dalla parte dei cittadini



10 Agosto 2010

TRENI, IL GOVERNO TAGLIA I FONDI: SICUREZZA SEMPRE PIU’ A RISCHIO


Il morto e i 58 feriti del deragliamento del treno della Circumvesuviana avvenuto venerdì nella zona di Gianturco, alla periferia orientale di Napoli allungano la lista delle vittime involontarie della politica scellerata di questo governo in tema di infrastrutture.

Vale la pena ricordare solo alcuni degli incidenti avvenuti negli ultimi mesi: a maggio, in Puglia, 35 persone rimangono ferite nello scontro tra un treno e un'autocisterna al passaggio a livello di Bitonto-Santo Spirito. In aprile sono 70 i feriti nel tamponamento di due convogli alle porte di Roma, mentre a Merano perdono la vita 9 persone: il treno sul quale viaggiavano viene travolto da una frana causata dalla rottura di un impianto di irrigazione; la sciagura provoca anche 28 feriti. Sempre in aprile in Liguria il deragliamento di un carrello per la manutenzione della massicciata ferroviaria provoca il ferimento di 5 operai nei pressi della stazione di Recco. Tredici mesi fa l’incidente più grave, a Viareggio: è il 29 giugno 2009 quando il treno merci 50325 deraglia in seguito all’esplosione causata dalla fuoriuscita di Gpl da una cisterna, provocando morte e distruzione tutto intorno. Un vero inferno: due palazzine distrutte, altre tre evacuate, centinaia di sfollati. 31 le persone decedute a causa del disastro, undici morte nell'esplosione e nell’incendio che ne è seguito, altre venti per le ustioni nei mesi successivi. Ad oggi nessuno è stato ancora rinviato a giudizio per quei fatti.

Questi sono solo alcuni degli episodi più gravi, ma nel corso del 2009 in Italia si sono verificati oltre 50 incidenti. Uno a settimana. Tutto questo non avviene per caso, come vorrebbero fare intendere il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli e l’Ad di FS Mauro Moretti, ma è il matematico risultato di una politica della sicurezza sempre più latitante. Di tagli criminali ai fondi per la formazione del personale, per la manutenzione delle tratte ferroviarie, per l’acquisto di nuovi e più sicuri convogli.

Mentre il governo spende miliardi di euro nell’alta velocità, in opere faraoniche come il ponte sullo Stretto, o nelle centrali nucleari, le linee ferroviarie ordinarie vengono lasciate al loro destino. L’Italia, dove il 15 per cento dei pendolari si muove in treno, ha i convogli regionali e locali più disastrati dell'Unione europea. A differenza di paesi come Germania e Francia che investono oltre un miliardo di euro l’anno in infrastrutture e materiale rotabile, il nostro governo ha cancellato anche i 300 milioni previsti inizialmente nel disegno di legge per il riordino dell'agenzia nazionale per la Sicurezza ferroviaria. Esattamente il contrario di ciò che bisogna fare. Noi dell’Italia dei valori pretendiamo che proprio la sicurezza torni al ad essere al centro di tutte le priorità.