dalla parte dei cittadini



20 Luglio 2010

Caliendo deve dimettersi


Come ‘pensionato sfigato’ - la definizione è di Berlusconi - il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo si dava parecchio da fare. Tra un pranzo e una cena, era sempre pronto a dare una mano al comitato d’affari che si riuniva a casa Verdini: che ci fosse da fare pressioni sulla Corte Costituzionale perché approvasse il Lodo Alfano, che si trattasse di attivarsi per far nominare il giudice Alfonso Marra alla corte d’appello di Milano o che ci fosse da intervenire per far accogliere il ricorso di Formigoni contro l'esclusione della sua lista alle elezioni regionali, lui era sempre disponibile. Le carte processuali descrivono un quadro inquietante, da cui emergono fatti gravissimi che imporrebbbero dimissioni immediate.
Quello che è certo è che il sottosegretario alla Giustizia non può restare al suo posto, per questo l’Italia dei Valori ha presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti (Scarica il Pdf - 86 Kb). Una mozione che deve essere discussa prima della pausa estiva perché è evidente che Caliendo, quantomeno per ragioni di opportunità, non è in grado di svolgere con serenità il suo delicato lavoro, per il quale deve occuparsi, tra l'altro, di intercettazioni e di riforma della giustizia. Io al suo al posto avrei già fatto le valigie e lasciato via Arenula, lui non l’ha fatto e non sembra intenzionato a farlo, per questo la mozione di sfiducia è un atto dovuto.
L’auspicio è che, nell’interesse del Paese, sia sostenuta da tutte le forze d’opposizione: c’è un problema da risolvere e bisogna farlo subito