dalla parte dei cittadini



11 Ottobre 2010

FARE CHIAREZZA SU UNA SANITA’ ORMAI ALLO SBANDO


Sono sempre più frequenti i casi di malasanità nel nostro Paese. Tanto che è quasi impossibile fare un elenco dei numerosi episodi che hanno coinvolto, loro malgrado, adulti e bambini nelle strutture sanitarie pubbliche, al Nord come al Sud. Da mesi è un susseguirsi di notizie gravissime. L’ultima risale a mercoledì scorso e arriva dall’ospedale San Camillo di Roma, dove l’attesa di una paziente a rischio si è conclusa con la morte del bimbo, nato con parto cesareo in arresto cardiaco, sette ore dopo il ricovero della donna nella struttura. Della vicenda si è subito interessato l’Onorevole IdV Leoluca Orlando, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, che ha chiesto di acquisire “informazioni sia sul caso specifico sia, più in generale, sulle condizioni del reparto di Ginecologia dell'ospedale San Camillo in cui, già in passato, era stata denunciata scarsità di posti letto e di personale”.
Al di là del singolo caso, tuttavia, a preoccupare è l’alto numero di “incidenti”, superiore ad ogni ragionevole dato statistico. Per questo è necessario fare chiarezza il prima possibile sulle responsabilità all’origine di queste terribili vicende, perché non è ammissibile che il diritto alla salute dei cittadini, che è un diritto costituzionalmente riconosciuto, venga disatteso cosi frequentemente.
La situazione della sanità italiana, come denunciato più volte dal Responsabile Nazionale Sanità e Salute dell’Italia dei Valori, Antonio Palagiano, è ormai allo sbando. “Mancano i controlli preventivi che eviterebbero le tragedie a cui assistiamo quasi quotidianamente negli ospedali, dove gli ispettori governativi arrivano quando ormai è troppo tardi, quando il danno, purtroppo, è irrecuperabile.
Vorrei chiedere al ministro della Salute Ferruccio Fazio se intende fare qualcosa di veramente efficace per fermare questa spirale di violenza nei nostri ospedali e questa carneficina di innocenti. E’ ora di agire concretamente – ha esortato l’esponente IdV -, cambiando le regole, investendo di responsabilità personali i medici ospedalieri e i direttori generali, che sono di nomina politica. Responsabilità a cui devono rispondere anche quei politici che li hanno assunti con incarichi apicali. Oppure sarà il caos. Occorrono controlli in corso d’opera, bisogna prevenire questa mattanza, apparentemente inarrestabile, attraverso un organismo indipendente che sappia monitorare le diverse realtà e valutare dove la sanità funziona e dove no. Fazio venga in Parlamento a riferire i fatti e a spiegare le iniziative che intende intraprendere. Altrimenti - ha concluso Palagiano - è meglio che passi la mano”.