Dell'Utri Marcello, condannato in secondo grado per reati di mafia, piuttosto che difendersi nei processi, sta scrivendo un volume di cultura mafiosa.
Con disprezzo e strafottenza per le azioni penali in corso, Dell'Utri Marcello pontifica e sembra rappresentare il popolo della cultura mafiosa. Stiamo parlando del senatore Marcello Dell'Utri, sì, il condannato per mafia è senatore!
Dell'Utri Marcello, cofondatorte di Forza Italia con Berlusconi Silvio, pluri-inquisito e pluri-salvato da leggi ad personam, proposte dal proprio legale avvocato e deputato Ghedini, rimane al suo posto e ricorda che lo stalliere di cavalli e riferimento di mafiosi , Mangano Vittorio , è un eroe.
Sì, il Sen.Marcello Dell'Utri ha detto, e più volte ripetuto, che lo stalliere condannato Mangano Vittorio è un eroe. Un messaggio da tipica cultura mafiosa. Secondo il parere di Dell’Utri, Mangano Vittorio era un eroe, perché non ha fornito ai magistrati elementi utili contro lui e i suoi amici, Berlusconi Silvio e Dell'Utri Marcello, appunto.
Tranquilli mafiosi e collusi anche Dell'Utri Marcello condivide la subcultura mafiosa e considera chi difende gli "amici " degli eroi. Tranquilli mafiosi e collusi anche Dell'Utri Marcello non parlerà, anzi non ha parlato, aspirando ad essere considerato anche lui eroe. E, a conferma che, secondo la subcultura usata dalla mafia, un vero uomo non parla; convocato il 27 luglio 2010 da imputato a rispondere dei suoi rapporti con cricca e la P3, il senatore Dell'Utri si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Ogni imputato può avvalersi della facoltà di non rispondere.
Anche l'imputato Dell'Utri Marcello, già condannato in altro processo per mafia in corso, può avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma l'intellettuale Dell'Utri (beati monoculi in regno coecorum) non soltanto si avvale del suo diritto di imputato della facoltà di non rispondere, ma manda un tipico messaggio omertoso e di cultura mafiosa: invita gli altri imputati a seguire il suo esempio e a non rispondere alle domande dei magistrati.
Ce ne è abbastanza per proporre di diffondere nelle scuole, che vogliono conoscere la cultura mafiosa e difendersi da essa, il pensiero del professionista e intellettuale, legato alla mafia e condannato a 7 anni in Appello per concorso esterno in associazione mafiosa, Dell'Utri Marcello, che è la stessa persona di Marcello Dell'Utri , senatore e cofondatore di Forza Italia, insieme con il pluri-imputato e pluri-salvato da leggi ad personam, Berlusconi Silvio.
Berlusconi Silvio rimane al suo posto istituzionale di capo del governo. Dell'Utri Marcello rimane al suo posto istituzionale, di senatore della Repubblica.
La mafia rischia, così continuando, di apparire di avere il volto dello Stato, e lo Stato, così continuando, rischia di apparire di avere il volto della mafia.