dalla parte dei cittadini



26 Maggio 2009

Governo struzzo


Il duo “Berlusconi-corruttore” e “Tremonti-sul viale del tramonto” dicono che la crisi economica sia ormai superata. Forse per loro, che non soffrono i problemi della gente, ma non certo per i lavoratori che quotidianamente perdono il posto di lavoro, né per i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani, i piccoli commercianti che devono chiudere, anche perché le banche non erogano credito. La crescita di suicidi tra disoccupati e piccoli imprenditori ne è una testimonianza evidente.


E’ curioso che il presidente del consiglio sia, oltre che cieco di fronte ai dati economici disastrosi, anche sordo di fronte alle parole di Emma Marcegaglia. La presidente di Confindustria ha di fatto sostenuto che è necessaria un’azione più incisiva da parte del governo. Quando il Cavaliere parla, testuali parole, di cose che ‘dovremmo fare, vogliamo fare’, dà conferma a quanto ormai chiaro, che il nostro paese è in gravissimo ritardo nell’affrontare questa crisi economica. Un capo di governo serio dovrebbe parlare al passato degli interventi messi in atto, per dare reale speranza al Paese. E’ chiaro che Berlusconi non possa farlo perché nella politica delle parole, caratteristica dell’esecutivo che egli presiede, la regola è costruire favole infiocchettate su dati inesistenti, al solo fine di ingannare gli elettori.


I dati parlano chiaro e illustrano una situazione fortemente allarmante. Altrettanto chiara, però, è purtroppo la strategia di questo governo: tenere la testa sotto la sabbia e nascondere la verità agli italiani. La verità è che l’immobilismo dell’esecutivo e la mancanza di una piano strutturale concreto e valido ci faranno pagare il prezzo più alto del panorama internazionale.


Tremonti dice che la fase apocalittica della crisi economica è finita, mentre molte fabbriche hanno già dovuto chiudere i battenti e molte altre sono a serio rischio. Dati alla mano si parla già della chiusura di una delle fabbriche Merloni di Nocera Umbra, della Indesit di Torino, della Michelin di Settimo Torinese, della Nuova Sirma di Porto Marghera, della Cortina Tex, uno dei capisaldi nel settore tessile del Lombardo, di una delle fabbriche di gomma e plastica di Regalbuto, in Sicilia. Mi fermo qui per ovvie ragioni.


Tutto ciò, se il ministro Tremonti lo ignorasse, significa migliaia di operai senza lavoro con conseguente stato di profondo disagio economico per intere famiglie. Ad un governo che continua a lanciare slogan e fare il gioco delle tre carte con fondi stanziati precedentemente, insufficienti a risolvere lo stato del Paese, facciamo presente che questi sono i fatti. Se lasciar morire di fame intere famiglie non è un problema della massima gravità, al signor ministro Tremonti chiediamo se dobbiamo arrivare a vedere queste persone chiedere l’elemosina per far sì che il governo si interessi davvero a quello che la crisi economica rappresenta per la gente comune.


Il crollo delle entrate fiscali nei primi due mesi dell’anno è solo in parte dovuto al calo dei consumi, ma è anche conseguenza dell’evasione fiscale. Questo risulta dal fatto che ci sia stata una diminuzione delle entrate provenienti dall’Iva. Il governo si affanna a dare la colpa del fenomeno esclusivamente alla crisi economica, per evitare di riconoscere la propria politica manchevole, ed anzi controproducente, nella lotta all’evasione, alla quale, di fatto, questo esecutivo, ha palesemente porto la mano, con una notevole diminuzione dei controlli.


I candidati rispondono
commentavideo1.jpg Giovedi 28 maggio dalle ore 11:30, diretta streaming con i candidati Niccolò Rinaldi, Cristina Scaletti, Carlo Rossetti e Milito Pagliara.

Pubblica la tua domanda come commento al video su Youtube. Le 10 domande più votate verranno poste in diretta ai nostri candidati.