Quanto accaduto a Pompei è il paradigma di questo Governo, un morto che cammina, crollato sotto il peso delle sue profonde contraddizioni, delle sue lacerazioni interne, indifferente ai veri problemi del paese e dei cittadini, all’istruzione, alla cultura, all’arte e alla tutela del patrimonio artistico del nostro paese. In politica, esiste un’etica della responsabilità, in base alla quale chi sbaglia dovrebbe dimettersi un istante dopo. Accade in tutti i paesi civili ed in tutte le democrazie compiute, dove per la verità si va a casa per molto meno. Oggi, il ministro Bondi in Aula ha respinto, con arroganza e supponenza, ogni responsabilità in merito al crollo della casa dei gladiatori, facendo ciò che riesce meglio ad una certa politica irresponsabile e abbarbicata alla poltrona, ovvero, scaricare su altri, sul maltempo, sulla cattiva gestione passata, ogni addebito. Eppure, le sue colpe sono enormi, gigantesche. Se un ministro della Repubblica italiana, non è in grado di alzare la voce e farsi sentire nei consigli dei ministri, chiedendo ed invocando a gran voce maggiori risorse per svolgere il suo mestiere, se un ministro della Repubblica italiana, non è in grado di esercitare i necessari controlli sulle persone che egli stesso ha nominato, deve fare compiere l’unico atto conseguente: andare a casa. Perché non è solo Pompei che crolla. Nell’ultimo anno, il ministro ha lasciato che crollasse una parte del soffitto della Casa di Nerone a Roma, che si sbriciolasse l’intonaco del Colosseo e che crollasse una parte della mura aureliane, senza fare nulla, senza pretendere i fondi necessari per la tutela dei beni culturali e architettonici italiani, fiore all’occhiello del nostro Paese. Per questo, noi di Italia dei Valori abbiamo chiesto che il ministro dei Mali culturali, Sandro Bondi, vada a casa. Il crollo di Pompei è solo la certificazione del disastro in cui versa l'immenso patrimonio artistico e culturale italiano. Abbiamo deciso di sostenere la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bondi; prima, però, si dovrà discutere quella presentata da Italia dei Valori che pende sulla testa di Calderoli, che ha mentito al Parlamento a proposito dell'abolizione del reato di associazione militare con scopi politici ed ha così permesso l'estinzione del processo di Verona a carico di 36 militanti leghisti. Un fatto gravissimo che prefigura responsabilità addirittura più gravi di quelle di Bondi. Con il sostegno del Pd la nostra mozione avrà le firme necessarie per sfiduciare l'artefice del Lodo Salva Lega. Chi sbaglia, chi mente al paese, chi imbroglia le carte per tutelare adepti della propria parte politica, chi scarica le sue responsabilità non è degno di fare il ministro e siccome, pallottoliere in mano, cominciano ad essere in tanti i ministri inadeguati in questo caravanserraglio governativo, a cominciare dal presidente del Consiglio, facciano una bella carovana e tutti insieme intraprendano il viaggio verso casa, una volta per tutte.