in Aula: nei diversi settori dei banchi della maggioranza erano presenti 167 deputati e deputate, mentre i voti finali a favore di un provvedimento sono diventati 280. E' una vergogna.

In qualsiasi altro ente, chi vota per un altra persona, chi timbra il cartellino per un altra persona, viene immediatamente licenziata, come è successo nelle Ferrovie dello Stato, dove un ferroviere è stato licenziato per aver timbrato il cartellino al posto di altri colleghi. E' la stessa cosa che succede ogni giorno alla Camera dei Deputati. Lo fanno per non far andare in minoranza il governo, quando i suoi deputati fannulloni, e mi riferisco al ministro Brunetta in primo luogo, non fanno il proprio dovere, e per salvare la diaria: ogni deputato che è assente dal voto rischia di perdere 206,90 euro per ogni assenza dall'Aula.

Timbrano per salvare la diaria e votano per alterare le votazioni. Siamo allo spregio della democrazia, siamo allo spregio delle regole, siamo allo spregio della dignità. Vedremo se dal 9 marzo questo andazzo cambierà quando, e per questo c'è stato l'impegno quasi unanime dell'ufficio di presidenza della Camera, entrerà in vigore il nuovo meccanismo che prevede l'impronta digitale.

Tuttavia, sappiamo che molti deputati della maggioranza, sobillati da Silvio Berlusconi, hanno già detto di volersi astenere dal farsi identificare attraverso le impronte digitali. Sarebbe uno scandalo che si somma allo scandalo perché per questo nuovo meccanismo di voto, che in qualsiasi Paese democratico non sarebbe mai stato immaginato, si è speso la bellezza di 440 mila euro, cioè la bellezza di un miliardo delle vecchie lire per adeguare il sistema di votazione alla Camera dei Deputati.

Se dopo questa ulteriore spesa, e di fronte a questo ulteriore scandalo, dovessero rinunciare, cercando di sfuggire ancora al dovere di votare correttamente, faremo i manifesti con i nomi di coloro che si rifiuteranno di dare le proprie impronte.

Postato da Fabio Evangelisti in | Commenti (131) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

20 Febbraio 2009

Regime Raiset


Abbiamo letto su qualche quotidiano che è stato condannato per corruzione l'avvocato inglese Mills, a 4 anni e sei mesi per aver percepito 600 mila dollari. Chi lo aveva corrotto? A sentire la confessione di Mills è stato Berlusconi, ma del Presidente del Consiglio nessuno ha parlato, e quando la sentenza è stata letta a riprendere non c'era neppure la Rai, il servizio pubblico, se non Telelombardia ed un inviato dell'Italia dei Valori.

Insomma, l'informazione in Italia è sempre più oppressa. Qual'è il dato rilevante? Che se fosse successo in America o in altre parti del mondo non ci sarebbero stati dubbi: a casa il corrotto ed il corruttore, Mills e Berlusconi. Invece cosa è successo? Che il signor Berlusconi, Presidente del consiglio, si è fatto approvare dal Parlamento una legge ad hoc, il lodo Alfano, per non farsi processare, e quindi condannare, dal Tribunale di Milano. Questa non è una democrazia reale, ma un regime che cerca di salvaguardare i potenti, in questo caso Silvio Berlusconi.

Il Presidente Di Pietro, i capigruppo di Camera e Senato e il portavoce dell'Italia dei Valori, hanno tenuto una conferenza stampa su quanto è successo ieri: c'è stata una spartizione partitocratica dei posti del Cda Rai. E' importante spartirsi i posti, nominare un direttore di rete e di testata, ma nessuno è stato presente alla lettura della sentenza contro Mills. Anche la Rai fa informazione distorta, vi è un inciucio sotterraneo, una Raiset che corre il rischio di annebbiare i nostri occhi, di chiudere le orecchie, di tappare la bocca. E' su questo che dobbiamo stare attenti. Dobbiamo ribellarci, gli italiani devono ribellarsi perché non meritano questo sistema informativo.

L'Italia dei Valori ha denunciato e continuerà a denunciare in tutte le sedi questa anomalia del sistema Italia, un'anomalia che oggi sta affogando l'informazione. La Rai non c'era. C'era la stampa estera, le televisioni estere, ma non c'era il servizio pubblico radiotelevisivo italiano: i cittadini non devono sapere. I cittadini devono avere le orecchie tappate dal Grande Fratello o da altre trasmissioni di questo livello.

L'Italia dei Valori terrà alta la bandiera dell'informazione e lo farà con l'unico mezzo, che pure qualcuno cercherà di bloccare nei prossimi mesi: la Rete, un mezzo potentissimo per far circolare le idee, le proteste e per aggregare tutti gli spiriti liberi che ci sono in Italia.

balle.jpg

Postato da Felice Belisario in | Commenti (102) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

19 Febbraio 2009

Il referendum fara' giustizia


Da martedi sappiamo che l’avvocato Mills è stato corrotto per rendere falsa testimonianza in due processi che riguardavano Berlusconi e la Fininvest. Questa sentenza ha un convitato di pietra perché per la prima volta nella storia del nostro paese abbiamo la condanna di un corrotto senza avere un corruttore.

La procura di Milano il corruttore l’aveva individuato, proprio in colui che di queste false testimonianze si sarebbe giovato: Silvio Berlusconi. Ma una legge truffaldina varata da un ministro ad hoc, messo lì solo per far questo, ha impedito che si facesse piena giustizia.

Grazie alla Rete la verità si sta diffondendo. Il referendum promosso dall’Italia dei Valori farà giustizia.

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (273) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

17 Febbraio 2009

I parlamentari disobbediscano


Prendiamo atto che il governo vuole introdurre la censura. Con la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche il governo attacca direttamente gli editori, li minaccia di pene e di multe salate se oseranno pubblicare ciò che finora era possibile pubblicare in base al diritto di cronaca. Un solo esempio: con questo sistema non avremmo saputo nulla dell’affare Parmalat e dei danni a decine di migliaia di piccoli risparmiatori.

Gli esperti di diritto si eserciteranno nell’analisi e nella spiegazione di questa nuova trovata del centrodestra. Ma è fin da subito facile tirare una conclusione: per impedire che l’attività dei potenti venga conosciuta dall’opinione pubblica, il governo è pronto a minare alla radice le possibilità di indagine e conoscenza su tutti i reati. I giornalisti non potranno più dare informazioni sui processi, né potranno nominare i magistrati e gli imputati fino che tutta l’udienza preliminare non sarà conclusa. Passeranno anni. E quando si saprà sarà sempre troppo tardi.

E nella nuova legge di controriforma della giustizia si prepara una perla per impedire che l’eventuale condanna di Mills per corruzione si traduca in pubblico riconoscimento del ruolo di chi l’ha corrotto. Indovinate chi.

A questo punto si deve inventare qualcosa di più della mobilitazione classica. Opposizione parlamentare e manifestazioni di piazza sono obbligatorie. Ma ci vuole un’iniziativa speciale. Se in Italia gli editori diventano punibili perché pubblicano ciò che nel resto del mondo si continuerà a pubblicare, è necessario organizzare un nuovo tipo di disobbedienza civile.

I parlamentari che non vogliono condividere questa infamia si mettano a disposizione nell’esercizio delle loro funzioni per diffondere pubblicamente ciò che non si dovrà più sapere. Chi si intende della materia provi a immaginare soluzioni creative e a proporre suggerimenti in merito. Chi non lotta si consegna inerme al dominio di un potere incontrollabile.


16 Febbraio 2009

Soldi pubblici, stipendi privati


La scandalosa gestione dei denari pubblici derivanti dal canone dei cittadini da parte di questi manager eterni come il direttore Del Noce, buoni per tutte le stagioni, devono finire. Il direttore di Raiuno, oltre a farci la predica, afferma che con lo scandaloso compenso di un milione di euro elargito a Bonolis, la Rai ci avrebbe anche guadagnato.

Ricordo a Del Noce che una legge dello stato, la 244 del 2007, prevede che i compensi non possono superare i 250.000 euro e che devono essere pubblicati sul sito della Rai, ma evidentemente la nostra tv di stato si considera 'zona franca'.

Preannuncio una nuova interrogazione sugli appalti del festival, quelli che un quotidiano ieri ha commentato come 'affari di famiglia' e affidati a Lucio Presta, l'agente di Bonolis. Il vero deus ex machina degli artisti, infatti, non sarebbe tanto la Rai, che pure finanzia la gara canora, quanto il manager delle star. È lui, infatti, che tratta i compensi dei big principali, che rilancia sui diritti di Benigni e che, forse casualmente, sceglie e trova le migliori risorse per Sanremo proprio nel guardaroba di casa, nel cosiddetto book di famiglia. Tra le persone ingaggiate, guarda caso, la moglie di Bonolis, Sonia Bulgarelli, che si sta occupando del casting.

Postato da Elio Lannutti in | Commenti (141) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

15 Febbraio 2009

Crisi nuova, incentivi vecchi


Esprimo la mia solidarietà ai lavoratori dell'INNSE di Milano, che da mesi lottano per la difesa del posto di lavoro.

Purtroppo l'unica risposta delle istituzioni alla loro richiesta di lavorare sono state le cariche delle forze dell'ordine e le manganellate dei giorni scorsi. Gli strumenti di intervento adottati dal Governo per sostenere i settori in crisi, per gli ammortizzatori sociali e per la stabilizzazione del precariato sono inadeguati e si rischia di far alzare in maniera esponenziale la tensione sociale nel Paese.

Non c'è ad oggi un intervento incisivo ma solo piccoli provvedimenti tampone, assolutamente insufficienti. Provvedimenti che tra l’altro, fino ad oggi hanno portato vantaggio solo all'industria e a quegli imprenditori che come Genta, proprietario dell'INNSE, stanno speculando sulla pelle degli operai, utilizzando gli ammortizzatori sociali anche quando le aziende godono di ottima salute.

È ormai evidente che questo Governo non ha la capacità di rispondere efficacemente a questa crisi che sta mettendo a dura prova i lavoratori e le loro famiglie. Se si vuole davvero affrontare questa crisi, e trovare soluzioni, è necessario, come sta accadendo negli Stati Uniti, voltare pagina. Il Governo deve prevedere un piano organico in particolare nel campo delle infrastrutture e dell'ambiente.

Dobbiamo prendere esempio dal presidente Obama che nei prossimi tre anni raddoppierà la quota di energie rinnovabili, creando così nuovi posti di lavoro e rimettendo in moto l'economia, nel rispetto dell'obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra.
In Italia, come già sta accadendo negli Stati Uniti, è necessario coniugare sviluppo e ambiente, puntando su nuove tecnologie che ci permettano di competere con le sfide del mercato globale e di assolvere ai doveri di efficienza energetica, imposti anche dall'Unione Europea.

Occorrono investimenti nelle energie rinnovabili per creare occupazione e risparmiare energia; investimenti nelle tecnologie pulite per rilanciare i settori dell'edilizia e dell'industria automobilistica; investimenti nelle infrastrutture e nell'interconnessione per promuovere l’efficienza e l’innovazione.

Per essere competitivi sul mercato internazionale dovremo avere prodotti più ecocompatibili di quanto non avvenga oggi, prodotti che, in qualche modo, rendano i mercati dei Paesi più industrializzati meno dipendenti dai prodotti cinesi di qualità inferiore.

Purtroppo in Italia stiamo facendo, in molti casi, esattamente il contrario di ciò che l'Unione europea ci sta chiedendo per uscire dalla crisi, e di ciò che stanno realizzando gli Stati Uniti con investimenti massicci.

Un esempio: con l'approvazione del cosiddetto decreto milleproroghe il Governo, ieri, ha cancellato una norma introdotta in Finanziaria nella scorsa legislatura, dal governo Prodi, che prevedeva l'obbligo per i nuovi edifici di avere, almeno in parte, una alimentazione da fonte rinnovabile.

Inoltre con gli incentivi sull'acquisto delle auto, approvati nell'ultimo consiglio dei ministri, ci troviamo davanti alla rottamazione vecchio stile che non risolleva l'industria automobilistica nazionale, nè disincentiva l'acquisto di auto inquinanti, come i Suv o le auto diesel, che emettono comunque piu' polveri sottili anche rispetto a una vecchia auto a benzina, nè tanto meno sostiene l'innovazione tecnologica del settore, visto che non prevede incentivi a produrre nuovi modelli ecologici e tecnologicamente avanzati.

Così facendo l'Italia rischia di rimanere il fanalino di coda dei paesi europei, e non avendo investito in tecnologie ed innovazione, nel momento in cui l’economia mondiale riprenderà,
l’Italia rimarrà al palo e si ritroverà vecchia di 20 anni rispetto alle altre nazioni ed ancora dipendente da altri Paesi soprattutto a livello energetico.

Postato da Giuliana Carlino in | Commenti (76) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

14 Febbraio 2009

Milano: servono scelte impopolari


Siamo in un periodo di crisi spaventoso, mai visto negli ultimi trent'anni. Dobbiamo riflettere come usare il nostro ambiente, come usare il nostro territorio, come usare le nostre risorse e quale scatto di orgoglio dobbiamo fare per ripartire seriamente.

Milano, la Lombardia, sono un motore per l'Europa e per il mondo occidentale. Bisogna tornare a dare l'esempio a tutti, e per farlo bisogna avere molto coraggio. Un esempio per tutti: a Milano ci siamo inventati l'Ecopass, un passaggio burocratico costoso che permette attraverso il pagamento di continuare ad utilizzare il territorio dei milanesi, la loro città, di inquinarla e di avvelenare in propri cittadini.

Cara Moratti, caro sindaco, dai l'esempio all'Occidente. Comincia facendo il grande blocco all'accesso della città, portando una grande mobilità pubblica economica e molto rispettosa dal punto di vista ambientale. Dimezziamo, come Milano città, la produzione di CO2, facciamo dei piani per i prossimi 5 anni, concretamente faremo anche noi la nostra parte per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto, che sembra una stupidata ma è assolutamente necessario. Noi lombardi, noi della pianura Padana saremo i primi a goderne i benefici. Siamo noi, oggi, quelli che subiscono i danni da queste polveri sottili, da questo inquinamento, da questo surriscaldamento.

Milano deve fare scelte coraggiose, smettere di seguire gli interessi delle lobby, le lobby di chi vende le automobili, le lobby di chi vuole assolutamente costruire e vendere su tutto il territorio. Questi interessi verranno valorizzati se agiamo in modo più intelligente, rispettando quel poco di territorio di abbiamo, valorizzando quel che abbiamo consumato e cominciamo a vivere in modo naturale, e non frenetico, nelle nostre città. Dobbiamo fare la nostra parte. Il 25% di questo inquinamento arriva esclusivamente dalle automobili.

Abbiamo forzato il sistema, abbiamo chiesto a costruttori e imprenditori di uscire dalle città, di edificare a più non posso, cosi che i comuni utilizzavano le risorse, definite in oneri di urbanizzazione o di oneri di costruzione, con il fine di sostenere le loro spese correnti, non più come era stata la programmazione dei cinquanta anni dei dopo guerra per sostenere la crescita organica delle città. Le spese correnti che si sono tradotte spesso in servizi utili e necessari, ma spesso in servizi costosi e inutili. Questo è pericoloso, dobbiamo avere il coraggio di dire basta e riprendere
in mano il nostro territorio, modificandolo si ma in senso intelligente. Ad esempio, un'edilizia che attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie, sostenendo quindi i settori industriali come l'eolico, il solare ed il geotermico, ma rivedere le nostre abitazioni e le nostre città in senso di autogestione delle proprie energie e risorse, non continuando a consumare terra e territorio, perché prima o poi questo va in esaurimento, e in Lombardia siamo oltre al limite naturale. Abbiamo già consumato più di quello che potevamo, e rischiamo di non lasciare niente ai nostri figli.Dobbiamo pensare a riqualificare quello che abbiamo già consumato e a valorizzare quel poco di verde e di territorio che ancora ci rimane.


13 Febbraio 2009

Assalto alla Rete


In questi giorni è stato votato al Senato della Repubblica un emendamento presentato dal senatore D'Alia dell'UDC che sembra affermare una cosa buona, ma che in realtà buona non è. Parte dalla constatazione, in parte vera, che talora su siti internet, Blog e vari forum che si aprono nella Rete, vi sono affermazioni o gruppi che portano avanti idee da condannare da parte della coscienza civile e che possono in taluni casi costituire un apologia di reato.

Dicevo che questo emendamento sembra buono, ma che buono non è. E' evidente che se si trattasse di affermare un principio di legalità, di rispetto e di valori che per molti cittadini italiani sono sacri che appartengono alla nostra storia e coscienza, come il contrasto alla mafia e la condanna del fascismo, non potremo che essere tutti d'accordo. Il punto è che ancora una volta, o meglio ormai continuamente, questi politici del centrodestra, e l'UDC che tutto sommato continua a stare con il cuore più dalla loro parte che tra le fila dell'opposizione, impugnano e sventolano una bandiera facendo credere ai cittadini italiani che sia quello l'obiettivo e invece si persegue tutt'altro.

Questa norma da un potere non corretto, non giusto, totalmente arbitrario al ministro dell'Interno di oscurare immediatamente un sito, un Blog, un forum di discussione su internet anche su semplici segnalazioni e senza alcuna verifica di carattere giudiziario, solo perché si ritiene che vi possa essere (e non necessariamente provato) un'attività di questo genere.

Crediamo che ancora una volta dietro le buone intenzioni si nasconda una cattiva volontà: vogliono fermare Internet, fermare la Rete, che oggi in questo Paese è l'unica libera e vera forma di informazione, l'unico modo in cui i cittadini liberi possono capire cosa sta succedendo in questo Paese. Ancora una volta si vogliono spegnere, come tante lampadine una dopo l'altra, queste poche luci che ancora illuminano il panorama tetro e desolante dell'informazione nel nostro Paese e toglierci ancora uno spazio di libertà.

Anche questa sarà una battaglia che con determinazione, e forti delle nostre ragioni, combatteremo all'interno del Parlamento.


12 Febbraio 2009

Parliamo dei veri problemi


I giornali ci fanno vedere queste vignette per farci ridere (guarda la vignetta), come dire che in realtà il quadro politico è dominato da temi che ci fanno non pensare a quelli veri. Non voglio dire che il tema di Eluana sia privo di importanza, ci mancherebbe, anche perché dietro c'è un gravissimo attentato alla Costituzione, un tentativo di sovvertire l'ordinamento giurisdizionale del nostro Paese che va combattuto. La verità è che continuiamo a trattare di questioni che poco hanno a che vedere con la vita di tutti i giorni dei cittadini, che si fa sempre più drammatica.

I dati Istat ci dicono che la produzione industriale è crollata del 14% e che siamo al minimo rispetto al crollo del 1991. Quando c'è il calo della produzione segue poi la cassa integrazione, se va bene, ma spesso si tratta anche di perdite di posto di lavoro per la quale non è prevista nessun ammortizzatore sociale. Il dato è drammatico, anche perché la gran parte di questa forza lavoro è spesso femminile. Credo che siano questi i temi che si dovrebbero affrontare.
Proprio l'altro giorno, l'indice di libertà economica per il 2009 vede un ulteriore abbassamento dell'Italia, che passa ad essere al 78° posto, e in Europa 32° in 43 paesi considerati. Senza libertà economica i paesi non possono avere sviluppo.

E' interessante che a rilevare uno dei dati drammatici sia stato l'ex ambasciatore degli Stati Uniti Ronald P. Spogli, che ha lasciato il nostro Paese con il nuovo governo di Obama, dicendo che dobbiamo stare attenti perché siamo in una discesa infinita se non invertiamo questa tendenza: siamo un Paese che sta inesorabilmente scendo in tutte le classifiche mondiali, mentre saliamo in quelle sbagliate come quella della corruzione, dove siamo all'84° posto al mondo. Questo è un Paese che ha bisogno di riforme economiche molto serie, dove bisogna sostenere il reddito delle famiglia perché altrimenti, se i consumi crollano, crolla anche il volano che tiene l'economia all'interno del Paese.

E' sintomatico che di fronte a tutto questo la classe politica sembra avere poco interesse, dove un ministro dell'Economia continua a rinviare e dove il sistema bancario-finanziario si lecca le ferite e non da credito alle imprese. E' un momento in cui ci sarebbe bisogno di sostenere l'economia, anche con interventi di natura legislativa con interventi di riforma.
Diciamo da tanto tempo basta ai meccanismi che in realtà aumentano i privilegi della Casta, perché tutte le società a partecipazione pubblica, fatte dai comuni per gestire i servizi, in realtà non danno efficienza al sistema. Ci vorrebbe libertà e concorrenza anche nella gestione di questi servizi, invece ognuno si coltiva il proprio orticello per collocare politici che non sono stati eletti altrove e che non hanno le capacità di gestire un servizio pubblico. Alla fine, i cittadini pagano.

Questo è il nostro obiettivo: dobbiamo indurre il governo, e incalzare l'opposizione a farlo, ad affrontare questi temi, che sono quelli che interessano alla gente e alla loro vita quotidiana.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (99) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

11 Febbraio 2009

Rispettiamo le opinioni differenti


Eluana è morta, e credo che in questi momenti ci voglia pacatezza, cordoglio e senso di compressione per la famiglia, ma credo che alcune cose vadano dette e che i cittadini italiani devono sapere: si è acceso, in questi mesi, un dibattito in larga parte non vero.

Dentro di me ho sentito la necessità di capire, di sapere, di informarmi, parlando con i medici che hanno curato Eluana, con luminari della neurologia e grandi anestesisti, e tutti mi hanno detto la stessa cosa: Eluana, 17 anni fa al momento dell'incidente, ha riportato lesioni cerebrali gravissimi e non reversibili. Da allora, in lei, non c'è stata nessuna attività cerebrale, non quella attività che definiscono primaria, ossia tutto quello che noi intendiamo come vita, come coscienza, come veglia.
Da allora in poi, all'interno del suo corpo è iniziato un processo che riguarda tutti coloro che si trovano in queste condizioni, per cui il cervello inizia ad atrofizzarsi dopo tre-quattro anni, dopo dieci anni resta qualcosa che è poco più della dimensione di un pugno, immaginiamoci dopo 17 anni. In queste condizioni non c'è più non solo la speranza, ma nemmeno quello che la medicina potrebbe definire un miracolo.

Resta soltanto la consapevolezza che tutto quello che Eluana è stata, la sua intelligenza, la voglia di vivere, tutte quelle cose che la sua famiglia e i suoi amici hanno amato se ne sono andate 17 anni fa. Da allora è rimasto un corpo, un guscio, forte perché giovane, ma probabilmente non più quella cosa che noi uomini riteniamo, secondo un criterio di dignità, essere vita in senso proprio.

Credo che si devono rispettare le opinioni di tutti, e quindi anche le opinioni di chi crede che quella sia vita, non è la mia opinione e non lo sarà mai, ma rispetto le opinioni differenti. Proprio per questo penso che sia inaccettabile una e una cosa soltanto: che qualcuno, in virtù di una propria convinzione, etica o religiosa, pretenda che questa convinzione diventi norma dello Stato e che riconosca come senso di umanità, di pietà e di idea della vita solo la propria idea, relegando l'altra non soltanto a qualcosa da condannare, ma addirittura illegale. Per me quella non è vita. Chi mi costringesse a quella “vita” creerebbe in me, nella parte più intima del mio essere e della mia forma di pensare, una violenza inaudita. Non è possibile che qualcuno, in nome di un idea, faccia una legge che impedisca a me di seguire quello che è il mio orientamento e pensiero.

Questo è quello che sta accadendo, e quello che ancora, pur avendo ormai rinunciato a questo disegno di legge, che era oltretutto uno strafalcione giuridico, il centrodestra cerca di fare: una norma sul testamento biologico, dove in realtà vuole ancora una volta affermare un principio esclusivamente di natura confessionale. Questo è il motivo per cui contrasteremo questa impostazione, cosi come contrasteremo il fatto che questo governo (dopo essersi sbarazzato del Parlamento, ridotto ormai a 630 servi che devono soltanto premere un bottone per votare la fiducia ai decreti legge del Premier, e dopo aver tentato di sbarazzarsi della magistratura sottoponendola al potere politico) voglia sbarazzarsi degli ultimi baluardi che restano a tutela della democrazia: il ruolo del Capo dello Stato e quell'insieme di pesi e contrappesi che fanno una democrazia. Noi non glielo permetteremo.

Avviso ai naviganti
Noi dell'Italia dei Valori aderiamo alla manifestazione prevista per domani, 12 febbraio, in difesa della Costituzione. Sin dal primo momento della legislatura, l'IdV ha denunciato il pericolo per la nostra democrazia: ha protestato nelle piazze a fianco dei cittadini e si è battuta in Parlamento affinché i principi tracciati dai nostri padri costituenti fossero rispettati e non calpestati, come continua a fare il Governo Berlusconi. Ecco perché l'IdV ritornerà in piazza in difesa della Costituzione, senza se e senza ma.

L'Italia dei Valori aderisce allo sciopero indetto per venerdì 13 febbraio dagli statali e dai metalmeccanici della Cgil. In questo momento così difficile per il Paese, la nostra forza politica scende in piazza a fianco dei lavoratori, di tutti coloro che pagano sulla propria pelle le scelte sbagliate del Governo in campo economico.
Una crisi economica di questa portata ha bisogno di risposte adeguate, ma questo Esecutivo prosegue con interventi che vanno in direzione opposta: mancano dispositivi attuativi degli ammortizzatori sociali, fondi per aumentare stipendi, pensioni e sostenere i precari. Eppure la nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e questo principio non dovrebbe rimanere solo sulla Carta, ma essere al primo posto dell'agenda politica. Purtroppo questo Governo pensa solo a tutelare gli interessi di pochi eletti, continuando ad ignorare le istanze sociali. Insomma è un Esecutivo forte con i deboli, debole con i forti.

Antonio Di Pietro

Postato da Massimo Donadi in | Commenti (170) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

10 Febbraio 2009

Caso Eluana: sciacallaggio politico


Il governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno fatto una speculazione politica sulle sofferenze di Eluana e sul dolore della sua famiglia. Hanno cercato di infliggere uno schiaffo istituzionale al Presidente della Repubblica imponendogli la firma di un decreto legge palesemente incostituzionale, e non contenti di questo hanno poi sequestrato il Parlamento per discutere in poche ore di un disegno di legge che in pratica era stato concepito soltanto per un atto di sciacallaggio nei confronti della famiglia Englaro.

La famiglia Englaro aveva ottenuto una sentenza, passata in giudicato, che consentiva al padre di accompagnare la figlia negli ultimi giorni della sua vita con un percorso ed un protocollo sanitario. Il Pdl, Berlusconi e i parlamentari si sono odiosamente accaniti a sostenere che vi è la libertà della vita quasi che altri, noi per esempio, fossero per la morte. Noi intendiamo in uno Stato di Diritto il rispetto dei poteri e soprattutto lamentiamo che il governo Berlusconi e la sua maggioranza abbiano alzato una cortina fumogena, su di un caso che meritava il rispetto di tutti, per nascondere i reali problemi del Paese, problemi di un economia in grande sofferenza nei cui confronti il governo non riesce a trovare dei rimedi nonostante glieli sollecitino tutti, come Confindustria, come l'Italia dei Valori e come le altre forze d'opposizione, e assolutamente incapace di tirar fuori l'Italia da questo stato di crisi.

Un Paese in difficoltà sotto il profilo della sicurezza: gli immigrati, dove in alcune regioni sono essenziali per sostenere le economia territoriali, vengono trattati come schiavi o come persone dedite all'alcol, a stupri, alla delinquenza. Noi siamo per la sicurezza delle nostre città, e chi viene in Italia deve lavorare e migliorare la qualità della sua vita integrandosi nella nostra generosa comunità. Questo governo, invece, ogni giorno si inventa una cosa diversa per distogliere i cittadini dai problemi reali, e in pratica cerca di imporre scelte pericolose alimentando odio e spaccatura sociale.

Quando abbiamo appreso in aula la scomparsa di Eluana, siamo stati pervasi da commozione ed emozioni. Pensavamo che il silenzio fosse il modo migliore, in quel momento, per rendere omaggio con tutto il Senato nei confronti di una vita sofferente. Dall’altra parte, invece, si e scatenata una bagare: hanno gridato “assassini”, un grido rivolto non si sa a chi, e soprattutto ci sono stati gravi insulti al Capo dello Stato, ritenuto indirettamente responsabile per non aver firmato il decreto legge che Berlusconi voleva imporgli.

Abbiamo chiesto di rinviare in commissione questo disegno di legge. Ci hanno tenuto bloccati in Senato per ore cercando di continuare l'esame di un disegno di legge ormai inutile. Alla fine, evidentemente, la telefonata del “capo”, oltre che alle pressioni di un'opposizione come quella dell'Italia dei Valori e, in questo caso, anche del Partito Democratico, hanno fatto cambiare idea, rinviando il testo in commissione. Il Senato ed il Parlamento devono fare una legge complessiva sul testamento biologico.

Va introdotto un principio: chiunque lo voglia fare, il percorso, e rilasciare il testamento biologico, deve poterlo fare, cosi come chi ha convinzioni diverse, eticamente, filosoficamente, religiosamente, deve essere libero di farlo o meno.

Ieri, al Senato, eravamo pronti a votare un NO secco e definitivo sul disegno di legge presentato dal governo, e avevamo maturato questa decisione dopo una discussione serena e approfondita, senza divisioni, usando proprio quella libertà di coscienza da cui eravamo partiti per compattarci tutti con decisione unitaria e condivisa.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (161) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

9 Febbraio 2009

In difesa della Costituzione


Noi dell'Italia dei Valori aderiamo alle manifestazioni previste per domani in difesa della Costituzione.

Sin dal primo momento della legislatura, l'Italia dei Valori ha denunciato il pericolo per la nostra democrazia: ha protestato nelle piazze a fianco dei cittadini e si è battuta in Parlamento affinché i principi tracciati dai nostri padri costituenti fossero rispettati e non calpestati, come continua a fare il Governo Berlusconi.

L'Italia dei Valori sta, senza se e senza ma, con il Presidente della Repubblica perché, in questo caso, ha esercitato il ruolo che la Carta costituzionale gli assegna e perché è stato garante del nostro sistema democratico, bloccando il decreto legge che avrebbe messo il Parlamento di fronte ad un fatto compiuto.

Con il caso Englaro, il Presidente del Consiglio ha colto l'occasione per spaccare ulteriormente il Paese e renderlo ingovernabile e instabile, al fine di poter dire che così la Costituzione non funziona e, quindi, va cambiata.

Ancora una volta, Berlusconi non ha avuto scrupoli e, approfittando del fatto che si stesse trattando una materia delicatissima, ha tentato di scavalcare una sentenza creando un pericoloso precedente. Infatti, in futuro, si sarebbe potuto ricorrere a tale prassi replicandola per scopi diversi e personalistici.

Ecco perché l'Italia dei Valori ritornerà in piazza domani in difesa della Costituzione.

Postato da Antonio Di Pietro in | Commenti (178) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

8 Febbraio 2009

Oltre il caso Englaro


Un altro esempio di cattiva informazione. Questa mattina la prima pagina del giornale "La Stampa" titola "Di Pietro: voterò con il Cavaliere". Segue il sottotitolo: "L'ex PM a sorpresa: quella vita va salvata".

Bella presentazione dell'intervista. Peccato che io non l'abbia mai rilasciata. Anzi, non ho nemmeno mai parlato con l'asserito intervistatore, il giornalista Amedeo La Mattina. La Stampa mi ha messo in bocca, addirittura "virgolettando", frasi che non ho mai pronunciato. Insomma è un'intervista letteralmente inventata. Infatti se si va a leggere il contenuto dell'articolo ci si accorge che non trattasi nemmeno di una intervista. Peccato, però, che il "titolo" di prima pagina lo presenta così. Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Essere descritti come uno che sta con Berlusconi, proprio nel momento in cui lui sta cercando di dare il colpo finale alla democrazia italiana, fa venire la pelle d'oca solo a pensarci. Ma tant'è: resta da capire se sia trattato di un semplice infortunio giornalistico (di per sé scusabile, perché può capitare a tutti di prendere una cantonata) o se qualcuno abbia voluto marciarci sopra (ma la questione è troppo seria per ricamarci polemiche).

Approfitto, invece, dell'occasione per dire casa penso del merito della questione e come si comporterà il partito dell'Italia dei Valori in riferimento al caso Englaro.

L'Italia dei Valori sta in questo caso – senza se e senza ma - con il Presidente della Repubblica. Bene ha fatto Napolitano a stoppare il decreto legge che avrebbe messo il Parlamento di fronte al fatto compiuto e, invece, è bene che una materia delicatissima come il "testamento biologico" (vale a dire il diritto di ognuno di poter staccare la spina quando è arrivato allo stremo delle proprie forze) vada prima discusso e ben valutato dal Parlamento. Certo, la vicenda umana di Englaro impone risposte rapide (e, infatti, noi abbiamo acconsentito che se ne discutesse subito in Aula), ma non si possono fare leggi per singole persone, addirittura al solo scopo di fermare una sentenza divenuta irrevocabile. La verità, secondo noi, è che Berlusconi, in questo momento, sta solo approfittando dell'occasione per spaccare ulteriormente il Paese, renderlo ingovernabile e instabile per poi dire che ci pensa lui (anche cambiando la Costituzione, se questa non gli dovesse permettere di fare quello che gli pare). Proprio come fece a suo tempo Mussolini.

Fino a qualche giorno fa eravamo solo noi dell'Italia dei Valori a sostenere che Berlusconi fosse un "pericolo pubblico". Tutti ci hanno insultato per aver raccomandato al Capo dello Stato di stare attento alle leggi che Berlusconi si accingeva a varare. Oggi le stesse cose le ripetono altri (da ultimo Eugenio Scalfari su Repubblica e Veltroni in varie dichiarazioni). Prima o poi qualcuno dovrà scusarsi con tutti quelli che a Piazza Navona, prima, e a Piazza Farnese, poi, non sono rimasti in silenzio ed hanno fatto sentire la loro voce in difesa della Costituzione.

Fra qualche giorno, il Parlamento dovrà decidere se approvare o meno il "disegno di legge Englaro" presentato. Trattasi di uno di quei casi in cui – per definizione – non può essere imposta ai parlamentari la "disciplina di partito". Una cosa è, infatti, la "gazzarra" messa in piedi da Berlusconi alle spalle e sulla pelle della famiglia Englaro, altra è decidere se si possa emanare una legge che permetta ad una persona di chiedere ai propri cari di "aiutarla" a morire quando proprio non ce la fa più (nemmeno a spegnere la luce e nemmeno a decidere più cosa deve fare).

Personalmente sono angosciato e penso come me tantissimi italiani, parlamentari compresi. Qui non si tratta di stare con il centrodestra o il centrosinistra. Si tratta di diversità culturali e religiose rispetto al concetto stesso di "vita umana": da dove comincia e quando finisce? La persona ha diritto non solo di vivere ma anche di morire dignitosamente? Fino a che punto un corpo può essere fatto vivere artificialmente da una macchina? E, viceversa, chi può assumersi il diritto e la responsabilità di "staccare la spina" ad un altro in un momento in cui nessuno più può sapere se il malato terminale lo voglia veramente?
Sì, sono angosciato perché personalmente non vorrei vivere più se mi trovassi nelle condizioni di Eluana e chiederei ai miei cari di aiutarmi a morire. Ma, con altrettanta umiltà, debbo dire che non avrei mai il coraggio di staccare ad altri, personalmente, la spina e nemmeno di ordinare di staccarla.

Ecco, queste angosce – che spero siano umanamente comprensibili – non possono essere strumentalizzate con frasi banali del tipo "voterò con o contro il premier". A dettare la linea del voto non possono essere né Berlusconi, né alcun leader di partito. Ad ogni parlamentare non rimane che affidarsi alla propria coscienza, valutare e decidere con senso di responsabilità e secondo le proprie convinzioni (anche quelle religiose). Personalmente voterò per la libertà di vivere ma anche di poter morire (anche con preventivo testamento biologico). Ma mi sento e mi sentirò sconfitto, e invidio e ammiro chi, invece, ha certezze incrollabili.

Postato da Antonio Di Pietro in | Commenti (156) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

7 Febbraio 2009

Caso Englaro: violenza istituzionale di governo


Una barbarie istituzionale. Berlusconi sta andando sempre più verso un regime dittatoriale. La sfida lanciata al Presidente della Repubblica è una vera e propria offesa, il tentativo di instaurare un vero e proprio braccio di ferro con il Capo dello Stato.

Altro che separazione dei poteri! Berlusconi vuole nelle sue mani tutti i poteri: legislativo, esecutivo, delle comunicazioni e, probabilmente, anche giudiziario. Insomma, sta ponendo in essere un modello di governo autoritario che calpesta ogni regola costituzionale.

Esprimo un sincero apprezzamento e leale sostegno alla posizione del Capo dello Stato in merito al rifiuto di firmare l'aborto politico e giuridico uscito oggi dal Consiglio dei ministri.

La Costituzione repubblicana deve essere il nostro comune baluardo per impedire ogni forma di golpe strisciante, tanto più che per varare questo assurdo decreto sul caso Englaro il Governo non si è nemmeno avvalso della consulenza diretta di un costituzionalista, ma si è rifatto a generiche interviste giornalistiche.

Postato da Felice Belisario in | Commenti (400) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

6 Febbraio 2009

La sicurezza e' una cosa seria


Riporto di seguito il resoconto stenografico del mio intervento durante la dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori ad un provvedimento fasullo, intitolato "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", dove non si prevede l'assunzione di un solo poliziotto, l'acquisto di una sola autovettura, la possibilità dello straordinario per i poliziotti o un solo litro di benzina in più per le macchine di servizio e di controllo del territorio.

La sicurezza e la legalità sono cose serie! Gli italiani si accorgeranno degli imbrogli politici e degli inutili comizi di questo Governo.

Testo dell'intervento:
"Signor Presidente, sin dalla discussione generale del 18 novembre 2008, l'Italia dei Valori aveva espresso condivisione per alcune delle norme contenute nel testo licenziato dalla Commissione, che recepivano i contenuti dei nostri disegni di legge nn. 583 e 617. La condivisione di singole norme non significa però un voto favorevole sull'intero provvedimento.
La maggioranza e il Governo hanno voluto caratterizzare il disegno di legge in esame come di difesa dall'immigrazione irregolare intesa quale equivalente della criminalità diffusa e così rispondendo alla preoccupazione diffusa e certamente stimolata dei cittadini. È bene che i cittadini sappiano che ciò che si vuole contrastare è l'immigrazione degli stranieri, ma nessuna di queste norme che noi abbiamo votato riguarda i cittadini europei che vengono a delinquere nel nostro Paese.
Convivono nel provvedimento in esame l'inasprimento dell'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario per i mafiosi, modifica non concepita dal Governo ma espressione di accordo in sede parlamentare, con il reato di ingresso e soggiorno illegale degli immigrati, reato concepito dal Governo e voluto dalla maggioranza e punito con l'obbligo della residenza nella propria dimora nei giorni di sabato e domenica, per un complessivo numero di giorni non superiore a 45, ossia per un massimo di 20 week-end, peraltro neanche consecutivi (articolo 53 del decreto legislativo n. 274 del 2000). È una ridicola norma da applicare a coloro che sbarcano ad esempio a Lampedusa e alle badanti irregolari.
Oggi il Governo ci è venuto a dire che i soggiorni irregolari nel nostro Paese rappresentano una platea di processabili di 3.660 persone, così riducendo il tetto di 760.000, dato effettivamente confermato dal Governo in altre comunicazioni. È un trucco contabile e finanziario che noi denunziamo perché con questo trucco si è violato l'articolo 81 della Costituzione.
Tale ridicola cosa, ossia centinaia di migliaia di processi, costerà agli italiani almeno 1.000 miliardi di vecchie lire ed io vi sfido a dimostrare il contrario. Voi sprecherete il denaro dei cittadini mentre in un provvedimento che si intitola «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica» non si prevede l'assunzione di un solo poliziotto, l'acquisto di una sola autovettura, la possibilità dello straordinario per i poliziotti o un solo litro di benzina in più per le macchine di servizio e di controllo del territorio. (Applausi dal Gruppo IdV).
Con il decreto-legge n. 112 del 2008 avete ridotto le risorse del comparto sicurezza e del comparto giustizia del 40 per cento, avete mortificato la polizia e la sicurezza, avete mortificato il ruolo primario dello Stato, ma avreste voluto che le ronde di volontari girassero armate e vegliassero su di noi.
Voi avete una scarsa dimestichezza con la concezione democratica e costituzionale dello Stato. Voi vorreste i bravi di don Rodrigo; noi vogliamo sicurezza, uomini in divisa, automezzi, Polizia e Carabinieri in una cornice democratica dello Stato. (Applausi dai Gruppi IdV e PD). Voi volete che, per accedere al pronto soccorso, si esibisca il permesso di soggiorno e poi siete indulgenti verso il modello sanità Angelucci. Questa è la verità della sanità che voi volete! (Applausi dai Gruppi IdV e PD). Voi negate la sanità ai bambini ma consentite, e consentirete attraverso quello che state approvando alla Camera dei deputati, nella riforma delle intercettazioni telefoniche, che non si perseguano e non si scoprano i reati tipo il modello Angelucci per la sanità: questo è quello che volete! (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
Voi fate bassa propaganda; i cittadini chiedono sicurezza. L'Italia purtroppo si accorgerà dei vostri imbrogli politici e degli inutili, feroci vostri comizi. Toglietevi la grottesca maschera del feroce Saladino e da neofiti dell'antimafia: la sicurezza e la legalità sono cose serie! (Applausi dai Gruppi IdV, PD e UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).
"

Postato da Luigi Li Gotti in | Commenti (77) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

5 Febbraio 2009

Appoltronati di Governo


Il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta e di interesse privato del curatore negli atti del fallimento nella procedura di amministrazione straordinaria della Cedis. Non è che l’ultimo degli infortuni del governo Berlusconi, il quale per altro fin dalla costituzione del suo governo non si era minimamente preoccupato del fatto che parecchi suoi esponenti avessero avuto in passato o avessero in quel momento conti aperti con la giustizia. D’altronde poiché come si dice “il pesce puzza dalla testa” non ci si poteva forse aspettare un comportamento diverso. Così se Berlusconi è il primo tra i componenti del governo condannati, rinviati a giudizio o indagati, la schiera è numerosa: tra ministrri e sottosegretari sono una decina i condannati, rinviati a giudizio o indagati. Dal Ministro delle Infrastrutture Matteoli a quello dello Sviluppo Economico Scajola, dal Ministro per le Riforme Bossi a quello  dell’Interno Maroni, dal Ministro per la Semplificazione Calderoli a quello agli Affari  Regionali Fitto, dal Sottosegretario alle Riforme Brancher a quello allo  Sviluppo Economico Martinat, dal Sottosegretario all’interno Cosentino a quello alle Politiche Agricole e Forestali Buonfiglio. Qualche altro componente del governo è stato condannato per reati contabili e deve risarcire lo Stato: il sottosegretario alle Infrastrutture Castelli, quello agli Esteri Scotti.

Che differenza rispetto alla civile e democratica America dove due Ministri nominati da Obama non hanno superato il vaglio della Commissione del Congresso: stiamo parlando di Tom Daschle e Nancy Killefer, il primo designato Ministro della Sanità e la seconda  responsabile per il controllo del budget federale di sprechi e spese inutili.

Daschle non aveva denunciato al fisco l’uso di una autovettura con autista messagli a disposizione da una società privata; Killefer non aveva pagato per un anno e mezzo i contributi alla domestica.

In precedenza Bill Richardson, designato ministro del Commercio dovette rinunciare alla carica dopo l'avvio di un'inchiesta per corruzione a suo carico.

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (151) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

4 Febbraio 2009

Immigrati clandestini: numeri da circo


Il Governo continua a dare i numeri! Per far tornare i conti, dopo che Schifani ha chiesto alla Commissione Bilancio di chiarire quale fosse effettivamente la copertura finanziaria necessaria per il nuovo reato di ingresso e soggiorno illegale, l'Esecutivo dichiara ufficialmente che gli irregolari presenti nel nostro Paese sono 3'660.

E' un'assurdità: o il problema delle presenze irregolari non esiste, o il Governo, come detto, dà letteralmente i numeri. Nell'ultima relazione del ministero degli Interni sulla immigrazione, infatti, è scritto che al 31 luglio 2007 gli irregolari in Italia erano 760'000. Che fine hanno fatto?

La realtà è molto più semplice: siccome il costo per celebrare i processi per il nuovo reato sarà di oltre 400 milioni di euro, mentre la copertura prevista dal Governo è di soli 34 milioni, si è solo tentato di addomesticare i numeri.

Postato da Luigi Li Gotti in | Commenti (63) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

3 Febbraio 2009

Sentenza Fortugno: noi c'eravamo


Le sentenze giudiziarie sono momenti duri della verità, e quella del Tribunale di Locri sull’assassinio Fortugno ha sbattuto in faccia a tutti la realtà della Calabria attuale: nessun politico regionale, dai ranghi più alti agli esponenti locali, si è degnato di essere presente nell’ aula della Corte di Assise alla lettura della sentenza di condanna degli assassini.

La presenza di questa gente, di norma, è asfissiante. Non esiste evento pubblico e privato che non sia infestato dalla presenza di qualche politico locale. In Calabria li si incontra ad ogni battesimo, matrimonio e funerale. Dove non li trovate mai è dove dovrebbero essere presenti, se non altro per un elementare senso di solidarietà verso i familiari delle vittime della mafia.

Per fortuna la Calabria ha altre risorse, come quelle degli imprenditori di Lamezia che si ribellano al racket e denunciano gli estortori. Nonché quelle degli investigatori che hanno concluso una tappa importante della ricerca della verità sul delitto Fortugno in soli tre anni, e quelle dei giudici che non si sono fatti intimidire pronunciando un giudizio equo e netto. In altri tempi il delitto Fortugno sarebbe rimasto impunito.

Postato da Pino Arlacchi in | Commenti (82) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif

2 Febbraio 2009

Dalla parte di Grechi


Sabato 31 gennaio nelle corti d’appello di tutta Italia si è svolta l’inaugurazione dell’anno Giudiziario. Nel corso della sua relazione il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Grechi, ha fatto cenno anche alla vicenda di Eluana Englaro, dal momento che è stata proprio una sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha riconosciuto il diritto della famiglia Englaro di interrompere l’alimentazione artificiale somministrata ad Eluana, e con essa a porre fine allo stato vegetativo nel quale la donna versa ormai da 17 anni.

Grechi ha sostenuto che la sentenza della Corte d’Appello non ha invaso il territorio altrui, perché in uno stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta ad una domanda di giustizia che gli viene rivolta. Poiché è la stessa Costituzione che impone la separazione tra poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, le sentenze definitive non possono essere poste nel nulla né dal potere legislativo, né tanto meno dal potere esecutivo.

Questi semplici concetti, che in un paese normale sarebbero considerati un’ovvietà, hanno scatenato la violenta reazione di Maurizio Gasparri.

Gasparri ha accusato il presidente Grechi di attentato alla Costituzione, di essere un eversivo, un nemico del diritto e della democrazia. E chiaramente ha sostenuto che è una vergogna che una persona così ricopra il ruolo di presidente di Corte d’appello.

Esprimo piena e convinta solidarietà al presidente della Corte d'Appello di Milano dottor Grechi per il violento e ingiustificato attacco che gli ha rivolto il Senatore Maurizio Gasparri. Evidentemente Gasparri considera eversive anche la Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea, dal momento che tutti questi organi si sono pronunciati a favore della sentenza della corte d'appello di Milano dando torto ai tanti soggetti che hanno sollevato ricorso, e tra questi anche la Camera e il Senato, nei confronti della sentenza su Eluana Englaro.

E' grave che il presidente di un gruppo parlamentare del Senato si rivolga accuse così pesanti e, soprattutto, così evidentemente ingiustificate ad un presidente di corte d'Appello, ma del resto è nota la veemenza di Gasparri, che definì "cloaca" il Csm.


1 Febbraio 2009

Disonorevoli pensioni


Si riparla di nuovi interventi sul sistema pensionistico. Mentre Brunetta vuole portare a 65 anni l’età di pensionamento delle donne, Tremonti dichiara che il welfare e le pensioni sono da riformare. Sacconi lo smentisce sostenendo che il problema non è all’ordine del giorno del governo. Ma noi sappiamo che mente e che probabilmente, anche per effetto della crisi in atto, qualche intervento non potrà essere rinviato.

In astratto potremo anche essere d’accordo. Ma riteniamo ingiusto pensare di sottrarre soldi in futuro a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre ancora sulle pensioni dei parlamentari non si è fatto praticamente nulla. Naturalmente il problema si pone nello stesso modo per tutti i consiglieri regionali anche se le regole sono più rigorose. Noi diciamo che è scandaloso quanto avviene oggi, anche se per i nuovi eletti di questa legislatura vi sono regole più restrittive (è necessario fare 5 anni pieni per poter ricevere l’assegno). A mio giudizio, come per tutti i lavoratori, i contributi pagati dovrebbe essere versati in un fondo presso l’Inps (come per i lavoratori a progetto) ed utilizzati per determinare la pensione di vecchiaia al 65° anno o per integrare l’eventuale altro trattamento pensionistico dovuto per altra causa. Ma la questione veramente fondamentale è che le nuove regole dovrebbero valere anche per chi è già ex parlamentare e fruisce dell’assegno. Non accettiamo che si parli di “diritti quisiti” e quindi non modificabili. La Corte Costituzionale ha già sancito che non si tratta di vera e propria pensione, ma di vitalizio, come tale modificabile in qualunque momento. Per intanto ogni ex parlamentare si basa sulle regole esistenti al momento in cui ha lasciato il Parlamento, regole che in passato avevano dell’incredibile. Siamo infatti in presenza di casi clamorosi e vorrei qui citarvi quelli più emblematici:

Irene Pivetti, nel 2013, a 50 anni, dopo 9 anni a Montecitorio inizierà a percepire una pensione di 6.203 euro mensili. Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese. Giovanni Valcavi, banchiere varesino, è rimasto al Senato 68 giorni (dovette poi dimettersi per incompatibilità) ma ogni mese, dal 23 aprile del 1992 , porta a casa una pensione attualmente di 3.108 euro. Dall'autunno del 2000 incassa ogni mese il vitalizio senatoriale (sia pure ridotto per reversibilità) la vedova di un uomo che non mise mai piede al Senato: Arturo Guatelli, che subentrò a camere già sciolte al senatore Morlino (morto per infarto). Vi sono 4 ex parlamentari radicali ( Angelo Pezzana, Piero Graveri, Luca Boneschi e René Andreani), che percepiscono una pensione di 1.733 euro netti al mese per essere stati al Parlamento un solo giorno. Si sono infatti dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati eletti. Toni Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Pannella lo inserì nelle liste radicali facendolo eleggere in Parlamento, dove i mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento. Dopo 64 giorni e 9 sedute, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, dal 1993 (compiuti 60 anni) riscuote ogni mese la pensione parlamentare, oggi di 3.108 euro. Altri parlamentari con meno di 60 anni si sono aggiunti con l’interruzione dell’ultima legislatura: Antonio Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio. Lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo e pure lui ha 4 mandati. Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese. Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese. Come Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, 52 anni. Ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni . Percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro. Incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra i “giovani” pensionati del Parlamento, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, e Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Ci sono anche sotto i sessant’anni, l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Ci sono gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), 58 anni,e Willer Bordon, 59 anni: entrambi avranno (riscatti permettendo) il massimo del vitalizio senatoriale: 9.604 euro. Non vanno poi dimenticati gli ex parlamentari condannati per gravi reati e che ciononostante percepiscono laute pensioni: Paolo Cirino Pomicino (Udeur): 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per corruzione per fondi neri Eni, Antonio Del Pennino (FI):2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito Enimont; 1 anno 8 mesi e 20 giorni, patteggiati per i finanziamenti illeciti della metropolitana milanese, e di protagonisti di Tangentopoli, come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli. Senza dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi.

Pensiamo che negli Stati Uniti, all’unanimità, hanno deciso di negare la pensione ai parlamentari condannati per corruzione, spergiuro e altri reati contro la pubblica amministrazione. «I politici corrotti - ha spiegato il promotore della legge, Nancy Boyda - meritano condanne alla prigione, non pensioni pagate dal contribuente».

Ogni anno tra Camera e Senato si spendono più di 200 milioni di euro per pensioni degli ex parlamentari e la cifra è destinata solo a salire. Intervenire è un dovere!

Postato da Antonio Borghesi in | Commenti (147) | Scrivi | Permalink | Stampa | Cita sul tuo sito | facebook.jpg oknotizie.gif segnalo.png technorati.gif delicious.gif digg.gif diggitalogo.gif


newsnewslettidv.jpg
formare.jpg
banner-striscia-215.png
banner_gelmini.jpg
banner-slegati_dx215.gif
rifiuti-d%27italia.png
giovanidivalore_logo_banner.jpg
calderoli_bugiardo
10puntibanneresterno_idv.jpg
banner_expo.jpg
bannervasto2010.jpg
contromanovraidv.jpg
congreterritoriali.jpg congressicelebrati.jpg regolamentocongressuale.jpg calendario_regionale.jpg statuto_regionale.jpg
idvlavoro.jpg
puntoeconomia_1.jpg
codiceEtico.jpg
nostriparlamentari.jpg
inostrideputati.jpg
inostrisenatori.jpg
inostrieuroparla.jpg
ultimerisposte.jpg
Anita Di Giuseppe
Anita Di Giuseppe (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Borghesi
Antonio Borghesi (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro (Deputato)
Leggi la sua risposta
Giovanni Paladini
Giovanni Paladini (Deputato)
Leggi la sua risposta
Carlo Monai
Carlo Monai (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Palagiano
Antonio Palagiano (Deputato)
Leggi la sua risposta
tesseramento.jpg
alvipidv.jpg