dalla parte dei cittadini



3 Giugno 2009

Ticino atomico


Siamo agli sgoccioli di questa fenomenale campagna elettorale che ci ha visto attraversare le cinque circoscrizioni d'Italia, andando nelle città e nei paesi più lontani, per scoprire che c'è un bisogno reale di democrazia, di giustizia e di solidarietà sociale.
Ci sono degli aspetti inquietanti che abbiamo scoperto durante la campagna: mentre si facevano i gossip personali sul Premier si scoprivano invece decreti davvero preoccupanti per quello che è la democrazia, per quello che è il rispetto del diritto internazionale e la difesa del territorio e dell'ambiente.
Faccio solo un esempio: le centrali nucleari. Nella distrazione generale hanno approvato un decreto che nel corso dei prossimi sei mesi imporrà la costruzioni di 4 nuove centrali nucleari in Italia, dopo il referendum del 1987 dove l'80% della popolazione aveva detto NO, dopo Chernobyl, che aveva avvelenato i nostri territori.
Dopo tutto quello che è successo, la popolazione italiana si trova a ridiscutere questa vicenda. Impianti obsoleti, vecchi e pericolosi, che lasceranno in eredità per i prossimi cento mila anni le loro scorie radioattive. Costi spaventosi, 25 miliardi di euro per 4 centrali che copriranno soltanto il 2% del fabbisogno energetico nazionale, destrutturando completamente quello che è il tessuto occupazionale, professionale, e tutto quello che serviva per le fonti energetiche e rinnovabili, tra termo tecnici, termo idraulici, edili, tutti quelli che in questi anni avevano sviluppato le nuove tecnologie.
Dall'altra parte, negli altri Paesi, ci viene un segnale ben preciso: le fonti rinnovabili saranno il futuro dell'umanità. Qui, invece, andremo a costruire delle centrali nucleari senza sapere dove metterle. Un territorio sismico, un degrado idro geologico, un dissesto nel quale non c'è la possibilità fisica per costruire le nostre centrali. Si pensa addirittura che la centrale del nord Italia verrà costruita in Provincia di Novara, nel Trino Vercellese in prossimità delle risaie, prosciugando quel poco d'acqua che c'è, magari proprio quella del parco del Ticino e nel cono d'atterraggio di Malpensa.
Questo è quello che questo governo dissennato sta facendo nel nostro territorio. E' proprio qui che dobbiamo andare in difesa della nostra terra, per noi e per i nostri figli. Per quello dobbiamo invitare tutti a votare, dobbiamo fare l'ultimo salto, lanciare il cuore al di là dell'ostacolo. Invitare davvero tutti, soprattutto quel 30% della popolazione sfiduciata e che non crede più nella politica, ad andare a votare per l'Italia dei Valori. Abbiamo la possibilità di mettere tre preferenze, che possono dire giustizia, pace, diritti umani, la possibilità dell'uso delle fonti rinnovabili e della difesa delle nostre acque.
Da qui nasce la nostra vera battaglia, e lo dobbiamo fare per i padri della nostra Patria, che con il sangue hanno costruito e difeso questa Costituzione e questa Repubblica, lo dobbiamo a noi stessi, per un futuro davvero migliore in Italia ed in Europa. In tutte le circoscrizioni abbiamo la possibilità di dare un segnale forte a tutto il Paese. Forse adesso, in queste ultime ore, abbiamo la possibilità di convincere ancora parte di quel popolo progressista, ma sfiduciato, che può cambiare il nostro Paese.

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