dalla parte dei cittadini



25 Maggio 2010

4 punti per affrontare la crisi


Il governo sta approntando una manovra finanziaria come altri paesi europei.  

Il primo dovere dell´opposizione io credo non è quello di aspettare passivamente quelle che saranno le proposte di Tremonti, ma cominciare a declinare una lista di priorità. Noi sappiamo ciò che accade in Italia: non possiamo aumentare le tasse che hanno già un carico eccessivo - è molto difficile diminuirle - ma d´altro canto c´è bisogno di una liquidità che sia disponibile per sostenere una crescita che è già molto fiacca.  

Dove trovare zone di margine che possano essere utilizzate per avere risorse addizionali per la collettività e favorire lo sviluppo? Paradossalmente la situazione Italiana, vista in un'otica europea, è quasi più favorevole per certi aspetti rispetto a quella di altri paesi. Se da una parte abbiamo un debito pubblico di oltre 1700 miliardi - una zavorra che condizionerà le politiche di destra o di sinistra per un bel numero di governi - dall´altra l´Italia ha delle anomalie, rispetto ad altri paesi europei, sulle quali si può intervenire e che rappresentano, o possono rappresentare, altrettante possibilità, dove si possono reperire risorse importanti per la collettività.  

In particolare ci sono tre questioni, che sono "non dette" nelle istituzioni Europee: la lotta alla corruzione, che per l´Italia ha un costo secondo per la Corte dei Conti di 50 miliardi di euro; la lotta all´evasione fiscale, che secondo l´Agenzia delle Entrate ha un costo di oltre 200 miliardi di euro; l´azione per favorire per favorire l´emersione di tutta l´economia sommersa, dell´economia al nero. Queste tre piaghe - corruzione, evasione fiscale, economia sommersa - sono proprie anche di altri paesi come la Grecia, che sono particolarmente vulnerabili in quest'ultima ventata di crisi finanziaria. Tra l´altro sono tre piaghe che rendono molto difficile il compimento di un mercato interno, con una vera concorrenza, con un vero accesso alle opportunità di lavoro e di produzione in modo paritario e legalitario come deve essere per tutti e come l´Europa dovrebbe garantire.  

Di questo ho avuto modo di discutere con Mario Monti, ex commissario italiano che attualmente svolge un incarico molto importante per conto della commissione Barroso per cercare di portare a compimento il mercato interno. E' paradossale che l´Europa insista così tanto con i governi dei paesi membri sul rigore di bilancio ma dica poco rispetto al lavoro che certi paesi, l´Italia prima fra tutti, devono fare per lottare contro la corruzione, l´evasione fiscale e l´economia sommersa. Sono dei tabù che per gentilezza in Europa non vengono ricordati abbastanza spesso. 

Fate caso a quello che sta accadendo in Grecia: Papandreu, anche su richiesta dell´Europa, ha annunciato un programma di lacrime, sangue e austerità tagliando una serie di privilegi in larga parte scriteriati, tagliando sulle pensioni e salari, intervenendo sulle categorie più basse e vulnerabili. Per ora non ha detto una sola parola per combattere in Grecia contro quelle piaghe che noi Italiani già abbiamo. Se si riuscisse con la prossima manovra ad intervenire realmente su queste tre piaghe cominceremmo ad ottenere tutta una serie di risorse aggiuntive che sono indispensabili per rilanciare il Paese.  

C´è una quarta cosa che va fatta, funzionale alla lotta all´evasione fiscale all´economia sommersa e alla corruzione, e cioè un de-burocratizzazione massiccia del nostro paese.

Pensate che è stato calcolato a 30 minuti giornalieri il tempo che un cittadino medio italiano necessita per le procedure amministrative. É qualcosa d'impensabile per il resto dell´Europa. Secondo l´Economic World Forum che ha preso in esame 117 paesi al mondo ad economia industrializzata, l´Italia è al 114° posto per l´efficienza della burocrazia.  

Infine l´ultima, forse la più paradossale, delle anomalie italiane è il costo delle istituzioni che non è uguale rispetto al resto dell´Europa. Abbiamo un parlamento che costa quasi il doppio rispetto a quello tedesco; abbiamo il costo delle province che è valutato intorno ai 17 miliardi l´anno - ricordo che in campagna elettorale erano tutti d´accordo sull´abolizione delle province e che  poi durante questa legislatura soltanto l´IDV ha presentato una legge per procedere all´effettivo smantellamento ma è stata purtroppo lasciata sola: abbiamo 650mila auto gestite dallo stato e dalle amministrazioni pubbliche - un primato in tutto il mondo (al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con circa 73mila) - ; abbiamo la possibilità di intervenire e di cominciare a mettere in circolazione risorse che altrimenti restano del tutto improduttive.  

Queste dal punto di vista Europeo sembrano dover costituire le priorità della prossima manovra del governo italiano per cercare di sostenere la crescita: lotta alla corruzione, all´evasione fiscale, all´economia sommersa, de-burocratizzazione del paese e finalmente intervenire per abbattere i costi della casta e della politica.