Si stima che in Italia l’evasione fiscale sia pari a 125 miliardi di euro in un anno, ovvero una somma pari al 15-20 per cento del prodotto interno lordo. Siamo uno dei Paesi in cui questo fenomeno è più radicato e , provoca conseguenze molto negative sull’economia. Chi non paga le tasse, di fatto, ha un vantaggio rispetto ai contribuenti perché ha costi più bassi e tenderà a fare concorrenza sleale verso chi rispetta le leggi tributarie. Non è esagerato dire che gli evasori rubano soldi e competitività ai cittadini onesti.
L’ex presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, qualche giorno fa, ha dichiarato che bisognerebbe insegnare ai bambini, già dalla prima elementare, che chi non paga le tasse ruba al pari dei ladri. Importante è anche il passaggio dell’attuale presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, all’annuale assemblea degli imprenditori della Brianza, nel quale ha dichiarato che anche al nord, e non soltanto al sud, ci sono molte imprese colluse con le attività criminali, includendo sia quelle che pagano il pizzo sia quelle propriamente coinvolte in traffici illeciti. La Marcegaglia ha, quindi, annunciato che Confindustria intende applicare anche al settentrione la procedura di espulsione degli imprenditori implicati con la criminalità organizzata.
In Italia c’è un problema con la cultura della legalità che non è sufficientemente diffusa. A questo proposito, noi dell’Italia dei Valori chiediamo alla presidente di Confindustria di mandare via dall’associazione non soltanto gli imprenditori collusi, ma anche quelli che non pagano le tasse. Non capiamo perché debbano poter rimanere in Confindustria nonostante abbiano un comportamento illegale. Siamo convinti che queste prese di posizione possano aiutare a diffondere la cultura della legalità nella nostra società.