Brandendo un'arma che passa sotto il nome di lotta alla contraffazione, i paesi occidentali stanno negoziando un accordo internazionale che ha il nome di ACTA, l'Accordo anti-contraffazione.
ACTA è un documento internazionale che mira alla tutela della proprietà intellettuale via standard internazionali più restrittivi degli esistenti. Provvedimento sacrosanto, poiché, in un'economia sempre più globalizzata, occorre avere una disciplina che limiti la contraffazione, per tutelare i posti di lavoro, per la sicurezza del consumatore, per la difesa di una legittima proprietà intellettuale. Tuttavia sta diventando una sorta di grande scusa per fare passare norme che sono assolutamente liberticide o del tutto protezioniste, con grande rischio soprattutto per la comunità degli internauti e per un libero accesso a internet. Di fatto alcuni paesi, soprattutto di oltre oceano, chiedono di stabilire delle sanzioni penali e civili per internet service providers, gestori di piattaforme internet e di blog, ce sarebbero responsabili di abusi più o meno legati al tema della contraffazione. Si tratta di un'interpretazione larga, che rischia di creare una vera e propria spada di Damocle per tutti coloro che utilizzano internet liberamente.
In un certo modo é come se si rendessero penalmente responsabili le compagnie telefoniche perché alcuni utenti utilizzano il telefono per parlare tra di loro, magari concordando attività illecite che poi vengono intercettate. Una situazione che non é assolutamente tollerabile, che non corrisponde a quello spazio di libertà e di libera espressione di internet che fa parte dell'identità stessa della nostra Unione Europea e che può portare a degli effetti assolutamente perversi.
Su questo sentiamo, qui al Parlamento Europeo, gli effetti del calore e della mobilitazione della comunità degli internauti che ha capito che cosa bolle in pentola. Ma siamo molto attenti anche ad altri aspetti che possono portare a degli effetti negativi in quest' accordo, ad esempio la limitazione all'accesso di medicinali a basso costo che sono prodotti in India o in Brasile, che non violano la proprietà intellettuale, che sono sicuri ma che hanno la grande colpa di costare molto meno rispetto a prodotti farmaceutici di industrie occidentali (le quali, sulla base di questo accordo, avrebbero la possibilità di chiedere in via cautelative dei sequestri doganali senza nemmeno passare attraverso l'intervento del potere giudiziario).
Un altro aspetto di ACTA é la segretezza con la quale vengono condotti i negoziati. Segretezza asimmetrica, visto che le grandi compagnie americane hanno siglato un patto di riservatezza con l'amministrazione americana ed hanno ottenuto tutta una serie di informazioni sullo stato di avanzamento di questi negoziati.
Anche noi come Parlamento Europeo abbiamo reclamato l'accesso ai documenti, e nella Commissione di Commercio Internazionale, come responsabile del problema ACTA a nome del gruppo ne ho parlato durante la sessione plenaria (guarda il video).
Abbiamo anche firmato una dichiarazione scritta che mette i paletti su quelli che sono gli elementi di libertà e che devono assolutamente essere salvaguardati durante la fase finale di questo negoziato. Come Parlamento Europeo abbiamo un'arma definitiva, che é quella di dire si o no sul risultato finale del negoziato, poiché la ratifica spetta al Parlamento Europeo come sancito dal Trattato di Lisbona.
Poche settimane fa il Parlamento ha bocciato un accordo che aveva alcuni elementi simili, l'accordo SWIFT, che prevede la possibilità di accedere ai dati bancari- anche dei cittadini europei- da parte dell'amministrazione americana, sotto una parola d'ordine, lotta al terrorismo internazionale. In questa occasione é stato determinante il voto della Delegazione dell'Italia dei Valori e del Gruppo liberal-democratico, che ha spostato la maggioranza. Non é detto che, se i risultati del negoziato non saranno soddisfacenti, il Parlmento europeo non ritenti lo stesso colpo.