Il 12 giugno migliaia di lavoratori del pubblico impiego manifesteranno a Roma, mentre il 25 giugno tutti i lavoratori dipendenti sciopereranno e manifesteranno in tutta Italia contro la manovra economica del governo.
Italia dei Valori ha deciso di fare un'opposizione dura in Parlamento ma soprattutto di rappresentare il disagio e i gravi danni che questo governo sta facendo sul piano sociale.
Il governo Berlusconi vara un blocco dei salari, ma non quelli dei grandi dirigenti che prendono centinaia di migliaia di euro all'anno, ma quelli dei lavoratori del pubblico impiego che prendono 1500 euro al mese, dai medici, agli insegnanti, ai pompieri, a tutto quel mondo del lavoro che opera davvero nel pubblico impiego. Questa manovra costerà a questi lavoratori 3000 euro.
Per Berlusconi saranno poco o niente, una briciola che gli cade dal tavolo, ma 3000 euro per chi prende questi stipendi vuol dire saltare una tredicesima all'anno. Le conseguenze sia sul pubblico impiego, sia su quello privato, sono enormi. Abbiamo fatto un conto breve sull'operazione fatta sulle pensioni: ogni lavoratore che deve aspettare sei mesi in più per andare in pensione versa allo Stato 8000 euro e prenderà una pensione di 1000 euro.
Quello che sta accadendo è chiarissimo: alla crisi si risponde colpendo sempre gli stessi. Mentre i ricchi per pagarsi la sanità privata, l'insegnante privato, il giardiniere privato i soldi ce li avranno sempre, per 20 milioni di lavoratori e per 14 milioni di pensionati non sarà così. Il taglio enorme dei salari e delle pensioni comincia a creare uno strano ed enorme abbinamento: al lavoro non corrisponde libertà, al lavoro non corrisponde emancipazione, al lavoro non corrisponde progettare il futuro, ma corrisponde la povertà. Per questa ragione Italia dei Valori sa da che parte stare. Dalla parte dei lavoratori.
Abbiamo aperto un portale (www.idvlavoro.it) dove facciamo diventare sia le piazze concrete, con le persone in carne ed ossa che lavorano a contatto con un partito nuovo e in crescita. Abbiamo la forza di essere in tanti e di avere ragione.
Berlusconi sta creando danni enormi all'economia delle famiglie e delle imprese. Per questo l'Italia dei Valori parteciperà allo sciopero del 12 e del 25 e si prepara ad un autunno molto caldo. Continuano le chiusure delle fabbriche. L'illusione un po' stupida della Lega, secondo la quale basta “chiudersi a casa propria” che tanto la crisi non arriva, quando invece l'Italia è invasa da un'economia globale e non ha le difese, crea un allarme sociale enorme. Si rischiamo conflitti sociali molto pesanti nei prossimi mesi. Dobbiamo fare sì che i conflitti sociali siano pacifici e che portino a dei risultati, bisogna capire in che direzione bisogna andare, e noi siamo per quella rivolta verso i giovani precari, verso quella delle partite Iva, degli artigiani, delle piccole medie imprese che investono, dei lavoratori che devono essere sereni in un posto di lavoro a tempo indeterminato.
Noi sappiamo da che parte stare, ed è questa la differenza con altri partiti di opposizione, che ancora continuano a tentennare non capendo che il programma non è solo dire “via Berlusconi”, ma bisogna essere credibili avendo una proposta di governo alternativa, con facce nuove, giovani ed idee fresche per stare in linea con quello che accade nel mondo, evitando di finire come la Lega, ossia il partito che prende dall'acqua del Po, la beve e scopre che è tutta sporca, inquinata dalle stesse industrie del Nord. Siamo oltre a questi vecchi partiti, fatti di poltrone. Vorremmo, attraverso la Rete, far sì che un partito costruisca proposte, in diretta con il territorio, in diretta con chi lo vive tutti i giorni. La partecipazione sarà un modo per costruire la proposta di governo alternativo.
