dalla parte dei cittadini



14 Novembre 2009

Il caso Fondi e la cultura dell'illegalita'


Quello di Fondi e' stato un sopruso, un atto di illegalita' sostanziale. Si e' fatta passare per dimissioni una decisione stabilita dalla legge per infiltrazione mafiosa: la necessita' di sciogliere il comune. Direttamente o indirettamente, alle prossime elezioni si presenteranno gli stessi soggetti e chissa' se ritroveranno un altro prefetto Frattasi. Noi presenteremo una lista per la legalita' contro la lista dell'illegalita' e chiediamo ai cittadini di fare una scelta di campo.

Pubblico il video e il testo degli interventi di Stefano Pedica e Leoluca Orlando durante il convegno "Politica e legalita': problemi e prospettive nella Pubblica amministrazione" tenutosi giovedi 12 novembre a Roma.

Stefano Pedica: Come sapete, ci siamo riferiti esclusivamente con questa tavola rotonda al problema del caso Fondi, un caso nazionale che riguarda la criminalità organizzata che si sta radicando nel territorio laziale. Abbiamo segnali forti di presenza nel viterbese, dove ci sono costruzioni importanti, tra cui gli aeroporti delle provincie, e nel Mercato Ortofrutticolo di Fondi.
C'è chi dice che il MOF non abbia rapporti con la criminalità organizzata, a noi invece risulta che sia gestito dalla criminalità organizzata. C'è un presidente, del PD, ma è un presidente ombra, a cui abbiamo chiesto le dimissioni, come gesto di responsabilità, per far luce da un commissario, possibilmente da un magistrato esterno alla procura.
Ci siamo indignati perché la nostra battaglia ha portato ad un successo a metà, un bicchiere mezzo vuoto: lo scioglimento del comune per dimissioni dei consiglieri comunali porta solo ad alimentare la criminalità organizzata a Fondi. Abbiamo chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ma a farlo per primo è stato il prefetto Frattasi, che merita un applauso per il coraggio dimostrato. Il governo ha tempo 90 giorni, che scadono il 9 dicembre, per accogliere la richiesta di scioglimento del prefetto. Sono due le cose: o ha detto bugie, o nel palazzo del governo c'è qualcuno che rappresenta la criminalità organizzata che viene ascoltata e riesce a cambiare il parere di un ministro dell'Interno, che pochi mesi prima aveva dichiarato di voler sciogliere il comune per infiltrazione mafiosa e poi ci ripensa dopo pochi giorni. Lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose comportava una cosa: quei consiglieri comunali non potevano più candidarsi. Questo doveva avvenire un anno fa, il sindaco Parisella non sarebbe stato candidato alle provinciali e sarebbe andato a casa direttamente. Invece, è andato a casa come sindaco ma è rimasto consigliere provinciale. Si parla addirittura della sua candidatura alle regionali. E' una sfida allo Stato che stanno lanciando, e noi dobbiamo combatterla.


Leoluca Orlando: C'è ancora qualcuno che pensa che il papello tra lo Stato e la Mafia si fa in qualche stalla di Corleone o in qualche scantinato della periferia di Palermo tra ufficiali infedeli dello Stato e Boss mafiosi? Questa è archeologia.
La legge che si accinge ad approvare sui processi brevi, cosi come lo scudo fiscale, sono dei papelli tra Stato e Mafia che vengono realizzati con leggi dello Stato in Parlamento, e non in uno scantinato o in una stalla di Corleone. Normalmente la Mafia non chiede al politico di sparare, di fare il palo, o tanto meno di trasportare la refurtiva dalla banca in macchina durante una rapina. La criminalità organizzata chiede che lo Stato parli con il linguaggio di questo Governo, attraverso lo scudo fiscale e attraverso la legge dei processi brevi, perché passi il messaggio della cultura dell'illegalità, contrapposta alla cultura della legalità.
Credo che sia il caso di denunciare in questi termini questo provvedimento, un atto criminale, ricordando che la vera violenza, nella storia, non si fa contro la legge ma con la legge. E' una ragione per la quale, noi che siamo i sostenitori della cultura della legalità, abbiamo ritenuto di raccogliere un milione di firme per eliminare quella legge vergogna, il lodo Alfano.
Le uniche speranze che abbiamo nel nostro Paese per evitare la morte della democrazia si chiamano Europa e Corte Costituzionale. Se non ci fossero la democrazia in Italia sarebbe già morta.
Con queste leggi, se l'Italia fosse nella condizione di essere candidata ad entrare nell'Unione Europea non verrebbe ammessa. Altro che Turchia.