Torniamo in Europa, ma torniamo in Europa con degli italiani di valore, di cui essere orgogliosi, per questo presentiamo il nostro candidato che ha una sua storia umana, professionale, etica che può rappresentare la migliore Italia in Europa.
Testo dell'intervento
Mi chiamo Pietro Adami, sono un Avvocato, prima di essere Avvocato insegnavo ai ragazzi non vedenti che studiavano giurisprudenza, a parte il mio lavoro sono sempre stato impegnato in movimenti prima, poi in associazioni che si sono impegnate a loro volta sui problemi della giustizia, infine contemporaneamente anche in parte sul volontariato.
Da un lato vedo quelli che sono i problemi del mondo della giustizia, problemi che si riferiscono a difficoltà che ci sono in Italia, a vedere soddisfatti i propri diritti, a vedere riconosciute le proprie ragioni in tempi ragionevoli e anche difficoltà dopo che le ragioni sono state riconosciute, a eseguire molte volte quelle sentenze che danno ragione. Questi problemi riguardano la giustizia civile, amministrativa di cui mi sono sempre occupato direttamente, ma queste sono questioni che riguardano tutti i cittadini e quindi alla fine arrivano da me persone, imprese, immigrati, lavoratori, persone rassegnate, persone che si sono convinte che nulla può cambiare.
Ritengo che il primo dovere di uno stato sia quello di far rispettare tutte le proprie leggi. Il dovere dello Stato di darti la giustizia civile, amministrativa, è un dovere primario, quando il cittadino trova difficoltà nel vedere riconosciuti i propri diritti, si convince che esistano altre strade per ottenere la soddisfazione dei propri interessi e viene meno proprio l’idea di convivenza civile, molti vengono da me lamentando una lesione di un proprio diritto, non tutti si rendono conto che per ogni diritto c’è un dovere, è chiaro che le cose non possono cambiare senza un impegno diretto.
L’Europa è importante perché riguarda questioni apparentemente minime, ma attenzione perché l’Europa è anche il luogo dove maturano le direttive sul lavoro, dove si decidono delle cose che hanno incidenza sulla vita quotidiana di ognuno di noi e non solo, è dovere dell’Italia essere presente in quei momenti, cosa che non è stata fino a oggi.
Il nostro impegno in questa lista significa non rassegnarci alle spese inutili, i soldi e i fondi europei spesso sono stati buttati. Non rassegnarci al fatto che si sia sempre fatto così, ma oggi l’Italia con la crisi non si può più permettere questo, opere inutili, ponti costruiti a metà, fondi destinati a strane imprese, stipendi da favola a manager, a politici, non si può permettere migliaia di auto blu, non ci possiamo permettere fondi alle imprese private quando le imprese private non garantiscono un ritorno sociale, non garantiscono che si impegneranno su prodotti che sono veramente utili alla crescita globale della Nazione e soprattutto l’Italia non si può più permettere la rassegnazione dei suoi cittadini.