L’ideologia non c’entra, il pacifismo di convenienza neanche. Il voto contrario alla Camera dell’IdV al rifinanziamento e al prolungamento della missione italiana in Afghanistan, voluti dall’attuale Governo, trova spiegazioni più profonde e concrete.
Voglio precisare, a scanso di equivoci, che siamo a favore della cooperazione internazionale e delle missioni a scopo umanitario, che mirano a riportare la pace in aree martoriate dalla guerra o da lotte tribali, tanto è vero che per 9 anni abbiamo appoggiato, con convinzione, l’intervento dei militari italiani in Afghanistan – così come stabilito dalla risoluzione ONU del 2001.
Oggi le condizioni, a nostro avviso, sono mutate ed è giunta l’ora dei bilanci. E’ quindi doveroso chiedersi: quali obiettivi sono stati raggiunti? E a che prezzo? Certamente alcuni dati non sembrano far riferimento ad un intervento per la pace: 1.500 “resistenti” talebani ammazzati da soldati italiani (fonte l’Espresso); 25 vittime tra i nostri ragazzi in divisa a fronte di una spesa sbalorditiva di oltre 2 miliardi e mezzo di euro. I risultati? Nessun riconoscimento dei diritti della popolazione afghana, nessuna possibilità di elezioni democratiche senza rischio per l’incolumità personale o senza ritorsioni fisiche, nessuna emancipazione della donna. In compenso l’unico “miglioramento”, si fa per dire, oggettivamente riscontrato è quello del traffico e della produzione di oppio legato a narcoproduttori contigui al governo Karzai.
Il Governo Berlusconi ha proposto di prorogare fino al 31 dicembre 2010 la missione in Afghanistan con un ulteriore incremento economico di 18.700.000 euro.
L’IdV è orgogliosa dell’esercito italiano, dei suoi professionisti, dei suoi ragazzi in divisa che, con il loro impegno quotidiano difendono le popolazioni in difficoltà. Ma a questo punto mi chiedo: quali sono i motivi per prorogare questa missione? È lecito continuare ad impegnare i nostri soldati in questa operazione? A nostro avviso la risposta è no. Ed è no perché sentiamo ancora forte l’orgoglio di essere italiani, di essere solidali con chi è in difficoltà, ma allo stesso tempo abbiamo la dignità di dire la nostra su una missione costosa, senza fine ed improduttiva. Una missione – così come oggi è concepita – che non giova a nessuno, ma che produce solo lacrime e sangue.
E’ quindi l’ora di mettere un punto fermo a questa guerra, l’IdV non ha esitato a chiarirlo con un voto di dissenso alla Camera, poiché il nostro impegno ed i sacrifici dei nostri soldati sul territorio afghano non valgono la loro vita.