dalla parte dei cittadini



20 Marzo 2009

Chiaiano: Il killer silenzioso


Pubblichiamo il video ed il testo dell'intervista, realizzata dal nostro inviato, a Gerardo Ciannella, professore di Medicina del Lavoro e primario dell’ospedale Monaldi di Napoli.

Testo dell'intervista

Daniele Martinelli: Il professor Gerardo Ciannella dirige il reparto di servizio medico e prevenzione al Monaldi di Napoli. Lei è autore di una ricerca della quale le hanno chiesto, in Europa, la traduzione. Perché?

G.Ciannella: Infatti. E' una ricerca che è iniziata nel '97. Noi siamo azienda ospedaliera particolarmente indirizzata alla ricerca pneumocardiologica. Il Monaldi, lo voglio ricordare per chi non conosce questa struttura, è un polo di eccellenza. In base a questo noi cominciammo a raccogliere i dati afferenti dai ricoveri ospedalieri, dai riscontri anatomopatologici, relativi a una neoplasia dell'apparato respiratorio gravissima, incurabile, che si chiama mesotelioma pleurico, una malattia la cui mortalità prevede un'incidenza nel 2015 con 15 mila morti, è stata stabilita dalla Comunità scientifica internazionale, come rapporto causa effetto, che a monte di questa malattia è soprattutto da considerare il contatto dell'umano con un minerale pericoloso, che è l'amianto chiamato anche asbesto.
Noi lo chiamiamo killer silenzioso perché forse sarebbe stato meglio non estrarlo questo minerale dalla terra, però come l'opinione pubblica sa, quello che è successo in Piemonte, a Casale Monferrato, a Voghera, a Monfalcone già abbiamo contato migliaia di morti. Si calcola circa tre mila morti l'anno che forse si sarebbero potuti evitare.
Non per niente il lavoro è stato intitolato Mesotelioma pleurico, una morte prevedibile però evitabile, con la casistica clinica epidemiologica che abbiamo raccolto.
La cosa che ci ha sorpreso nel corso dei dieci anni, abbiamo esaminato 355 cartelle che abbiamo diviso in due periodi di osservazione, dal '97 al 2001, dal 2002 al 2006. Che cosa ci ha colpito nei mesi scorsi? Che negli ultimi cinque anni sono aumentati del 50% i casi di mesotelioma pleurico. Ci siamo interrogati sul perché. Abbiamo visto, incrociando i dati, che le zone di residenza erano limitrofe a luoghi dove notoriamente erano state fatte discariche abusive di rifiuti tossici, velenosi e nocivi, dove anche l'amianto è stato scaricato, basti pensare che in Italia, dalle stime fatte dai nostri colleghi di Medicina del lavoro, ci sono qualcosa come trenta milioni di tonnellate sparse in tutta Italia di questa sostanza. Si consideri soprattutto l'eternit. Molti non sanno ancora che eternit significa cemento più amianto. Le famose tettoie di eternit, le canne fumarie, le vasche d'acqua fatte con eternit. Il rischio di questa sostanza è che a contatto con le alterazioni meteorologiche vengono scompaginati questi tessuti compatti di amianto, per cui si liberano delle fibrille della lunghezza di cinque micron, cioè millesimo di millimetro, per cui entrano nei polmoni, si collocano negli alveoli come degli spilli, e portano nel tempo degli studati recidivanti della pleura, ematici, che sono inguaribili.
Per cui, purtroppo, sono morti annunziate e spalmate nel tempo, si pensi che il periodo di incubazione di questa malattia è di dieci, quindici e anche trent'anni.
Io e i miei colleghi ci siamo allertati soprattutto negli ultimi mesi dell'anno scorso, quando abbiamo saputo che a un chilometro e mezzo da questo ospedale, dove si lavorava per l'apertura di questa discarica, a detta di un personaggio eminente come il generale Giannini, collaboratore del sottosegretario Bertolaso, era stato riferito che dieci mila tonnellate di amianto erano state trovate in questa discarica di Chiaiano.
Per cui noi prima ci siamo allertati, non vi nascondo che abbiamo fatto una denunzia alla Procura della Repubblica nel mese di dicembre con altri colleghi geologi, il professor Ortolani, il professor De Medici dell'Università di Napoli, avvocati come il cassazionista Vignola, affinché fosse sequestrata questa discarica e anche per approfondire responsabilità eventuali di disastro ambientale cui si riferisce l'articolo 434 del c.p.p. oltre che attentato all'articolo 32 della Costituzione italiana "tutela della salute".
Non sappiamo ancora l'esito di questa nostra denunzia però abbiamo pensato bene di pubblicare i nostri dati scientifici. Abbiamo avuto il coraggio, e di questo ne riconosco il merito ai miei colleghi che hanno collaborato, di dire queste cose e di collocare soprattutto il rapporto di mortalità per questo tumore, con le zone che erano limitrofe, lo ripeto, alle discariche abusive. Per cui nulla toglie che ci sia stata la presenza di questo tossico e velenoso minerale nelle vicinanze di questi luoghi di abitazione, e che abbia potuto essere causa primitiva di questa neoplasia.
La nostra preoccupazione è quella di sollecitare le strutture responsabili regionali e territoriali a una bonifica attenta del territorio.
Immaginate che le norme italiane ed europee della bonifica dell'amianto prevedono una sequela di fasi di intervento lunghissime e scrupolosissime. Abbiamo qualche sospetto che nella discarica di Chiaiano sia stata fatta veramente una bonifica.
Quindi per il diritto che abbiamo alla difesa della nostra salute, poiché non dobbiamo più pensare di delegare ad altri questa funzione, dobbiamo essere noi protagonisti primi delle scelte sulla nostra salute. La salute non è una merce che si vende, non si compra. La salute è un valore, non è un bene personale ma è un bene che va condiviso. Io devo pensare anche alla salute dei miei figli, dei miei nipoti, di chi verrà dopo.
Ebbene l'incidenza attuale dei tumori è altissima. Immaginate che noi ogni anno in questa struttura stiamo facendo 750 diagnosi di tumore polmonare. Non tutte corrispondono a pazienti fumatori.
Sappiamo bene che Napoli, purtroppo, diventerà la prima città italiana per incidenza di morti di tumore polmonare. Se a questi ci aggiungiamo i morti per mesotelioma pleurico sarà una catastrofe.
E allora, senza creare allarmismi, in coscienza dobbiamo avere il coraggio di dirle queste verità. Verità scientifiche che partono da evidenze scientifiche. Parlo di cartelle cliniche, le quali per noi sono la Bibbia.
E' chiaro che bisogna aprire gli occhi su questa realtà per creare consapevolezza di questo problema e soprattutto esigere sul territorio un controllo particolare e dettagliato dell'igiene e della salute del territorio.
Fare prevenzione, secondo quello che io dico sempre ai miei studenti dell'università, è non tanto fare diagnosi precoce di una malattia che tanto non si può curare, ma pensare alla bonifica e alla salute del territorio.
La salute dipende dalla salute della nostra terra. L'acqua, l'aria, se la terra è inquinata noi produrremo malanni, malesseri.
E' una preoccupazione di coscienza anche perché io sono molto legato a un medico santo della nostra università, Giuseppe Moscati, il quale a noi medici disse una cosa importantissima anni fa. Dovete amare la verità, difendere la verità, portare avanti la verità scientifica pure se vi costa sacrificio. Pure se pagate in prima persona.
Io mi sentirei omissivo, quindi sono felice di aver fatto questo lavoro e ho invitato i colleghi medici ospedalieri e anche del territorio di approfondire altre ricerche.
Questa nostra ricerca non è l'ultima ma la prima. Vorrei invitare tutti a fare casistica, a tirar fuori dati scientifici certi, attendibili, affidabili perché abbiamo sicurezza di questi rapporti di causalità e perché possiamo prevenire questo disgraziatissimo male.