Torniamo in Europa, ma torniamo in Europa con degli italiani di valore, di cui essere orgogliosi, per questo presentiamo il nostro candidato che ha una sua storia umana, professionale, etica che può rappresentare la migliore Italia in Europa, ascoltiamolo:
Testo dell'intervento
Mi chiamo Luisa Capelli ho 48 anni e vivo a Roma.
Quindici anni fa insieme a mio marito ho fondato la Meltemi Editore, Casa editrice che dal 2003 dirigo da sola con l’aiuto di un gruppo di collaboratori eccellenti e uniti che costituiscono per me dei riferimenti essenziali non soltanto per la vita professionale.
Dal 2005 con un contratto da precaria tento di insegnare il mio mestiere anche agli studenti dell’università di Tor Vergata.
Ho scelto di candidarmi come indipendente con l’Italia dei Valori poiché purtroppo non è più possibile in questo nostro Paese, vivere, lavorare, insegnare secondo regole di giustizia, onestà, libertà, quelle regole che hanno finora guidato le mie scelte e che certo anche di insegnare a mia figlia, ai suoi amici, ai miei studenti.
Diritti elementari come quelli al lavoro, allo studio, a una vita e a una morte serene, alla cura e al rispetto degli altri sono divenuti in Italia fantasie da difendere faticosamente giorno per giorno, costringendo tutti noi a rinunce e sacrifici che rendono difficile sognare una vita migliore per noi stessi, per i nostri cari, per le persone che ci stanno a cuore.
Questi diritti elementari, queste regole fondamentali della nostra esistenza comune, vanno ripristinati al più presto, la certezza della giustizia è una di queste regole, perseguire i responsabili dei reati e garantire che le leggi vengano applicate, anche quelle leggi non scritte che dovrebbero far vincere i migliori nei concorsi, che dovrebbero far pagare le tasse a chi le evade, che dovrebbe imporre si costruiscano edifici nel rispetto delle norme antisismiche, che dovrebbero farci sentire tutti responsabili dell’ambiente in cui viviamo.
Quelle leggi, cioè, non scritte, che fondano la convivenza tra donne e uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla lingua che parlano, dalle scelte familiari e sessuali che compiono, dai valori e dalle religioni nei quali credono o non credono.
Rimettere ordine a questi principi basilari, recuperare la fiducia verso uno stato e un sistema di regole condivise che ne esige il rispetto, restituisce a tutti noi l’opportunità di sognare, di sognare un mondo giusto e migliore, che consenta al libero di spiegarsi delle idee e la tensione verso il progresso del quale noi umani abbiamo bisogno per dare senso al nostro stare al mondo, quelle idee e quella tensione che interpretano il cambiamento non come un momento di difficoltà, ma come una risorsa e che ci sottraggono alla mera difesa del nostro interesse particolare. Ripristinare quelle regole ci restituisce la possibilità di immaginare un mondo nel quale i nostri figli vadano a scuola felici, perché coscienti che la conoscenza che acquisiranno li aiuterà a vivere meglio e non solo a sperare di arricchirsi, perché nelle aule sapranno di poter incontrare degli adulti altrettanto felici di insegnare, rigorosi nel pretendere la partecipazione allo studio e non ridotti semplicemente a custodi del voto in condotta.
Rimettere ordine a quei principi significa essere certi che se avremo imparato a raccogliere i nostri rifiuti differenziandoli, questi verranno smaltiti e riciclati correttamente, cessando così di costituire l’enorme business che rappresentano per la criminalità organizzata, cessando di andare a finire nel fondo dei nostri mari o sepolti sotto la sabbia di qualche paese lontano che dal mondo più ricco può attendersi soltanto quasi di ricevere le nostre spoglie.
Significa ancora, ripristinare quelle regole minime, renderci consapevoli dei limiti con i quali dobbiamo confrontarci come specie, perché siamo tanti e mal distribuiti su un pianeta piccolo, perché le limitate risorse di cui disponiamo non sono accessibili equamente, aria e acqua, tecnologie e saperi non soltanto oro e petrolio, perché il talento delle donne nel dare la vita nel lavoro, nel prendersi cura degli altri, rappresenta un’opportunità quasi ovunque mortificata.
Perché alle generazioni più giovani è troppo spesso preclusa la costruzione del presente e ancora di più l’immaginazione del futuro.
Da parlamentare europeo con l’Italia dei Valori come indipendente, porterò la mia esperienza di una donna alla guida di un’impresa editoriale che ha guadagnato faticosamente la propria autorevolezza come laboratorio di qualità e relazioni tra le persone, quelle relazioni insieme a molte altre senza il cui conforto e appoggio non sarei qui oggi.
Quando sarò in Parlamento europeo continuerò a ascoltare le persone per comprendere i loro bisogni e porre le mie conoscenze al loro servizio, difenderò chi è più debole cercando proposte adeguate a affrontare le sfide di un mondo attraversato dalla crisi di un sistema che ci hanno venduto come infallibile, attraversato questo mondo da conflitti che sono stati appellati infiniti e necessari.
Quando siederò nel Parlamento europeo mi farò interprete con responsabilità e passione delle buone idee di chi mi sarà accanto, me ne occorreranno molte di idee e vi inviterò a inviarmele subito, già durante la campagna elettorale, cosa che mi impegno a continuare a fare quando siederò nel Parlamento europeo.
Mi impegnerò a lavorare per un’Europa della conoscenza, per un’Europa con più coscienza dei nuovi tempi che ci aspettano e lo farò sulla base dell’esperienza che ho costruito nella mia casa editrice e come insegnante all’università.