Il Ministro Prestigiacomo converrà con me che una nave di 136 metri, di recente costruzione, con due stive piene di fusti come quelli delle scorie radioattive difficilmente può essere confusa con una nave passeggeri di 96 metri, affondata un secolo fa al largo di Cetraro. La spiegazione più semplice è che i relitti siano due e che si tratti di un errore umano degli operatori della nave Mare Oceano che non hanno calcolato bene il punto di immersione degli strumenti di osservazione e non hanno ben interpretato i risultati strumentali.
In questo caso le ricerche devono essere proseguite, dopo un confronto pubblico anche con i tecnici incaricati delle prime ricerche dalla Regione, così diverse nelle modalità e nei risultati da quelle del Ministero. Dobbiamo questa ricerca della verità senza sotterfugi innanzi tutto alle popolazioni di quei luoghi inquinati, che soffrono oggi anche delle conseguenze economiche di questi gravissimi fatti e che soffriranno negli anni futuri, loro ed i loro figli, di quello che oggi abbiamo lasciato accadere.
Insistere per considerare chiusa la vicenda senza ulteriori indagini alimenta il sospetto che non si sia trattato di errore umano ma di voluto depistaggio, fatto per coprire responsabilità di apparati dello stato e di funzionari di importanti enti pubblici, che poterebbero essere stati coinvolti nella vicenda. In casi come questi, che riguardano atti devastanti commessi dalla criminalità organizzata, che spesso agisce in nome e per conto di terzi, la trasparenza degli atti e dei comportamenti è essenziale. Procedure affrettate, rilevamenti segretati, scarso o nullo contraddittorio, tutto questo lascia aleggiare il sospetto che non si voglia scoprire tutta la verità.
Non sta a noi proporre ipotesi sul perché il governo si voglia far compromettere in una questione così oscura e pericolosa. Certo non ci sfugge la possibile connessione tra questi affondamenti di rifiuti o di scorie pericolosissime e l'avvio del nuovo programma nucleare italiano, che subirebbe un colpo pesantissimo se si scoprisse che già i modesti rifiuti radioattivi attuali richiedono per essere smaltiti l'intervento della Ndrangheta. Immaginiamoci cosa potrebbe succedere quando saranno in funzione le tante centrali nucleari che il Governo ha intenzione di costruire.