Le nostre proposte intendono non solo contribuire alla riduzione del debito ma soprattutto promuovere lo sviluppo e sostenere le fasce più deboli. Proponiamo una manovra biennale di più di 65 miliardi di euro di cui 33 miliardi dedicati alla riduzione del deficit e 32 miliardi allo sviluppo, in particolare attraverso la riduzione del carico fiscale a lavoratori e piccole e medie imprese.
Il rischio vero è che le manovre contemporanee dei paesi dell’eurogruppo per centinaia di miliardi di tagli e di aumenti di imposte abbino un forte impatto depressivo, inducendo una deflazione delle economie europee che renderebbe vano ogni intervento di riduzione ragionieristica dei deficit dei bilanci pubblici nazionali.
Proponiamo di intervenire con misure su scala continentale e sul piano nazionale. (espandi | comprimi)
I tagli devono essere, inoltre, accompagnati da riforme strutturali, dal fisco al welfare, per rilanciare la crescita, ridurre stabilmente il deficit dei conti pubblici ed ottenere il consenso delle popolazioni, consenso senza il quale ogni manovra rischierebbe di essere vanificata dalle resistenze di ampi settori di cittadini.
Emerge l’esigenza di una diversa politica economica che risponda alla crisi attuale rilanciando la domanda interna, la nostra capacità di competere sui nuovi mercati internazionali dei paesi emergenti con la qualità dei nostri prodotti, che accompagni il nostro sistema produttivo verso la green economy, o per meglio dire verso una riconversione ecologica del nostro modello di sviluppo e della nostra società.
Siamo per la modernizzazione ecologica dell'economia tramite la riconversione dell'insieme delle attività produttive e dei servizi, riconversione che può essere l’occasione per centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati nelle energie rinnovabili, nell'edilizia, nei trasporti, in agricoltura, nella manutenzione, nel rifornimento dei materiali, nella riparazione, nel riciclaggio, nel commercio locale, nella ricerca e nell'innovazione o nella protezione degli ecosistemi.
Proponiamo una manovra anticiclica pari a quasi quattro punti di Pil (circa 65 miliardi di euro) per il biennio 2011-2012 che riduca anche la pressione fiscale trasferendola almeno in parte dal lavoro, dalle famiglie e dalle imprese, alla rendita speculativa.
La manovra Tremonti non va in questa direzione ed è recessiva, anche se condividiamo alcune delle misure proposte.
(espandi | comprimi)
L’attuale manovra è in buona parte dovuta al timore di attacchi speculativi da parte di quegli stessi mercati finanziari che sono responsabili dell’attuale crisi economica mondiale. Riteniamo urgente che le azioni dei mercati vengano regolamentate, che la speculazione finanziaria sia fortemente ridimensionata e che gli operatori finanziari paghino il loro contributo in quanto beneficiari di ingenti profitti.
Una politica restrittiva è l’esatto opposto di ciò che servirebbe all’Europa. D’altronde, le difficoltà della finanza pubblica sono l’effetto e non la causa della crisi. I tagli messi in cantiere in tutta Europa assicurano solo stagnazione e disoccupazione crescente; e, soprattutto, rendono sempre più esplosivi i divari territoriali. Di questo passo, è prevedibile che alcuni paesi saranno costretto ad uscire dall’euro. La stessa Italia è a rischio.
L’Europa ha bisogno di una politica espansiva concertata, che tenga a freno la speculazione e generi una crescita equilibrata.
Sintesi degli effetti finanziari della manovra 2011-2012. (espandi | comprimi)
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MAGGIORI ENTRATE E MINORI SPESE Euro (Miliardi)
2011
2012
A) Lotta all’evasione fiscale, recupero a tassazione e maggiori entrate
20,650
7,150
B) Tagli ai costi della politica
13,000
11,750
C) Tagli alla spesa pubblica
6,500
6,500
Totale
40,150
25,400
MINORI ENTRATE E MAGGIORI SPESE (2011-2012)
2011
2012
Riduzione carico fiscale lavoratori e famiglie
8,000
8,000
Estensione ammortizzatori sociali
2,000
2,000
Riduzione carico fiscale PMI(Irap su costo lavoro)
6,000
6,000
Totale
16,000
16,000
Differenza netta 2011 24,150 Miliardi di Euro da destinare alla riduzione del Debito Pubblico
Differenza netta costante aggiuntiva dal 2012 9,400 miliardi di Euro annui da destinare alla Riduzione del Debito Pubblico
PROPOSTE IDV SUL PIANO NAZIONALE
A) Misure di lotta all’evasione fiscale e di recupero a tassazione e maggiori entrate. (espandi | comprimi)
1) addizionale dello 7,5% sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale (l’imposta complessiva (5% + 7,5% = 12,5%) diverrebbe pari al 12,5%, cioè all’aliquota dell’imposta sostitutiva applicata alle rendite finanziarie, ad esempio ai titoli di stato (7,5 miliardi di euro);
2) ripristino delle norme di contrasto all’evasione fiscale introdotte dal Governo Prodi e soppresse dall’attuale Governo (1 miliardo l’anno) e contrasto di interesse con la possibilità di dedurre dall’imponibile Irpef alcune spese;
3) introduzione della determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche ed anche delle società di capitale minori (nuovo redditometro a riscossione immediata) e rettifica delle dichiarazioni pregresse, nonché misure di contrasto all’elusione tramite le società di comodo e dell’Ires ( 3 miliardi l’anno);
4) recupero immediato delle somme dovute dai contribuenti che hanno aderito al condono fiscale 2003-2004 e che non hanno pagato tutte le rate secondo quanto denunciato dalla Corte dei conti (3 miliardi);
5) tassazione con l’aliquota del 20 per cento delle plusvalenze finanziarie speculative con l’esclusione dei rendimenti dei titoli di Stato (1,2 miliardi l’anno);
6) reintrodurre l’Ici sulle case di lusso ( 1,7 miliardi l’anno);
7) Remunerazioni legate ai risultati dei manager (stock option) tassate in aggiunta allo stipendio annuale;
8) mettere all’asta le frequenze liberate dal passaggio al digitale terrestre, come hanno fatto altri paesi (Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia). La relativa asta in Germania, ad esempio, si è conclusa con un incasso di 4,5 miliardi di euro e si presuppone che lo stesso possa succedere in Italia, dove invece le frequenze vengono regalate (3 miliardi);
9) per le banche riduzione quota di deducibilità per le sofferenze creditizie dallo 0,30 allo 0,20% (0.25 miliardi l’anno);
10) soppressione parziale di province in attesa dell’eliminazione nella Costituzione dell’istituzione “Provincia” (3 miliardi l’anno);abolizione del CNEL con legge Costituzionale;
11) eliminazione del vitalizio per i parlamentari nazionali e per i consiglieri regionali con il trasferimento dei contributi versati all’ente previdenziale di riferimento, includendo in tale misura anche gli ex-parlamentari e gli ex-consiglieri regionali (1 miliardo l’anno);
12) blocco immediato delle auto blu, salvo 10 per la Presidenza del consiglio, per ogni ministero con portafoglio, per i Comuni con più di 1 milione di abitanti, 5 per i Ministeri senza portafoglio, per i Comuni con più di 500 mila abitanti, per le Regioni, 2 per i Comuni con più di 250 mila abitanti e per le Province Autonome, 1 per i comuni con più di 100 mila abitanti e le province. (5 miliardi l’anno);
13) nuove regole per gli appalti e per l’intervento della Protezione civile nonché per combattere la corruzione;
14) una riduzione dei consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni attraverso un taglio modulabile soprattutto a carico delle amministrazioni centrali ed il rafforzamento del ruolo della Consip ( 5 miliardi l’anno);
15) riduzione da subito delle spese militari in previsione della costituzione di un esercito europeo ( 0.5 miliardi l’anno);
16) soppressione dei finanziamenti previsti per il ponte sullo Stretto di Messina ed altri grandi opere non prioritarie (1,250 miliardi);
17) riduzione dei trasferimenti alle imprese ad eccezione dei trasferimenti al settore del trasporto pubblico locale e alle Ferrovie dello Stato spa, risorse da impegnare nella deduzione del costo del lavoro dall’imponibile Irap ed in altre misure a favore delle imprese stesse (2,75 miliardi l’anno);
18) le pubbliche amministrazioni in pagamento del patrimonio immobiliare pubblico venduto devono accettare solo titoli di stato stimati al valore di mercato. Due gli obiettivi: garanzia che la vendita dei beni immobiliari pubblici è finalizzata solo alla riduzione del debito; sostegno al valore dei bond pubblici sui mercati;
19) separare le attività bancarie da quelle assicurative come accadde negli altri paesi per ottenere una maggiore concorrenza;
20) vietare l’utilizzo di alcuni strumenti finanziari speculativi come i derivati (definiti dall’economista Warren Buffet: “armi finanziarie di distruzione di massa”);
21) misure per le pubbliche amministrazioni:
- avvio del passaggio delle PP.AA. all’Open source (0.250 miliardi l’anno);
- accorpamento di tutti gli enti operanti nel campo della internazionalizzazione;
- soppressione tutti gli enti inutili (lista Padoa Schioppa – 119 enti)(0,75 miliardi l’anno);
RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE A LAVORATORI E IMPRESE E SOSTEGNO AL REDDITO ED ALLO SVILUPPO (16 miliardi l’anno)
1. A favore dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie, anche al fine di sostenere la domanda interna (8,000 miliardi di euro all’anno): (espandi | comprimi)
a) aumenti delle detrazioni per carichi familiari (4,400 miliardi a decorrere dal 2011);
b) alleggerimento del carico Irpef sui redditi bassi e medi da lavoro e da pensione diminuendo l’imposta sulle tredicesime e attraverso il meccanismo delle detrazioni (2,200 miliardi a decorrere dal 2011);
c) garantire gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori atipici (1,400 miliardi a decorrere dal 2011);
2. Per favorire lo sviluppo delle PMI (8,000 miliardi all’anno): (espandi | comprimi)
a)riduzione del costo del lavoro nell’imponibile Irap per le PMI (6,000 miliardi all’anno dal 2011);
b)per la piccola impresa e per l’artigianato, prevedere il pagamento dell’IVA al momento in cui si incassa e non in anticipo (2,000 miliardi all’anno dal 2011);
LE MISURE PROPOSTE DAL GOVERNO CHE CONDIVIDIAMO (Anche perché alcune sono nostre proposte da sempre) (espandi | comprimi)
1) Intensificazione piano controlli sui falsi invalidi;
2) Limitazioni all'uso delle autovetture di servizio, c.d. auto blu;
3) Censimento immobili enti pubblici e relativa razionalizzazione;
4) Riduzione del 10% per la parte eccedente gli 80mila euro del trattamento economico di ministri e sottosegretari non parlamentari;
6) Riduzione della spesa degli Organi costituzionali (Presidenza della Repubblica, Senato della Repubblica, Camera dei deputati e Corte Costituzionale);
7) Riduzione dei rimborsi ai partiti politici;
8) Riduzione dei costi legati agli incarichi svolti da titolari di cariche elettive. I titolari di cariche elettive, per gli incarichi conferiti dalle Pubblica amministrazione potranno percepire solo il rimborso spesa ed il gettone di presenza non potrà superare i 30 euro;
9) Riduzione dei compensi dei componenti degli organi di autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa, contabile, tributaria, militare, dei componenti del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana e dei componenti del Cnel, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro;
13) Riduzione dei componenti do organi di amministrazione e di controllo degli enti pubblici (n. 5) nonché del collegio dei revisori (n. 3);
15) Riduzione delle spese per missioni negli apparati amministrativi, ovvero la riduzione del 50% delle spese sostenute per missioni, ad esclusione delle missioni internazionali di pace nonché di quelle strettamente connesse ad accordi internazionali o indispensabili per assicurare la partecipazione a riunioni presso enti e organismi internazionali o comunitari;
16) Riduzione per le pubbliche amministrazioni e per le società pubbliche delle spese per studi e consulenze, nonché per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e infine sponsorizzazioni;
18 ) Riduzione del 10 % dei compensi dei componenti degli organi delle società pubbliche non quotate.
1) introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie (compravendita di titoli, azioni, obbligazioni, valute, e di ogni altro prodotto finanziario, …) valida per tutti paesi dell’eurogruppo (da proporre anche al G20) tra lo 0,1 e lo 0,5 % del valore scambiato e destinare il gettito di tale imposta (circa 100 miliardi di euro l’anno) a progetti europei di grandi infrastrutture, della ricerca, di progetti di conversione ecologica del sistema produttiva ad iniziare dal settore energetico e da quello della mobilità;
2) dare il potere all’Ecofin di decidere forti aumenti temporanei dell’aliquota della tassa sulle transazioni finanziarie per stoppare le speculazioni sulle operazioni a breve termine ed allo scoperto;
3) divieto delle vendite dei titoli di stato e di altri prodotti finanziari allo scoperto e “nude” (naked short selling) per limitare le possibilità speculative;
4) costituzione di un Agenzia di rating europea;
5) ridiscussione dei criteri di cui al Trattato di Maastricht mettendo tra le priorità la questione occupazionale, nonché la funzione della BCE che deve essere più orientata allo sviluppo anziché al solo controllo dell’inflazione;
6) armonizzazione fiscale europea ad iniziare dall’Iva;
7) emissioni di 1.000 miliardi di eurobond (il 10% del Pil europeo – proposta di Alberto Quadrio Curzio) con la garanzia delle riserve auree delle diverse banche centrali per finanziare (unitamente alla Tobin tax) progetti europei di grandi infrastrutture, della ricerca, di progetti di conversione ecologica del sistema produttiva ad iniziare dal settore energetico e da quello della mobilità;
8) creazione di un Fondo monetario europeo;
9) entrata in vigore da subito della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui gestori di fondi di investimento alternativi (hedge fund e private equità);
10) un controllato deprezzamento dell’euro (anche per favorire le esportazioni e ridurre il valore dei debiti contratti) ed una rinegoziazione delle scadenze del debito pubblico degli stati più deboli (consolidamento) almeno nel rapporto con i grandi istituti di credito;
11) costituzione di un esercito europeo di pronto intervento con la riduzione delle spese militari nazionali (ad iniziare dalla Grecia);
LA MANOVRA 2010
PROPOSTA IDV
(in milioni di euro)
RISORSE
2011
2012
RIFORME
2011
2012
PER LE FAMIGLIE
Addizionale dello 7,5% sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale
7.500
Aumenti delle detrazioni per carichi familiari
Ripristino norme Governo Prodi contrasto evasione
1.000
1.000
Restituzione fiscal drag tramite meccanismo delle detrazioni Irpef sui rediti bassi e medi da lavoro e da pensione
2.200
2.200
Determinazione sintetica reddito
3.000
3.000
Aumento risorse Fondo per l’occupazione
per garantire ed estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori atipici
1.400
1.400
Recupero condono 2003
3.000
PER LE IMPRESE
Rendite finanziarie al 20%
1.200
1.200
Riduzione del costo del lavoro nell’imponibile Irap
per le PMI
6.000
6.000
Ici su case di lusso
1.700
1.700
Per la piccola impresa e per l’artigianato, prevedere
il pagamento dell’IVA al momento in cui
si incassa e non in anticipo
2.000
2.000
Riduzione deducibilità per banche
250
250
Soppressione Province
3.000
3.000
MANOVRA CORRETTIVA
Blocco auto blu
5.000
5.000
Soppressione enti inutili
750
750
Eliminazione vitalizio parlamentari naz.li e regionali
1.000
1.000
Riduzione consumi intermedi PA
5.000
5.000
Trasferimenti imprese
2.750
2.750
Soppressione finanziamenti Ponte Messina
e altre grandi opere non prioritarie